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I migliori 10 film noir da vedere

Ecco una lista di 10 film noir e neo-noir da vedere

Il noir, che più che un genere è meglio definire “stile cinematografico“, trova il suo periodo di massimo splendore negli anni ’40- ’50 negli Stati Uniti. Oltre all’uso tipico del bianco e nero, il noir si caratterizza per diversi elementi. Innanzitutto la figura femminile è diversa da quella messa in mostra in precedenza. Nei film noir, è presente, infatti, la cosiddetta femme fatale che segna una rottura con il cinema hollywoodiano. Per quanto riguarda il protagonista della storia, spesso un detective, scrittore o giornalista, si tratta di un antieroe, vittima delle situazione e degli eventi che lo vedono coinvolto.

Tra i registi del noir “classico” ci sono nomi come quello di Billy WilderJohn HustonOrson Welles ed Alfred Hitchcock. Ad ispirare il noir è il cinema espressionista tedesco di Fritz Lang Murnau, da cui vengono riprese le atmosfere cupe, l’estetica e le inquadrature. A partire dagli anni ’50 si parla del cosiddetto neo-noir, vale a dire quel filone di film di registi consapevoli di rifarsi al noir degli anni d’oro. Di seguito vi proponiamo una lista di 10 film noir (e neo-noir) da vedere.

1. M – Il mostro di Düsseldorf (1931): film noir

m film noir

M – Il mostro di Düsseldorf di Fritz Lang più che un noir, può essere considerato un precedessore di questo “filone”. Il film, basato su un reale fatto di cronaca, ha luogo in una cittadina tedesca dove un “mostro”, dopo l’uccisione di otto bambine, commette l’ennesimo delitto. La popolazione è terrorizzata dagli eventi che si susseguono ma la polizia non riesce a mettere la mani sullo spietato serial killer. Grazie alla vigilanza, si viene a scoprire un prezioso indizio sull’assassino: nell’adescare la propria vittima, l’uomo fischietta un inquietante canzoncina…

Il film trova la sua forza nella potenza simbolica delle immagini presentate. La scala vuota, la tavola apparecchiata, la sequenza iniziale non fanno che accentuare la tensione e l’incombere della morte. Uno degli elementi più efficaci di questo capolavoro del cinema tedesco sta nel mostrare solamente la conseguenza dell’uccisione delle bambine e non il macabro fatto, rendendo l’atmosfera ancora più cupa e agghiacciante. L’utilizzo delle ombre, del suono e dei movimenti di macchina sono esemplari in un film come M, tanto da venir considerati come un riferimento dai film noir.

2. Rebecca – La prima moglie (1940): film noir da vedere

film noirMaxim De Winter, il ricco proprietario di un enorme castello situato sulla riva del mare, si innamora di una giovane ragazza durante il suo soggiorno a Monte Carlo e decide di sposarla. I due novelli sposi arrivano alla residenza del marito dove non smette di riecheggiare un nome: Rebecca, la prima sposa di Maxim, morta in un misterioso incidente in yatch ed il cui corpo rimane ancora disperso. L’ossessione della signora Denvers, governante, e l’ammirazione di tutti per il ricordo di Rebecca portano la nuova moglie all’esasperazione. Ad aggravare la situazione si aggiunge il ritrovamento del corpo della prima moglie che porta il marito ad essere accusato.

Il film di Hitchcock riprende tutti i canoni del noir e li esalta alla perfezione. Dopotutto il “maestro del brivido” è un fuoriclasse in questo. Nonostante Rebecca dia il titolo al film e il suo nome sia una presenza costante nella vicenda, non viene mai mostrata rendendo la sua figura ancora più carica di mistero. Un film come Rebecca – La prima moglie, tra l’altro, centrando la sua trama attorno ad un personaggio femminile, spinge la spettatrice ad identificarsi con la protagonista a differenza dei film classici hollywoodiani in cui la figura maschile è preponderante.

3. Viale del tramonto (1950): film noir

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Joe Gillis è uno sceneggiatore di cinema che sta affrontando un brutto momento dal punto di vista economico che lo porta a rifugiarsi in una villa apparentemente abbandonata. In realtà, nell’enorme edificio vive Norma Desmond, una ex diva del cinema muto che vive nella sua bolla e rifiuta il “nuovo” panorama cinematografico. L’attrice propone all’uomo di trasferirsi a casa sua e di scrivere con lei un soggetto da interpretare. Joe accetta ma, quando capisce che Norma si è innamorata di lui, cerca di scappare.

Il lungo flashback che costituisce il film incarna al meglio il “genere” noir. La scelta di far raccontare in prima persona la vicenda al protagonista è sicuramente innovativa per l’epoca e verrà imitata da diversi film, basti pensare ad American Beauty. Indimenticabile l’interpretazione di Gloria Swanson che affascina e terrorizza alla stesso tempo. Lo sguardo in macchina con la famosa frase “eccomi, DeMille, sono pronta per il mio primo piano”, dopo l’entrata trionfale e la discesa delle scale della diva è rimasta impressa nella storia del cinema.

4. Il lungo addio (1973): film noir

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Il detective privato Philip Marlowe vive da solo con il suo gatto. Un giorno il suo amico Terry Lennox gli chiede un passaggio per Tijuana. Al suo ritorno, riceve la visita di due poliziotti che accusano l’amico dell’omicidio della moglie. Rifiutando di collaborare con i detective, Marlowe viene arrestato per favoreggiamento ma, pochi giorni dopo, viene rilasciato in seguito al suicidio dell’amico. Marlowe, tornato a casa, si dedica ad un nuovo caso: la scomparsa dello scrittore alcolizzato Roger Wade. Cercherà di scoprire la verità sul caso e su Terry Lennox mentre verranno a galla delle questioni irrisolte…

Il lungo addio di Robert Altman si basa su un famoso romanzo di Raymond Chandler. Il film è ambientato a Los Angeles, sempre rappresentata con colori abbastanza vivaci. In questo caso, Altman decide di utilizzare, al contrario, tonalità deboli e piatte e una fotografia opaca. Essenziale è la figura di Philip Marlowe interpretato dal bravissimo Elliott Gould. Marlowe è considerato l’antieroe per eccellenza e in questo film il senso di alienazione del mondo in cui vive, tipico del noir, è rappresentato in modo esemplare.

5. Chinatown (1974): film noir da vedere

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Il detective J.J. Gittes viene ingaggiato dalla signora Evelyn Mulwray affinché investighi sulla presunta infedeltà del marito. Gittes inizia ad indagare pedinando Hollis Mulwray, ingegnere e direttore del Dipartimento dell’acqua e l’energia elettrica di Los Angeles, notte e giorno ovunque lui vada. In seguito ad una foto pubblicata su un giornale dell’ uomo in compagnia di una giovane donna, si presenta all’ufficio di Gittes la vera moglie di Mulrway che lo minaccia. Nel frattempo, viene ritrovato il corpo senza vita dell’ingegnere che si opponeva alla costruzione di una diga che avrebbe creato gravi problemi alla popolazione. La ricerca del detective proseguirà senza sosta e lo getterà in un turbinio di eventi che lo travolgeranno.

Chinatown più che noir, è considerato neo-noir in quanto registi cinefili dell’epoca come Roman Polanski sono consapevoli di star creando un film di questo “genere”. All’interno del capolavoro di Polanski troviamo i personaggi tipici del noir, primi fra tutti la figura del detective e della femme fatale. La trama, ricca di colpi di scena, non può che coinvolgere lo spettatore e lasciarlo a bocca aperta.

6. Taxi Driver (1976): film noir

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Travis Bickle, ex militare reduce dalla guerra in Vietnam, è un lupo solitario che soffre di insonnia. Decide così di accettare un lavoro come tassista notturno. Un giorno incontra Betsy, una ragazza impegnata nella campagna di Charles Palantine, candidato alle elezioni presidenziali. Dopo un primo momento di complicità tra i due, l’appuntamento va a rotoli a causa del comportamento di Travis. Così il tassista si rinchiuderà nel suo mondo fatto di negatività, angoscia e caos dove conoscerà una giovane prostituta di soli 13 anni Iris che cercherà di salvare dal suo tremendo destino.

La regia di Martin Scorsese e il soggetto di Paul Schrader sono vincenti al cento per cento e la meravigliosa performance di Robert De Niro non è da meno. Stiamo parlando sicuramente di una delle opere migliori di Scorsese, ma, anche in questo caso, si può definire un film più neo-noir che noir. L’indimenticabile scena improvvisata da De Niro e imitata da tutti almeno una volta nella vita (“You talkin’ to me? You talkin’ to me?”) è rimasta nella memoria e nei cuori degli spettatori.

7. Pulp Fiction (1994): film noir

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Non poteva mancare un cult come Pulp Fiction. Il film è formato principalmente da tre episodi narrativi che hanno luogo a Los Angeles. Una coppia di rapinatori, Zucchino e Coniglietta, stanno architettando il prossimo colpo all’interno della caffetteria Hawthorne Grill. Vincent Vega e Jules Winnfield devono ritirare una misteriosa valigetta dal contenuto sconosciuto per il loro capo Marcellus Wallace. Lo stesso Vincent deve portare a cena fuori Mia, la moglie del boss, che lo affascina da subito. Marcellus organizza un incontro di box truccato con il pugile Butch.

Tarantino con Pulp Fiction torna, dopo il successo di Le Iene, a confermare il suo talento. Ma cosa ha di noir un film come questo? Tanto per iniziare la trama ma anche, e soprattutto, la caratterizzazione dei personaggi e le inquadrature che ricordano il noir. D’altronde Tarantino in primis ha affermato più volte di essersi ispirato a registi come Hitchcock, Don Siegel o Godard che hanno fatto del noir un loro marchio di fabbrica.

8. Mulholland Drive (2001): film noir da vedere

film noirLa giovane Rita riesce a salvarsi da un incidente automobilistico mentre sta per essere uccisa in una limousine che percorre la Mulholland Drive. La ragazza scappa e si rifugia a casa di Betty, un’aspirante attrice appena arrivata ad Hollywood dopo aver vinto un concorso. Rita, però, ha perso la memoria e non ricorda più chi è. Betty cercherà di aiutarla nel ritrovare la sua vera identità. Tra le due si viene ad instaurare una relazione psicologicamente complessa.

Partiamo dal presupposto che un regista come Lynch è difficile, se non impossibile, da catalogare in un genere. Quello, però, che, forse, si avvicina di più è il neo-noir, specialmente in un film come Mulholland Drive dove il mistero la fa da padrone. I personaggi non sono quelli caratteristici del noir né tantomeno la trama, non propriamente tradizionale, ma l’atmosfera sicuramente sì, che non smette di giocare tra la dimensione del sogno e della realtà.

9. Animali notturni (2016): film noir

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Il film di Tom Ford, a metà tra il drammatico e thriller, non può mancare nella nostra lista. In effetti, le influenze del noir sono abbastanza evidenti. Susan è una gallerista e vive la sua vita monotona con il marito a Los Angeles. Un giorno riceve un romanzo intitolato Animali notturni scritto da Edward Sheffield, l’ex marito. Susan inizia a leggere il manoscritto che ha come protagonista un certo Tony Hastings e più procede con la lettura più ritrova nel romanzo elementi o situazioni che sente appartenerle e che la portano a ripensare alla sua storia con Edward.

Il senso di inquietudine e angoscia che accompagna lo spettatore, durante tutta la pellicola, è costruito in maniera perfetta attraverso un susseguirsi di sequenze che alternano momenti della lettura del romanzo, ricordi passati tra Susan ed Edward e episodi descritti nel manoscritto. Sicuramente uno dei film più riusciti degli ultimi anni dove, come già affermato, gli elementi caratteristici del noir sono una componente fondamentale della storia.

10. The Neon Demon (2016): film noir da vedere

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Jesse è un’aspirante modella di sedici anni che si trasferisce a Los Angeles per riuscire a realizzare il suo sogno. Qui conosce Ruby, una truccatrice che manifesta, da subito, atteggiamenti particolari nei confronti della ragazza. La sua bellezza naturale e la sua innocenza provocano l’eccessiva gelosia e invidia di altre modelle, più navigate, Gigi e Sarah, che le spingeranno a compiere atti estremi per raggiungere il loro obiettivo.

Concludiamo la nostra lista di film noir, e neo-noir, con il film di Nicolas Winding Refn. Racchiuso nel genere thriller o horror, le influenze noir non mancano di certo nell’opera di Refn che sconvolge e spaventa lo spettatore. Il folle The Neon Demon colpisce in primis per la storia mostrata, ma, e soprattutto, per il modo con il quale viene rappresentata. L’estetica del film è sicuramente di forte impatto come, tra le altre cose, l’assetto sonoro a tratti disturbante, come del resto tutto il film.

 

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