Drive: 5 motivi per vedere (o rivedere) il film di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling

Un vero e proprio gioiello di Nicolas Winding Refn

Era il 2011 quando Nicolas Winding Refn vinceva con Drive il premio per la miglior regia al Festival di Cannes conquistando a pieno titolo un posto nell’Olimpo dei giovani registi di maggior talento. Tratto dall’omonimo romanzo noir di James Sallis, Drive è un autentico gioiello, un film che fin dai primissimi minuti mostra tutto il suo potenziale e cattura lo spettatore. Vediamo allora 5 ragioni per recuperare o rivedere Drive, vero e proprio instant cult di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling.

L’incipit perfetto – Drive, Nicolas Winding Refn

Dammi ora e luogo e ti do cinque minuti. Qualunque cosa accada in quei cinque minuti ci penso io, ma ti avverto: qualunque cosa accada un minuto prima e un minuto dopo te la cavi da solo. Hai capito?

È con queste parole che inizia Drive e l’incipit del film – perfetto nella sua costruzione – scopre le carte in tavola sia dal punto di vista narrativo che da quello stilistico. I primi 10 minuti del film sono un magistrale e controllato crescendo di adrenalina e tensione che ci conducono subito in medias res. Pur con pochissimi elementi a nostra disposizione ci troviamo immersi nella storia e stiamo immediatamente alle regole dettate da Refn. Esattamente come il cliente a cui si rivolge il protagonista per telefono. Il driver compie la sua missione, glaciale, senza dire una parola, in un inseguimento mozzafiato tra le strade di Los Angeles. Il brano di Kavinsky & Lovefoxxx, Nightcall, completa il quadro: “I want to drive you through the night down the hills“.

drive nicolas winding refn

Drive. Bold Films, Odd Lot Entertainment, Marc Platt Productions, Motel Movies, Seed Productions

Ryan Gosling

La scelta di Nicolas Winding Refn per il ruolo del driver era caduta inizialmente su Hugh Jackman. Jackman declinò l’offerta del regista che, così, chiamò Ryan Gosling. Mai scelta fu più azzeccata: Gosling è letteralmente perfetto nella parte dell’eroe noir senza nome, complesso e tormentato. Pochi sono gli attori in grado di comunicare col linguaggio non verbale e con le sole espressioni del volto; Ryan Gosling è uno di questi e tutta la sua prova si gioca proprio su questo tipo di interpretazione.

Il protagonista di Drive parla poco, non sorride quasi mai ed è costantemente in conflitto con la sua doppia natura. Da un lato è un uomo spietato, cinico, soggetto a scatti di rabbia tanto improvvisi quanto violenti. Dall’altro è sensibile, a suo modo affettuoso e accogliente. La sua attività di driver è tutta legata alla prima gamma di tratti, il suo rapporto con Irene (Carey Mulligan) e suo figlio Benicio alla seconda. Gosling restituisce al meglio entrambi i lati del suo personaggio, regalando una delle sue performance migliori (forse la migliore in assoluto).

La regia di Refn e la cura in ogni dettaglio

La storia e gli spunti narrativi di Drive sono tutti già visti e praticati; Nicolas Winding Refn attinge da questo bacino e realizza un film ricco di citazioni e riferimenti anche piuttosto espliciti. Il tratto distintivo di Drive risiede nella padronanza dei mezzi tecnici e nella capacità – magistrale e matura – di Refn di creare le atmosfere giuste. Nel corso di tutto il film si apprezzano grande equilibrio, controllo e cura in ogni dettaglio. Ci sono tutti gli assi nella manica del cinema di Refn, ma non c’è ricerca dell’estetica fine a se stessa, non ci sono inutili virtuosismi.

Particolarmente significativo è il modo in cui Nicolas Winding Refn gestisce ogni singola inquadratura in Drive. All’interno delle inquadrature c’è la ricerca di una perfezione geometrica. È stato lo stesso Refn a sottolineare il suo modo di costruire ogni singola inquadratura per piani (verticali e orizzontali) e per singoli quadranti; questo, spesso, cominciando a comporla dal basso. Ciascun quadrante di un’inquadratura racconta una storia, ciascun dettaglio ha un significato; esemplificativa in questo senso è la famosa (splendida) scena dell’ascensore. Ciascun dettaglio delle inquadrature che compongono la sequenza – da sinistra a destra, dal basso verso l’alto – è studiato per essere quasi autonomo.

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Drive. Bold Films, Odd Lot Entertainment, Marc Platt Productions, Motel Movies, Seed Productions

La fotografia – Drive, Nicolas Winding Refn

Altro tratto distintivo di Drive è la gestione – tocca ripeterlo, perfetta – della palette dei colori e dei significati che questi portano con sè. La palette dei colori abbraccia sia i colori chiari e caldi sia i colori scuri e freddi; ciascuna inquadratura è una vera e propria tavolozza. Si spazia dal giallo, l’arancio, il bianco e il marrone (chiari, caldi) al verde e al blu (scuri, freddi). L’utilizzo dei colori si apprezza in maniera particolare nelle molte scene girate in interni (spesso spazi angusti, chiusi, come l’ascensore citato poco sopra).

La palette dei colori caldi è utilizzata – per la maggior parte dei casi – per comunicare situazioni di tranquillità, benessere, armonia. I colori freddi, d’altro canto, comunicano istantaneamente una situazione di malinconia, dolore, distacco e inquietudine. Per fare un esempio, tutte le volte che il driver e Irene sono insieme, la palette utilizzata è quella dei colori caldi. Non sempre però, in Drive, questo “paradigma” viene rispettato ed ecco che in questo modo si vengono a creare situazioni stranianti.

Suoni e musica

Le musiche composte da Cliff Martinez e i brani extradiegetici della colonna sonora di Drive sono una vera chicca, che aggiunge ulteriore valore al film. I brani della colonna sonora stabiliscono un legame particolare con quello che vediamo in scena. Ciascun brano e ciascuna delle musiche di Martinez porta con sé ed aumenta il portato interiore dei personaggi e delle loro relazioni. Un esempio su tutti è ancora una volta la scena dell’ascensore, magnificamente commentata da Wrong Floor, una delle musiche composte da Martinez.

Splendido anche l’utilizzo dei brani musicali, che entrano in connessione profonda con lo spettatore, che ne viene rapito: Nightcall di Kavinsky & Lovefoxxx, Under Your Spell dei Desire e A Real Hero dei College. Per il montaggio sonoro, infine, Drive ha ricevuto una nomination agli Oscar 2012.

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