Curiosità

Audrey Hepburn – Qualche curiosità che (forse) non sapevate

Vi proponiamo 4 piccole curiosità su Audrey Hepburn, indimenticabile attrice

Audrey Hepburn è stata una delle star del cinema che, oltre ad aver lasciato un enorme solco nella Old Hollywood, è ancora un’icona nel nostro presente. Tutti conoscono i suoi grandi occhi da cerbiatta, il suo look sofisticato ed elegante, i film in cui ha recitato e il suo attivismo umanitario per l’UNICEF. Sono molte le cose che sappiamo su questa grande donna, ma la sua riservatezza ha fatto sì che molti dettagli della sua vita passassero in sordina. Ecco allora quattro piccole curiosità su Audrey Hepburn. 

Audrey è ancora oggi un’ispirazione sotto moltissimi fronti: bellezza, talento, forza di volontà, umanità, eleganza. Definirla solamente “attrice” sarebbe riduttivo. La sua vita è stata un climax che l’ha portata dalla miseria ad un successo destinato a sopravvivere negli anni. Un’esistenza vissuta al cento percento, nella quale si è sempre data agli altri, sia a livello artistico che umanitario. Per celebrarla, nel nostro piccolo, abbiamo scelto per voi quattro curiosità su Audrey Hepburn. 

Curiosità su Audrey Hepburn

Audrey Hepburn e la seconda guerra mondiale 

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Durante la sua infanzia, Audrey ha vissuto serenamente: figlia di di un facoltoso banchiere e di una ricca baronessa, è cresciuta in un ambiente agiato, circondata dall’amore della sua famiglia ed in compagnia dei suoi fratelli. Nel 1939, quando la Hepburn aveva appena 10 anni, la Gran Bretagna dichiara guerra ad Adolf Hitler. La madre, temendo che l’Inghilterra (dove Audrey stava studiando in collegio) venisse invasa dai nazisti, fece rientrare la figlia ad Arnhem, in Olanda. Lì imparò l’olandese, frequentò una scuola pubblica e continuò a seguire le lezioni di danza. 

Visse lì per cinque anni, nei quali collaborò con la Resistenza: aveva l’incarico di trasportare messaggi nascondendoli nelle suole delle scarpe. Si trattava spesso di missioni pericolose, nei quali portava messaggi alle truppe aviotrasportate inglesi nascoste nelle foreste ai margini della città. Lo zio e il cugino di Audrey vennero arrestati e fucilati con l’accusa di essere nemici del Reich. Anche suo fratello venne arrestato e spedito in un campo di lavoro in Germania. Tutti i beni della sua famiglia vennero confiscati. 

In Olanda divenne molto problematica la scarsità di cibo, a causa della quale Audrey fu costretta a cibarsi per un mese intero solamente di invidia e, durante la primavera, di bulbi di tulipani raccolti nei prati. Negli ultimi 9 mesi della guerra, a causa dell’Operazione Market Garden, numerosi civili rimasero uccisi durante la battaglia. I cittadini cercavano rifugio nelle cantine. La Hepburn, ormai 15enne, visse con la madre Ella e il fratello minore (assieme ad altri duecento profughi) in un vecchio cascinale di campagna per mesi. 

La fine della guerra

Coraggiosamente, Audrey ritornò in città per accogliere i liberatori… che per non arrivarono per molte settimane. I tedeschi, bisognosi di manodopera, costrinsero diverse persone a lavorare nelle loro istituzioni. Audrey trovò lavoro nelle cucine. Durante una distrazione dei tedeschi, scappò via e si rifugiò in una cantina dove, infreddolita ed affamata, trascorse al buio e al freddo diversi giorni, ammalandosi di epatite. I 5 maggio 1945, l’Olanda venne liberata dai nazisti. Audrey Hepburn aveva 16 anni, era alta un metro e 76 e pesava appena 40 chili. 

Per tutte le sofferenze patite, Audrey si rifiutò sempre di interpretare dei ruoli legati alla seconda guerra mondiale. Le era stato proposto di interpretare Anna Frank, ma si è sempre rifiutata. Quando nel 1991, in veste di ambasciatrice per l’UNICEF, la Hepburn lesse alcuni brani del diario di Anna Frank al Barbican Arts Centre di Londra. Lì, a seguito dell’elogio per la sua interpretazione, disse:

Vede, in realtà non si tratta del fatto che sono o non sono una brava attrice; il fatto è che anche la mia famiglia ha vissuto in Olanda durante l’occupazione nazista, e io stessa ho conosciuto molte ragazze come Anna. Ora lei avrebbe avuto la mia età. È questo il motivo per cui ho sempre rifiutato di interpretare il film su di lei: sapevo che avrei pianto troppo. 

Audrey Hepburn e la danza

Audrey Hepburn iniziò a frequentare lezioni di balletto presso il collegio in Inghilterra al quale venne iscritta dalla madre quando aveva circa 10 anni. Da quel momento, il balletto divenne la passione di Audrey, che aspirava a diventare una celebre ballerina. Come detto precedentemente, nel 1939 fu costretta ad abbandonare il collegio per trasferirsi ad Arnhem. Presso il Conservatorio di Musica e Danza continuò a prendere lezioni di danza, dove imparò a danzare sulle punte. 

Dopo la guerra, lei e la sua famiglia si trasferirono ad Amsterdam, dove Ella trovo lavoro come cuoca presso un’agiata famiglia e riuscì a racimolare il necessario per pagare le lezioni di danza alla figlia. Audrey iniziò a prendere lezioni dalla rigorosa insegnante russa Sonia Gaskell, che le permise di perfezionare il portamento, l’equilibrio e la concentrazione. Rimaneva solo un unico, grande problema: l’altezza. 

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Sebbene in foto Audrey sembri molto minuta, si trattava di una ragazza che rasentava un metro e ottanta di altezza. Una misura davvero considerevole per una ballerina di danza classica, un ostacolo per molti balletti. Continuò, dal 1948, i suoi studi in Inghilterra; pur sapendo che a causa di questo “handicap” avrebbe dovuto lavorare in modo massacrante per ottenere solo un limitato successo. 

Iniziò a prendere lezioni dalla severa Madame Rambert, che le offrì una borsa di studio e la ospitò a casa sua sapendo della grave condizione economica in cui versava. Iniziò a seguire le lezioni dalle dieci del mattino alle sei di sera, dedicandosi alla danza con assoluta dedizione. Sapendo, però, che avrebbe faticato a trovare lavoro in una compagnia di danza a causa dell’eccessiva statura; iniziò a cercare altri lavori per sbarcare il lunario. 

L’abbandono dei sogni da prima ballerina

Venne ingaggiata nel corpo di ballo del musical “High Botton Shoes”, abbandonando definitivamente il sogno di diventare prima ballerina. Venne notata dall’impresario teatrale Cecil Landau, il quale la assunse come ballerina di fila per “Sauce Tartare”. Successivamente, Landau scritturò Audrey in un altro spettacolo, ben consapevole dell’attenzione che attirava rispetto alle altre ballerine, pur essendo la meno dotata in quel contesto. 

Iniziò una collaborazione tra Audrey e l’impresario, che la portò ad esibirsi nel 1950 nello spettacolo “Summer Nights” presso il night club londinese Ciro’s. Proprio qui venne notata dall’attore australiano John McCallum e sua moglie, l’attrice Googie Withers. McCallum ricorda così la prima volta in cui vide la Hepburn: 

Avevamo preso un tavolo vicino al palcoscenico, e mi accorsi che non riuscivo in nessun modo a distogliere o sguardo da una delle ballerine. Non c’era niente di particolarmente strano in quel balletto, ma una di loro (Audrey) era, come dire, diversa. Aveva dei grandi occhi da cerbiatta, e un aspetto da elfo. Ma ciò che la differenziava nettamente dalle altre era uno strano, indescrivibile élan che generava magnetismo.

Essi chiamarono il loro agente e, per una serie di fortunati eventi, venne scritturata per il film Risate in Paradiso; grazie al quale ottenne un contratto di sette anni con l’Associate British. Da qui, la carriera di Audrey Hepburn decollò. 

Audrey Hepburn e Vacanze romane 

Il regista William Wyler era solito girare film negli studios. Con “Vacanze romane” decise invece di girare la pellicola in esterni nella città eterna. Basandosi sul racconto breve di Ian McLellan Hunter, propose sin dal principio il ruolo dell’affascinante giornalista a Gregory Peck. L’attore si fece persuadere, in quanto si rese subito conto che la vera protagonista della pellicola sarebbe stata la principessa; ma alla fine accettò. 

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A chi assegnare il ruolo della principessa? Jean Simmons ed Elizabeth Taylor erano le prime scelte, ma non si resero disponibili. Il regista decise allora che l’attrice avrebbe dovuto essere semi sconosciuta, bella ma con personalità. Audrey fece un provino al termine del quale, su richiesta di Wyler, le macchine da presa vennero lasciate in funzione anche dopo il suo stop. Egli dichiarò in seguito: 

Dopo lo stop, Audrey saltò sul letto, finalmente tranquilla, e chiese “Com’era? Andava bene”? Poi si guardò attorno e vide che tutti erano silenziosi e che le luci dei riflettori non erano state spente. Improvvisamente si accorse che le macchine da presa stavano ancora girando e così alla fine riuscii ad ottenere da lei anche quella reazione di stupore. Recitazione, bellezza e personalità. Era assolutamente incantevole, e così dissi “È lei!”. Quel provino divenne piuttosto famoso, tanto che in seguito venne anche trasmesso alla televisione.

Grazie al ruolo della principessa Anna, Audrey ottenne il primo vero assaggio di fama. Si instaurò anche un forte legame di amicizia, destinato a durare per tutta la vita, con Gregory Peck; il quale contattò personalmente il suo agente per assicurarsi che il nome della Hepburn avesse uno spazio esattamente uguale al suo sulle locandine del film. Nel 1954, Audrey -a soli 24 anni- vinse il premio Oscar come miglior attrice protagonista.

Audrey Hepburn ed Holly Golightly

Colazione da Tiffany (1961) avrebbe rappresentato per Audrey, grazie al ruolo dell’anticonformista Holly, quel punto di svolta per distaccarsi dal tipico ruolo di ragazzina maliziosa ed innocente che aveva spesso interpretato fino a quel momento. Allo stesso tempo, però, la nascita del suo primogenito Sean la rese estremamente apprensiva nei suoi confronti. Di conseguenza, il fatto di dover girare il film interamente a New York la preoccupava perché avrebbe dovuto sradicare subito Sean dal luogo in cui era nato. 

La Holly Golightly del libro di Capote è estremamente diversa da quella cinematografica. È un’avida e spregiudicata adescatrice di uomini, con sfumature di bisessualità, da un fascino spirituale ma a tratti inquietante. Il personaggio risultò nel film molto più alleggerito degli aspetti più ambigui del suo carattere, e anche il finale della pellicola viene forzato in un lieto fine che va inevitabilmente a trasformare anche il personaggio di Paul (interpretato da George Peppard).

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Audrey Hepburn ha vissuto con ansia tutte le riprese dei film: le insopportabili orde di curiosi lungo le vie di Manhattan che desideravano vederla, la difficile chimica con Peppard, la preoccupazione verso Sean. Iniziò a fumare molto più del solito, andando a perdere molto peso. Per lei sarebbe stato impossibile interpretare Holly così come era descritta nel libro, per questo furono necessarie le modifiche sopracitate. 

Holly, con il suo tubino nero di Givenchy, la collana di perle, lo chignon, e gli occhiali scuri; ha segnato iconografia anni ’60. Per non parlare della meravigliosa canzone “Moon River“. Il New York Times, in risposta all’enorme successo commerciale del film, descrisse Holly come un personaggio: 

Assolutamente inverosimile, ma straordinariamente affascinante. A parte ogni altra considerazione, la vera forza del film è Audrey Hepburn, che accoppia al suo consueto aspetto di cerbiatta impaurita un notevole ed insospettato talento comico

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