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Curiosità su Io e Annie di Woody Allen

Addentriamoci nelle curiosità di uno dei film più amati di Woody Allen

Nel 1977 veniva distribuito nelle sale cinematografiche Io e Annie . Una pellicola destinata a diventare un assoluto cult del cinema americano, nonché meritevole di aver lanciato la carriera di Woody Allen da una parte e di aver trasformato il pensiero comune sull’attrice Diane Keaton.

I manifesti di allora vedevano come slogan: “Una storia d’amore nervosa”. Sin dal monologo iniziale di Allen, infatti, capiamo che la loro è una travagliata e passionale storia d’amore. Con quest’opera il regista americano interrompe il filone delle commedie demenziali per passare ad un registro più introverso, seppur sempre con la vena comica che lo contraddistingue.

Curiosità su Io e Annie di Woody Allen

Importanti apparizioni

In Io e Annie ci sono diverse apparizioni di attori che divennero famosi solo in un secondo momento: Sigourney Weaver interpreta una delle cosiddette “ragazze di passaggio” di Allen; Jeff Goldblum fa una semplice comparsa che parla al telefono; Christopher Walken ottiene a 34 anni il suo ruolo più importanti fino ad allora, interpretando il fratello di Annie. Shalley Duvall, infine, fece una delle sue prime apparizioni tre anni prima dell’uscita di Shining.

Ma le apparizioni non riguardano solo gli attori: lo scrittore Truman Capote, infatti, viene indicato dallo stesso Allen che nota la somiglianza pensando che fosse un uomo comune. Il sociologo Marshall McLuhan, dulcis in fundo, appare nella celeberrima scena del cinema in cui Allen non sopporta i discorsi di un uomo in fila dietro di lui, interpretando sé stesso.

I Premi Oscar

Io e Annie vince ben quattro premi Oscar: miglior film; miglior attrice protagonista a Diane Keaton; miglior regista a Woody Allen e miglior sceneggiatura originale scritta dal regista assieme a Marshall Brickman. L’unico Oscar delle cinque candidature che la pellicola non è riuscita ad agguantare è stato quello del miglior attore protagonista. La statuetta è andata a Richard Dreyfuss per Goodbye, amore mio! L’eccentricità del regista americano si evinse in toto nella sera della cerimonia: disse di essere troppo impegnato con la sua band jazz e di non potersi presentare. Il suo era puro scetticismo verso il premio più ambito ad Hollywood.

io e annie

Un possibile sequel

Diverse case di produzione hanno chiesto a Woody Allen di scrivere e girare un seguito di Io e Annie, ma il regista ha dimostrato il suo disinteresse dichiarando:

« Non ho intenzione di farlo, ma una volta ho pensato a quanto sarebbe stato interessante vedere Annie Hall e il personaggio da me interpretato alcuni anni più tardi. Diane Keaton e io ci incontriamo ora che siamo più vecchi di circa vent’anni, e potrebbe essere interessante, dal momento che ci siamo lasciati, incontrarci un giorno e vedere come sono diventate le nostre vite. Però a me sapeva di sfruttamento… Il sequelismo è diventato una cosa fastidiosa. Non credo che Francis Coppola dovesse fare Il padrino – Parte III dal momento che Il padrino – Parte II era molto buono. Quando si fa un seguito è solo per sete di altri soldi, e così l’idea non mi è più piaciuta tanto. »

Il titolo del film

Il titolo della pellicola di Allen doveva chiamarsi, in realtà, Anhedonia – in italiano Anedonia – invece di Annie Hall, che nel nostro Paese è Io e Annie. Il vecchio titolo stava a significare, in psichiatria, l’incapacità di provare piacere anche in momenti che di solito riescono a procurarlo. Qualche settimana prima dell’uscita nelle sale, però, il titolo del film venne giudicato poco adatto ad una commedia ed i distributori convinsero Allen a cambiarlo. Curioso il fatto che nelle prime settimane, in Italia, la pellicola uscì con il titolo Io e le donne.

La famiglia di Diane Keaton

Cominciamo col dire che il personaggio di Diane Keaton è molto improntato sulla reale personalità dell’attrice statunitense. Il titolo stesso le fa riferimento: Hall è il suo vero cognome ed i suoi amici le si rivolgevano spesso chiamandola Annie. Anche i vestiti usati dal personaggio erano, in realtà, di proprietà della Keaton. Eppure non sono finiti qui gli elementi in comune, anche perché la famiglia dell’attrice sembra essere davvero razzista come viene presentata nella pellicola. I suoi parenti, infatti, non sembravano appoggiare la sua relazione con Woody Allen solamente perché ebreo.

 

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