I cartoni animati svalvolati di Cartoon Network

I cartoni animati svalvolati di Cartoon Network, fra personaggi irresistibili e situazioni incredibili, che hanno cambiato la comicità nell’animazione.

È la fine degli anni ’90, quando le case di gran parte degli italiani vengono invase dalla tv satellitare: Stream, Tele+, poi diventati Sky, sono solo i più importanti servizi di pay tv che iniziano a dominare il mercato con il loro catalogo infinito e variegato di canali di intrattenimento.

Cinema, sport, arte e cultura rappresentano alcuni dei macroargomenti trattati dai singoli canali. E, ovviamente, l’animazione non è mai mancata: programmi come Disney Channel, Fox Kids e altri rappresentano un buon 70% del tempo libero speso da noi, generazione di mezzo, cresciuta fra partitelle in mezzo alla strada e merende davanti i nostri cartoni preferiti.

A fare la parte del “Leone”(spoiler?) c’è sempre stata Cartoon Network, contenitore senza fondo di prodotti animati, prevalentemente in due dimensioni.

A mio modesto parere, riguardando per caso qualche cartone che ha accompagnato l’infanzia di molti di noi, quei prodotti hanno segnato un nuovo modo di concepire la realtà ed il mondo circostante: colori sgargianti, personaggi stereotipati ma, allo stesso tempo, con una caratterizzazione che, riguardati con un’attenzione più adulta, risulta accattivante. Ma è soprattutto la mole sconfinata di nonsense generale che permea tutta la programmazione di fine anni 90 inizio 00 che mi fa capire una cosa in particolare: se oggi buona parte di noi vive quotidianamente con una dose molto alta di demenzialità latente, penso che lo dobbiamo anche a questi meravigliosi cartoni animati, caratterizzati da situazioni molto al di là del surreale e da una comicità e un modo di vedere il mondo al di fuori di qualunque concezione umana.

 

Ecco una lista di quei cartoni di Cartoon Network che hanno profondamente modificato i geni della demenzialità (quella buona) di noi millenials (ormai ci appioppano le etichette più sceme per non dire generazione di sfigati disoccupati).

 

LEONE IL CANE FIFONE

Si comincia col botto: Leone il cane fifone.

Da dove cominciare? Direi dall’effetto che mi provocava ogni puntata della serie: che cosa ho appena visto?

Diciamocelo, le storie di Leone non avevano nessun senso. Come potrebbe avere un senso una storia che ha come incipit un cane viola, fifone (anche se poi in ogni puntata il suo coraggio verrà puntualmente espresso) che vive con la sua dolce padroncina, Marilù, un’anziana donna sposata con il bisbetico ed insopportabile vecchio Giustino? Il tutto in una casa in mezzo ad un deserto dove sembra si siano dati appuntamento tutti i mostri possibili e immaginabili: si va da demoni che si impossessano puntualmente, vicendevolmente, di Giustino o Marilù, a mostri non meglio definibili che infestano la casa o la zona circostante. Ovviamente tocca sempre al povero Leone risolvere la situazione.

Rivedendolo adesso mi chiedo un’ulteriore cosa: ma come facevo a reggere certe cose? Badate, Leone fa ridere e intrattiene davvero molto. Ma, mio Dio, quanto è inquietante? A partire dall’ambientazione, fino all’utilizzo dei colori e alle animazioni dei mostri, il tutto risulta davvero disturbante per un bambino fra i 5 e i 10 anni. Eppure, sono ancora qui, a ricordare le urla di Giustino contro il povero Leone.  “Stupido cane!”.

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JOHNNY BRAVO

La rappresentazione animata del detto “tutto muscoli e niente cervello”. Questo è, in sintesi, Johnny Bravo.

Johnny Bravo è una serie animata che mi ha accompagnato per anni, e che reputo fra le più riuscite dell’intero panorama di questi prodotti.

A partire dal design dei personaggi, molto elementare ma, allo stesso tempo, estremamente efficace, fino ad arrivare alle singole caratterizzazioni, il tutto risulta un’ondata di spensieratezza senza pari.

A far da padrone di casa, ovviamente, ci pensa Johnny, il simpatico e incredibilmente rozzo protagonista della serie.

Con un fisico esageratamente pompato (stereotipo perfetto del macho), caratterizzato da un busto e delle braccia gigantesche e delle gambe rachitiche (saltato il giorno delle gambe in palestra?), Johnny passa le giornate a cercare di rimorchiare donne, solitamente molto più intelligenti e attratte da altro che non siano i semplici muscoli, e a cercare di curare il proprio aspetto per riuscire nell’impresa. Ad accompagnarlo un gruppo di personaggi che sembrano usciti da Happy Days, su cui spiccano sicuramente Carl, giovane scienziato sfortunato e nerd, disprezzato, in maniera simpatica ovviamente, da Johnny, e Suzy, simpatica bimba, amica del protagonista, che gli terrà testa dimostrando spesso la sua stupidità e i suoi limiti di intelletto, ma riuscendo a fargli mostrare il suo lato più dolce e bonario.

Plauso speciale a Sergio Di Stefano, compianto doppiatore, che qui da la voce al simpatico protagonista con risultati davvero sbalorditivi.

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ED, EDD & EDDY

Ed ecco il piatto forte (a mio personale parere) della scuderia di Cartoon Network: ho, ancora oggi, una passione smisurata per questo cartone.

Tre amici, uno spilungone totalmente idiota, un nerd intelligente ma succube, e un bassetto furbo ma poco fortunato, che vanno alla ricerca di denaro per raggiungere il proprio scopo: comprare le caramelle spaccamascella!

Ho visto, rivisto e abusato di tutti gli episodi della serie, e ricordo ancora con un grande sorriso tutta la compagnia di personaggi del cartone: da Gionnino a Kevin, da Sarah a Tavoletta, ogni personaggio rappresenta degli archetipi di qualunque gruppo di ragazzi di periferia di tutto il mondo.

Il trio di sfigati cercherà quotidianamente di truffare i propri amici per racimolare qualche spicciolo per comprare le gigantesche caramelle. E, puntualmente, quando sembra che i nostri eroi siano lì lì per riuscire nella loro impresa, il destino decide di prendersi gioco di loro e far diventare le succose caramelle un’utopia. Ma proprio attraverso questi fallimenti i tre vivranno avventure indimenticabili e divertentissime. Perché, come diceva il grande Galeano, l’utopia è come l’orizzonte: tu vai avanti di due passi e quello si allontana di due passi, quindi a cosa serve l’utopia? Ad imparare a camminare.

Eds

LE SUPERCHICCHE

Zucchero, cannella ed ogni cosa bella. Sono questi gli ingredienti utilizzati per creare tre piccole bambine con super poteri degni di Superman.

Molly, Dolly e Lolly sono tre sorelline che servono la cittadina di Townsville, difendendola da diversi cattivoni di turno, su tutti lo scimmione scienziato pazzo Mojo Jojo, doppiato in italiano da Neri Marcorè, e Lui, un demone asessuato molto inquietante e subdolo.

Le Superchicche sono il risultato di quella corrente di “girl power” che si è andata formando negli anni ’90, con personaggi come Xena, in contrapposizione a decenni di protagonismo maschile nei ruoli di supereroi.

Botte, tanti colori e il solito umorismo alla Cartoon Network rendono le Superchicche una chicca da non perdere.

le superchicche

MUCCA E POLLO

Ed ecco un altro prodotto che ho amato alla follia e oltre, e che, insieme ai tre Ed, ha plasmato il mio amore per la demenzialità e il nonsense: Mucca e Pollo.

Descrivere Mucca e Pollo è davvero un’impresa, tanto è fuori di testa e senza senso, ma allo stesso tempo accattivante e irresistibile.

In breve la storia parla di due fratelli antropomorfi, un pollo di 11 anni e una mucca di 7, che ha una seconda identità da supereroina, Super Mucca, che ne combinano di tutti colori. Quasi sempre le loro avventure prendono il via dai tentativi del cattivone della serie, il Rosso, di scoprire l’identità di Super Mucca e di truffa nei confronti dell’ingenuo e stupido Pollo.

Il livello di nonsense, come detto prima, è molto alto in questa serie: si va dai genitori umani e decisamente decerebrati di Mucca e Pollo, che non vengono mai inquadrati dalla vita in su, fino ad arrivare al cibo che viene servito nei piatti dei due protagonisti, quasi sempre un paio di chiappe, nonché ai comportamenti del Rosso, come camminare sulle proprie natiche (gli ideatori della serie devono aver avuto qualche feticismo nei confronti del lato B).

Proprio il Rosso fa da mattatore incontrastato dell’intera serie, e molto è dovuto, nella versione italiana, al doppiaggio magistrale del grande Francesco Pannofino, che reputa, a detta sua, il doppiaggio di questo personaggio come uno dei più riusciti ed apprezzati della sua carriera.

Da questa serie è stato tratto uno spin off, Donato Fidato e Matteo Babbeo, basato su dei personaggi ricorrenti della serie.

Muccapollo

IL LABORATORIO DI DEXTER

Per concludere questa piccola carrellata riguardante i cartoni animati di Cartoon Network, non si può non citare il geniale “Il laboratorio di Dexter”, uno dei più riconoscibili e apprezzati di sempre.

La storia racconta del giovanissimo scienziato Dexter, che passa le sue giornate nel suo segretissimo laboratorio, dove cerca di portare avanti le proprie invenzioni visionarie e futuristiche, e nel battere il suo avversario Mandark, altro giovane scienziato che contende lo scettro a Dexter.

Il giovane scienziato dai capelli rossi dovrà difendersi, oltre che dalla concorrenza di Mandark, anche e soprattutto dalla sorella Dee Dee, ragazzina in piena pre adolescenza, stupida e fastidiosa (per il fratello, irresistibile per il pubblico), unica conoscitrice del segreto del fratello in famiglia, che riuscirà puntualmente a far andare storti i piani del fratello.

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