Il sindaco del Rione Sanità: Antonio Barracano da Eduardo a Francesco Di Leva

Il personaggio nell'opera teatrale e nel film

Adattamento rivisitato in chiave contemporanea dell’omonimo testo teatrale di De Filippo, Il sindaco del Rione Sanità di Mario Martone debutta in concorso a Venezia 76. Nel 2019 Martone porta sul grande schermo l’opera ispirata alla sua rappresentazione teatrale del 2017. Gli stessi interpreti a teatro e al cinema per un regista che negli anni è diventato punto di riferimento assoluto per entrambe le realtà. In competizione per il Leone d’oro a Venezia, il film ha ricevuto nella manifestazione il Premio Pasinetti; Francesco Di Leva e Massimiliano Gallo hanno ricevuto inoltre il Premio Pasinetti speciale.

Tra il sindaco Antonio Barracano di Eduardo e quello di Mario Martone ci sono non poche differenze. Questo perché Martone ha bene in mente che il mondo, il contesto, i linguaggi sono cambiati dai tempi di De Filippo. Lo stesso regista ha spiegato che la spinta fondamentale era quella verso la contemporaneità. Non solo, Martone ha voluto trattare Eduardo come un classico, “come uno Shakespeare, un Cechov, un Molière”. “Credo sia arrivato il momento di sottrarre questi testi a uno stile di recitazione eduardiana. Per questo il boss nel film è ringiovanito e anche i codici di riferimento sono quelli che gli spettatori associano – e che spesso si ritrovano – alle periferie di Napoli”. Questo nel film Il sindaco del Rione Sanità si traduce in un Antonio Barracano ben diverso dalla versione originale. Quello di Eduardo De Filippo è un sindaco esile, col fisico provato e col volto segnato dal tempo.

Antonio Barracano, Il sindaco del Rione Sanità: Eduardo De Filippo e Francesco Di Leva

Francesco Di Leva porta in scena un boss quarantenne, forte, energico, che vive in ambienti opulenti, che veste in maniera vistosa. Il sindaco del rione Sanità di Eduardo è uomo certamente corrotto, diventato potente ma che non ha più interesse a prevaricare e a cui tutti si rivolgono con deferenza e soggezione. A suo modo esercita una forma di giustizia tutta sua, proteggendo chi non ha niente e per questo si rivolge a lui. Nell’opera di De Filippo si riesce a distinguere, pur in questo contesto e perfino nella figura di Barracano ciò che è bene da ciò che è male. Nel film di Martone si fa molta più fatica, il confine tra bene e male è molto più sottile e Antonio Barracano ha una violenza che manca al personaggio dell’opera teatrale. È pur vero però che, ancora una volta a suo modo, il sindaco di Di Leva ha la sua idea di giustizia, che esercita perché possa esistere un mondo diverso; “un mondo meno rotondo ma un poco più quadrato”.

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