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Lo Hobbit-Un viaggio inaspettato: perché sì/perché no

Lo Hobbit – un viaggio inaspettato è degno della trilogia de Il Signore degli anelli? Ecco i “Perché sì” e “Perché no” del film.

Stasera su Tv8, alle 23:15, trasmetteranno il primo film della trilogia prequel de Il signore degli Anelli scritta e diretta da Peter Jackson. Lo Hobbit-un viaggio inaspettato è ispirato alla prima parte dell’omonimo romanzo di J.R.R. Tolkien, uscito nelle sale nel lontano 2012.
La critica internazionale è stata, in generale, clemente con il film: molte le recensioni positive ed un po’ meno quelle negative.
Nonostante la ricezione positiva che globalmente Lo Hobbit ha incassato, alcune scene hanno diviso sia la critica che i fan e quindi, forse, è meglio fare chiarezza e riscoprire (nella buona e nella cattiva sorte) il mondo degli hobbit.

PERCHÉ 

Innanzitutto l’esistenza stessa del film. Può piacere o non piacere, ma è cosa buona e giusta che ci sia un film su uno dei romanzi fantasy più famosi di tutti i tempi. Se non non fosse stato girato, l’universo cinematografico avrebbe perso sicuramente qualcosa.
Al di là di questa piccola nota “sopra leparti” molti aspetti dell’opera funzionano alla perfezione.
L’intro con Frodo Baggins (Elijah Wood) e Bilbo (Martin Freeman) che rimanda al Signore degli Anelli è una scelta azzeccata: si ha più la sensazione di un prequel che prende spunto dalle prime pellicole che non di una semplice trasposizione cinematografica. A questo tema fanno parte molte scene che rimandano alla prima trilogia, come ad esempio la scena in cui Gandalf sbatte la testa contro il lampadario, oppure quando Bilbo si infila accidentalmente l’anello nella grotta di Gollum esattamente come successe a Frodo nella locanda del Puledro Impennato nel villaggio di Brea.

Sono tutte allusioni che ad un fan fanno piacere e che sottolineano l’impegno della regia a legare le due storie.
Un altro aspetto positivo che non si può trascurare è l’interpretazione del giovane Bilbo da parte dell’attore britannico Martin Freeman. Freeman si trasforma in un perfetto abitante della Contea, in modo quasi magistrale. I grandi piedi pelosi, le case sotterranee, il buon cibo, l’amore innato per la natura e il sospetto verso lo straniero (che poi si trasforma in profonda amicizia) che caratterizza gli hobbit vengono impersonificate alla perfezione.

Una delle scene migliori de Lo Hobbit-Un viaggio inaspettato è sicuramente l’incontro tra Bilbo e Gollum; la sceneggiatura risplende di un vecchio vigore e il climax si fa teso.
I paesaggi, non a computer, della Nuova Zelanda e tutto il set creato ad hoc per il film lo rendono ancora più reale nel buio della sala cinematografica; esattamente come aveva fatto anni addietro Il Signore degli Anelli.

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