Curiosità

Taxi Driver: 5 curiosità sul cult di Martin Scorsese

Tra aneddoti e curiosità, per approfondire ulteriormente un capolavoro senza tempo

Taxi Driver, la pellicola del 1976 di Martin Scorsese, è un must-watch per qualsiasi cinefilo che si rispetti. Il cult del regista italo-americano è considerato ancora oggi uno dei film più belli della storia del cinema contemporaneo. Il film ha vinto la Palma d’oro al  29º Festival di Cannes e fu candidato a quattro Premi Oscar, incluso quello come Miglior film.

La storia è quella di Travis Bickle, un ventiseienne newyorkese disadattato, ex marine reduce dal Vietnam congedato nel ’73. La sua insonnia cronica l’ha spinto a svolgere uno dei pochi lavori che potesse essere compatibile con il suo ritmo di vita: il tassista notturno.  Lo sceneggiatore Paul Schrader ha dichiarato di essersi ispirato a varie fonti per le tematiche del film: dall’esistenzialismo europeo a La nausea di Jean-Paul Sartre, da Lo straniero di Albert Camus al Memorie dal sottosuolo di Dostoevskij. Eccovi quindi delle interessanti curiosità su Taxi Driver, un capolavoro senza tempo dal fascino intramontabile.

Taxi Driver curiosità

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1.“Ma dici a me?”

La scena più celebre dell’intera pellicola era presente nella sceneggiatura ma sotto forma di un breve accenno, il resto l’ha fatto l’attore protagonista. La famosa sequenza con Travis che parla con sé stesso allo specchio è stata infatti del tutto improvvisata da Robert De Niro ed è poi entrata non solo nel montaggio finale del film, ma anche nella storia del cinema.

2. Il metodo De Niro

Robert De Niro è noto anche per la sua abitudine nel preparare sempre con grande meticolosità i propri ruoli. Nel caso di Taxi Driver non ha fatto di certo un’eccezione. Per immergersi al meglio nella parte di Travis Bickle, De Niro ha guidato un taxi fino a 12 ore al giorno e ha inoltre studiato vari manuali dedicati al tema delle malattie mentali.

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3. Un fan pericoloso

Cinque anni dopo l’uscita del film, nel 1981, un uomo realizzò un attentato nei confronti dell’allora presidente degli Usa Ronald Reagan, rimasto ferito. Dietro al folle gesto non c’erano però motivazioni politiche. John Hinckley Jr. lo fece soltanto per attirare l’attenzione di Jodie Foster, per la quale aveva sviluppato un’ossessione maniacale, in particolare nei confronti del personaggio che aveva interpretato in Taxi Driver. Dopo questo drammatico episodio l’attrice meditò di abbandonare la recitazione, ma poi fortunatamente ritornò sui suoi passi.

4. L’ultima colonna sonora

Quelle realizzate per Taxi Driver sono state le ultime musiche realizzate dal geniale compositore cinematografico Bernard Herrmann. L’autore di colonne sonore storiche come quelle di Quarto potere di Orson Welles e Psyco di Alfred Hitchcock morì la vigilia di Natale del 1975, ma fece in tempo a terminare le registrazioni delle musiche e delle canzoni per il film di Scorsese, lasciando così il suo ultimo splendido contributo, sia al mondo del cinema che a quello della musica.

5. E se avessero accettato…?

Difficile immaginare Taxi Driver senza Robert De Niro. Eppure all’inizio il ruolo di Travis venne offerto a Dustin Hoffman, ma lui rifiutò clamorosamente. L’attore all’epoca non conosceva il giovane Scorsese, il quale si presentò all’incontro senza neanche avere con sé la sceneggiatura. Il regista infatti si limitò a parlargli del progetto in maniera veloce e concitata, al punto che Hoffman poi dichiarò: “Credevo fosse un pazzo!”. Melanie Griffith invece disse no alla parte di Iris, andata successivamente a Jodie Foster.

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Un commento

  1. Un dettaglio? Jodie Foster è stata candidata agli Oscar e aveva solo 15 anni. Sua manager era la mamma, che controllava il rispetto degli orari di lavoro e fece girare certe parti “spinte” alla sorella, di qualche anno più grande.

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