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Coronavirus: l’industria del cinema in stato di crisi

Gli effetti sul mondo del cinema dell'epidemia in corso

L‘onda lunga dell’epidemia da coronavirus sta portando ripercussioni allarmanti anche a livello economico e culturale. A livello mondiale l’industria del cinema è entrata in stato di crisi a causa del coronavirus che ha imposto uno stop a diverse produzioni e sta portando a un crollo degli incassi. Sappiamo già che in Italia, le misure preventive imposte dal governo e la chiusura forzata di molte sale ha fatto slittare l’uscita di film come Onward, Si vive una volta sola e Volevo nascondermi.

Deadline riporta che quella che a inizio gennaio sembrava una crisi limitata e a breve termine sta assumendo proporzioni enormi, sia a livello umano che per quanto concerne l’industria del cinema. La sola chiusura delle sale in Cina a causa del coronavirus ha portato a una perdita al box office mondiale che tocca i 2 miliardi di dollari. Le previsioni delle fonti finanziarie riportano che, per la fine di marzo, la perdita economica potrebbe raggiungere i 4 miliardi. La diffusione dei casi di coronavirus nei focolai di Corea e Italia, poi, continua a destare preoccupazione sempre maggiore.

Allo stato attuale circa il 50% dei cinema in Italia sono chiusi a causa della crisi generata dal coronavirus. Basti pensare alla sola situazione della Lombardia e di Milano in particolare. A Venezia, poi, la Paramount ha dovuto fermare le riprese di Mission Impossible 7. La prospettiva di una diffusione del virus in Europa, poi, è di quelle che allarmano non poco. Sappiamo già che in queste ore si sono registrati casi in Francia, Germania, Spagna, Austria, Croazia, Grecia e Svizzera. È probabile che il coronavirus colpirà anche l’industria del cinema di questi Paesi.

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Preoccupa anche la situazione in Corea, dal momento che si tratta del quinto mercato a livello mondiale per quanto riguarda il box office. Ad Hong Kong si è registrato un vero e proprio crollo della partecipazione agli eventi culturali (cinema in primis): 81% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I dati che arrivano da Singapore non si discostano di molto. La situazione in Cina, nonostante il picco del coronavirus sembra essere superato, non migliorerà in tempi brevi.

Ma come stanno reagendo gli studios a questa crisi dell’industria del cinema causata dal coronavirus? Limitando gli spostamenti, fermando alcune riprese e distribuzioni e, soprattutto, studiando costantemente l’evolversi della situazione. Concludiamo aggiungendo che in Italia il ministero dei Beni Culturali ha convocato per venerdì prossimo le associazioni del cinema, a seguito della richiesta dello stato di crisi del settore a causa delle misure straordinarie per la prevenzione del coronavirus.

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