Bird Box Barcellona: recensione dello spin-off del film di successo targato Netflix

Bird Box si trasforma in un franchise di portata globale con un nuovo capitolo ambientato in Spagna e con un nuovo cast

Annunciato qualche anno fa, è stato finalmente rilasciato su Netflix lo spin-off di Bird Box, film di grande successo del colosso dello streaming diretto da Susanne Bier e con protagonista Sandra Bullock. Il lungometraggio ha aperto la strada per quello che sembra essere un franchise di portata globale, che intende estendere la storia del primo film ad altri luoghi del mondo. Il primo step di questo progetto è Bird Box Barcellona, di cui vi presentiamo la recensione. La pellicola è diretta dai fratelli Àlex e David Pastor (Carriers, Dov’è la tua casa) ed è ambientata nella famosa città spagnola assediata dalle terribili creature che inducono le persone al suicidio. Protagonista questa volta è Mario Casas, famoso attore spagnolo visto in altre produzioni Netflix come El Practicante e la serie tv Suburbia Killer.

La storia di Bird Box Barcellona (qui il trailer) ruota attorno a Sebastián, padre di una bambina, che cerca di sopravvivere in un mondo ormai distrutto. Il suo aspetto innocente in realtà potrebbe nascondere un terribile segreto. Nonostante la trama ricalchi in generale la struttura narrativa di Bird Box, questo spin-off sceglie di giocare con i colpi di scena e di espandere alcuni temi trattati nel film precedente. Nuove chiavi di lettura e nuovi protagonisti però non sono sufficienti a far funzionare del tutto questo nuovo capitolo della storia. Il risultato finale infatti non è del tutto sufficiente.

bird box barcellona recensione

Bird Box Barcellona. Chris Morgan Productions, Dylan Clark Productions, Netflix, Nostromo Pictures

Indice

La trama – Bird Box Barcellona recensione

Sebastián (Mario Casas) è uno dei pochi sopravvissuti alla strage attuata da misteriose e invisibili creature, le quali spingono le persone alla follia portandole al suicidio. In una Barcellona postapocalittica, privata della sua bellezza originale, l’uomo cerca di evitare il contatto con le creature, ma anche con gente violenta e senza scrupoli. La sua unica ragione di vita è sua figlia Anna e la protegge a ogni costo. Incontrando diversi gruppi di sopravvissuti, Sebastián verrà a conoscenza di una sorta di rifugio, un ultimo baluardo della civiltà in cui sembra sia possibile vivere lontano dalla minaccia delle creature. L’uomo tuttavia nasconde agli altri una terribile verità, collegata a un doloroso bagaglio emotivo non elaborato del tutto. 

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Bird Box Barcellona. Chris Morgan Productions, Dylan Clark Productions, Netflix, Nostromo Pictures

Ragionare sulla fede

Come nel film della Bier, ciò che conta in Bird Box Barcellona non è la componente spettacolare e catastrofica della vicenda, ma la condizione umana dei protagonisti: la loro intimità, le loro fragilità. Per distaccarsi però dalla pellicola originale, i fratelli Pastor abbandonano la costruzione di un’atmosfera di perenne tensione per un discorso ambizioso, forse anche troppo. Le creature assumono un alone quasi mistico e si mettono in scena una serie di seguaci che si muovono per la città comportandosi come profeti. Questa impostazione porta con sé una riflessione sulla religione, che può essere anche interessante ma che stona con il film precedente e porta questo spin-off ad assumere un tono fin troppo serioso e poco coinvolgente. Le creature appaiono così perlopiù una scusa per riflettere sul concetto di fede religiosa, il che priva l’opera di un elemento fondamentale: la tensione, la paura che in Bird Box funzionavano a pieno.

Gli elementi interessanti di Bird Box Barcellona risiedono senz’altro nei colpi di scena e nel ribaltamento di prospettiva rispetto al film originario. Il discorso dal tono religioso garantisce sicuramente un’interpretazione diversa sulle creature, che inizialmente ci induce a pensare veramente che possano essere angeli con una missione apocalittica. In realtà è tutto filtrato dagli occhi di qualcuno che ha sviluppato una forma di fede malata e vede degli esseri mostruosi come qualcosa di positivo, a causa di un forte trauma subito. In questo modo si ottiene un protagonista sfaccettato e psicologicamente interessante, a differenza dei personaggi di contorno dalla caratterizzazione molto esile. Va detto però che, al di là di questi cambiamenti, Bird Box Barcellona si avvicina al tipico prodotto medio di Netflix, senza infamia e senza lode.

Uno spin-off non necessario – Bird Box Barcellona recensione

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Bird Box Barcellona. Chris Morgan Productions, Dylan Clark Productions, Netflix, Nostromo Pictures

Ci sono infatti diversi aspetti che affossano la piena riuscita di questo prodotto. Uno di questi è senz’altro la volontà di spiegare qualcosa in più, di mostrare di più, eliminando quell’alone di mistero che rimaneva in Bird Box e garantiva un livello di tensione sempre costante. Non va dimenticato anche il finale, che rende Bird Box Barcellona un film mutilo, non autosufficiente e semplicemente un tassello di un franchise che vuole continuare a svilupparsi su altri fronti e in altri luoghi. Terminando la visione, si ha così la sensazione di aver visto qualcosa di non necessario, che non ha aggiunto nulla di particolare alla storia e di cui si poteva fare tranquillamente a meno.

In conclusione di questa recensione di Bird Box Barcellona, è possibile fare almeno qualche appunto positivo sul cast e i registi. Il cast, non solo spagnolo ma internazionale, comprende interpreti capaci, tra cui spicca senz’altro il protagonista Mario Casas, non solo bello e popolare ma anche preparato e competente, a suo agio in diversi generi cinematografici; inoltre troviamo anche Georgina Campbell, vista nel folgorante Barbarian e nell’episodio Hang the DJ di Black Mirror. Infine i fratelli Pastor mostrano la loro confidenza con gli scenari apocalittici, trattati precedentemente in Carriers e The Last Days. La loro capacità è visibile in passaggi spettacolari e visivamente scioccanti, come un suicidio di massa che avviene in una fermata della metropolitana o una sequenza ambientata sulla funivia semidistrutta di Barcellona. In fase di scrittura invece il duo si è mostrato decisamente più carente

 

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Bird Box Barcellona

Voto - 5.5

5.5

Lati positivi

  • Il tentativo di distaccarsi da Bird Box e creare qualcosa di diverso
  • Il protagonista Mario Casas e la capacità dei fratelli Pastor di trattare il materiale apocalittico

Lati negativi

  • Il discorso sulla religione e la fede rende il tutto troppo serioso e poco coinvolgente
  • La sceneggiatura è carente, soprattutto sulla caratterizzazione dei personaggi secondari
  • Il finale aperto ci fa pensare di aver assistito a qualcosa di non necessario

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