Recensioni

Dark Crimes: recensione del nuovo thriller con Jim Carrey

L'imprevedibile ritorno del brillante attore sul grande schermo in versione decisamente noir

Presentato al Warsaw Film Festival nell’Ottobre del 2016 ma uscito nelle sale italiane solamente due anni dopo, Dark Crimes è il nuovo e tanto atteso thriller di Alexandros Avranas ispirato a fatti di cronaca realmente accaduti. Jim Carrey si cimenta per la prima volta nel ruolo di un anonimo detective alle prese con un caso irrisolto il cui sospettato, il beffardo Kozlow (interpretato dall’attore neozelandese Marton Csokas), sembra nascondersi tra le pagine di un romanzo giallo. Nel cast anche la versatile e disinibita Charlotte Gainsbourg, la prediletta di Lars Von Trier (vedi Melancholia Nymphomaniac), nei panni di Kasia, la compagna di Kozlow.

Il film, le cui riprese sono iniziate nel novembre del 2016 a Cracovia, si sarebbe dovuto chiamare True Crime come l’omonimo articolo del New Yorker scritto dal giornalista David Grann, da cui Alexandros Avranas ha poi preso ispirazione.

Di seguito vi proponiamo la nostra recensione del thriller Dark Crimes, pellicola di produzione polacco-statunitense, che ha saputo fin da subito suscitare grande interesse e curiosità ma che, a conti fatti, potrebbe non essere all’altezza delle aspettative.

dark crimes recensione

Dark Crimes: recensione

Il regista greco Alexandros Avranas prende spunto da una storia vera: lo scrittore polacco Krystian Bala pubblica il giallo “Amok” nel quale racconta, con minuzia di particolari macabri e raccapriccianti, di un violento delitto. Il modus operandi dell’assassino combacia con le ferite rinvenute su un corpo lungo le sponde dell’Oder: la vittima è stata brutalmente seviziata, poi legata e gettata nelle fredde acque del fiume, come narrato nel libro. Una volta aver compreso il palese collegamento tra lo scrittore, il romanzo e la vittima, il commissario Jacek (il cui personaggio verrà ribattezzato in “Tadek” nel lungometraggio) si convince che Bala è l’autore del crimine e si mette all’ossessiva e tormentata ricerca di prove che confermino la sua teoria per poterlo mettere dietro le sbarre.

Analogamente Jim Carrey veste, quasi svogliatamente, i panni del detective polacco Tadek, indagando sulla correlazione tra l’insoluto omicidio di un frequentatore di un noto club sadomaso e lo strafottente scrittore Kozlow, editore di un giallo che riporta il medesimo omicidio. A rafforzare l’inimicizia tra i due uomini, inoltre, c’è la figura di Kasia, ex frequentatrice del club che sembra suscitare in entrambi bramosia ed al contempo un desiderio di protezione. La donna, poi, potrebbe rappresentare un punto di svolta per le complesse indagini di Tadek.

Esperimento riuscito?

Le tematiche di violenza, perversione e schiavitù sessuale non sono nuove al regista Avranas, avendole precedentemente affrontate con la tragedia Miss Violence, vincitrice del Leone d’Argento all’annuale Mostra del Cinema di Venezia per la regia. Anche stavolta ci colpisce ma in negativo, proponendo una regia confusionaria e smarrita. Si fa fatica a considerarlo un vero e proprio thriller poiché, sebbene l’ispirazione di partenza fosse valida, l’aridità caratteriale dei personaggi principali, l’assoluta piattezza dei dialoghi e la grigia e tetra realtà dell’ambientazione rendono il film poco coinvolgente e lo privano persino della suspense tanto attesa dallo spettatore.

Il film appare così grezzo, incompiuto e deludente. Inoltre, mancano tutta una serie di sequenze esplicative della violenza e della depravazione che avvengono nel club affinché lo spettatore possa davvero capire cosa vi accade all’interno, cosa che viene data per scontata nel lungometraggio e costituisce un altro elemento di smarrimento.

Dark Crimes: Performance attoriale

Anche Jim Carrey osa, sganciandosi dai ruoli tanto stravaganti e buffi a cui è abituato e che gli hanno sempre garantito il successo ma il personaggio di Tadek non risulta altrettanto efficace; a differenza di Joel Barish (Se mi lasci ti cancello) e di Walter Sparrow (Number 23), entrambi ruoli drammatici ed intensi, Tadek è un personaggio sottotono, sciapo e privo di spessore . Sicuramente non il suo miglior lavoro. Il suo famigerato talento recitativo non si discute eppure questa volta Jim Carrey è stanco, debilitato, sembra aver perso il suo consueto carisma.

È indubbio, comunque, che impersonare soggetti comici ed esuberanti gli venga molto più naturale: infatti la sua passione per il mondo del cinema e, più in particolare, per la recitazione si sviluppano in età infantile quando Jim si esibisce per compagni e familiari con buffi siparietti e smorfie comiche con il solo intento di divertire. Lo rivedremo, in ogni caso, nella nuova serie tv Kidding in uscita in Italia il prossimo inverno.

Un punto di forza è, invece, rappresentato dalla bravura e preparazione di Charlotte Gainsbourg che riesce a dar voce ad una donna forte, talvolta vulnerabile e fragile e proprio per questo credibile ed incisiva. Sarebbe comunque interessante vedere l’attrice francese ricoprire ruoli differenti dallo stereotipo di donna trasandata, con un erotismo disinvolto ed un pallore malsano a cui è ormai legata.

Dark Crimes: in conclusione

Ciò che più colpisce della pellicola è il ritorno al cinema di Jim Carrey ma nulla di più. Il film è un chiaro esempio di come non basti una trama originale ed un ristretto cast di celebri attori per una buona riuscita dello stesso. Dark Crimes è un vorrei ma non posso che non mantiene la promessa di lasciare con il fiato sospeso, mentre lo spettatore rimane frustrato ed insoddisfatto. Qui il trailer ufficiale in italiano.

dark crimes recensione

Dark Crimes

Voto - 4.5

4.5

Lati positivi

  • Originalità della trama

Lati negativi

  • Noioso e piatto
  • Manca di suspense

Voto Utenti: Vota per primo !
Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Adblock Rilevato

Per favore supportaci disabilitando il tuo Ad Blocker