I’m Your Man: recensione dello sci-fi romantico di Maria Schrader

I'm Your Man, una commedia sci-fi che porta in scena l'amore tra una scienziata ed un robot umanoide, al cinema dal 14 ottobre

Errare umanum est” dicevano i latini. Sbagliare, essere imperfetti, fallire sono tutte sfumature che completano quel misterioso alone che contraddistingue l’essere umano. Perché essenzialmente quello che ci rende tali è proprio la fallibilità insita nel nostro essere e nella nostra natura. Un qualcosa che sta alla base della nostra quotidianità, sia nel lavoro che nelle relazioni. La pensa diversamente I’m Your Man, sci-fi romantico che approfondiremo meglio nella nostra recensione. La storia si basa su un rapporto che si crea tra una scienziata ed un robot a sembianze umanoidi, pensato per essere il compagno ideale di una vita; quello perfetto, che vediamo solo nei nostri sogni. Alma (Maren Eggert) è una scienziata a cui viene proposto di partecipare ad un interessante progetto di ricerca.

Dovrà convivere per qualche settimana con Tom, robot dalle sembianze umane pensato e progettato per essere un fidanzato perfetto. La valutazione di Alma sul progetto servirà per migliorare il più possibile la programmazione dei robot al fine di creare prototipi in grado di soddisfare le esigenze relazionali di quelle persone rimaste sole. Il film, presentato in anteprima al Festival di Berlino nel marzo 2021, è una commedia sentimentale diretta da Maria Schrader. Nel cast tra i protagonisti, oltre a Maren Eggert nei panni di Alma, c’è Dan Stevens che interpreta Tom, il robot. Se siete curiosi di conoscere le nostre opinioni proseguite con la lettura della recensione di I’m Your Man.

Indice

I’m Your Man, la recensione- La trama

Alma (Maren Eggert) è una scienziata e ricercatrice presso il museo Pergamon di Berlino. Al fine di ricevere fondi per le sue svariate attività decide di prendere parte ad una sperimentazione piuttosto insolita. Dovrà convivere circa tre settimane con un robot di aspetto umanoide; alla fine di questo periodo dovrà eseguire una valutazione personale dell’esperienza. Il robot è stato programmato per essere il partner ideale di Alma. Lo scopo della ricerca è appunto quello di riuscire a creare robot con sembianze umane che possano essere dei veri e propri compagni di vita.

Inutile discutere le conseguenze economiche (ed etiche) di un simile progetto. Alma conosce così Tom, programmato per essere il fidanzato migliore che potrebbe avere, così perfetto da esistere solamente nei suoi sogni. Scettica su tutta la vicenda Alma inizia pian piano a conoscere la sua dolce metà robotica ed a chiedersi se possa veramente instaurarsi un rapporto autentico tra i due.

I’m Your Man, la recensione – Umanoide è umano?

Il sentimentalismo di I’m Your Man (più commedia romantica che sci-fi vero e proprio) nasce tutto dalla questione se possa essere vero l’amore tra un uomo e un robot. Una questione delicata e per niente banale su cui sono già stati scritti fiumi di inchiostro. Per non parlare anche degli innumerevoli “ciak girati” in ambito cinematografico. Ci aveva già provato lo scrittore Philip K. Dick con il suo cult Ma gli androidi sognano pecore elettriche? a tentare di dare una soluzione al problema su come considerare la vita di un androide. A partire proprio da qui Ridley Scott portava su grande schermo nel 1982 Blade Runner con Harrison Ford: sci-fi thriller poetico e toccante allo stesso tempo. Una saga che ha visto anche un sequel visivamente straordinario: Blade Runner 2049 uscito nel 2017 e diretto da Denis Villeneuve.

I'm your man recensione
I’m Your Man – Letterbox Filmproduktion SWR

Ma gli esempi cinematografici sono molteplici a partire anche da Stanley Kubrick con il suo Hal in 2001 Odissea nello spazio, un’intelligenza artificiale (non di aspetto umanoide) che arrivava ad avere una presenza scenica pari a quella di un personaggio umano. Ma per riavvicinarci al genere della commedia romantica che è I’m Your Man, dobbiamo tornare all’anno 2013 quando Spike Jonze portava alla luce Her, film pieno di colore che raccontava la relazione tra un uomo (Joaquin Phoenix) e la voce sensuale di un’intelligenza artificiale (Scarlett Johansson). La commedia tedesca diretta da Maria Shrader I’m Your Man si inserisce esattamente su questo filone riprendendo quindi tematiche già affrontata più volte da altri autori.

Analisi in breve

La scienza e la tecnologia sono arrivati ad un livello tale da permettere di sviluppare robot umanoidi programmati per essere i partner perfetti per ognuno di noi. Un po’ come andare al mercato e scegliere la nostra compagna/o di vita in base al colore degli occhi, al carattere, al lavoro, all’intelligenza… Un qualcosa di aberrante ed eticamente abominevole anche se, come ci mostra la storia, alcune persone rimaste sole sono pienamente soddisfatte da questo rapporto. Si apre quindi una discussione più complessa del previsto che va oltre la semplice relazione sentimentale e che tocca i piani della felicità e realizzazione personale.

In circa 105 minuti di girato I’m Your Man porta a chiederci questo e molto altro in una storia romantica e drammatica che purtroppo non raggiunge mai quel sentimentalismo che forse sperava di rappresentare. Soprattutto la parte centrale del film manca del giusto mordente; la drammaticità della vicenda viene appena accennata, senza mai colpire troppo lo spettatore. Peccato perché considerando anche la storia passata della protagonista Alma si poteva fare molto di più creando qualcosa di più forte anche sul piano emozionale. Ciò non toglie che I’m Your Man sia una commedia romantica apprezzabilissima che ci porta a riflettere anche quando si riaccendono le luci in sala.

I’m Your Man, la recensione – Amore autentico?

Sebbene si possa dunque giungere facilmente a una conclusione circa la giustezza o meno di un partner robot il film rimescola bene il tutto portandoci a riflessioni ben più profonde. Perché, per quelle persone rimaste sole, deve ritenersi sbagliato un rapporto con un umanoide in grado di tenere compagnia e regalare anche momenti di felicità? L’amore così come viene inteso nel film verrebbe ridotto allora ad un qualcosa di egoistico, a senso unico. Sì, perché possiamo anche sentirci felici con un robot, possiamo arrivare perfino ad amarlo ma quello che riceviamo non sarà mai, ovviamente, amore.

Un po’ come dice la stessa protagonista Alma che rimprovera al suo partner robot di essere fin troppo perfetto e scontato, di non sbagliare mai nulla. Proprio per questo Tom tradisce la sua natura da robot, l’essere sempre nel giusto, non sbagliare mai nulla come se la perfezione fosse qualcosa di fondamentale in un rapporto, o meglio, in un partner. Ed è proprio per questo che seppure le sembianze siano quelle umanoidi Tom è quanto di più lontano possa esserci da un essere umano. Gli manca la fragilità ma soprattutto quella fallibilità tanto decantata nel recente Un altro giro di Thomas Vinterberg con Mads Mikkelsen. Proprio quella fallibilità nel vivere quotidiano ci rende umani e vivi di fronte al mistero della vita rendendo tutto meno scontato e più vitale.

I’m Your Man, la recensione – Conclusioni

Concludiamo la nostra recensione di I’m Your Man consigliandovi innanzitutto la visione del film, che merita almeno una possibilità. Una storia sicuramente non nuovissima nei contenuti, ma soprattutto nelle problematiche che pone. Nonostante tutto, il film riesce ad esporre bene la questione sotto diversi punti di vista. Proprio quando crediamo che il film si schieri a favore di un tipo di pensiero gli eventi in scena cambiano rimescolando il tutto. Questo comporta che oltre alla protagonista arrivi ad una riflessione più profonda sulla vicenda anche lo spettatore, a volte imboccato proprio dai suggerimenti di una sceneggiatura ben scritta.

Come già accennato precedentemente, avremmo gradito una spinta maggiore in termini di pathos, ma I’m Your Man non brilla assolutamente per tali aspetti. Visto anche l’esiguo numero di personaggi e la ripetitività delle ambientazioni il film ci è parso un po’ monotono nella parte centrale, quella che forse doveva essere più densa di emozioni. Se vi abbiamo incuriosito con la nostra recensione non vi resta che andare a recuperare I’m Your Man e scriverci le vostre impressioni personali.

I'm your man

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • Il film fa affiorare e stimola diverse riflessioni interessanti
  • Nel complesso, soprattutto come commedia romantica, funziona

Lati negativi

  • La parte centrale è un po' troppo monotona

Altri articoli che potrebbero interessarti dai siti del nostro Network:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati