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L’uomo che uccise Don Chisciotte: recensione del film di Terry Gilliam

Il film "maledetto" dell'ex membro dei Monty Pyton uscirà nelle sale italiane il 27 settembre

L‘uomo che uccise Don Chisciotte è stato presentato fuori concorso al 71º Festival di Cannes, come film di chiusura della manifestazione. Avrebbe dovuto inizialmente concorrere per la Palma d’oro ma lo scoppio di una disputa tra Gilliam e un ex produttore ha portato alla sua esclusione.

Come se non bastasse poco prima di presenziare alla proiezione della sua opera Gilliam è stato colpito da un malore. Imprevisti, malattie, problemi con attori e produzioni, questi sono gli elementi che fanno de L’uomo che uccise Don Chisciotte un vero e proprio film maledetto, per la cui realizzazione son serviti quasi 30 anni.

Il film non è altro che un lungo viaggio onirico e schizofrenico all’interno di un mondo assurdo, così assurdo da sembrare a tratti molto vicino a noi. Un vero piacere per gli occhi di tutti i fan di Gilliam: il regista infatti ripropone tutti i temi a lui più cari. Il film è consigliato a tutti coloro che vogliano passare una serata diversa, immersi in un mondo fantastico dove il confine tra reale e fantastico è molto labile.

Quel che viene portato sullo schermo è puro Terry Gilliam, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Una narrazione a tratti lenta, complessa e ricca di colpi di scena riesce comunque ad intrattenere ed emozionare lo spettatore.Il regista riesce, con un’abilità fuori dal comune, a dar vita non solo a dei personaggi che rimarranno nella mente dello spettatore a lungo ma ad un vero e proprio universo narrativo a sé stante.

L’uomo che uccise Don Chisciotte: trama

Il film è liberamente ispirato al Don Chisciotte della Mancia, opera di Miguel de Cervantes; Adam Driver veste i panni di un giovane pubblicitario (Toby) dal grande talento che oramai si è venduto anima e corpo all’industria della pubblicità. Casualmente si ritrova su di uno dei suoi vecchi set in Spagna, dove quasi 10 anni prima aveva lavorato ad un film ispirato all’opera letteraria.

In un piccolo paesino dell’entroterra iberico ritroverà il vecchio calzolaio che aveva vestito i panni di Don Chisciotte, interpretato da Jonathan Pryce. Quest’ultimo sarà totalmente calato nei panni del celebre e folle cavaliere scambiando il giovane per Sancho Panza e trascinandolo in un viaggio bizzarro e allucinato.

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Nel corso del loro vagabondare ritroveranno altri personaggi che avevano preso parte al film giovanile di Toby, su tutti Angelica, interpretata da Joana Ribeiro. Diventata una donna mostrerà al cavaliere e al suo scudiero come quell’incontro l’aveva segnata nel profondo. Un’esperienza comune che inesorabilmente ha cambiato le vite di tutti.

L’uomo che uccise Don Chisciotte: la genesi del film maledetto

Il progetto doveva partire inizialmente nei primi anni 2000, nonostante l’idea albergasse nella mente del regista fin dalla fine degli anni ’90. L’idea alla base de film era molto ambiziosa, il budget stimato era di circa 30 milioni di dollari. Questo faceva de L’uomo che uccise Don Chisciotte una tra le più costose produzioni cinematografiche realizzate con fondi esclusivamente europei.

Data la vastità del materiale relativo al celebre romanzo picaresco di Cervantes (Don Chisciotte della Mancia), Gilliam pensò di riadattare e reinterpretare la storia. Il viaggio nel tempo doveva essere la colonna portante del film: un uomo del ventunesimo secolo scaraventato indietro nel tempo sarebbe stato confuso da Don Chisciotte con Sancho Panza. Per il ruolo di Toby era stato scritturato Johnny Depp mentre la parte di Don Chisciotte venne affidata all’attore francese Jean Rochefort.

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A causa di un violento nubifragio che distrusse parte della costosa scenografia e ai numerosi problemi di salute di Rochefort le riprese vennero interrotte. Ci erano voluti due anni per trovare il giusto attore per interpretare Don Chisciotte e 7 mesi per far imparare all’attore francese la lingua inglese. Alla fine dei conti solamente quest’ultimo e Depp riuscirono a girare qualche scena. Le poche riprese del film finirono nel documentario Lost in La Mancha.

Nel corso del tempo il regista ha più volte cercato di far ripartire il progetto riuscendoci nel 2016, sui motivi che l’hanno portato a non desistere ha dichiarato:

La ragione per cui non ho mai abbandonato il mio Don Chisciotte è perché tutte le persone ragionevoli mi dicevano “Molla! Lascialo stare!” e io non credo nelle cose ragionevoli! Questo personaggio è molto pericoloso, ti inizia a vivere nella testa e alla fine rischi di diventare come lui.

L’uomo che uccise Don Chisciotte recensione del film con Adam Driver

Uno dei pregi maggiori del film è sicuramente il processo creativo che ha portato alla sua realizzazione. Se il tema del film è il complesso rapporto tra sogno e realtà quest’ultima sembra aver superato ogni immaginazione. Le sofferenze dell’artista, i mille imprevisti e le sfortunate produzioni hanno portato Gilliam ad eliminare tutto ciò che era superfluo dalla sceneggiatura. Con il passare degli anni si è passati da una complessa produzione milionaria ad un intrigante film dai forti tratti autobiografici.

Ritengo positivo avere così tanto tempo per poter scrivere e riscrivere la sceneggiatura. In questo modo alla fine ti rimangono in mano le idee più originali. Io in fondo sono un “mistico”, ritengo che il film si sia scritto da solo, anche se devo ammettere che è stato uno scrittore un po’ lento.

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Adam Driver offre una prova eccellente, riuscendo a caratterizzare il suo personaggio in modo ineccepibile, raccontando l’evoluzione di Toby in modo molto naturale. Inizialmente era il primo ad osteggiare il comportamento dell’anziano ma alla fine si ritroverà a difendere i suoi ideali cavallereschi a costo della propria vita. Il personaggio sembra portatore di una grande nostalgia per quel che era e che magari non è più.

Jonathan Pryce è riuscito a fare completamente suo il ruolo di Don Chisciotte, superando le attese dello stesso regista. Gilliam ha infatti tenuto a sottolineare come l’attore sia riuscito a inglobare in questo personaggio tutti i ruoli shakespeariani interpretati da lui fin’ora. La convinzione di far bene era cosi radicata in Pryce che per ben 15 anni ha cercato di convincere il regista a prenderlo nel film.

L’uomo che uccise Don Chisciotte: le responsabilità del cinema secondo Gilliam

L’obiettivo di Gilliam è quello di mettere in luce le responsabilità sociali del cinema e di tutto ciò che c’è dietro. Pensare solo al proprio lavoro senza tenere conto dei sogni e delle aspettative di chi vi partecipa può essere rischioso. Nel corso del film il ruolo di carnefice e vittima si interscambia spesso, facendoci intuire che alla fine dei conti ognuno ha la sua responsabilità.

Quello che Gilliam affida a Driver è il suo stesso pensiero, criticare con forza un’industria che troppo spesso a fronte di guadagni astronomici ignora, o addirittura nega, la propria influenza sulla società. Il regista cerca in questo modo di prendersi una piccola rivincita su tutti quelli che nel corso del tempo hanno osteggiato la sua idea. Realizza, con un budget dimezzato, un film migliore di quello pensato inizialmente, dimostrando a tutti come un’artista possa raggiungere comunque il suo obiettivo.

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La critica nel corso del si fa ancora più ampia, viene preso di mira un certo tipo di ricco, quello che con i soldi pensa di poter ottenere tutto. In una battuta del film viene anche preso di mira Donald Trump, attuale presidente degli USA. Indipendentemente dalla propria posizione a riguardo questo tipo di “attacco” sembra stonare con l’atmosfera generale del film, soprattutto per la forma con cui viene portato.

Le riprese sono state tutte effettuate in loco, senza ricorrere a set costruiti all’interno di studi cinematografici. Questo ha permesso al regista di rendere ancora più vera la sua narrazione, soprattutto perché in questo modo è riuscito a mantenere ancorata alla realtà la sua fantasia. Qualsiasi sua idea si sarebbe comunque dovuta confrontare con le difficoltà necessarie per realizzarla, il risultato è un film fantastico ma verosimile.

 

 

 

L'uomo che uccise Don Chisciotte

Voto - 8

8

Lati positivi

  • Idea e realizzazione molto originali
  • Interpretazione Jonathan Pryce
  • Intepretazione Adam Driver

Lati negativi

  • Attacchi ad alcune figure che stonano con l’atmosfera del film
  • Lentezza in alcuni punti

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