CommedieRecensioni

The 40-year-old version: recensione del film sui 40 anni di Radha Blank

Sogni irrealizzati, carriere stroncate e avances giovanili: la storia di una neo quarantenne che riprende in mano la sua vita

Radha Blank è una sceneggiatrice un tempo molto promettente, oggi costretta al lavoro di insegnante per poter sbarcare il lunario. Mentre continua a cercare un produttore per il nuovo spettacolo, fa i primi bilanci: i 40 anni si avvicinano, non ha un uomo al suo fianco e non si sente rispettata a scuola. Radha però non sa che un finanziatore sbagliato e un musicista di Brooklyn le faranno cambiare vita di lì a poco. Questa è la recensione di The 40-Year-Old Version, film diretto e prodotto da Radha Blank e presente su Netflix.

Si tratta di una sorta di autobiografia, proprio a partire dal nome della protagonista lasciato invariato; è presente anche il vero fratello della Blank, e la storia è ispirata alla sua esperienza come sceneggiatrice a New York. Inoltre, le riprese dell’appartamento della protagonista sono state effettuate nella vera casa della regista. La pellicola è stata girata in 35 millimetri – il formato di pellicola più conosciuto – e in bianco e nero. Ecco la recensione di The 40-Year-Old Version.

Io voglio solo fare l’artista!

Indice

La trama – The 40-Year-Old Version recensione

Radha Blank è un’autrice teatrale che paga le bollette e l’affitto con l’impiego di insegnante. In attesa di un’occasione per ritornare in scena con un produttore che non le stravolga lo spettacolo, segue dei ragazzini disadattati. Questi provano a recitare in una pièce scritta interamente da loro. Radha non è felice: sta per compiere quarant’anni e non si sente pronta a chiudere nel cassetto i sogni di un tempo. Anni prima era considerata una giovane promessa della sceneggiatura teatrale; ma poi si è persa e non ha più trovato una grande opportunità per far sentire la sua voce.

the 40-year-old-version recensione
The 40-year-old version. New Slate Ventures, Hillman Grad Productions, Endeavor Content.

L’arte che difende parla di uomini e donne di colore, ma senza soffermarsi su problematiche legate al colore della pelle; parla di sogni per cui lottare, e di rivalse anche quando tutto sembra perduto. Peccato che nessuno sia disposto ad appoggiare le sue idee dal punto di vista finanziario. Radha comincia allora a fare un bilancio di quello che ha conquistato e quello che ancora vuole, e decide di provare una strada diversa per fare arte: il rap. Scelta ardita, ma che potrebbe rivelarsi vincente. Ce la farà questa donna a superare una crisi esistenziale ed artistica che promette di travolgerla?

Poverty porn e gentrificazione – The 40-Year-Old Version recensione

La pellicola tratta argomenti attuali come il poverty porn, che sfrutta la condizione dei poveri per generare empatia, vendere i giornali e stimolare le donazioni. Un lucro sulla pelle del meno abbiente. Altro tema caldo del film è la gentrificazione, ossia la trasformazione di un quartiere popolare in zona abitativa di pregio, con conseguente cambiamento della composizione sociale e dei prezzi delle abitazioni. Questo concetto è anche il punto focale dello spettacolo portato in scena dalla protagonista.

the 40-year-old-version recensione
The 40-year-old version. New Slate Ventures, Hillman Grad Productions, Endeavor Content.

Alla prima il pubblico è per la maggior parte caucasico e di ceto abbiente. Sul palco invece gli attori sono di colore e raccontano di quotidianità completamente diverse. Il fatto però che i “bianchi” siano accorsi numerosi a uno spettacolo di “neri” denota inclusione, forse, ma più che altro (ed è qui che la regista critica la società) una finta accettazione di chi è diverso. La fusione tra realtà diverse è quindi solo fisica e non culturale. Tutti questi spunti sarebbero stati molto interessanti da approfondire, ma il film non fa che ripetersi senza mai dare un spiegazione esaustiva. È compito dello spettatore cercare il significato e a fare lo sforzo di applicarlo alla storia.

Una protagonista, non un cliché – The 40-Year-Old Version recensione

È da apprezzare la scelta di una attrice protagonista “normale”, di aspetto comune, che non viene spesso scelta come unica figura che porta sulle spalle le sorti di un intero film. Radha è una donna non canonica, sia per bellezza che per carattere. Non vuole piacere per forza allo spettatore, è imperfetta e cade in tentazione. Cerca di seguire una dieta ferrea ma poi ha crolli nervosi; rifiuta le avances dei suoi allievi ma poi finisce a letto con un uomo che ha la metà dei suoi anni. Insomma, una donna che sa quello che vuole nella vita professionale – ma non sul lato privato – e che fa appello a tutta la sua forza per sgomitare in questo mondo.

the 40-year-old-version recensione
The 40-year-old version. New Slate Ventures, Hillman Grad Productions, Endeavor Content.

Anche a costo di reinventarsi rapper provetta. Nel film si accenna al difficile percorso degli artisti, sempre alla ricerca di un nuovo modo per tornare alla ribalta e per distinguersi da ciò che è di moda o che vende di più. Ancora una volta, le premesse per sviluppare buoni spunti di riflessione c’erano tutte, ma l’impressione è quella di vedere i personaggi senza poterli mai capire a fondo. Delle sagome teatrali di cui fatichiamo a comprenderne l’interiorità, le aspettative e i desideri, le paure. Se Radha ha poche sfaccetature, gli altri personaggi diventano comparse senza arte né parte. Il peso di queste scelte si traduce in un film lento ed estremamente noioso, nel quale non proviamo empatia per nessuno dei personaggi.

Considerazioni generali – The 40-Year-Old Version recensione

Nonostante i più nobili intenti, il film non colpisce pienamente nel segno per una serie di motivi. Oltre alla già citata mancanza di approfondimento dei personaggi e di un abbozzo incompleto di tematiche attuali ma da spiegare, c’è anche un altro problema. Sembra quasi che la regista abbia voluto elevare la pellicola scegliendo l’espediente del bianco e nero, per mascherare la vuotezza di una storia pesante e poco interessante. Le riprese nervose date dalla camera a mano danno uno stile documentaristico traballante e credibile fino a un certo punto: è un film che promette di essere autobiografia ma non fino in fondo.

Il risultato è un metateatro che parla di se stesso (un’impostazione teatrale per raccontare la creazione di uno spettacolo teatrale) ma non arriva al cuore di chi guarda. Note positive della pellicola, il tentativo di approcciare temi non sempre affrontati e la scelta di rendere protagonista una donna forte che non si lascia piegare dalle circostanze; largo spazio anche a temi quali il sesso tra individui con grande differenza d’età e la comunità LGBT. Nonostante ciò, The 40-year-old version non arriva alla sufficienza e resta un “ha potenzialità ma non si applica”.

Dove vederlo in streaming?

The 40 year-old version

Voto - 5

5

Voto

Lati positivi

  • Viene raccontata la storia di una donna forte e anticonformista
  • Tratta temi tabù senza filtri

Lati negativi

  • Personaggi mai del tutto approfonditi
  • Metateatro non sempre riuscito
  • Ritmo molto lento

Potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button