Rubriche

RiValutiamolo – Push, non il solito e scontato film di supereroi

Rivalutiamo Push, film del 2009 con Dakota Fanning e Chris Evans rimasto purtroppo nell'ombra

Benvenuti in RiValutatiamolo, una piccola rubrica che ha lo scopo di ri-valutare film che a causa della critica, del pubblico o di motivi sconosciuti sono stati etichettati come “brutti” film. In ogni articolo della rubrica dunque, verrà preso un film il quale non ha riscosso più di tanto successo o che, quantomeno, ha ricevuto un certo fomento iniziale all’uscita dei primi trailer per poi scemare con l’uscita della pellicola. Di tale film imputato, verrà fatta una analisi più approfondita per cercare di tirare fuori e mostrare quel qualcosa in più che non è riuscito ad arrivare a pubblico e critica. Come sempre sono estremamente graditi scambi di commenti, critiche e/o proposte da parte di voi accaniti lettori di FilmPost.it

Si inizia!

Push, la rivalutazione

Chi ha mai sentito parlare di Push? Probabilmente non molti, dato che il film resta tutt’oggi piuttosto di nicchia. Paul McGuigan ha diretto questa pellicola del 2009 (regista scozzese conosciuto principalmente per Slevin – Patto criminale, di cui vi abbiamo parlato nella Top 10 + 1: i migliori thriller degli anni 2000) e vede come protagonisti Chris Evans, Dakota Fanning e Camilla Belle. Il film è incentrato su un gruppo di persone dotate di poteri che abbandonano gli Stati Uniti e si rifugiano ad Hong Kong, per sfuggire ad un’organizzazione che vuole catturarli. La casa editrice indipendente Wildstorm ha prodotto una miniserie a fumetti in sei numeri incentrata sugli eventi precedenti al film.

Sul sito Rotten Tomatoes il film ha come valutazione un 23% da parte della critica e un 42% di apprezzamento degli utenti. Vedendo questi risultati disastrosi viene spontaneo evitare di visionare il film, temendo un prodotto scadente. Con questo articolo il mio intento è dimostrarvi che in realtà Push merita il vostro tempo; e, anzi, vi rimarrà nel cuore.

push

Le critiche e la rivalutazione

Quando ci si approccia a questo film (spesso per curiosità e un po’ di diffidenza) si rimane sorpresi da tutti i punti di vista. Tutti i classici punti di riferimento cinematografici (dal sonoro alla regia, dalla sceneggiatura alla fotografia) risultano destabilizzanti e quasi disturbanti inizialmente. Le novità con le quali si devono fare i conti sono molte ma dopo un’iniziale straniamento inizia la vera avventura.

La regia di McGuigan è particolare ma funziona; lo stile “iperattivo” e a volte caotico si sposa bene con sceneggiatura e ambientazione senza sfociare mai nel confusionario e incomprensibile. Nonostante, a parte questo dettagli, non vi sia nulla di particolarmente elaborato, le scelte registiche funzionano e permettono allo spettatore di non annoiarsi e godersi al 100% lo spettacolo.

Sulla sceneggiatura vale la pena soffermarsi un attimo. In Push non assistiamo alla narrazione di una storia rivoluzionaria e mai sentita, è vero, ma allo stesso tempo non c’è nemmeno banalità. Nel film i personaggi sono caratterizzati estremamente bene e le scelte, mai banali, rivelano cause e conseguenze coerenti e intriganti.

La recitazione appare solida e controllata. Tutti gli attori (nessuno escluso) fanno un eccellente lavoro davanti alla cinepresa e rendono bene il loro personaggio. Tutto, grazie al lato recitativo, appare convincente e conturbante, senza risultare però forzato. Nota di merito va alla giovane Dakota Fanning che all’epoca aveva solo 15 anni ma che, probabilmente, dona la performance migliore nella pellicola.

Ultimo punto lo dedichiamo alla fotografia. In Push non troverete un fluire semplice e stabile di immagini nella maniera tradizionale, anzi. La fotografia nel film mette in risalta colorazioni estremamente satura, quasi al limite della bruciatura, che spesso risaltano stati d’animo, psicologie o ambientazioni. Ovviamente questo stile può non piacere a tutti ma bisogna ammettere che è una scintilla nuova in un panorama spesso ormai cristallizzato su metodologie affermate.

Conclusioni

Per terminare questa rivalutazione facciamo un punto finale della situazione. Push non è un film perfetto e forse non arriverebbe nemmeno a votazioni ottime in un’analisi approfondita. Detto questo, però, il consiglio è di dargli una chance: è raro trovare un film tanto innovativo e sincero negli ultimi anni e ciò che vuole fare Push è semplicemente raccontare una storia. Purtroppo la mancanza di un sequel (che era stato pensato, dato il finale estremamente aperto della pellicola) “spezza” un po’ questa storia; ma allo stesso tempo permette di immaginare sviluppi personali. Fidatevi e dedicate un po’ del vostro tempo a questo film e scoprirete che no, Push non è un semplice e banale film di supereroi.

Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

Adblock Rilevato

Per favore supportaci disabilitando il tuo Ad Blocker