WandaVision: recensione della prima serie tv dei Marvel Studios

La prima serie televisiva dei Marvel Studios che apre la Fase 4 del MCU

Circa due anni fa debuttava al cinema Avengers: Endgame, capitolo finale di un arco narrativo durato più di dieci anni. Con la fine della cosiddetta “Infinity Saga” il Marvel Cinematic Universe sembrava aver detto tutto e la successiva Fase 4 sarebbe stata un nuovo punto di partenza o la pietra tombale dell’universo. Curioso pensare come un anno dopo l’uscita del maggiore incasso cinematografico di sempre, il cinema si sia bloccato e così anche i piani della Marvel. Una serie di prodotti la cui uscita era programmata secondo un determinato ordine sono slittati; dopo più di un anno senza contenuti Marvel, ecco debuttare su Disney+ WandaVision, di cui vi proponiamo la nostra recensione.

L’uscita della serie con protagonista Elizabeth Olsen e Paul Bettany era stata programmata successivamente; a causa degli slittamenti però si è trovata ad introdurre al mondo la Fase 4. Durante svariate interviste le serie Marvel sono state presentate come dei film di circa 6 ore e vista la qualità tecnica del prodotto, la promessa è stata mantenuta. Grazie al rilascio settimanale lo show ha saputo intrattenere il pubblico per quasi due mesi, accrescendo sempre di più il numero di spettatori. Dopo un lungo periodo di silenzio, i Marvel Studios sono tornati in pompa magna annunciando a tutti che le il viaggio di questi supereroi è appena iniziato. Di seguito la nostra recensione di Wandavision.

Indice

Il pubblico della sitcom – WandaVision, la recensione

Spiegare la trama di WandaVision senza fare spoiler è un’impresa alquanto ardua. Lo show infatti è caratterizzato da un mistero di fondo che intriga per tutta la serie in un climax verso la rivelazione finale. Come noi spettatori, infatti, Wanda e Visione non sono completamente consci di quel che sta accadendo. Poco tempo dopo la sconfitta di Thanos, i due innamorati si sposano e si trasferiscono nella fantastica cittadina di Westview. Cercando di vivere il sogno e svolgere una vita normale, Wanda e Visione nascondono i propri poteri e si spostano di decennio in decennio di pari passo con l’evoluzione televisiva della sitcom.

Quasi tutti gli episodi della serie, infatti, riprendono e rendono omaggio a celebri show del passato come The Dick Van Dyke Show, Vita da Strega, Modern Family, Malcolm in the Middle e tanti altri. Partendo dagli anni 50, di puntata in puntata, la serie di riferimento cambia e così il contesto in cui vivono i personaggi. Scenografie, archetipi narrativi, stili di recitazione, qualità e formato dell’immagine si evolvono, nel mentre, di nascosto, un misterioso spettatore osserva. La vita di Wanda è vissuta come fosse una sitcom e come ogni sitcom, ha un pubblico, ignaro di cosa stia effettivamente accadendo.

Tramite questo espediente metanarrativo, i personaggi di WandaVision sono spettatori tanto quanto noi che la guardiamo su Disney+. Seguono lo show, si affezionano ai personaggi e si pongono domande, coinvolgendo sempre più il reale spettatore. Il fitto mistero si dipana nel corso delle 9 puntate in un magnifico crescendo; minuscoli dettagli, easter egg e numerosissimi riferimenti ai fumetti hanno scatenato le teorie del pubblico, alimentando sempre più la curiosità. La decisione di rilasciare la serie settimanalmente si è così rivelata decisiva, generando sempre più attesa per l’uscita del nuovo episodio e trasformando WandaVision in un evento.

Realtà apparente – WandaVision, la recensione

Sin dalle prime puntate quindi, WandaVision si presenta con uno stile particolare, insolito per i Marvel Studios. La scelta di ambientare la serie nel contesto delle sitcom ha inizialmente stranito il pubblico per i primi episodi, ma la perfetta gestione di “realtà e televisione” ha finito per essere il punto di forza dello show. Come anticipato, alcuni personaggi vivono in un contesto “surreale”, mentre altri osservano tutto ciò dall’esterno. Il regista Matt Shakman ha saputo bilanciare le due realtà perfettamente, creando un intreccio sempre più fitto ed intrigante. Tramite cambi di formato e stile registico, il passaggio tra i mondi diventa esplicito ed elegante. Lo stile delle sitcom è infatti ripreso in tutto e per tutto, dalla recitazione degli attori ai tipici movimenti di macchina. Ogni qualvolta si cambia decennio, fotografia, costumi, scenografie e tutto ciò che riguarda il lato tecnico, si evolve trasponendo perfettamente l’epoca scelta.

Per quanto riguarda il mondo “reale”, invece, l’atmosfera è la tipica dei film Marvel e rende palese il cambio di contesto. Durante ogni episodio delle sitcom, vi sono poi degli spot pubblicitari che se inizialmente sembrano un omaggio al periodo, nascondono in realtà numerosi indizi. La vita vissuta da Wanda è tanto idilliaca quanto ambigua. Talvolta, infatti, capita di vedere comportamenti inadeguati rispetto al contesto della serie, quasi inquietanti; in questi momenti la finzione scenica si rompe e attraverso affermazioni sibilline e azioni sospette i cittadini di Westview lasciano a terra delle briciole, che lo spettatore dovrà raccogliere. La sensazione di straniamento è poi restituita perfettamente grazie alle performance attoriali dell’intero cast. Spiccano su tutti Elizabeth Olsen e Paul Bettany, i quali cambiano stile recitativo in ogni puntata, risultando sempre credibili. Nei momenti più concitati i due attori hanno dato davvero il meglio di sé regalandoci scene memorabili.

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WandaVision, Marvel Studios

Il diavolo sta nei dettagli – WandaVision, la recensione

Come ogni prodotto del Marvel Cinematic Universe, WandaVision si collega al mosaico di film rilasciati dagli Studios. Nella serie, oltre a Visione e Wanda, tornano Darcy Lewis (Thor) e Jimmy Woo (Ant-Man); inoltre fa la sua comparsa Monica Rambeau, figlia della Maria Rambeau che abbiamo visto in Capitan Marvel. Tra nuovi arrivi e vecchie conoscenze, esordisce nel Marvel Cinematic Universe lo S.W.O.R.D., un’ente governativo simile allo S.H.I.E.L.D., che si occupa di armi senzienti. Pur concentrandosi sulla trama principale, lo show introduce tanti tasselli fondamentali per quello che sarà il futuro del MCU. I collegamenti con il passato e gli indizi per il futuro sono molti, e allo stesso modo sono numerosi anche i riferimenti ai fumetti. L’intera serie infatti prende spunto da vari archi narrativi dei Marvel Comics, come House of M e Vision, per citarne un paio.

Nel riadattare le trame fumettistiche, i Marvel Studios hanno tempestato lo show di riferimenti alla controparte cartacea, che talvolta anticipano ciò che verrà, talvolta non sono altro che omaggi. Nell’inserire così tanti easter egg e chicche, i creatori hanno fatto si che una singola visione della puntata non bastasse per cogliere tutto. Riguardare un episodio di WandaVision infatti non risulta assolutamente noioso, ma permette di notare particolari passati inosservato. La creatrice Jac Schaeffer, il regista Matt Shakman ed il produttore Kevin Feige hanno così fatto un lavoro encomiabile, rendendo la prima serie dei Marvel Studios un piccolo gioiello per appassionati e non.

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WandaVision. Marvel Studios

La serie tv dei Marvel Studios

WandaVision è composta da 9 puntate che potremmo dividere in 3 atti. Per quanto riguarda le prime due sezioni della serie, per 5 settimane ha attirato sempre più pubblico migliorando la qualità degli episodi ogni volta; quando si è giunti in concomitanza del finale però, l’architettura ha iniziato a traballare. Lo show si è inizialmente dimostrato come un prodotto al di fuori degli “standard” del Marvel Cinematic Universe, più coraggioso, più ambizioso e sicuramente innovativo. Purtroppo però, nel suo ultimo atto la serie è ritornata tra i binari con un finale esplosivo ma insoddisfacente. Molti degli interrogativi posti in queste settimane sono stati liquidati attraverso spiegazioni superficiali; espedienti narrativi la cui funzione specifica era creare aspettativa rivelatisi poi specchi per allodole, personaggi poco approfonditi e apparenti forzature.

Non c’è dubbio che molti di questi aspetti verranno sviscerati in altri prodotti del MCU, ma WandaVision non è riducibile ad un semplice tassello del grande Universo Marvel. Per quanto il finale lasci ben sperare per il futuro, la serie avrebbe meritato una chiusura migliore. Considerando che non vi saranno ulteriori stagioni, sarà difficile riguardare lo show con la consapevolezza che molto di quanto mostrato non trova fine nell’arco delle 9 puntate. In conclusione, dopo una lunga attesa e la paura che i supereroi avessero detto tutto ciò che avevano da dire, i Marvel Studios hanno portato una ventata d’aria fresca con la loro prima serie televisiva. Nonostante la parziale delusione finale, è innegabile che, come evidenziato nella recensione, WandaVision sia un progetto riuscito e se la nuova strada intrapresa dal MCU è davvero questa, potremmo averne per molto tempo ancora.

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WandaVision

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • Performance attoriali del cast, in particolare Paul Battany ed Elizabeth Olsen
  • Gestione della componente sitcom curata nei minimi dettagli
  • Fitto mistero alimentato da indizi, riferimenti ai fumetti ed easter egg

Lati negativi

  • Finale affrettato e incompleto
  • Espedienti utili a creare attesa nello spettatore, ma inutili ai fini narrativi

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