Curiosità

Il sacrificio del cervo sacro: spiegazione del film di Lanthimos

Un dottore negligente dovrà pagare le conseguenze del suo comportamento scellerato.

Il sacrificio del cervo sacro spiegazione. Il sacrificio del cervo sacro (2017) è un film appartenente al genere drammatico e grottesco diretto da Yorgos Lanthimos. La pellicola racconta di un chirurgo costretto a sacrificare un membro della sua famiglia per fare giustizia, dato che anni prima aveva ucciso il padre di un ragazzo durante un intervento. Alla base del fatidico errore i problemi con l’alcol del medico protagonista. Il film vincitore del premio per la miglior sceneggiatura a Cannes. vede nel cast Colin Farrell e Nicole Kidman.

Lanthimos nel 2015 dirige Colin Farrell nel suo primo film in lingua inglese, The Lobster, per cui vince il Premio della giuria a Cannes e una candidatura per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar. Nel 2018, durante la Mostra di Venezia, ha presentato La Favorita, con Emma Stone, Rachel Weisz e Olivia Colman, vincendo il Gran Premio della Giuria. Il film ha ottenuto il maggior numero di nomination ai premi Oscar 2018, dieci, tra cui miglior film e miglior regia.

L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER

 Indice

La trama – Il sacrificio del cervo sacro spiegazione

Steven Murphy è un cardiochirurgo di successo, sposato con Anna e padre di due figli diligenti e rispettosi. Un giorno di qualche anno prima, prima di operare il signor Lang, beve un paio di bicchieri. L’operazione non va a buon fine e il paziente perde così la vita. Dal momento che Steven sente, anche non volendo ammetterlo, del senso di colpa nei confronti della famiglia Lang, comincia a frequentarne il figlio adolescente. Martin Lang viene subito preso sotto la sua ala protettiva e il dottore cerca di rimpiazzare, seppure in modo impacciato, la figura paterna che il giovane non ha più. All’inizio gli incontri con Martin sono saltuari, ma poi questo lo visita sul lavoro e a casa, risultando sempre più invadente.

Steven giustifica il suo bisogno di attenzioni, ma poi lo invita gentilmente ad allontanarsi. È in quel momento che Martin gli comunica il destino al quale andrà incontro tutta la famiglia Murhpy. Dato che il dottore ha ucciso suo padre, per bilanciare la situazione lui stesso dovrà uccidere un membro della sua famiglia. Se non lo farà, tutti e quattro si ammaleranno lentamente, fino a morire. Il tempo scorre, la decisione è dura, ma giustizia deve essere fatta. Dapprima scettico, Steven capirà suo malgrado che le parole del ragazzo sono vere, e ciò lo immergerà in uno stato di terrore e confusione.

L’onnipotenza dell’uomo

Steven Murphy: Un chirurgo non uccide mai un paziente.

«O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza!». Queste le parole dell’VIII salmo della Bibbia che sentiamo ne Il sacrificio del cervo sacro, accompagnate dalla musica di Johann Sebastian Bach (La Passione Secondo Giovanni). Sono il monito che tutti noi dobbiamo comprendere ed accogliere, ovvero che del Dio misericordioso e buono non c’è traccia. C’è solo spazio per sofferenza e accettazione dell’infelicità, come affermano i principi della filosofia nichilista. L’atteggiamento è infatti negativo nei confronti del mondo, delle sue istituzioni e dei suoi valori; si sente la convinzione che l’esistenza non abbia alcuno scopo, per cui non vi è necessità di regole e leggi. Di conseguenza, nemmeno la necessità di logica (la trama infatti prende improvvisamente un risvolto assurdo e inspiegabile).il sacrificio del cervo sacro spiegazione

Il sacrificio del cervo sacro ci obbliga a riflettere sul ruolo dell’uomo nella società. Crediamo che il progresso sia solo merito nostro, che la prosperità e il benessere ci siano dovuti dopo tutti i nostri sforzi. L’uomo si sente grande e potente a tal punto da sfidare gli Dei e mettere in dubbio la loro esistenza. Secondo la visione di Lanthimos, l’uomo deve ridimensionarsi. Capire di essere una parte infinitesima dello sconfinato Universo e sottomettersi a ciò che è più grande di lui e che a volte non comprende. Il chirurgo della famiglia Murphy si sente affermato e apprezzato. Comanda i colleghi, è il padrone di casa e decide il futuro dei figli. Ha sempre l’ultima parola. Ma è una supremazia circoscritta a quanto l’uomo conosce, impossibile da estendere a qualcosa di superiore, come l’ultraterreno. Di fronte a queste evidenze il senso di onnipotenza dell’uomo viene annichilito.

Il destino ineluttabile – Il sacrifico del cervo sacro spiegazione

Ognuno segue, volente o nolente, il suo destino. Questo non si può cambiare e non è possibile deviare dal proprio percorso verso strade a noi più gradite. Ognuno è responsabile delle proprie azioni. E non esiste pentimento né scusa che possano riparare un errore. Così, quando Steven, che oggi non tocca un goccio di alcol, ha fallito l’intervento al signor Lang perché non era nel pieno delle facoltà mentali, non sapeva che avrebbe condizionato per sempre la sua vita futura. Anni dopo, avrebbe dovuto uccidere con le sue mani un membro della famiglia per riequilibrare la bilancia della giustizia. Occhio per occhio: uno della famiglia Lang per uno della famiglia Murphy.il sacrificio del cervo sacro spiegazione

Ogni resistenza da parte della famiglia Lang viene annullata dall’inesorabile incedere degli eventi. I protagonisti attraverseranno, senza poter far nulla, tre differenti fasi nel corso della loro esperienza fuori dal comune. Paralisi, inedia e lacrime di sangue dagli occhi, l’ultimissimo segno prima del decesso. Il peso del fato e della predestinazione pesano su chirurgo, così come su tutta l’umanità,  che cerca di salvarsi in un eroico slancio di coraggio. In questa storia, Steven è l’unico che ha il potere di spezzare la maledizione lanciata da Martin, ma non è un eroe. Non è in grado di assumersi le sue responsabilità, né di prendere una decisione su due piedi. Il padre di famiglia è inetto, incapace non solo di agire, ma anche di accettare il suo destino.

This is (not) a man’s world

Lanthimos ci presenta un mondo in cui non ci sono più uomini, ma freddi figuranti incapaci di provare sentimenti reali, i quali si trascinano nelle loro esistenze più per dovere che per volontà. Steven sembra andare al lavoro senza la consapevolezza di poter salvare delle vite e l’energia di fare tutto ciò che è in suo potere. Piuttosto, con i colleghi si abbandona a lunghe e vuote discussioni sugli orologi subacquei e sui migliori cinturini da abbinarci. A casa, il rapporto con i figli ha ancora qualche reminiscenza di affetto, ma risulta impersonale e impostato. Anche con la moglie Anna è lo stesso: nella loro intimità, lei distende nuda sul letto come fosse un cadavere, e lui si muove sul suo corpo come un necrofilo. Comportamento che anche la figlia adolescente  assumerà quando deciderà di concedersi a Martin.il sacrificio del cervo sacro spiegazione

Come a dire che oggi persino i rapporti sessuali sono riusciti a svuotarsi se non di amore, almeno di passione. Una società glaciale che tenta maldestramente di aggrapparsi alla poca umanità rimasta. La quale, non a caso, appartiene soprattutto ai genitori, quindi alla generazione precedente. I ragazzi sembrano essere più forti, insensibili, e pronti ad accettare anche le situazioni più raccapriccianti. Lo si vede per esempio nel momento in cui la famiglia Murphy si accorge che il piccolo Bob sta morendo. La sorella Kim lo dice senza disperazione e con una tale naturalezza, da spaventare quasi quanto l’assenza di panico negli occhi del bambino. I colori degli ambienti, quasi totalmente al chiuso, sono freddi come i dialoghi di tutti i personaggi, abbandonati dal sentimento e dal calore che ancora (chissà per quanto, sembra suggerire il regista) ci appartengono.

Spiegazione del finale di Il sacrificio del cervo sacro

Il sacrificio porta l’uomo, un essere mediocre, a prendere atto della propria mancanza di libertà. È l’unica azione che esso può compiere per compiacere il volere superiore. Lanthimos prendendo spunto dalla tragedia di Euripide, Ifigenia in Aulide vuole sottolineare come le azioni dei padri ricadranno sui figli, i quali potrebbero anche dover essere sacrificati per placare l’ira degli Dei. Ifigenia, figlia di Agamennone, deve essere sacrificata per far tornare i venti favorevoli in battaglia. Il padre, dopo alcune rimostranze, accetta di ingannare la figlia e di convocarla ad Aulide, con la scusa di doverla offrire in sposa. Mentre la ragazza è in viaggio però, Agamennone si pente e prova, senza successo, ad avvisarla del terribile destino che la attende. Capita la situazione, Ifigenia accetta il suo destino ma all’improvviso interviene la dea Artemide, che la manda nell’Olimpo e al suo posto offre in sacrificio una cerva.

Se in questo caso il dolore di Agamennone sarebbe valso la salvezza delle truppe, per Lanthimos il sacrificio è l’inevitabilità del male, come dimostra l’atroce epilogo. Se gli dei salvano Ifigenia, accogliendola in cielo come anima nobile e pura, gli dei di Lanthimos prendono le sembianze di un ragazzino arrogante e assillante. Alla fine la maledizione si spezza, ma tutto viene lasciato in sospeso. Il regista e sceneggiatore decide scientemente di non rispondere direttamente a nessuna delle domande poste durante il film. Non viene chiarito se Martin sia o meno un Dio, capace davvero di influire sulla vita degli altri, o se, come crede all’inizio Anna Murphy, la malattia dei ragazzi sia un disturbo psicosomatico. Non è importante capirlo, perché questa storia è solo una metafora, per dimostrare che per ogni errore commesso non può esistere perdono, ma solo punizione.

Paragoni con altre pellicole

Il sacrificio del cervo sacro ricorda, per colonna sonora, inquadrature o tematiche, alcune altre pellicole. Per esempio, diverse opere del cineasta italiano Dario Argento, pregne di musiche invadenti, pompose e dall’assetto lirico, quasi a sovrastare la comprensione dei dialoghi dei personaggi. In alcune scene infatti, le loro parole vengono coperte dal volume quasi assordante della musica, la quale si fa protagonista e riempie il vuoto interiore dei protagonisti e dell’arredamento asettico. L’espediente di utilizzare una colonna sonora in netto contrasto con le scene mostrate è riscontrabile anche in Match Point di Woody Allen. Il protagonista commette i suoi delitti accompagnato da una pomposa ed epica musica lirica, sia diegetica che extradiegetica.il sacrificio del cervo sacro spiegazionea destra una scena di Shining

Guardando invece alle inquadrature, l’utilizzo della lente grandangolare e del campo lungo sono caratteristiche presenti anche di ShiningStanley Kubrick riprende infiniti corridoi geometrici proprio come Lanthimos e pedina i suoi attori frontalmente o di spalle mentre si spostano nello spazio. Se pensiamo poi a Funny Games di Michael Haneke, possiamo riscontrare lo stesso tipo di terrorismo psicologico e picchi di follia.il sacrificio del cervo sacro spiegazionea sinistra una scena di Funny Games

Analisi tecnica di Il sacrificio del cervo sacro: musica e trama

Il film del regista greco si apre con alcuni minuti di buio totale sullo schermo e una musica grave e funerea in sottofondo, facendoci immergere così nell’atmosfera opprimente della storia. Come si diceva, la colonna sonora è importantissima e confonde tanto quanto la trama, rendendosi protagonista e distogliendo l’attenzione dal resto. I dialoghi, concentrati nei tempi morti in cui manca l’azione, tendono tutti all’assurdo e risultano privi di emozioni. Come a dire che i personaggi parlano ma non si capiscono davvero. Lo spettatore viene dunque accompagnato attraverso un Inferno dantesco delirante e deprimente, che spiazza e confonde.

il sacrificio del cervo sacro spiegazione
uso della lente grandangolare

La trama è piuttosto semplice ma intrisa di simbolismo e spunti di riflessione sulla società e sul destino dell’uomo. Vengono minati tutti i capisaldi della vita delle persone: la famiglia, la vita sessuale, il lavoro, la casa. Tutti elementi che dovrebbero essere associati a sicurezza, protezione, libertà e scelta, ma che qui diventano il covo dell’incubo. Siamo lasciati soli con tutta la nostra incapacità di comprendere, sin dalle scene iniziali. QUi le immagini di un cuore pulsante sono accompagnate dallo Stabat Mater di Schubert, cioè una preghiera in cui il fedele chiede alla Vergine Maria di renderlo partecipe delle pene del figlio crocifisso.

Analisi tecnica di Il sacrificio del cervo sacro: inquadrature

L’utilizzo magistrale che Lanthimos fa delle inquadrature gli permette di aggiungere dettagli alla trama senza far parlare i personaggi, ma conferendo sensazioni e atmosfere a seconda di come gli ambienti e i protagonisti sono stati ripresi. Troviamo quindi inquadrature vertiginose dall’alto, rallenty, pedinamenti e riprese parziali. Una di seguito all’altra, rendendo lo spettatore confuso ed estraniato (sia che conosca i diversi tipi di inquadrature, sia che subisca inconsciamente le scelte registiche).

Non mancano le zoommate lente che mettono a disagio, i già citati grandangolari e delle insolite inquadrature dal basso. Vediamo molti primissimi piani che coinvolgono il personaggio che ascolta e non quello che parla, contravvenendo ad una delle regole fondamentali del cinema classico. Con lunghe carrellate, Lanthimos riesce a cogliere le turbe dei protagonisti, che di conseguenza diventano anche le nostre. Le inquadrature sbilanciate sembrano suggerire allo spettatore che non è tanto importante ciò che è mostrato (spesso gli elementi sono tagliati dalla macchina da presa), ma il senso celato.

 

 

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