Curiosità

La 25ª ora: New York, Ground Zero e il monologo di Monty Brogan nel film di Spike Lee

Un film dove New York non è solo un'ambientazione, ma un vero e proprio personaggio

Tratto dal romanzo omonimo di David Benioff, La 25ª ora è forse il miglior film di Spike Lee. Edward Norton interpreta il protagonista Monty Brogan, uno spacciatore di origini irlandesi condannato a sette anni di carcere che vive il suo ultimo giorno di libertà. Accanto a lui, Philip Seymour Hoffman e Barry Pepper nei panni dei migliori amici di Monty – Jacob e Frank – ; Brian Cox in quelli del padre James e Rosario Dawson nelle vesti della fidanzata portoricana Naturelle. Spike Lee mette in scena il racconto delle ultime ore di libertà di Monty sullo sfondo della Grande Mela. In La 25ª ora, tuttavia, New York è più di una semplice ambientazione, è un vero e proprio personaggio del film.

Ground Zero – La 25ª ora, nelle vene di New York

La 25ª ora non è solo un film girato e ambientato a New York, è un film su New York, una metropoli inesorabilmente segnata dall’attentato dell’11 settembre del 2001 alle Torri Gemelle. Il film di Spike Lee – del 2002 – è il primo lungometraggio a mostrare New York dopo l’attentato e che rivela per la prima volta Ground Zero sul grande schermo. Il vuoto di Ground Zero – coi due grandi fasci di luce a ricordare le Torri – è mostrato sin da subito, fin dai titoli di apertura. Memorabile poi la scena in cui Jacob e Frank discutono di Monty guardando la voragine di Ground Zero; simbolo per eccellenza, questo, del vuoto e dell’angoscia dei newyorchesi dopo l’attentato.

A tale proposito bisogna ricordare che il romanzo di David Benioff – anche sceneggiatore del film – è ambientato prima dell’11 settembre; Spike Lee sentì il bisogno di adattare il soggetto alla nuova condizione di New York, ferita e traumatizzata. Sarebbe stato impossibile, per il regista, girare il film in maniera fedele al romanzo, come se nulla fosse successo. In questo senso, La 25ª ora è anche il primo lungometraggio per il cinema che indaga le conseguenze e il portato dell’attentato sulla psiche dei newyorchesi.

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La 25ª ora. Touchstone Pictures, Gamut Films, Industry Entertainment

Amore/Odio

In La 25ª ora New York è ritratta come una città livida, fredda; la fotografia è dominata dal grigio nelle sequenze diurne e da luci spesso bluastre in quelle notturne. Siamo ben lontani dalle rappresentazioni “classiche” di una Grande Mela da cartolina. Il racconto dell’ultimo giorno di libertà di Monty è un viaggio nelle vene di New York, con tutti i suoi luoghi più simbolici; Wall Street, Brooklyn, Central Park e la 5th Avenue per citarne alcuni.

Infine, il celebre monologo in cui Monty Brogan si scaglia contro tutto e tutti e in ultima analisi con se stesso, è una vera e propria dichiarazione di odio e amore verso la città. È lo sfogo disperato di chi sa di non avere più nulla da perdere, di aver buttato via tutto, senza possibilità di salvezza. È la presa di coscienza carica di rimpianto di chi non ha più tempo e preferirebbe veder sparire tutto quello che sta per perdere; tutto quello che ha – allo stesso tempo – detestato e amato con tutto se stesso.

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La 25ª ora. Touchstone Pictures, Gamut Films, Industry Entertainment

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