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L’uomo che uccise Don Chisciotte: conferenza stampa con Terry Gilliam

In occasione dell'anteprima del nuovo film di Terry Gilliam FilmPost ha avuto la possibilità di assistere alla sua conferenza stampa

Terry Gilliam ha tenuto una conferenza stampa a Roma in occasione dell’anteprima del suo nuovo film, in uscita nelle sale italiane il 27 settembre. L’uomo che uccise Don Chisciotte è stato presentato fuori concorso al 71º Festival di Cannes, anche se inizialmente avrebbe dovuto concorrere per la Palma d’oro. Lo scoppio di una disputa legale tra Gilliam e l’ex produttore Paulo Branco, ha portato alla rimozione della pellicola dalla competizione.

Il film è liberamente ispirato al Don Chisciotte della Mancia, opera di Miguel de Cervantes. Adam Driver vestirà i panni di un giovane pubblicitario che torna sul set del film ispirato all’opera letteraria, li ritroverà il vecchio calzolaio che aveva vestito i panni di Don Chisciotte. Quest’ultimo oramai totalmente calato nei panni del celebre e folle cavaliere scambierà il giovane per Sancho Panza e lo trascinerà in un viaggio bizzarro e allucinato.

Il regista (naturalizzato) britannico è stato accompagnato durante la conferenza da Nicola Pecorini, direttore della fotografia che ha collaborato con lui in numerosi altri lavori. Il forte senso dell’umorismo di Gilliam ha permeato ogni risposta data durante la conferenza, riuscendo però a mantenere una professionalità tale da dare risposte complete ed esaustive.

L’uomo che uccise Don Chisciotte: Terry Gilliam tra realtà e fantasia

 

D: Perchè ha deciso di scegliere Adam Driver per recitare nel suo film?

Gilliam: Ho scelto Adam dopo averlo incontrato in un pub a Londra, prima di allora non avevo visto nessuno dei suoi lavori precedenti. Mi piaceva perché era completamente diverso dal personaggio che avevo immaginato e dall’attore che pensavo potesse interpretarlo. Essendo per me un nuovo inizio ed essendo stufo della mia idea originale sono rimasto colpito da lui perché non sembra una star del cinema e non si comporta come tale.

l'uomo che uccise don chisciotte terry gilliam

D: Lei è uno degli ultimi registi che mette al centro delle sue opere la fantasia, come si sente in un momento in cui sembra che il cinema sia più vicino al tema del “reale”, somigliando quindi più a Sancho Panza che a Don Chisciotte?

Gilliam: Quindi tu mi stai dicendo che “Gli Avengers” somigliano più a Sancho Panza che a Don Chisciotte? Non sono d’accordo, tutti i grandi film sono basati sulla fantasia. Quello che interessa a me è mostrare il conflitto tra ciò che è reale e ciò che è sogno. Quello che mi dispiace è che film come quelli degli Avengers manchino del contrasto tra questi due aspetti. Forse i film a cui tu fai riferimento, quelli più realistici sono film che non hanno un budget tale da inserire elementi fantastici. Noi abbiamo girato sempre in location esterne, senza costruire set in studio, questo ha permesso di tenere in parte ancorata la fantasia.

L’uomo che uccise Don Chisciotte: conferenza stampa

 

D: Il personaggio del Gitano presente nel film è nel suo aspetto estremamente somigliante a Johnny Depp, uno degli attori scelti per far parte della prima versione del film. Essendo molto importante per lo sviluppo della trama, è una sorta di omaggio e citazione a quella che era l’idea iniziale alla base della pellicola?

Gilliam: Penso che il tuo film sia più interessante del mio. Sinceramente non stavo pensando a tutto queste cose quando ho inserito quel personaggio. Questo però è uno dei motivi per cui mi piace fare film, mostrarveli e poi sentire i vostri commenti. Quel che io faccio in realtà è un film completamente diverso rispetto a quel che poi viene percepito. Questa diciamo – continua scherzando – è la scusa che uso quando uno dei miei film va male, posso sempre dare la colpa a voi.

D: Il documentario “Lost in La Mancha” ha mostrato come inizialmente il film dovesse avere tutt’altra impostazione. Come è evoluta la sceneggiatura in questi 30 anni?

Gilliam: La versione iniziale vedeva Toby viaggiare nel tempo fino al 17esimo secolo e realizzare il suo Don Chisciotte. La storia che ho voluto raccontare ora secondo me è più interessante, Toby è un uomo di talento che tradisce l’arte per soldi. Non si cura delle conseguenze delle sue azioni, agendo in modo avventato gioca con la vita di persone semplici. Un racconto riconducibile a quello di Frankenstein, il regista da vita a dei “mostri” senza preoccuparsi di come poi questi possano continuare a vivere.

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L’uomo che uccise Don Chisciotte: Terry Gilliam ospite a Roma

 

D: Come ha lavorato partendo dal testo letterario per ottenere la sceneggiatura?

Gilliam: Hai più o meno 30 anni per poterne discutere? Lessi per la prima volta il libro nel 1989 e pensai fosse impossibile trasporlo, data la mole dell’opera. L’idea originale era completamente diversa da quella che poi è stata realizzata. Il film per come è ora è stato pensato per la prima volta più o meno 4-5 anni fa, volevamo raccontare l’impatto che la realizzazione di un film ha sulle persone.

Il villaggio dove Toby decide di ambientare il suo film rappresenta metaforicamente Don Chisciotte. Sia gli abitanti del paesino sia il personaggio di Cervantes infatti si dissociano dalla realtà, impazzendo, dopo essere entrati a contatto con qualcosa che gli proponeva ideali più alti e vite migliori. Penso che il film odierno sia più interessante di quello pensato tanti anni fa. Ritengo positivo avere così tanto tempo per poter scrivere e riscrivere la sceneggiatura. In questo modo alla fine ti rimangono in mano le idee più originali. Io in fondo sono un “mistico”, ritengo che il film si sia scritto da solo, anche se devo ammettere che è stato uno scrittore un po’ lento.

D: Che cosa l’ha spinta in questi 30 anni a continuare a lavorare su questo progetto?

Gilliam: La ragione per cui non ho mai abbandonato il mio Don Chisciotte è perché tutte le persone ragionevoli mi dicevano “Molla! Lascialo stare!” e io non credo nelle cose ragionevoli! Questo personaggio è molto pericoloso, ti inizia a vivere nella testa e alla fine rischi di diventare come lui.

Terry Gilliam e il suo futuro

 

D: Secondo lei quando una persona invecchia, diventa più Don Chisciotte o più Sancho Panza?

Gilliam: Beh dipende da cosa la vita ti porta, può spingerti a diventare più noioso o più pazzo. Io per esempio dalla vita ho ricevuto una nipotina, giocando con lei sono riuscito a sopravvivere alle riprese senza impazzire.

Prendendo la parola Gilliam ha tenuto a sottolineare il grande lavoro fatto da Jonathan Pryce nel ruolo di Don Chisciotte. Per 15 anni l’attore ha cercato di convincerlo a prenderlo nel suo film, una volta riuscitoci ha fornito una performance superiore alle attese. Come se avesse inglobato in questo personaggio tutti i ruoli shakespeariani che fino a quel momento aveva interpretato.

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D: Noi non vogliamo che questo sia il tuo ultimo film, che cosa ci puoi dire a riguardo?

Gilliam: Non ho nuovi progetti in ballo e non ho idee su cui lavorare al momento, so per certo però che il mio desiderio è realizzare un nuovo film!

 

 

 

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