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Annabelle 3: recensione del nuovo capitolo della saga horror

La recensione di Annabelle 3, nuovo capitolo dello spaventoso universo di The Conjuring

Annabelle 3 recensione. La saga della bambola targata Warner Bros è giunta oramai al terzo capitolo, andando ad arricchire l’universo horror di The Conjuring. Ci eravamo lasciati due anni fa con Annabelle 2 Creation diretto da David Sandberg, prequel del primo film della serie. Gary Dauberman, già noto per la sceneggiatura di Annabelle, IT, IT: Capitolo Due e The Nun, ha scritto e diretto questo terzo capitolo della serie della bambola indemoniata.

La storia inizia con i demonologi Ed e Lorraine Warren che ricevono in affidamento Annabelle. I coniugi Warren decidono di chiudere la bambola in una stanza di manufatti maledetti dietro una teca di vetro. Ogni sette giorni il luogo viene benedetto da un sacerdote e poi richiuso sotto chiave per impedire al male che vi alberga di diffondersi. Ma la curiosità di qualcuno consentirà al maligno che abita la bambola di tornare in libertà… Se siete curiosi di conoscere le nostre opinioni su questo terzo capitolo non vi resta che proseguire con la lettura della nostra recensione di Annabelle 3.

Indice

Trama – Annabelle 3 recensione

I demonologi Ed e Lorraine Warren recuperano da un gruppo di infermiere una bambola di nome Annabelle, posseduta da un demone che la utilizza come tramite per cercare di impadronirsi di un’anima umana. Dopo aver sperimentato di persona i poteri della bambola i coniugi Warren decidono di metterla sotto chiave, dietro una teca custodita in una stanza di casa loro piena di reliquie e manufatti maledetti. Questo luogo viene benedetto da un sacerdote ogni sette giorni tanto è il male ed il pericolo racchiuso all’interno.

Da sempre i Warren hanno proibito alla loro figlia Judy di avventurarsi nella stanza segreta. Una notte però un’amica della babysitter di Judy decide di auto invitarsi e di avventurarsi all’insaputa di tutti nella stanza dove sono contenute le reliquie maledette ed Annabelle. La riapertura della teca in cui è custodita la bambola darà inizio ad una notte di paura e terrore.Annabelle 3 recensione

Analisi in breve – Annabelle 3 recensione

A differenza di Annabelle 2 Creation, che almeno inizialmente cercava di costruire una tensione più puramente psicologica, questo terzo capitolo è un’escalation di prevedibili jumpscares. Il terzo film della saga della bambola indemoniata compie un grosso passo indietro sotto diversi punti di vista. Come nel precedente c’è una prima parte introduttiva con fatti che si svolgono di giorno ed una seconda più dark ed horror. Annabelle 3 ha un ritmo molto più serrato rispetto ai precedenti film della serie, elemento che gioca però a suo sfavore; il film risulta infatti stancante e ripetitivo. Non c’è una vera e propria suspence se non quella che viene creata al momento della scena scary che si conclude quasi sempre con qualche mostro urlante.

Se risvegli lei, risvegli tutti!

L’innovazione, se così vogliamo chiamarla, è che in questo film Annabelle ha il potere di risvegliare spiriti che infestano gli altri oggetti tenuti nella stanza segreta. Ognuna di queste reliquie maledette ha una sua storia e nasconde un demone. Alcune apparizioni sono davvero ben congegnate ed è sicuramente uno dei lati positivi del film. Viene poi da chiedersi quale sia il loro fine ultimo, dato che a volte l’unico potere che possiedono sembra essere solo quello di spaventare le persone, senza poterle realmente ferire o possedere. A dirla tutta non sembra una scelta intelligente.

Aspetti tecnici del film

Un piccolo passo indietro rispetto ai predecessori è stato fatto anche sul lato tecnico. Gary Dauberman, nuovo alla regia, non riesce a costruire una suspense crescente; il suo film è un montaggio ripetitivo di scene scary. La parte migliore è sicuramente la prima, più dialogata e incentrata sul costruire una storia di base. Dauberman ricorre ad uno stile classico per il suo primo film da regista, utilizzando elementi caratteristici dell’ horror di vecchio stampo: mostri urlanti, protagonisti adolescenti, personaggi che volutamente e ingenuamente si lanciano contro pericoli mortali.Annabelle 3 recensione

E se per la fotografia di Annabelle 2: Creation eravamo andati a scomodare niente meno che Vermeer per i colori e le luci degli interni non possiamo dire lo stesso per questo terzo capitolo della serie. Cinematograficamente parlando infatti il film diretto da Dauberman non ha uno stile caratteristico ed incisivo. Nessuna menzione quindi sui colori o su un utilizzo particolare delle luci.

Più classica la scelta dei personaggi. Come protagoniste infatti troviamo tre ragazze, con caratteri diversi ma complementari tra loro. Judy è la piccola figlia dei Warren, spesso trascurata dai compagni di scuola per le storie che girano sui suoi genitori. È una bambina semplice e buona, vera protagonista dell’intera storia. Assieme a lei la sua babysitter, un’adolescente con la testa sulle spalle. Completa il trio Daniela che è un po’ la mina vagante del gruppo. Sarà lei infatti, sia per curiosità che per la voglia di incontrare lo spirito del suo defunto padre, ad entrare nella stanza segreta dei Warren ed aprire la teca dove è custodita Annabelle.

Conclusioni

Siamo quindi arrivati alle righe finali di questa nostra recensione su Annabelle 3. Il terzo capitolo della saga della bambola indemoniata dell’universo The Conjuring compie un passo indietro rispetto al suo predecessore. Gary Dauberman, già sceneggiatore dei precedenti, non ci ha per nulla colpiti in questa sua nuova e prima esperienza alla regia. Sembrerebbe quasi che le idee (ndr. e la ragione di esistere) che ruotano attorno al personaggio di Annabelle siano esaurite. Il film non è per nulla innovativo ed a parte personaggi e qualche scena ben girata arriva a fatica alla sufficienza.

La scelta di utilizzare tanti e ripetitivi jumpscares penalizza ulteriormente il film che si rivolge ad un tipo di pubblico abbastanza selezionato. Mentre Jordan Pelee ha riscritto le regole del genere horror abbracciando così un pubblico più vasto trovando, in parte, un compromesso con elementi del thriller psicologico, Annabelle si conferma essere un horror di “vecchio stampo”. Se non siete amanti della saga, il film potrebbe deludervi.

Voto finale - 6

6

The Good

  • Personaggi ben caratterizzati e scritti
  • Mette paura

The Bad

  • Niente di nuovo
  • Sceneggiatura piatta
  • Un passo indietro sotto il profilo tecnico
  • Jumpscares ripetitivi e "stancanti"

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