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Dark 3: recensione no-spoiler dell’ultima stagione della serie Netflix

L'attesissima terza stagione della serie Netflix tedesca è finalmente arrivata sulla piattaforma

Solo qualche settimana fa Dark è stata eletta dal sito Rotten Tomatoes come la migliore serie presente nel catalogo Netflix . La nomina, dovuta ad un sondaggio tra gli utenti, ha suscitato clamore, ma molti si sono detti concordi. Se all’utenza della piattaforma è bastata Dark 2 per deliberare questo verdetto, con Dark 3, di cui parleremo in questa recensione, non crediamo il giudizio possa essere sovvertito. La serie tedesca ha tenuto milioni di appassionati con il fiato sospeso e la mente impegnata per due stagioni. Gli sceneggiatori avevano promesso che in quest’ultima stagione avrebbero chiarito tutto, ci saranno riusciti?

Ovviamente non possiamo dirvelo, perché sarebbe un’opera insensata di spoiler. Sorvoleremo sulla trama, dal momento che non c’è possibilità di toccare quei tasti senza rovinarvi la sorpresa. L’intreccio è estremamente complesso e altrettanto ben ordito, sarebbe troppo rischioso ridurlo a pochi passaggi per raccontarlo. Quella che andremo a fare in questa recensione di Dark 3 è un’analisi specifica e comparata, per stabilire se veramente questa serie merita la palma d’oro della miglior serie su Netflix e non solo. Sul piano narrativo gli eventi sono immediatamente successivi a quelli con cui si era chiusa la stagione precedente, ma la vicenda torna continuamente su sé stessa e riparte spesso da sequenze della prima stagione. Quello che vi consigliamo è di non accontentarvi del riassunto iniziale di Netflix, ma di rivedere le prime stagioni.

Indice:

Dark 3, la recensione

Quando la seconda stagione si era conclusa, tutti abbiamo immediatamente aperto un motore di ricerca e cercato informazioni sulla successiva. Dark è un titolo che sa come catturare lo spettatore, questo è stato evidente fin da subito. Non rasenterà la perfezione su tutti i piani, ma c’è un elemento che è sempre stato coerente e, ci sentiamo di dire, perfetto: la scrittura. Non esiste un buon prodotto audiovisivo senza un’adeguata scrittura alle spalle. Quella di Dark è incredibilmente efficace, coerente e inattaccabile. Con questa stagione è ancor più chiaro il fatto che fin dal principio l’opera fosse concepita come unica e unita. L’intreccio si avvolge e si risolve continuamente in sé stesso con delle soluzioni narrative sempre nuove.

Non c’è una singola linea di trama che non sia sviluppata nella sua interezza. I personaggi sono numerosi, ma questo non pregiudica la possibilità di approfondire e concludere ciascuna delle loro vicende. Tutto torna, il che è già di per sé clamoroso per una serie tv. Una recensione di Dark 3 non è cosa facile, perché il rischio di rivelare dettagli preziosi è alto. Quello che risalta sicuramente di più è la cura riservata a ogni singolo ambiente e ad ognuno dei personaggi. Meravigliosi sono i parallelismi tra le diverse realtà, in cui i cambiamenti sono percepibili in maniera evidente. Incredibile poi è la scelta degli attori: in tutte le varie età e versioni dei personaggi sono somiglianti in tutto e per tutto. Questa è una caratteristica che avevamo già apprezzato nelle altre stagioni, ma qui lo si nota ancora di più.

Dark 3 recensione
Dark, Wiedemann & Berg Television

Si tratta della migliore serie Netflix? – Dark 3, la recensione

Eccoci al centro nevralgico di questa recensione di Dark 3. Possiamo dire che sia la migliore serie mai prodotta da Netflix? Se andiamo ad analizzare tutte le produzioni della piattaforma troviamo sicuramente prodotti di buon livello, in un mare di serie mediocri. Su tutti basti citare Black Mirror, Stranger Things e Bojack Horseman. Tre serie tv che poco hanno a che fare con questa. Dark fa un passo in più rispetto a tutte queste serie. Innanzitutto, è stata ideata con l’idea di doversi chiudere in tre stagioni, per cui non ha lasciato mai spazio a elementi che avrebbero potuto ampliare la trama più del dovuto, cosa che ormai troviamo in ogni serie. Poi, sebbene di film sui viaggi nel tempo e sui wormhole ne abbiamo visti, Dark osa qualcosa di inusitato per una serie Netflix, con una trama molto intricata per gli standard della piattaforma.

Azzardato invece è il paragone con Lynch e la sua I Segreti di Twin Peaks. Il regista nella sua opera non ha solo voglia di raccontare una storia complessa, arrivando a mostrare elementi non utili ai fini della trama, come nello stile del regista. In Dark nulla è fine a sé stesso: forma e sostanza vanno di pari passo e alla fine ci viene spiegato perché abbiamo avuto la sensazione di non capire nulla. Incomparabile risulta il paragone con altre serie che hanno fatto la storia, come Breaking Bad o GoT, con cui Dark non ha nulla a che vedere. Restiamo nei limiti del dicibile. Dark è un ottimo prodotto, ad oggi probabilmente il migliore prodotto Netflix sotto molti punti di vista. Non possiamo certo dire che sia la migliore serie di sempre, perché si entra nel campo del gusto e della soggettività. Resterà una perla, ci auguriamo conclusa, da vedere e rivedere.

Aspetti tecnici

Dark 3, come più volte specificato in questa recensione, è un meccanismo ad orologeria programmato nei minimi dettagli. Il comparto tecnico non fa eccezione. La cura dimostrata in tutti gli ambiti qui trova la sua sublimazione. La fotografia è impeccabile, con dei tagli di luce e dei contrasti che rendono perfettamente il dualismo ricercato tra luce e oscurità. La regia non cerca particolari forme di autocompiacimento, ma segue gli eventi in modo lineare, senza invadere le sequenze. Lavoro incredibile, come già nelle altre stagioni, è quello del montaggio. La narrazione viene investita letteralmente da salti in avanti e indietro, riuscendo a non farci perdere. Può sembrare banale ma non lo è assolutamente, perché sbagliando anche un solo passaggio tutti gli altri sarebbero crollati a catena. Meraviglioso il lavoro di parallelo sullo schermo che vediamo negli episodi finali, con una cura per i dettagli maniacale e impeccabile.

Altro comparto di cui dobbiamo tessere gli elogi è quello del trucco. Ad un certo punto si sovrappongono talmente tanti piani che sono i dettagli di trucco e i vestiti a fare da guida. Nulla è lasciato al caso. Quello che pensavamo fosse un dettaglio secondario, o un personaggio meno importante, in questa stagione viene ripreso e meravigliosamente ampliato. Come detto prima il lavoro di casting è stato eccezionale così da portare sullo schermo degli attori credibilissimi. La colonna sonora è quella che abbiamo imparato a conoscere, inquietante ma mai invadente. Gli stessi luoghi vengono visti in diversi tempi e realtà, ed è inquietante il realismo che assumono ogni volta. Tutto questo quasi del tutto senza l’ausilio della CGI. Insomma, Dark 3 sembra inattaccabile dal punto di vista tecnico.

Dark 3 recensione
Dark, Wiedemann & Berg Television

Considerazioni finali – Dark 3, la recensione

Ci sono anche dei lati negativi? Ovviamente ne potrete trovare qualcuno se questo tipo di narrazione non è di vostro gradimento e se non siete fan della fantascienza. Da un punto di vista obiettivo ci sentiamo di dire che non ci siano difetti di forma. La sostanza è soggettiva, può piacere o meno, ma nessuno può negarne l’originalità. Con il tempo anche chi ha storto il naso di fronte alle sole tre stagioni si renderà conto che è meglio così. Le storie belle sono quelle che mantengono un buon livello dall’inizio alla fine. Dark, piuttosto che dilungarsi e rischiare di inserire episodi di livello mediocre, si è chiusa in tre ottime stagioni. Tra l’altro tre è un numero che torna più volte, e non è certo una casualità, dal momento che questa serie ci ha insegnato che nulla è lasciato al caso.

Una degna conclusione di uno dei migliori prodotti degli ultimi anni. Un’opera compiuta, che fa del suo essere molteplice una forma di unicità. Non date credito a chi ve la descrive come complicata. Dark, lo ribadiamo ancora una volta in questa recensione, è una serie nata già completa, e tutto alla fine trova la sua posizione all’interno della scacchiera. La soluzione finale è di una bellezza disarmante. Dark è una serie che si diverte a giocare con lo spettatore, senza volerlo a tutti i costi mettere in difficoltà. Lo si vede in particolare nel MacGuffin dell’occhio di Woller, che ci accompagna in tutte le stagioni. Non pensate sia un buco di trama, è semplicemente un modo per prendere un po’ in giro noi poveri spettatori, che pensiamo di seguire da onniscienti lo sviluppo dei fatti, quando invece dobbiamo arrenderci, come i personaggi, ai capricci di chi la storia la racconta.

Dark 3

Voto - 9

9

Lati positivi

  • Scrittura inattaccabile
  • Cura dei dettagli maniacale

Lati negativi

  • Nessuno

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Un commento

  1. idea molto originale ma troppi morti, troppa violenza gratuita, narrazione molto lenta e poi trucco eccessivamente marcato di alcuni personaggi, da rasentare il voltastomaco. I Tedeschi non sono mai contenti se non trasformano qualcosa in polpettone sanguinolento.

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