La ruota del tempo: recensione delle prime tre puntate della serie tv di Amazon Prime Video

Con Rosamund Pike, la serie tv è tratta dalla famosa saga fantasy scritta da Robert Jordan

Dal 19 novembre sono disponibili su Amazon Prime Video le prime tre puntate di La ruota del tempo, di cui vi proponiamo la nostra recensione. Lo showrunner Rafe Judkins e Amazon Studios si sono imbarcati in un progetto ambizioso: l’adattamento dell’omonima saga letteraria fantasy scritta da Robert Jordan. Nel cast brilla il nome di Rosamund Pike, che dà il volto a Moiraine. Assieme a lei ci sono Madeleine Madden, Joshua Stradowski, Marcus Rutherford e Daniel Henney.

Le nostre opinioni basate sulle prime tre puntate – le restanti usciranno a cadenza settimanale ogni venerdì, con l’ultimo appuntamento fissato per il 24 dicembre – si soffermano sulla narrazione dalla struttura tra le più classiche. Un omaggio alle molte altre serie tv e film fantasy che iniziano con una chiamata dell’eroe ad intervenire ed un mentore. La ruota del tempo ha indubbiamente dei guizzi interessanti che invitano a proseguire con la visione, ma anche dei difetti che potrebbero compromettere la buona riuscita finale dell’intera serie.

Indice

Trama – La ruota del tempo, la recensione

Tutto in La ruota del tempo richiama il fantasy più classico. Dall’impronta medievale delle molteplici ambientazioni, alla voce narrante che accompagna lo spettatore nell’intricata storia. Ma è soprattutto la narrazione, supportata da una regia che si rifà al genere nel modo più puro possibile – anche se con qualche scivolone – a richiamare l’epica e gli archetipi del genere. Moiraine è una potente guerriera appartenente all’organizzazione delle Aes Sedai. Un gruppo composto da sole donne di guerriere, maghe e guaritrici che si tramandano l’Unico Potere. La forza motrice dell’universo e della Ruota stessa. Anni addietro, l’Unico Potere, si divideva in due metà: quella maschile e quella femminile che operavano all’unisono per mantenere l’equilibrio della Ruota.

Questo potere, però, diede vita a due creature opposte: il Tenebroso e il Drago che, ciclicamente, si ritrovano a lottare per impedire all’oscura presenza di impossessarsi della Ruota. È grazie a questa ciclicità che il Drago rinasce sotto forme differenti. Il compito di Moiraine è quello di trovarlo e di portarlo lungo la retta via, guardinga circa un’antica profezia che annuncia l’ambiguità del Drago: colui (o colei) potrebbe distruggere o salvare l’umanità. L’incontro con i quattro predestinati non è casuale: sia lei che i loro nemici li stanno cercando. Egwene, Rand, Perrin e Mat non sono solo gli abitanti di un piccolo villaggio limitrofo ai boschi. Ma uno di loro è il Drago rinato.

La direzione fantasy degli Amazon Studios 

La storia raccontata nella saga di Robert Jordan è complicata e Amazon Prime Video si è preso l’enorme onere di trasportare quel mondo sul piccolo schermo. Gli adattamenti di opere così famose non sono mai semplici. Jordan è famoso per aver creato dei luoghi inediti, una società con le proprie leggi e dinamiche. Oltre che una moltitudine di personaggi differenti tra cui streghe, troll e il Drago rinato.
Un’operazione di questo tipo è difficile, ma non impossibile. Lo dimostra Il Signore degli Anelli, la saga diventata un caposaldo della cinematografia fantasy grazie a Peter Jackson. O, spostandoci su un esempio contemporaneo che tocca la fantascienza, Dune l’ultimo lavoro del regista canadese Villeneuve.

È interessante notare come Amazon stia ampliando sempre di più il proprio catalogo con adattamenti di famosi romanzi fantasy. Dall’appena uscito Sir Gawain e il cavaliere verde fino alla serie tv di prossima uscita de Il Signore degli Anelli, La ruota del tempo si colloca temporalmente tra questi due progetti. Oltre alla qualità tecnica e narrativa, che approfondiremo tra poco, vale la pena soffermarsi su questa scelta peculiare da parte del colosso americano. Il progetto di Rafe Judkins è ambizioso, ma pienamente supportato. La serie, infatti, è già stata rinnovata per una seconda stagione ancor prima del debutto.

Recensione La ruota del tempo

La ruota del tempo. Sony Pictures Television, Amazon Studios, Little Island Production, Radar Production, Iwot Productions.

Una struttura tra le più classiche – La ruota del tempo, la recensione

La direzione che è stata presa per questo adattamento, come già abbiamo accennato, ripercorre tutte le peculiarità più classiche del genere. Una mentore è alla ricerca del suo discepolo. Una profezia aleggia su di lei (o lui) che è l’unica a poter salvare l’umanità da una minaccia troppo grande. L’intero universo è governato da una magia che solo un gruppo di persone sanno sapientemente destreggiare.
L’ambientazione richiama il Medioevo, dai piccoli villaggi in pietra agli abiti semplici dei personaggi. A rappresentare un cambiamento significativo che riesce a dare la giusta curiosità per continuare la visione non è solo la storia, intrigante grazie alle molteplici sottotrame. Ma anche il non sapere chi sia la o il prescelto. Né lo spettatore né tantomeno Moiraine ne è certa, anche se ha stretto un legame più forte con Egwene per via dei poteri che la ragazza sta sviluppando.

I primi tre episodi si prendono il loro tempo per introdurre lo spettatore, sia colui che conosce la saga letteraria sia chi non l’ha mai letta, in questo nuovo ed intricato mondo. Non c’è da stupirsi quindi della lentezza con cui vengono presentati i personaggi e le vicende che li porteranno lontani dal loro villaggio natale. Una lentezza che è, per l’appunto, giustificata dalla fitta rete di situazioni, personaggi, posizioni geografiche e dinamiche già consolidate tra i protagonisti che vengono alterate dall’arrivo di Moiraine e dei Trolloc. La serie si prende il suo tempo per chiarire il più possibile l’incipit su cui costruire gli avvenimenti futuri. A non convincere pienamente è anche la scrittura dei quattro giovani. I quali risultano essere troppo netti e poco sfumati. Modellati in modo tale da formare un gruppo eterogeneo, i cui membri sono facilmente riconoscibili e riconducibili ad un prototipo.

Gli elementi estetici – La ruota del tempo, la recensione

Per una serie tv fantasy, i reparti tecnici sono fondamentali per dare la giusta credibilità alla storia. Soprattutto i costumi e le scenografie giocano un ruolo importante nella costruzione stessa della narrazione. Anche più che in altri generi. Tra le caratteristiche visive meglio riuscite ci sono soprattutto le palette di colori neutra utilizzata per gli abiti dei protagonisti. Il grigio, il beige, il color terra e il nero ben si amalgamano ai paesaggi circostanti. Che essi siano i boschi nei quali si incamminano o nel villaggio in cui vivono. Solamente Moiraine indossa vesti importanti che la risaltano, evidenziando il suo ruolo di capo e guida.
Immancabili sono le panoramiche e i campi lunghi dei paesaggi che non sono solo utili per ricollegare geograficamente i protagonisti e a dare respiro alle inquadrature ravvicinate. Ma si ricollegano a determinate scelte registiche, tipiche del genere fantasy.

A non convincere pienamente, restando sempre nell’ambito dell’estetica, sono gli effetti speciali. Il massiccio utilizzo della CGI, soprattutto durante le scene di combattimento, non è sempre così curato. In alcune scene, la magia di Moiraine appare più opaca che in altre. Ma i problemi maggiori li hanno i Trolloc. Creature antropomorfe con le sembianze e le movenze di un cinghiale sono i protagonisti della prima battaglia. Fondamentali perché è il loro arrivo a sconvolgere la vita della cittadella. Se in alcune scene i costumi e la CGI lavorano all’unisono per conferire ai troll un’aspetto verosimile, in altre il risultato è raffazzonato.

In conclusione

Ad un primo sguardo, La ruota del tempo presenta molte frecce al suo arco. Una storia affascinante che cattura sia gli appassionati del genere, sia i fan dell’autore statunitense che i neofiti. Un’estetica ben in linea con la narrazione e molteplici sottotrame e personaggi. A non convincere fino in fondo sono soprattutto i protagonisti. Dopo quasi tre ore di visione e molte avventure che li vedono coinvolti, il vero spirito dei quattro personaggi non è ancora venuto fuori.

Ad essere un’eccezione è Moiraine, il cui carattere protettivo ma serioso la rende la vera protagonista della serie. Anche grazie alla bravura di Rosamund Pike. A poter essere decisamente migliorabili sono gli effetti speciali. Soprattutto in una serie fantasy, una CGI convincente e curata è fondamentale per conferire naturalezza e verosimiglianza alla storia.
Nel complesso, purtroppo, queste prime puntate non sono all’altezza dell’ambizione del progetto originale.


La ruota del tempo

Voto - 6.5

6.5

Lati positivi

  • Una storia interessante alla base
  • Un'estetica convincente
  • Moiraine è la vera protagonista

Lati negativi

  • I restanti protagonisti sono poco sfaccettati, modellati su dei prototipi
  • La CGI non sempre è ben fatta

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