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Tenet: recensione del film di Christopher Nolan

Armato solo di una parola e in lotta per la sopravvivenza dell'umanità riuscirà il Protagonista a salvare il mondo?

Il coronavirus col passare dei mesi è sempre più entrato nelle nostre vite, arrivando a modificare le nostre abitudini in modi inaspettati. Fino a qualche settimana fa il semplice andare al cinema ci era precluso ma ora le cose stanno cambiando. L’uscita nelle sale di Tenet, nuovo film di Christopher Nolan di cui vi presentiamo la recensione, rappresenta il miglior inizio possibile per l’imminente stagione cinematografica. La pellicola verrà distribuita in Italia al grande pubblico il 26 agosto, in anteprima rispetto agli U.S.A. e giusto qualche giorno dopo la riapertura di molte sale italiane. La trama del film è stata tenuta a lungo segreta e solo pochi dettagli sono stati rivelati.

Armato solo di una parola – Tenet – e in lotta per la sopravvivenza di tutto il mondo, il Protagonista è coinvolto in una missione attraverso il mondo crepuscolare dello spionaggio internazionale, che si svolgerà al di là del tempo reale. Non un viaggio nel tempo. Ma Inversione.

Questo tutto quello che c’è da sapere sul film. Lo spettatore così come il personaggio interpretato da John David Washington viene posto di fronte al fatto compiuto, pedina di un disegno tanto grande quanto imprevedibile. Ad affiancare il Protagonista vestendo i panni del sagace e misterioso Neil c’è Robert Pattinson  mentre Elizabeth Debicki presta il suo volto alla conturbante Kat Sator.

Indice

Christopher Nolan piega ancora una volta la realtà – Tenet, la recensione

Christopher Nolan riesce ancora una volta a sorprendere il pubblico con un’analisi lucida e innovativa della realtà e dello spazio-tempo. Sono veramente pochi gli artisti che seppur insistendo sullo stesso tema riescono a non ripetersi e il regista britannico è sicuramente uno di questi. In Memento la realtà del protagonista si sgretolava e resettava ogni quindici minuti, in Inception veglia e sogno si mescolavano fino a diventare indistinguibili mentre in Interstellar l’uomo usando il tempo come strumento e mezzo si costruisce un nuovo futuro. Con Tenet si fa un passo ulteriore, grazie ad una sceneggiatura elaborata nei minimi dettagli Nolan riesce a piegare le maglie del mondo che circonda i protagonisti. Un approccio originale che si distacca dal viaggio del tempo per come lo conosciamo e che negli ultimi anni ha un po’ appiattito il genere fantascientifico.

Sostanza che si fa forma e viceversa dato che le riprese e il montaggio hanno dovuto piegarsi alla narrazione, costringendo a girare con un mix di IMAX e pellicola in 70mm per ottenere le scene in reverse. Dal punto di vista registico, così come nella scrittura, l’impronta di Nolan è più che evidente. La camera da il meglio di sé nelle scene di combattimento e negli inseguimenti non fermandosi mai. Ciò offre la possibilità allo spettatore di cogliere tutti gli indizi utili alla comprensione della trama. Sebbene si tratti di un film cervellotico Nolan è stato accorto nell’inserire diversi spot nei punti giusti per spiegare ciò che sta avvenendo, è avvenuto e avverrà. Questo farà storcere il naso a qualcuno ma va sempre messo in conto che opere del genere devono arrivare al più ampio pubblico possibile per rientrare dei costi – esorbitanti in questo caso – di produzione.

tenet sinossi ufficiale
Tenet, Syncopy Films, Warner Bros.

Un cliffhanger lungo 150 minuti – Tenet, la recensione

Il cliffhanger (finale sospeso) è un espediente narrativo usato in letteratura, nel cinema e nelle serie televisive, in cui la narrazione si conclude con una interruzione brusca in corrispondenza di un colpo di scena o di un altro momento culminante caratterizzato da una forte suspense.

Nolan ci ha abituato all’utilizzo del cliffhanger tanto da farne quasi un marchio di fabbrica; alzi la mano chi ancora si sta chiedendo se la trottola di Inception si sia fermata o no! In Tenet va oltre riuscendo a “sospendere” la narrazione un numero di volte così alto da lasciare stupiti. L’espediente dell’Inversione apre le porte ad una narrazione complessa e stratificata a tal punto che la sensazione è che quella a cui si assiste non sia nemmeno la parte migliore della storia. Come in una composizione musicale acquisiscono valore non solo le note ma anche le pause; ciò che non possiamo vedere è importante quanto ciò che abbiamo sotto gli occhi. Chi e cosa muove i protagonisti? Da dove vengono e perché ciò che accade sta accadendo? Tutte domande senza risposta o, seguendo la logica del film, tutte risposte ancora orfane delle giuste domande.

Nolan riesce con maestria a dar vita ad un intero universo narrativo che riesce a reggersi sulle proprie gambe senza problemi. Cosa niente affatto banale se si pensa che molte aziende inseguono la chimera del “multiverso” per dar vita a prodotti il più longevi possibile. A rafforzare la sua narrazione arriva in aiuto senza ombra di dubbio la colonna sonora. A comporla Ludwig Göransson che va a sostituire Hans Zimmer, impegnato sul set di Dune. Musiche impetuose con bassi decisi si fondono ai rumori ambientali dando vita ad un concerto continuo che aiuta lo spettatore ad immergersi all’interno dell’esperienza Tenet.

I protagonisti – Tenet, la recensione

Se le immagini e il sonoro riescono a rapire il pubblico lo stesso effetto non lo sortiscono i dialoghi che risultano spesso banali e non all’altezza. (Chi scrive la recensione ha visto il film in anteprima in lingua italiana, quindi non può dire con certezza se questo si possa attribuire all’adattamento, n.d.r.). In uno script così importante si sarebbe dovuta prestare più attenzione alle battute dei personaggi. A maggior ragione se ci si ferma a riflettere su tutte le implicazioni etiche, filosofiche e scientifiche delle azioni compiute dai protagonisti. Tra questi spicca Robert Pattinson che non solo ricopre alla perfezione il ruolo di spalla ma spesso ruba la scena a J. D. Washington. Un periodo d’oro per l’ex vampiro di Twilight che potendo contare sul personaggio meglio scritto dell’intero film si conferma ancora una volta come uno dei migliori attori della sua generazione.

Un’interpretazione di così alto livello oscura in parte quella di Washington che quando è in scena da solo non sempre riesce a “tenere su la baracca”. I problemi si hanno soprattutto quando cerca di sdrammatizzare determinate situazioni con battute veramente fuori luogo e fuori dal personaggio. Elizabeth Debicki a sua volta non riesce fino in fondo a restituire il dramma che sta vivendo il suo personaggio; a differenza di quello che sono riusciti a fare Leonardo DiCaprio in Inception e Matthew McConaughey in Interstellar. Volendo fare le pulci a Tenet è opportuno sottolineare come ogni tipo di relazione risulti essere eccessivamente meccanica e fredda. Eccezion fatta per quella tra il personaggio di Pattinson e quello di Washington le interazioni risultano essere molto innaturali, troppo anche per un thriller di spionaggio.

tenet recensione
Photo Credit: Melinda Sue Gordon, © 2020 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.

Considerazioni finali

Sebbene non sia necessario ci teniamo a sottolineare come il voto dato a Tenet in questa recensione sia solo un numero. Un numero frutto di un’esperienza personale. Un termine usato non a caso in quanto il nuovo film di Christopher Nolan può essere descritto solo dal termine “esperienza“. Sono veramente poche infatti le pellicole che rimangono nella testa dello spettatore come questa. Il regista ha cercato di superare lo scoglio dello scrivere una storia complessa fine a sé stessa e il risultato lo premia. Il frutto di tanto lavoro è un racconto sì complesso ma credibile e affascinante che in un modo o nell’altro conquista. È vero Tenet non è esente da difetti, ma rappresenta comunque nel panorama odierno uno stimolo per tutti, pubblico, sceneggiatori e registi. Inventare è ancora possibile, l’importante è non abbandonarsi alle solite formule ma sfruttare le infinite risorse del Cinema, quello con la C maiuscola.

A dispetto delle apparenze quello che ci si trova davanti è un vero e proprio lavoro da artigiano. Nolan ha deciso infatti di ridurre al minimo l’uso degli effetti speciali per dar vita ad una storia il più reale possibile, per quanto folle. Un film che non può mancare nel bagaglio di ogni buon cinefilo, che sia esso un estimatore o un detrattore del regista britannico.

Tenet

Voto - 8

8

Voto

Lati positivi

  • Sceneggiatura ricca e complessa ma mai fine a sé stessa
  • Regia e messa in scena
  • Interpretazione di Robert Pattinson
  • Colonna sonora travolgente

Lati negativi

  • Dialoghi poco incisivi e spesso superficiali
  • Mancato approfondimento del lato umano dei personaggi

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