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Tuca & Bertie: recensione della nuova serie d’animazione Netflix

Uno sguardo alla nuova serie Netflix creata dal team dietro BoJack Horseman

Tuca & Bertie recensione. Tra tutte le serie tv in uscita su Netflix in questo mese di maggio (qui la lista delle migliori), una ha attirato l’attenzione di tutti per ovvi motivi. Tra il ritorno di Lucifer e nuove proposte interessanti, salta all’occhio una serie tv d’animazione che ricorda molto qualcosa di familiare. Se c’è una serie Netflix considerata all’unanimità strepitosa, quella è BoJack Horseman. Quindi, non possiamo non essere incuriositi quando il suo team di sviluppo sforna un nuovo prodotto: Tuca & Bertie. Gli studi coinvolti nella produzione sono difatti la The Tornante Company e la ShadowMachine.

Annunciata parecchio tempo fa, la serie creata da Lisa Hanawalt ha reso pubbliche le prime immagini solo recentemente. Con un ritmo da capogiro e delle vicende entusiasmanti, la serie ci trascina in un universo totalmente diverso dall’Hollywoo(d) della serie sorella. Arrivata il 3 maggio sulla piattaforma di streaming, e composta da 10 brevi episodi, sta già facendo parlare di sé: non solo per le tematiche ma anche, e soprattutto, per la roboante messa in scena grafica. Scopriamo insieme qualcosa in più in questa nostra recensione di Tuca & Bertie!

Indice

Trama e personaggi – Tuca & Bertie recensione

Dimenticate la Hollywoo(d) piena di star del cinema e della tv. Qui siamo a Bird Town e, da come si può già intuire, ogni angolo è pieno di pennuti. Una buona parte della popolazione è infatti composta da vari tipi di animali con il becco ma non per questo è difficile trovare altri tipi di animali antropomorfi o esseri umani. La stoia segue le euforiche vicende delle due amiche trentenni Tuca e Bertie, e tutti i problemi legati alla loro età: amore, lavoro, responsabilità, sogni e passato giovanile che torna, per dirne alcuni. Tuca è un tucano (o sarebbe meglio dire tucana) senza responsabilità, che vive la vita alla giornata: non ha un lavoro, passa il tempo a divertirsi e si sente piuttosto emancipata. Ma dentro di sé, come prevedibile, riserva un lato più intimo, difficile da raggiungere ma piuttosto tenero.

Bertie, invece, è praticamente l’opposto: introversa, dedita al lavoro e al mantenimento stabile delle relazioni e della stessa vita, rischiando di cadere nell’abitudinario. Se Tuca ha, nascosto, un lato tenero, Bertie dentro di sé tiene pulsioni mai espresse che spesso finiscono per sfociare in desideri sessuali o curiosità non proprio comuni. Le due, paradossalmente, vanno d’amore e d’accordo, almeno fin quando il ragazzo di Bertie, Speckle, si trasferisce a casa della ragazza. Egli è un architetto con la testa sulle spalle, un po’ goffo e imbarazzante ma adatto allo stile di vita di Bertie. Tuca, che abitava con la migliore amica, sarà costretta a migrare al piano superiore. Da qui, una serie di divertenti vicende si snoderanno attraverso le vite dei protagonisti, tra lavori improponibili e personaggi stravaganti, tra cui varie piante antropomorfe. Proprio i numerosi personaggi secondari saranno una delle armi in più della serie.

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Tuca & Bertie: lo stile

Lo stile d’animazione di Tuca & Bertie sembra simile, soprattutto per personaggi, a quello di BoJack Horseman. Ma tutto ciò, al secondo sguardo più attento, viene sovvertito. La serie di Lisa Hanawalt è folle, esagerata e fuori di testa. L’universo non è più lo stesso della serie “cugina”: qui manca ogni tipo di autocontrollo, di senso dell’ordine e tutto sembra mosso da una macchina che si muove incessantemente, non facendo mai stancare niente nessuno. Anche quando il mood non è troppo allegro, la serie riserva uno stile sempre particolare e oltre gli schemi. Il ritmo è sempre vertiginoso e non tende a crollare mai. Una delle particolarità della serie sta nelle innumerevoli e quasi invasive scritte, o immagini, che appaiono costantemente in sovrimpressione: dalle esplicazioni più didascaliche alle gag costruite proprio sulle immagini che compaiono, dal nulla, in stile fumettistico.

I disegni e le animazioni sono storpiati, deformati e contorti, come sotto costante effetto di acidi. Con essi anche le stesse prospettive e le dimensioni, annullando ogni legge fisica: quel poco di naturalistico che resta è la base per poter creare un minimo di empatia. Come, del resto, ha sempre fatto Rick & Morty, legandosi alla realtà per poterci sopra costruire storie assurde. Lo stile stesso, poi, cambia all’interno della stessa puntata: alle volte ci si trova anche ad avere a che fare con interventi in live-action inaspettati. Non esistono limiti né fisici né mentali in un’ambientazione simile: tutto è possibile, come spegnere la luce del sole attraverso un interruttore o subire un’invasione di piattole giganti. Il tutto condito da una palette di colori fuori dal comune, con un risultato vicino alle associazioni di colore dell’espressionismo fauve.

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Tematiche della serie

Il diverso ritmo di Tuca & Bertie e la messa in scena assurda, spesso ci fanno dimenticare di ciò che sta alla radice. Manca la vena malinconica ed esistenziale di BoJack Horseman, ma non di certo l’importanza dei temi. Le tematiche sono sì diverse, ma trattate con importanza altrettanto ampia. Come già detto, è forse l’eccentricità dello stile a rendere meno preminenti gli argomenti di fondo, portando lo spettatore a non scavare nella psicologia dei personaggi. Proprio le due pennute protagoniste sono due casi da indagare nel profondo e non trascurare. Dagli atteggiamenti presenti fino al loro passato, passando per le relazioni interpersonali. Dall’euforia costante di Tuca alla riservatezza di Bertie.

I temi sono scottanti e incisivi, oltre che ben allineati a tematiche calde in questo periodo storico. Lisa Hanawalt crea un universo in cui, come ancora oggi è nella realtà, il concetto di patriarcato domina incontrastato. E si nota quanto interesse prova nel descrivere e rifiutare quello che ogni donna, umana o pennuta che sia, può subire giornalmente. Temi come molestie, sessualità ed emancipazione femminile sono solo i più evidenti.
In BoJack Horseman però, forse, ci si sentiva più attaccati emotivamente e questo può essere ben spiegato dalla messa in scena che si distacca dalla realtà e, ricordando nuovamente, ci rende meno “potenti” i vari messaggi. Proprio il paragone con quest’ultima può sminuire la serie, deludendo chi si è approcciato ad essa sperando di trovare una sorta di spin-off.

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Tuca & Bertie: conclusioni

La nostra recensione di Tuca & Bertie si conclude con una certezza: la serie è spassosa e, sinceramente, fa ridere come difficilmente riescono a fare altre serie d’animazione. Questo grazie allo stretto rapporto con la città e tutti gli elementi contenuti in essa, trattati con uno stile sopra le righe e fuori da ogni schema. Ogni elemento serve per rendere la comicità fresca e mai scontata, con accenni nosense che però riescono ad essere ben giostrati e non risultano quasi mai pesanti. Approcciandosi ai primi episodi la si può ritenere eccessiva e disordinata, ma nel suo andare avanti la serie cresce e assume una sua fisionomia ben delineata. Questo è quello che rende grande uno show. L’ingresso in scena di temi sempre più importanti sottolinea anche come nulla sia, contro ogni aspettative, messo a casaccio e fuori posto durante la narrazione.

Sicuramente i fan di BoJack Horseman rimarranno delusi trovando differenti i due approcci narrativi. A lungo termine però apprezzeranno sicuramente tutto ciò che una serie come questa può dare in termini di intrattenimento ed emozione. Una serie che parla di temi importanti ma soprattutto di due sincere amiche per la pelle, o meglio… per le penne! In attesa di una seconda stagione, vi consigliamo la visione in lingua originale per l’ottimo lavoro in fase di doppiaggio di Tiffany Haddish e Ali Wong.

Tuca & Bertie

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • Ambientazione e stile: ogni elemento dà vita ad una frenetica sinfonia visiva
  • Personaggi: i protagonisti sono ben caratterizzati e i comprimari divertono nelle loro fugaci apparizioni

Lati negativi

  • Tematiche nascoste: il ritmo incessante e articolato della serie rischia di far passar in secondo piano alcuni messaggi
  • Il confronto con BoJack Horseman: sbagliato in partenza, rischia di far restare delusi gli spettatori che si approcciano con tali aspettative

Voto Utenti: 4.6 ( 1 Voti)
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