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Welcome Home: recensione del film con Emily Ratajkowski e Aaron Paul

Aaron Paul, Emily Ratajkowski e Riccardo Scamarcio sono i protagonisti di questo thriller ambientato in Italia

È finalmente arrivato anche da noi in Italia il thriller che ha lasciato basiti diversi spettatori, a causa del suo cast. Welcome home, diretto da George Ratliff, unisce un trio di attori che potrebbe apparire mal assortito: Aaron Paul, Emily Ratajkowski e Riccardo Scamarcio. I tre interpreti sono protagonisti di un triangolo erotico e pericoloso. La trama si concentra infatti su Bryan e Cassie, coppia giovane e attraente ma in crisi. I due decidono di risolvere i loro problemi, partendo per una vacanza in un magnifico casale della campagna umbra. Il rapporto tra i due non migliora e a complicare la situazione ci pensa il bel Federico, giovane italiano che dice di essere il loro vicino. Il ragazzo inizierà a insinuarsi pericolosamente nella coppia, interessato all’attraente Cassie.

Tre attori giovani e sexy, un’ambientazione interessante e un’atmosfera tra thriller ed erotismo sembravano inizialmente degli ottimi ingredienti per Welcome home. Almeno stando al trailer. Il film, invece, delude per tanti motivi: recitazione scadente, ambientazione italiana sfruttata malamente, trama già vista e momenti di comicità involontaria.

Indice

Welcome home recensione

Bryan (Aaron Paul) e Cassie (Emily Ratajkowski) partono per una vacanza in un bellissimo casale della campagna umbra trovato su Internet. I due sembrano la coppia perfetta: bellissimi e affiatati. Il loro rapporto è in realtà fortemente incrinato dato che Cassie ha tradito Bryan con un collega di lavoro. L’evento ha compromesso molto la lucidità di Bryan, che si ritrova spesso ad avere visioni sul tradimento avvenuto. Poco dopo il loro arrivo in Italia, Cassie conosce Federico (Riccardo Scamarcio), un affascinante e misterioso italiano che dice di abitare nei dintorni del casale affittato dalla coppia.

Federico inizialmente si mostra gentile e disponibile, ma in realtà è molto ambiguo. Invaghitosi di Cassie, comincerà a insinuarsi nella coppia, avvicinandosi sempre più a lei e cercando di allontanare il più possibile Bryan, che diventerà sempre più geloso. L’opera di manipolazione funzionerà alla perfezione, almeno fino a quando Cassie e Bryan non scopriranno la terribile verità che si cela dietro il casale affittato e l’identità di Federico.welcome home recensione

Premesse interessanti, pessimo risultato

Almeno a prima vista, Welcome home sembrava essere diverso dai soliti film americani ambientati in Italia. Niente pizza, niente mandolino e niente clima gioioso e sempre felice. L’idea poi di un triangolo dalle tinte erotiche e pericolose era sicuramente intrigante. Queste premesse abbastanza interessanti, in grado di attirare pubblico, subiscono purtroppo il peggior trattamento possibile. L’ambientazione italiana appare come irrilevante, uno sfondo che non comunica con i personaggi. Non mancano poi ovviamente diversi stereotipi in grado di irritare il pubblico nostrano. La sceneggiatura di David Levinson, poi, non è minimamente in grado di dare una parvenza di dignità all’intera vicenda. Ogni possibile tema o spunto narrativo interessante è trattato con superficialità.

In Welcome Home vi sono poi diversi momenti comici involontari, che minano fortemente lo sviluppo della trama. Il cosiddetto “scontro finale” tra la coppia protagonista e Federico suscita qualche risata di troppo, come anche altri colpi di scena. La trama, a ogni modo, non risulta nemmeno originale nei suoi sviluppi, poiché sfrutta una svolta narrativa già vista in tanti altri film. Ciò non rappresenta sempre un elemento negativo, ma in questo caso il colpo di scena finale, che vuole ribaltare le carte in tavola, arriva troppo tardi e non permette alcuna riflessione. Superficialmente è trattato anche il tema di Internet, che acquisirà una sua importanza nello sviluppo delle vicende. Così, tra noia, superficialità e qualche sporadico brivido di tensione, la pellicola si trascina fino alla fine, lasciando insoddisfatto anche il più grande amante dei thriller a tema stalking.welcome home recensione

Welcome home recensione: la recitazione

Il casting di Welcome home è stato probabilmente, insieme allo script di David Levinson, l’elemento più criticato, soprattutto qui in Italia. In realtà questo triangolo riesce a funzionare alla fine, puntando sul voler essere sexy, grazie all’avvenenza dei tre interpreti protagonisti. Il vero problema risiede nella recitazione, che si rivela inesistente nel caso della Ratajkowski e inaspettatamente deludente da parte di Aaron Paul. La vera “stella splendente” in questo caso è proprio Riccardo Scamarcio. L’attore italiano si sta dimostrando sempre più bravo e capace nell’interpretare uomini ambigui e misteriosi. Fa piacere quindi vedere come questa capacità venga riconosciuta a livello internazionale, anche se in questo caso è stata sfruttata per una pessima occasione. Il lavoro attoriale di Scamarcio in Welcome home è da apprezzare però in lingua originale: il suo ridoppiaggio risulta più deludente.

Le delusioni maggiori provengono dunque da Aaron Paul e Emily Ratajkowski. Il primo appare sempre spaesato, perennemente con un’espressione tra il nevrotico e lo sconvolto. La seconda invece è unicamente di bella presenza: la sua recitazione è totalmente non pervenuta. L’unica espressione da lei adottata per tutto il film è il “broncetto”, di provenienza “instragrammiana”. L’assenza di talento viene nascosta dall’esposizione delle sue forme grazie a scene sotto la doccia e abiti attillati..

Welcome home recensione: considerazioni finali

Welcome home è un thriller che, con una pessima sceneggiatura e una regia sufficiente, riesce a scialacquare quelle poche buone premesse che aveva. La tensione richiesta dal genere non è sempre palpabile, l’aspetto sensuale ed erotico non è valorizzato e lo sviluppo della trama si perde in momenti dalla comicità involontaria. L’unica sequenza in grado di suscitare interesse e un po’ di tensione è quella in cui Federico riesce a sostituirsi a Bryan in un gioco erotico, in cui Cassie è bendata. Da dimenticare la recitazione di Aaron Paul ed Emily Ratajkowski, mentre non va sottovalutata l’interpretazione di Riccardo Scamarcio, efficace nel rendere inquietante e ambiguo il suo personaggio. Welcome home, quindi, non è di certo il thriller dell’estate. Sarebbe meglio classificarlo come intrattenimento estivo dalle tinte trash. Se si fosse preso meno sul serio e avesse avuto una sceneggiatura più curata probabilmente sarebbe stato un thriller godibile.welcome home recensione

Welcome Home

Voto - 4

4

Lati positivi

  • La recitazione di Scamarcio
  • Le premesse di base del film

Lati negativi

  • La sceneggiatura
  • La recitazione di Aaron Paul ed Emily Ratajkowski

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