Wu assassins: recensione della serie sulle arti marziali di Netflix

Wu Assassins, recensione della serie Netflix di recente uscita, che mescola azione e arti marziali nella odierna San Francisco

In questo periodo di transizione fra la stagione estiva e quella autunnale i servizi di streaming, fra cui Netflix, si stanno preparando a mettere in tavola i loro piatti più prelibati. In attesa delle prossime stagioni di Peaky Blinders e di Bojack Horseman, Netflix ha rilasciato in questo mese alcune serie interessanti. Una di queste, in particolare, interessa per il tema trattato: quello delle arti marziali. Wu assassins, nome della serie in questione, sebbene si presenti come un gangsta action fa delle arti marziali il suo fulcro principale. Ecco la nostra recensione di Wu Assassins.

La serie è prodotta da Netflix, e come molte altre al di fuori delle varie teste di serie della piattaforma, presenta dei pregi e dei difetti. Ambientata in una Chinatown della odierna San Francisco, Wu Assassins racconta la storia di Kai. Kai è un giovane cuoco di origine indocinesi che si ritrova coinvolto in quello che a prima vista sembra una faida tra gang, ma in realtà è ben altro. Kai, infatti, acquisisce dei super poteri, e si ritrova, suo malgrado, a combattere una lotta fra le forze del bene e quelle del male.

Indice

Wu assassins recensione – La trama

Queste sono le premesse principali della trama della serie. Una trama che, partendo da tutto ciò, abbraccia le vicende di altri personaggi che ruotano intorno a Kai. A cominciare dai fratelli Tommy e Jenny. Entrambi gestiscono il ristorante di famiglia a Chinatown, ma mentre Jenny è una seria donna di affari, Tommy è un ragazzo viziato con la dipendenza da eroina. E dalle frequentazioni poco raccomandabili. Lu Xin, loro amico di infanzia divenuto ladro di macchine. Fra i personaggi figura anche C.G, un’agente sotto copertura, interpretato dalla splendida e fortissima Katheryn Winnick. Quest’ultima si ritrova suo malgrado in questa vicenda dai contorni decisamente surreali.

La vicenda iniziale, infatti, diventa qualcosa di totalmente diverso nel momento in cui Kai acquisisce dei poteri che lo rendono fortissimo e maestro delle arti marziali. Il tutto per poter sconfiggere un boss della mala di Chinatown, che in realtà è una sorta di demone del fuoco. Un Wu: uno degli esseri malefici che controllano gli elementi naturali per scopi malvagi.

Wu assassins recensione

Made in Chinatown

La trama, come si può facilmente comprendere, mescola diversi ingredienti presenti in altri prodotti per tirare fuori qualcosa di originale nonostante gli evidenti difetti di cui parleremo. Si noti che la parola ingredienti non è usata per caso: oltre alle arti marziali Wu Assassins ci mostra molte prelibatezze asiatiche. Il protagonista, infatti, è uno chef.

L’ambiente in cui si muovono i personaggi è quello di una Chinatown di San Francisco in mano alle gang della Triade e di altri gruppi che ne ricercano il controllo. Kai, il protagonista, si ritrova, per puro caso, nel bel mezzo di queste lotte che da realistiche diventano surreali in pochi attimi. Il protagonista, infatti, viene spesso catapultato in una dimensione fra la terra e il cielo per apprendere i propri poteri.

È chiaro dunque che dal prodotto non ci si possa aspettare troppo realismo, anche se proprio le parti più “reali” della vicenda risultano le migliori. Detto questo, è la serie stessa che trasuda consapevolezza di essere quello che è: un prodotto destinato ad intrattenere lo spettatore.

Wu assassins recensione

Wu Assassins Recensione – Il bene e il male

Wu assassins, come detto, prende a piene mani da vari prodotti recenti: la più intuitiva e facile è l’analogia con American Gods. Da questa Wu Assassins eredita proprio il mix fra vicende reali e surreali, con riferimenti alla mitologia. In particolare, ovviamente, i riferimenti sono alla mitologia e alle antiche leggende cinesi. Innumerevoli le influenze di altri prodotti che parlano di gang in una grande città statunitense.

Ma allora questo Wu Assassins è solo un’accozzaglia di riferimenti e influenze? Forse sì. Ma Wu Assassins diverte. E lo fa creando una sorta di tormento interno allo spettatore: perché un prodotto che sa di già visto e prodotto evidentemente con poco budget diverte tanto?

È difficile dare una risposta oggettiva a questa domanda. Il fatto è che, comunque, Wu Assassins si fa carico di quell’unico obiettivo di intrattenere e lo fa pompando tutte le componenti di cui è composto (eccetto gli effetti visivi).

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Wu Assassins recensione – Le Arti marziali

Avendoli accennati è impossibile non parlare degli effetti visivi di Wu Assassins. In breve sono fra i peggiori visti di recente in una serie destinata al grande pubblico. Il primo momento in cui questi sono mostrati coincide con una scelta che lo spettatore dovrà prendere. Continuare o non continuare con la visione?

Se la risposta è positiva, lo spettatore è consapevole dei limiti di budget e di produzione del prodotto. Una volta appurato questo, Wu Assassins ci trascina in un’esperienza fatta di combattimenti, tantissimi, cibo cinese e personaggi al di sopra di qualunque limite.

I combattimenti, ovviamente, sono il fulcro della serie. E, fortunatamente, sono anche l’elemento migliore del prodotto. Tutti gli attori e gli stuntman della serie, infatti, sono dei bravissimi atleti marziali. A cominciare dal protagonista, interpretato da Iko Uwais, campione indonesiano di arti marziali, per finire con la canadese Katheryn Winnick, la Lagaertha di Vikings. Per chi non lo sapesse, oltre a saper tirare di spada decisamente bene, l’attrice è anche campionessa di Taekwondo.

La regia sa seguire con maestria e ritmo i combattimenti e ci regalerà momenti di inaspettata qualità negli scontri più duri e spettacolari. Su questo ci sentiamo di ringraziare Netflix per aver rispolverato i ricordi delle pellicole di Bruce Lee. Pellicole più simili a videogiochi in cui il protagonista combatte con avversari sempre più forti fino al boss finale.

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Wu Assassins Recensione – Conclusioni

Come si vede, Wu Assassins appare come un piacere peccaminoso per il quale lo spettatore prova sentimenti contrastanti. Se da un lato infatti ci si trova davanti dei difetti davvero evidenti e grossolani, dall’altro è indubbia l’adrenalina continua a cui è sottoposto lo spettatore. Un tripudio di combattimenti spettacolari e ben diretti, pompati da una musica hip hop ed elettronica, dalle tinte a volte esotiche, che esaltano i movimenti degli scontri.

Dall’altro troviamo una trama che fa da contorno ai combattimenti, e dei dialoghi molto elementari e prevedibili. Inoltre continua la tendenza di Netflix di utilizzare nelle sue serie una fotografia fin troppo saturata, che crea ambienti quasi onirici e troppo luminosi. Una gestione della fotografia migliore avrebbe giovato al prodotto finale.

Insomma, tirando le somme, e volendo utilizzare dei termine di uso comune, Wu Assassins è una simpaticissima “tamarrata” che risveglia in noi la nostra sana sete di “ignoranza”. Se volete, dunque, una serie da guardare senza troppe aspettative, e se volete delle scariche di adrenalina e azione, Wu Assassins potrebbe fare per voi.

 

Wu Assassins

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Arti marziali ben coreografate
  • Azione e adrenalina

Lati negativi

  • Trama e dialoghi poco approfonditi
  • Gli effetti in Computer Grafica

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