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Film generazionali (coming-of-age) anni ’80 – The Breakfast Club

Oggi vi parliamo di Breakfast Club (The Breakfast Club – in originale) film del 1985 scritto e diretto da John Hughes, nonché una delle migliori commedie anni '80 sul coming-of-age

Filmpost propone una nuova rubrica per chi è sempre a caccia di film divertenti, con protagonisti giovani e alle prese con i banchi di scuola, i riti di iniziazione al college, i primi lavori e soprattutto i primi amori. Stiamo parlando dei film generazionali (coming-of-age). Alcuni dei migliori lavori realizzati per questo genere, denominato anche coming of age, e che sono anche entrati a far parte della cultura cult cinematografica sono i film prodotti negli anni ’80. Questa rubrica si occuperà, infatti, principalmente di quei film coming of age realizzati in questo periodo e che meritano ancora oggi di essere visti, o rivisti.

Oggi vi parliamo di Breakfast Club (The Breakfast Club – in originale) film del 1985 scritto e diretto da John Hughes.

Film generazionali (coming-of-age) anni ’80: The Breakfast Club

film generazionali anni 80 the breakfast club

L’intero film si svolge nell’arco di una sola giornata. Siamo a Chicago ed è sabato 24 marzo 1984. Cinque studenti del liceo Andy (Emilio Estevez), Brian (Anthony Michael Hall), John (Judd Nelson), Allison (Ally Sheedy) e Claire (Molly Ringwald), sono costretti a trascorrere l’intera giornata in biblioteca per scontare verie punizioni che si sono guadagnati durante la settimana. Il preside Richard Vernon (Paul Gleason) li sorveglia per poco più di cinque minuti e ne sopporta le esuberanze. Assegna ai ragazzi un tema da svolgere piuttosto particolare e che potrebbe far emergere profondi risvolti dal titolo: “Chi sono io?“.

I ragazzi, all’inizio, sono piuttosto chiusi, ma viste le ore che sono costretti a passare insieme non possono far altro che conoscersi e parlarsi. Iniziano a volare le prime battutine, le punzecchiature e gli inevitabili dibattiti, fatto sta che nessuno dei cinque ha intenzione di svolgere il compito assegnato. Il quintetto inizia ad aprirsi e a confrontarsi sui rispettivi problemi di vita. Tutti provengono da una situazione familiare difficile oppure da genitori che non li capiscono: Andy ha un padre che critica i suoi sforzi nel football, il padre di John è violento, Brian è pressato dai genitori affinché ottenga sempre ottimi voti, Allison viene completamente ignorata dalla sua famiglia e Claire sente molto il peso delle aspettative degli altri.

A un certo punto John si ricorda di aver lasciato della marijuana nel suo armadietto. I ragazzi fumano insieme e dopo essersi rilassati si lanciano in balletto coreografato diventato una delle scene cult del film. Dopodiché i cinque si siedono in cerchio e raccontano agli altri il motivo della loro punizione: Brian, a causa di un brutto voto, ha tentato il suicidio con una pistola, per fortuna era solo una lanciarazzi; Andy ha attaccato del nastro adesivo sui genitali di un compagno; John ha attivato l’allarme anti-incendio senza motivo; Claire ha marinato la scuola per andare a fare shopping mentre Allison non ha combinato niente per essere mandata in punizione, ma semplicemente era rimasta lì perché “non aveva niente di meglio da fare”.

Come diventare amici durante una punizione

Nonostante le differenze tra il loro i ragazzi iniziano a diventare amici. Claire trucca Allison per farle vedere quanto potrebbe essere carina, ed Andrew è il primo a notarlo. Claire decide di smetterla di comportarsi da ragazza timida e bacia John tra gli armadietti e gli dà un suo orecchino. Il gruppo però sospetta che la loro amicizia finisca non appena cesserà la punizione.

Arriva il momento di scrivere il tema e tutti decidono che sia Brian, vista la sua intelligenza e bravura, a scriverlo. Brian lascia il tema sul tavolo e gli studenti escono finalmente da scuola. Il preside legge il tema (letto nel film dalla voce over di Brian) dove c’è scritto che Vernon li ha giudicati con definizioni semplicistiche e stereotipi. Sentiamo una per una le voci degli studenti che dicono: “Ma abbiamo scoperto che ognuno di noi è una mente, e un atleta, e una disadattata, una principessa e un criminale”. La lettera è firmata dal “Breakfast Club”. Il film si chiude con John che alza in aria il pugno e attraversa il campo da football per tornare a casa.

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Produzione

Hughes scrisse il copione del film in soli due giorni, il 4 e 5 luglio 1982. A seguito del successo del film l’avrebbe trasformata in una sceneggiatura teatrale, viste le numerose richieste di poterlo recitare da parte delle scuole.
Il film è stato girato interamente in sequenza. La durata originale del film era di circa 2 ore e mezzo, accorciata a 97 minuti per timore di annoiare il pubblico. Tutte le copie originali e le parti tagliate nel montaggio furono distrutte, tranne una, in possesso di Hughes.

Emilio Estevez era stato inizialmente scelto per la parte di John, ma il regista non trovò nessun altro adatto alla parte di Andy, così Estevez accettò di interpretare Andy. Molly Ringwald avrebbe invece preferito interpretare il personaggio di Allison, ma quella parte era stata già promessa ad Ally Sheedy.

Curiosità

Il regista aveva quasi licenziato l’attore Judd Nelson durante le riprese, a causa del comportamento sgarbato che aveva fuori scena nei confronti dell’attrice Molly Ringwald. L’attore Paul Gleason convinse Hughes che Nelson era un bravo attore e che cercava solo di restare nel personaggio. La scena in cui i ragazzi si siedono a cerchio e raccontano la ragione per cui sono stati puniti, è stata improvvisata.

Il regista John Hughes appare in un cameo alla fine del film come padre di Brian. Molly Ringwald e Anthony Michael Hall avevano già lavorato insieme nel 1984 nel film Sixteen Candles – Un compleanno da ricordare.
La canzone che si sente all’inizio e alla fine del film, Don’t You (Forget About Me), è stata scritta appositamente per il film da Keith Forsey e Steve Schiff, ed è diventata uno dei maggiori successi dei Simple Minds.

Perché Breakfast Club è un film da vedere

Hughes riesce con questo film a toccare il punto forse più alto del cinema coming-of-age statunitense degli anni ottanta. Lasciando perdere lo schema della commedia sentimentale, il film descrive i sogni e le paure dei teen-ager della generazione X. Pur non riuscendo a distaccarsi dai personaggi stereotipati: lo sportivo, il “secchione”, il teppista, la figlia di buona famiglia e la ragazza dark-problematica che d’altronde costituiscono l’ossatura principale di questo genere.

Breakfast Club è entrato nell’immaginario giovanile sin dall’anno della sua uscita. Ormai considerato un vero e proprio cult, il film viene spesso citato e parodiato in altri film (come Pitch Perfect o Dogma). E serie Tv come Dawson’s Creek, Victorious o The Vampire Diaries, Glee, in cui, in tutti e tre è presente addirittura una puntata che ricalca il film. Il film è menzionato anche in Community, Easy Girl, The Goldbergs, One Tree Hill, How I Met Your Mother, Scrubs, Futurama, I Griffin, Archer, Pitch Perfect e Barely Lethal.

La sincerità dei personaggi, l’attenzione e la compassione verso i loro drammi, più o meno grandi che siano, la loro capacità di divertirsi, fare comunella, capirsi e diventare amici. Tutto questo ha fatto sì che Breakfast Club sia diventato uno dei film generazionali preferiti da giovani e giovanissimi di oggi. Si intuisce inoltre quanto questo film abbia influenzato più di una generazione di pubblico e di registi e sia entrato così a far parte dell’immaginario come uno dei migliori film coming-of-age. Tanto che nel 2016 venne scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso negli Stati Uniti. Se non lo avete già fatto correte a vedere Breakfast Club!

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