Curiosità

L’autoironica ed irriverente strategia di marketing de La Casa Di Carta

Analizziamo insieme il filo rosso che ha guidato la strategia di marketing de La Casa di Carta

Continua il nostro viaggio all’interno delle strategie di mercato messe in atto per portare al successo i prodotti seriali e quelli cinematografici. La Casa Di Carta è una serie televisiva firmata da Álex Pina; sebbene la terza stagione sia stata prodotta da Netflix, le prime due sono opera di una casa di produzione spagnola. Erano state infatti distribuite da Antena nel 2017, e solo alla fine dello stesso anno e all’inizio del 2018 sono entrate nel catalogo Netflix. L’accoglienza da parte degli spettatori è decisamente mista: il successo commerciale è indiscutibile, ma c’è chi urla al “capolavoro” e chi invece ritiene che il telefilm sia estremamente sopravvalutato. Per saperne di più, continuate a leggere il nostro articolo sulle strategie di marketing de La Casa di Carta!

Tuttavia, come direbbe Oscar Wilde: “nel bene o nel male, purché se ne parli”. Ed effettivamente, se ne è parlato alla grande; specialmente grazie all’intensa ed intelligente strategia di marketing attuata per la promozione della terza stagione. Il filo rosso che ha connesso un po’ tutte le attività più significative di cui andremo a parlare è sicuramente l’irriverenza, in tipico stile “La Casa di Carta”.

Indice

La strategia social

Se ci pensiamo un attimo, era passato più di un anno e mezzo da quando la serie tv spagnola aveva approdato su Netflix. Di conseguenza, la strategia social di comunicazione è stata strutturata col fine di “risvegliare” l’interesse, forse ormai addormentato, degli spettatori. Come farlo se non attraverso una sorta di “caccia agli indizi”? Gran parte dei teaser, trailer e foto pubblicate sui social hanno una struttura ad enigma, svelando al pubblico dei piccolissimi assaggi relativi alle novità della terza stagione. I due elementi su cui è stata fatta particolarmente leva sono state la figura del Professore e quella di un misterioso nuovo membro della banda.La Casa di carta Marketing

In particolare, proprio su quest’ultimo punto, si è giocato molto sulla città che avrebbe funto da “nome in codice” per questa new entry. A livello social, questo enigma si è proposto al pubblico attraverso due post particolarmente interessanti. Uno è un video che termina con la frase dell’inno di Mameli con un focus sulla scritta “L’Italia chiamò”. L’altro è una sequenza di foto in cui Raquel unisce diverse cartoline che alla fine mostrano la penisola italiana. Insomma, sembrano non esserci dubbi: il nome del nuovo personaggio sarà quello di una città italiana… ma quale?

Come abbiamo visto, quindi, il mistero, il gioco e, specialmente, l’ironia sono decisamente le chiavi di lettura che danno coerenza alla strategia di marketing de La Casa di Carta. Basti pensare anche al trailer della terza stagione, ispirato alla campagna anti pirateria del 2000 “Piracy is a crime”, dove però lo slogan “non ruberesti mai un film” viene sostituito da “non stamperesti mai 984 milioni”; annunciando infine la nuova stagione con “la zecca di Spagna era solo l’inizio”.

Il guerriglia marketing de La Casa Di Carta

Sempre collegato al gioco del “toto nome”, una curiosa attività di guerriglia marketing ha preso vita in diverse città italiane. Prima di procedere, accenniamo molto velocemente alla definizione di guerriglia marketing, tematica già approfondita quando vi abbiamo parlato della strategia promozionale di “Juno”. Esso rappresenta una tipologia a basso costo di promozione pubblicitaria, costituita da un utilizzo creativo ed “aggressivo” di mezzi che fanno leva sull’immaginario del target di consumatori che si vuole colpire. Un esempio magistrale è senz’altro l’alone di mistero creato attorno alla promozione di “The Blair Witch Project”, che ha trasformato per sempre il metodo di comunicazione dei film horror. La Casa di carta Marketing

Ma non dilunghiamoci: in quale modo il guerriglia marketing è presente nella strategia de La Casa Di Carta? Vi abbiamo già anticipato che uno degli elementi focali a livello social è stato sicuramente l’enigma legato al nuovo membro della banda e, specialmente al suo nome in codice. Circa un mese prima del rilascio della nuova stagione, tre città italiane si sono svegliate con una piacevole sorpresa. Sono infatti comparse, a Roma, Milano, Torino, Napoli e Palermo, delle teche contenenti un manichino con la celebre tuta rossa e la maschera di Dalì. Naturalmente, le foto dei manichini sono state catturate e divulgate tramite il seguitissimo account Instagram di Netflix. 

Anche in questo caso, si è mantenuto il filo rosso della caccia all’indizio, dell’enigma: sulle teche appare infatti la scritta “Palermo è uno dei nostri, o forse no”. Questo, naturalmente, declinato in base alle diverse città. Insomma, quello che si vuole raggiungere con questa strategia è sicuramente un incontrollato word of mouth, dettato dalla curiosità e dalla speranza che la propria città diventi il nome di uno dei protagonisti della serie Netflix del momento. 

La prima in Piazza Affari

La presenza di iniziative di cinema all’aperto presso alcune tra le più belle piazze italiane ha rappresentato una grande tendenza di quest’estate. Tra tutte, la più nota è forse quella legata a Piazza Maggiore a Bologna. Spesso Netflix ha subito critiche proprio per la sua natura intrinseca che permette di portare il “cinema a casa”, portando via il pubblico dalle sale cinematografiche. È quindi decisamente paradossale che sia stato Netflix stesso a presentare, in anteprima, le prime due puntate de La Casa di Carta in un gigantesco cinema all’aperto, attirando l’attenzione di un’incredibile folla di persone. La Casa di carta Marketing

L’evento ha avuto luogo a Piazza Affari a Milano, e riteniamo che non potesse esserci luogo più azzeccato. Per l’occasione, è stata allestita una gigantesca statua raffigurante un manichino col volto di Dalì e la celebre tuta rossa; abbinata alla scultura del dito medio (L.O.V.E.) realizzata da Maurizio Cattelan nel 2010. Oltre 5000 persone hanno aderito all’iniziativa di “cinema all’aperto”, ed inoltre al momento dell’installazione dell’opera erano presenti diversi membri del cast.  L’eco di questo evento è stato enorme, in quanto seguitissimo su tutti i social. Gli utenti hanno postato moltissimi post, foto e video: tra il 18 ed il 22 luglio ne hanno pubblicati oltre 57mila, raggiungendo un 1.6 milioni di interazioni. Il picco è naturalmente stato raggiunto il 19 luglio, data di uscita della serie, un giorno dopo rispetto all’anteprima di Milano.

Diesel x La Casa Di Carta

Se Stranger Things aveva collaborato con moltissimi brand di abbigliamento, La Casa di Carta ha optato per unico marchio, peraltro italiano. Stiamo parlando di Diesel, che ha realizzato un’esclusiva capsule collection e firmato le tute rosse utilizzate per la terza stagione. Le 150 tute in questione, utilizzate durante le riprese, sono state messe in palio con un concorso indetto da Diesel stessa.

Diesel ha realizzato dei video promozionali veramente interessanti, ricreando alla perfezione l’universo La Casa di Carta, dando quasi vita ad un piccolo spin off della serie, al quale gli spettatori stessi possono partecipare. Quello che è interessante, è infatti la coerenza di stile presente tra il telefilm ed il brand italiano: entrambi irriverenti, ed estremamente auto ironici. Infine, molti altri marchi hanno sfruttato il “live marketing” realizzando immagini promozionali ispirate alla serie tv Netflix, così come era successo anche per “Stranger Things” e, primo su tutti, “Il trono di spade”.

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