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The End Of The F***ing World – Curiosità sulla nuova serie Netflix

E’ la nuova serie Netflix del momento, The End Of The F***ing World ha già conquistato il pubblico. Ma cosa rende questa brillante serie televisiva britannica un prodotto peculiare nel palinsesto del canale streaming? Composta da 8 episodi della durata di circa 20 minuti ognuno, la nuova serie TV targata Netflix ha raccolto attorno a sé una folta schiera di appassionati, molti dei quali entusiasti del progetto che si propone come una black-comedy ben riuscita.

Noi di filmpost.it abbiamo provato a individuare alcune curiosità sulla serie del momento (qui potete leggere la nostra recensione), e ve le proponiamo in questo articolo. Ecco quindi 5 curiosità su The End Of The F***ing World, sulla sua produzione e sui suoi protagonisti!

1) La serie è tratta da un fumetto

The end of the fucking world

The End Of The F***ing World non ha un soggetto originale. Come tante delle ultime produzioni, sia televisive sia cinematografiche, la serie TV distribuita da Netflix trae la sua origine da un fumetto omonimo. Si tratta di poche pagine, circa duecento, che procedono con un ritmo serrato – così come procede la serie televisiva. In questo modo, tanto la visione della serie TV quanto la lettura del fumetto di Charles Forsman sembrano richiedere un’attenzione concentrata.

Con un procedere che intreccia l’introspezione dei personaggi e la struttura del road trip, il fumetto alterna i capitoli alternando allo stesso tempo i punti di vista dei due giovani protagonisti, James e Alyssa. Con uno stile molto essenziale, il fumetto di The End Of The F***ing World si concentra particolarmente sulla storia e sul progredire di questa; inoltre, tende a non perdere di vista l’importanza del carattere introspettivo.

2) Volti familiari

The End of the Fucking World

Avete avuto una leggera sensazione di déjà vu guardando The End Of The F***ing World? Ebbene, il sentimento non era poi così sbagliato. Perché qualcosa di familiare – o meglio, qualcuno – è presente nella nuova serie televisiva, e si tratta proprio del protagonista, James. Ma dove abbiamo già visto il giovane, interpretato da un bravissimo Alex Lawther, attore classe 1995? Proprio in un’altra produzione Netflix.

Per i più appassionati di serie TV, sarà stato facile riconoscere nel problematico adolescente il protagonista di uno degli episodi più discussi della serie di successo Black Mirror. Nel 2016, difatti, il giovane Alex Lewther ha preso parte all’episodio 3×03 della serie televisiva britannica, spiccando per la controversa caratterizzazione del proprio personaggio – ma anche per la fantastica interpretazione.

3) La struttura narrativa

The End of the Fucking World

Per chiunque si sia approcciato alla nuova serie distribuita da Netflix, è stato impossibile non notare la particolare struttura narrativa che caratterizza il prodotto creato da Jonathan Entwistle. Ebbene, per quanto ben costruita questa struttura non è propria della trasposizione televisiva. The End Of The F***ing World difatti, essendo tratta da un fumetto, segue nella sua linea narrativa gli eventi come il fumetto li presenta.

E il fumetto, appunto, costruisce la narrazione tramite brevi capitoli – di circa 8 tavole ciascuno. Inoltre, il fumetto realizzato da Charles Forsman, che in Italia è stato editato da 001 Edizion, alterna in maniera lineare i vari punti di vista di James e Alyssa, permettendo in questo modo una lettura – e quindi una visione – complessiva alquanto lineare.

4) Serie Netflix… o quasi

The End of the Fucking World

Nonostante sia stata resa disponibile sulla piattaforma di streaming a pagamento, The End Of The F***ing World non è una serie TV a marchio Netflix. Prima di essere acquistata e distribuita dal grande colosso dello streaming, difatti, la serie era già stata trasmessa sul canale britannico Channel 4.

Nonostante ciò, tuttavia, il successo è arrivato solamente tramite l’acquistizione da parte di Netflix, che ha reso la produzione apprezzata a livello mondiale. Gli esordi della serie Tv, difatti, non erano stati calorosi come ci si potrebbe aspettare. Con un basso audience e nessuna particolare menzione da parte della critica,  The End Of The F***ing World non sarà un prodotto a marchio Netflix, ma deve sicuramente ad esso le ragioni del suo trionfo.

5) Colonna sonora

the end of the fucking world

Se c’è un punto su cui The End Of The F***ing World si distingue dagli altri prodotti ad oggi disponibili, quello è sicuramente la componente musicale. Come gran parte delle serie britanniche, che tanto sembrano puntare su questo fattore, la serie televisiva si caratterizza per una soundtrack composta da brani di livello. Wanda Jackson – Funnel Of Love, Tullycraft – Superboy and Supergirl, The Monzas – Where Is Love. O ancora Walking All Day – Graham Coxon, Five String Serenade – Mazzy Star, The End of the World – Julie London; sono solo alcune delle canzoni che compongono una ben dilazionata colonna sonora.

Iconico o meno, ognuno di questi brani crea l’atmosfera giusta al momento giusto, accompagnando le varie scene e aggiungendo quel tocco “in più” che ha permesso a The End Of The F***ing World di presentarsi come una delle serie migliori nel catalogo Netflix.

 

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