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(500) giorni insieme: la recensione del film di Marc Webb

Ecco la recensione di (500) giorni insieme, il film di Marc Webb con Joseph Gordon-Levitt e Zooey Deschanel

Come anticipa la voce narrante in una delle primissime battute del film,  500 giorni insieme è La storia di un lui e di una lei… Ci viene detto che non è una storia d’amore e alla fine dovremo dare ragione all’avvertimento iniziale. Commedia romantica anticonvenzionale del 2009, è l’opera prima dell’esordiente Marc Webb, già direttore rodato di video musicali. Il titolo, che risente di una pessimo adattamento italiano (l’originale sarebbe 500 days of Summer), allude alla durata della relazione tra i due protagonisti, Tom (Joseph Gordon-Levitt) e Summer/Sole (Zooey Deschanel), vissuta attraverso gli occhi innamorati del protagonista maschile.

L’opera di Marc Webb è totalmente giocata sull’emotività e sui sentimenti dei personaggi, portati alla luce in tutta la loro delicata fragilità. Incredibili le interpretazioni dei due giovani attori, uniti da una innegabile alchimia. Una storia originale e divertente, che per certi versi allude più volte ad altri film cardine del genere, come Io e AnnieSe mi lasci ti cancello(500) giorni insieme si rivela una commedia romantica diversa dalle solite proprio grazie alla sua capacità di essere innovativa e difficilmente banale.

(500) giorni insieme recensione – La trama

500 giorni insieme recensione

(500) giorni insieme è la storia di un lui e di una lei, di Tom e di Sole e del resoconto un po’ malinconico del loro anno e mezzo insieme. Marc Webb si affida sapientemente allo script autobiografico di Scott Neustadter, coadiuvato nella stesura da Michael H. Weber, scomponendo narrativamente la struttura filmica. Tra continui flashback e flashforward, seguendo la lezione del maestro Alain Resnais, il regista lega tra loro i tasselli di un complesso puzzle di sentimenti, dalla sorpresa e l’entusiasmo iniziale fino alla scomparsa di quella magia per la quale tutto è incredibilmente perfetto all’interno di una coppia.

Questa è la storia di lui e di una lei. Ma vale la pena chiarirlo subito: non è una storia d’amore.

Lui è Tom Hansen (Joseph Gordon-Levitt), cresciuto con il pop inglese malinconico anni ’80, convinto dell’esistenza del grande amore. Mancato architetto, lavora scrivendo geniali frasi ad effetto per bigliettini augurali. Lei è Sole Finn (Zooey Deschanel), originaria del Michigan, neo assistente del capo della società dove lavora Tom. Ragazza libera e indipendente, vede in modo disincantato i legami con l’altro sesso, perché per lei l’amore “non esiste, è pura fantasia“. Eppure, nonostante le diversità, scocca la scintilla. È la musica degli Smiths a far da Galeotto tra i due giovani, che solidificheranno pian piano il loro rapporto. Le diversità però emergono e il carattere di Sole, unito all’ingenuità di Tom, porteranno alla rottura della relazione.

(500) giorni insieme: “è capitato anche a me”

500 giorni insieme recensione

Il regista Marc Webb è riuscito nel tentativo di proporre qualcosa di nuovo, una storia d’amore vera, di quelle che si vivono quotidianamente, con tutti gli alti e bassi che il sentimento comporta. Il merito principale di 500 giorni insieme è quello di offrirci qualcosa di realistico, riuscendo a colpire fortemente lo spettatore. Nel corso del film si perde il conto delle volte in cui ci troviamo a pensare è capitato anche a me. I sentimenti, le incomprensioni, le disarmanti confessioni, le incertezze che vediamo su schermo, sono anche le nostre e dietro una risata strappata si nasconde l’amarezza per ciò che poteva essere, ma che sfortunatamente non è stato.

È dunque nello scarto tra aspettative e reale (memorabile lo split screen in una delle ultime scene), tra atteso e inatteso che si scambiano a volte i ruoli, tra il vivere le stesse situazioni prima con entusiasmo e poi con disillusione. Webb destrutturando la narrazione e alternando momenti felici ad altri tristi, crea un film verità sui sentimenti di coppia che tanti prima di lui non avevano osato realizzare. E lo fa nel migliore dei modi, ribaltando ogni stereotipo di genere.

Qui è Tom che si innamora di Sole, lui è il romantico e il sognatore, e quindi è lui a soffrire. Webb è intelligente nel costruire una commedia romantica dove finalmente anche la controparte maschile possa empatizzare, riuscendo così a coinvolgere ogni tipo di spettatore. Perché tutti hanno vissuto una storia simile in cui potersi riconoscere, ricordare un momento simile vissuto o uno stato d’animo provato. È il potere del cinema. E Marc Webb l’ha capito, parlando di tutti e nessuno con delicatezza e fragilità.

(500) giorni insieme: che cosa possiamo imparare?

500 giorni insieme recensione

Avendo parlato del ribaltamento degli stereotipi della commedia romantica, bisogna far menzione della lezione che Tom, e lo spettatore, possono trarre dall’esperienza. Come pronosticabile, Sole si allontana da Tom, lasciandolo in uno stato di depressione; poco dopo egli scoprirà che ha deciso di sposarsi. Subentra così in Tom una fase necessaria dove è possibile solo aspettare che il dolore della rottura passi, senza sapere quanto tempo sia necessario. L’amore è un meccanismo infallibile in cui l’uomo è solo un burattino ignaro di essere manovrato dai fili di Eros. E Webb ce lo fa capire attraverso scene in split screen, scelte musicali perfettamente accordate con gli stati d’animo dei protagonisti e citazioni al cinema d’autore, da Victor Sjöström a Ingmar Bergman.

L’amore entra nel corpo e si dirama in tutte le direzioni, infettando le nostre capacità cognitive. Affascinante e spaventoso al tempo stesso. Tom capisce però che la relazione con Sole sarebbe dovuta andare così, le loro azioni dovevano essere tali e quello doveva essere il finale della loro esperienza. Una volta capito, subentra nel personaggio e nello spettatore la forza di cambiare la sua vita. È attraverso tale comprensione che ci può essere catarsi in chi ha sofferto per amore.

Tom non si chiude all’amore, decide che vale la pena dare una seconda chance a un sentimento capace di far soffrire, ma anche di illuminare tutto di una patina magica. Marc Webb infatti fa terminare il film con una scena emblematica e importante. Tom conosce quando meno se lo aspetta una donna di nome Luna (nome non casuale) e i due decideranno di uscire insieme. Il giovane, non chiudendosi in sé stesso, accettando la fine della relazione con Sole, decide che vale la pena rischiare ancora una volta. E ancora. E ancora. Alla fine, niente può sostituire l’amore.

(500) giorni insieme: i punti di forza

La sceneggiatura è piena di dialoghi brillanti e frizzanti che pescano a piene mani nella cultura pop, poggiandosi sull’estro creativo del regista. Marc Webb conferisce al film una ricchezza e freschezza visiva ideale per un simile prodotto. La mossa di raccontare la storia in maniera non lineare è decisamente azzeccata. Non solo diventa così possibile confrontare i momenti belli e brutti, ma viene dato un tono decisamente più realistico alla storia. Difficilmente, chiunque abbia vissuto una storia d’amore ricorda le cose nell’ordine temporale esatto, specie quando si pensa a un sentimento naufragato. Webb riesce a esprimere visivamente gli stati d’animo del protagonista, creando un’atmosfera malinconica e struggente.

Bisogna inoltre fare i complimenti alla giovane coppia Gordon-Levitt/Deschanel per il contributo apportato ai propri personaggi. L’alchimia creata su schermo è magica e cattura lo spettatore senza troppi problemi. La svagata Summer riesce a essere irresistibile anche nei momenti in cui viene odiata da Tom. La Deschanel è irresistibile, disincantata, crudelmente imprevedibile. Ma la vera anima del film è Gordon-Levitt, che filtra tutto attraverso il suo punto di vista e i suoi ricordi. L’attore riesce a far rivivere con verità e intensità tutte le tappe della sua storia d’amore, dimostrando come non esistano ruoli prefissati per l’uomo e per la donna.

(500) giorni insieme: recensione – Conclusione

Se c’è una cosa su cui Tom avrebbe potuto giurare è che non si possono attribuire dei grandi significati cosmici a dei banali eventi terrestri. Coincidenze: era di questo che si trattava. Pure coincidenze, e nient’altro. Tom aveva finalmente imparato che i miracoli non avvengono, che non esiste il fato, e nulla è predestinato. Lo sapeva. Ormai ne era sicuro. Anzi…

Con (500) giorni insieme, Marc Webb riesce a raccontare una storia d’amore non diversa da quella che potrebbe vivere ognuno di noi, con uno stile originale e tanta ironia. La capacità di analizzare i sentimenti con incredibile spontaneità e freschezza è qualcosa di difficilmente riscontrabile nelle commedie di oggi. Ma il regista riesce praticamente in tutte le sue scommesse.

Grazie a una colonna sonora fresca e delicata, alla regia ben curata, ai dialoghi incalzanti e a un’ottima fotografia, il film coinvolge e appassiona lo spettatore, dipingendo senza pretese quelle che sono le dinamiche di una storia d’amore. (500) giorni insieme non è la classica storia d’amore epica o travagliata, ma è semplicemente “la storia dell’amore”, capace di mostrarcelo in tutta la sua fragilità e mutevolezza. E ci ricorda che, quando meno te lo aspetti, si può trovare la persona giusta e può iniziare veramente una vera e propria storia d’amore.

Giorno 1, un nuovo inizio: si riparte.

(500) giorni insieme

Voto - 8

8

Lati positivi

  • Sceneggiatura originale e coinvolgente
  • Regia e colonna sonora stupefacenti
  • Tematiche trattate con delicatezza e dolcezza, capaci di coinvolgere qualsiasi spettatore
  • La coppia Gordon-Levitt/Deschanel è fantastica

Lati negativi

  • Personaggi secondari a volte stereotipati
  • Finale un po' affrettato

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