Cosa mi lasci di te: recensione del film con KJ Apa e Britt Robertson

Un christian movie romantico e drammatico con star amate dal pubblico

Su Amazon Prime Video sono stati distribuiti da poco alcuni film, che non sono riusciti ad arrivare nelle sale a causa dell’emergenza Coronavirus. Uno di questi è Cosa mi lasci di te (I still believe), di cui ci occuperemo in questa recensione. La pellicola è una love story drammatica, i cui temi principali sono la musica, la malattia ma soprattutto la fede religiosa. Il christian movie non è esattamente un genere cinematografico accessibile a tutti, ma in America è un tipo di prodotto abbastanza diffuso. Cosa mi lasci di te vi rientra per molti aspetti. La trama si basa sulla storia vera del cantante Jeremy Camp, autore di christian music molto famoso negli Stati Uniti. Camp ha perso tragicamente la sua prima moglie, Melissa, malata di cancro, anche lei molto credente. La loro storia è diventata in seguito un faro di speranza per i credenti più fervidi.

I registi, gli Erwin Borthers, e il protagonista KJ Apa (Riverdale) sono anche loro figure note per la loro fede nella religione cristiana. Questo accosta ancora di più l’identità del film a quella di un christian movie. Tuttavia questo genere e l’argomento principale appaiono totalmente soppiantati da un trama alquanto classica, abusata e prevedibile. Muovendosi fra i territori del sick-lit movie (storia d’amore fra adolescenti turbata da una grave malattia, per intenderci) e del biopic, Cosa mi lasci di te non è altro che un’opera banale, melensa e autocelebrativa. Approfondiamo però tutte le caratteristiche del film.

Indice

Trama – Cosa mi lasci di te, la recensione

La trama di Cosa mi lasci di te ripercorre gli inizi della carriera di Jeremy Camp (KJ Apa), segnati dalla breve ma intensa relazione con Melissa Lynn Henning (Britt Robertson). L’aspirante musicista lascia la sua casa a Lafayette, nell’Indiana, per andare a studiare in un college californiano di impronta religiosa. Qui Jeremy incontra il cantante dei The Kry, Jean-Luc LaJoie (Nathan Dean), che diventerà il suo mentore e anche migliore amico. Durante uno dei concerti della band, da dietro le quinte il ragazzo intravede nel pubblico Melissa: una folgorazione quasi frutto del destino. I due iniziano a frequentarsi ma Melissa non vuole lasciarsi trasportare dai sentimenti, dato che Jean-Luc prova qualcosa per lei e dunque non ha intenzione di ferirlo.

Tutto cambia quando, improvvisamente, Melissa scopre di avere un tumore incurabile. Le restano pochi mesi di vita. A quel punto Jeremy si dedica con tutto se stesso alla ragazza, dimostrandole di amarla e di aver capito che lei è la donna della sua vita. I due continuano ad avere fede e qualche miracolo arriva a mutare la situazione. Il disegno divino per loro ha però in serbo un triste destino. Melissa è convinta però che il suo coraggio e l’amore che la lega a Jeremy saranno d’esempio per tante altre persone.

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I still believe. Kingdom Studios

La forza della fede e dell’amore – Cosa mi lasci di te, la recensione

Il film di Andrew e Jon Erwin, basandosi sulla testimonianza diretta del vero Jeremy Camp, vuole essere una chiara dimostrazione della forza della fede e dell’amore dei due protagonisti. È innegabile che i registi riescano a mettere in scena con una certa capacità le scene che più dimostrano la potenza della fede. L’unione dei fan di Camp nel benedire Melissa durante un concerto o l’improvviso miracolo di cui sarà protagonista la ragazza ne sono un chiaro esempio.

Dato il discorso religioso, l’amore di Jeremy e Melissa si mantiene ancorato a tale contesto, entrando però anche nel target adolescenziale, pubblico a cui il film palesemente si rivolge. Ci sono tante dichiarazioni d’amore, frasi da romanzo rosa e promesse eterne, unite all’assenza di qualsiasi pulsione sessuale. Sullo schermo il forte legame dei due protagonisti trova riscontro nella chimica fra KJ Apa, la star della serie tv Riverdale, e Britt Robertson, vista in La risposta è nelle stelle e Mother’s Day. Da questi primi elementi il focus principale del film sembrerebbe essere chiaro. Tuttavia non è così. Cosa mi lasci di te, inizialmente, non sa scegliere fra biopic musicale e love story. Dopo la scoperta della malattia, il genere sentimentale si fa preponderante ma troppo, oscurando la vera anima dell’opera, ovvero essere un christian movie.

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I still believe. Kingdom Studios

Un film senza un vero centro

Proseguiamo la nostra recensione di Cosa mi lasci di te confermando che il film sembra trattare con superficialità quelli che sono i veri argomenti della storia. Il percorso musicale iniziale di Camp trova poco spazio insieme alla musica. Questo perchè gli elementi del biopic musicale “litigano” con la love story, che cerca di appassionare lo spettatore con l’inserimento anche di un triangolo amoroso. Quando si svelano tutte le caratteristiche del classico sick-lit movie è chiaro dove il film inizia a dirigersi. Tuttavia, nel percorso, si dimentica totalmente del discorso sulla fede. Questo, trattato con superficialità qui e là, esplode all’improvviso alla fine, in scene che sfiorano lo spot promozionale.

La pellicola, pertanto, nonostante sia chiaramente un christian movie, dimostra in realtà di non avere un vero centro. Cerca infatti continuamente di dichiararsi un film in stile Love Story o Colpa delle stelle, complice sicuramente la scelta di indirizzarsi a un pubblico adolescenziale. Puntare su due volti noti ai giovani come KJ Apa e Britt Robertson ne è la dimostrazione.

Conclusioni – Cosa mi lasci di te, la recensione

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I still believe. Kingdom Studios

Concludendo la recensione di Cosa mi lasci di te, si può affermare che il film non è assolutamente accessibile a tutti. Il filone dei christian movie è riservato a pochi e approcciarsi in maniera spavalda non è semplice. Tuttavia l’opera non rientra neanche completamente in questo genere cinematografico, dato che l’aspetto del dramma amoroso unito a una storia di malattia è fin troppo preponderante. Cosa mi lasci di te ottiene così come risultato quello di essere un film senza identità, senza un vero centro. Inoltre il tono melenso, la lacrima facile e la commozione ricattatoria influiscono fortemente sulla fluidità della narrazione, che in più punti pare interminabile.

Non convince nemmeno il discorso autocelebrativo e il finale da spot promozionale: il ricordo del coraggio e della fede della defunta Melissa Lynn Henning non sembrano altro che un’operazione di dubbio gusto in fin dei conti. Per concludere, Cosa mi lasci di te sarà sicuramente apprezzato dal pubblico più giovane e romantico e la distribuzione su Prime Video gioverà sicuramente al successo del film. Al di fuori di questo, però, l’opera è un prodotto assolutamente deludente e anche da evitare.

Cosa mi lasci di te

Voto - 4

4

Lati positivi

  • La chimica fra KJ Apa e Britt Robertson
  • I registi sanno lavorare sulle scene in cui traspare la forza della fede

Lati negativi

  • Il film vuole essere disperatamente un sick-lit movie ma è in realtà un christian movie
  • Con tanti generi in ballo, l'identità del film ne risente molto
  • L'autocelebrazione e lo spot promozionale finale

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