L’accademia del bene e del male: recensione del film Netflix con Charlize Theron

Il primo romanzo della saga letteraria fantasy di Soman Chainani diventa un film Netflix diretto da Paul Feig

L’accademia del bene e del male, di cui vi presentiamo la recensione, è la nuova scommessa targata Netflix per tentare di lanciare una nuova saga cinematografica in chiave fantasy. Il film infatti è tratto dalla famosa serie di libri di Sonny Chainani, il quale, seguendo un certo gusto contemporaneo per le rivisitazioni delle fiabe, ha creato un mondo fantasy davvero accattivante, incentrato sulle vicende di due amiche che scoprono l’esistenza di una scuola che forma i buoni e i cattivi delle fiabe. I tentativi di trasporre questa storia sullo schermo risalgono al 2013, quando la Universal acquisì i diritti del primo romanzo. Dopo anni di development hell, Netflix è intervenuta apportando cambiamenti importanti al progetto iniziale e coinvolgendo nomi importanti per la regia e il cast.

A dirigere il film troviamo Paul Feig, principalmente noto per i suoi film comici come Le amiche della sposa, ma a suo agio anche con altri generi (da ricordare la sua firma dietro Un piccolo favore e il remake di Ghostbusters). Nel cast ci sono famose star come Charlize Theron, Kerry Washington, Laurence Fishburne, Michelle Yeoh e Cate Blanchett, affiancate da volti giovani come quelli delle due protagoniste. Con tutti questi elementi, L’accademia del bene e del male (qui il trailer) si poneva come uno dei nuovi prodotti di punta del colosso Netflix e tra i film più attesi del 2022. Fortunatamente l’attesa e la curiosità sono stati ripagati con uno dei lungometraggi fantasy più convincenti della nota piattaforma streaming, non molto originale e innovativo ma in grado probabilmente di dare vita a una nuova avvincente saga.l'accademia del bene e del male recensione

Indice

L’avventura di due amiche – L’accademia del bene e del male recensione

Lì inizia la storia che si cela dietro ogni grande fiaba. La scuola del bene forgia gli eroi, la scuola del male i cattivi.

Nella libreria della cittadina di Gavaldon Sophie (Sophie Anne Caruso) e Agatha (Sofia Wylie) vengono a sapere dell’esistenza della School for Good and Evil, l’Accademia del bene e del male, un istituto fondato da due fratelli per garantire l’equilibrio fra bene e male, forgiando gli eroi e i cattivi della favole. Le due ragazze sono amiche fin da piccole, nonostante aspetto e interessi diversi: Sophie ama tutto ciò che è principesco; Agatha invece ama il nero ed è ritenuta una strega da tutto il villaggio. Entrambe si sostengono a vicenda e sognano una vita diversa, in particolare Sophie che vorrebbe essere ammessa nella misteriosa accademia. Il desiderio della ragazza si avvera ma involontariamente viene coinvolta anche Agatha e così entrambe giungono in questo luogo magico.

Al loro arrivo tuttavia si verifica qualcosa di imprevisto: Sophie viene lasciata fra gli studenti della scuola del male, mentre Agatha diventa un’allieva della scuola del bene. Le due cercheranno insistentemente di far capire ai loro superiori che si è verificato un errore, ma la responsabile della scuola del bene Clarissa Dovey (Kerry Washington) e la responsabile di quella del male Lady Lesso (Charlize Theron) negano tale possibilità, come anche il preside dell’accademia (Laurence Fishburne). Il legame di Sophie e Agatha inizia così ad essere messo a dura prova, soprattutto quando una minaccia incombente conduce sempre di più la prima verso l’oscurità.

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L’accademia del bene e del male. Feigco Entertainment, Roth/Kirschenbaum Films

Il bene e il male

L’accademia del bene e del male ha il pregio di unire elementi già visti del genere fantasy e mescolarli in modo giusto con un tocco pop e moderno, una buona sceneggiatura che dona una certa tridimensionalità ai suoi personaggi e a un apparato visivo di ottima fattura. Dopo aver esplorato il genere thriller mixandolo con commedia e black humor in Un piccolo favore, Paul Feig adotta un approccio simile anche per L’accademia del bene e del male, dimostrando una grande padronanza in generi diversi. L’apparato fantasy e una storia principalmente classica vengono uniti ad elementi pop e risvolti contemporanei, creando così una fiaba dei nostri giorni che fa riflettere su messaggi semplici ma importanti e al tempo stesso sorprende e intrattiene nel modo migliore possibile.

Tematicamente il film insiste sul sempre affascinante binomio bene-male o buono-cattivo, declinandolo però in modo da aggiornare la canonica impostazione fiabesca, dove tutto è bianco o nero e il protagonista e la sua nemesi sono essenzialmente personaggi bidimensionali. Le protagoniste infatti si ritrovano a riflettere su cosa significhi essere buoni o cattivi e quale delle due caratteristiche appartenga loro, soprattutto quando ci si accorge che chi aspira al bene agisce puntando a una perfezione narcisistica. Il film dunque vuole far riflettere semplicemente sul fatto che non esistono divisioni nette: essere umani significa accettare le zone grigie che ci contraddistinguono, tutti i lati opposti che ci definiscono. Una morale che, come in ogni favola, è destinata a essere formativa e a cambiare le persone, facendole riflettere.

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L’accademia del bene e del male. Feigco Entertainment, Roth/Kirschenbaum Films

Un’opera derivativa – L’accademia del bene e del male recensione

Analizzando l’intera struttura narrativa, tematica e visiva de L’Accademia del bene e del male, bisogna ammettere che l’intero apparato filmico è perlopiù derivativo. L’idea di un’accademia che forma gli eroi, le principesse, i cattivi e le nemesi del favole con l’obiettivo di mantenere l’equilibrio tra bene e male, nonostante sia molto accattivante, risente molto dell’influenza di altri prodotti letterari, cinematografici e del piccolo schermo. Il film, come il romanzo, guarda senz’altro alla tradizione di grandi fantasy come Harry Potter, ma anche a recenti rivisitazione delle fiabe come quella della serie tv C’era una volta. È innegabile che la rappresentazione del bacio del vero amore sia ormai fortemente legata all’immaginario della nota serie tv, tanto da aver influenzato altre rivisitazioni come Maleficent della Disney. Anche L’Accademia del bene e del male cede a questa visione, declinandola da un nuovo punto di vista.

Nonostante questa impostazione derivativa, l’universo narrativo messo in piedi in questo capitolo di una possibile nuova saga è perfettamente in grado di attirare pubblico, soprattutto quello più giovane e appassionato ai fantasy contemporanei. L’accademia, con il suo aspetto vagamente potteriano, affascina con facilità, insieme ai personaggi e agli intrighi che si muovono al suo interno. Detto questo, gli spettatori più critici e attenti potrebbero non rimanere stupiti dal film di Feig, apprezzando principalmente la capacità del prodotto di intrattenere senza pretese particolari.

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L’accademia del bene e del male. Feigco Entertainment, Roth/Kirschenbaum Films

Un trionfo visivo

Analizzando L’accademia del bene e del male dal punto di vista tecnico, bisogna ammettere che sia impeccabile, riuscendo a creare un mondo fantasy curato in ogni dettaglio, grazie a scenografie, costumi ed effetti speciali di ottima fattura. Il regista Paul Feig si dimostra a suo agio nella gestione di questo materiale, garantendo una regia convincente in tutte le scene d’azione come i duelli. A mancare è forse un’impronta identitaria, relegata al già citato mix di generi già da lui affrontato in altri film. Parlando invece del cast, gli interpreti si dividono equamente tra performance convincenti e prove meno ispirate. Delle due protagoniste Sofia Wylie (vista in High School Musical: The Musical: La serie) appare quella più capace, mentre Sophie Anne Caruso (Jack di cuori) risulta maggiormente sopra le righe, soprattutto nelle scene in cui il suo personaggio si abbandona al male.

Nel cast più esperto è Charlize Theron invece a offrire l’interpretazione migliore rispetto alla sua controparte: Kerry Washington sembra seguire troppo la Anne Hathaway di Alice in Wonderland, risultando non molto gradevole. La Theron invece è squisitamente irresistibile nel suo ennesimo ruolo di cattiva. Piacevoli poi le piccole parti affidate a Michelle Yeoh e Laurence Fishburne. Un’ultima osservazione va fatta infine sulla musica: oltre la colonna sonora sempre impeccabile di Theodore Shapiro, L’accademia del bene e del male si avvale anche di una soundtrack pop davvero ottima e perfettamente intonata alle scene in cui è presente. Rock & Roll Queen dei The Subways, brutal di Olivia Rodrigo, you should see me in a crown di Billie Eilish, un riarrangiamento di Toxic e altri brani sono utilizzati sapientemente per accompagnare le scene più iconiche e offrire un irresistibile tocco pop al film.

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L’accademia del bene e del male. Feigco Entertainment, Roth/Kirschenbaum Films

L’inizio di una nuova saga? – L’accademia del bene e del male recensione

Non è facile in questo momento lanciare una nuova saga cinematografica fantasy di stampo young adult, tenuto conto che persino un franchise come il Wizarding World è in difficoltà dopo gli incassi deludenti del terzo capitolo di Animali fantastici. Netflix tuttavia, complice anche il terreno più fertile dello streaming, scommette sulla saga de L’accademia del bene e del male, distribuendo un prodotto tutto sommato convincente e che potrebbe essere un successo sulla piattaforma streaming. Questo primo capitolo sembra avere tutte le carte in regola per funzionare: ci sono i giusti ingredienti del fantasy ben mescolati fra loro e “conditi” con un tocco pop, una morale semplice ma interessante e una piccola critica a certi atteggiamenti contemporanei. Si fa riferimento infatti al perfezionismo egocentrico, la mancanza di empatia e solidarietà e l’ossessione per l’apparenza.

Ciò che manca è purtroppo una certa originalità e freschezza, poiché si percepiscono tutte le influenze di altre famose serie tv e film. Alla pellicola avrebbe giovato poi una durata minore dato che le quasi due ore e mezza di durata sono un po’ troppe per imbastire un discorso alla fine semplice su bene/male e sull’essere umani. Con questo minutaggio a disposizione si poteva esplorare il discorso legato alle favole che nascono dagli alunni dell’accademia, tenuti sotto controllo dall’enigmatico Grande Narratore, che sembra conoscere il destino di tutti, al quale sembra impossibile sfuggire. Nonostante questi difetti, L’accademia del bene e del male è comunque un piacevole passatempo ricco di magia e amicizia, in cui i costumi, le scenografie e gli effetti speciali ottimamente curati contribuiscono a incantare lo spettatore per qualche ora.

L'accademia del bene e del male

Voto - 7

7

Lati positivi

  • I giusti ingredienti del fantasy ben mescolati e uniti a un tocco pop e contemporaneo
  • Costumi, scenografie ed effetti speciali di ottima fattura
  • Buone interpretazioni (anche se di non tutti gli attori)

Lati negativi

  • La mancanza di una certa originalità
  • Una durata eccessiva per trattare un tema molto semplice

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