The Last Duel: recensione del nuovo film storico di Ridley Scott – Venezia 78

Ridley Scott torna sul tema del duello dopo il primo iconico film che lo ha reso celebre, con un dramma storico scritto da Matt Damon e Ben Affleck

Nonostante la sua veneranda età, Ridley Scott è ancora uno dei registi più prolifici nel panorama cinematografico hollywoodiano. Ora come ora sta gestendo una serie televisiva, ha appena finito le riprese di House of Gucci, film con un cast stellare sull’omicidio di Maurizio Gucci, si appresta ad iniziare quelle di Kitbag, biopic su Napoleone interpretato da Joaquin Phoenix e si prepara a debuttare al cinema con un altro film ancora. Presentato fuori concorso alla 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, The Last Duel, di cui vi proponiamo la recensione, è il racconto dell’ultimo, brutale duello tra cavalieri nella storia della Francia. Tra i membri del cast troviamo Ben Affleck (Justice League), Adam Driver (Storia di un matrimonio) e Matt Damon (The Martian – Il sopravvissuto).

Dopo più di vent’anni da Will Hunting – Genio ribelle, film che ha fatto vincere loro l’Oscar alla miglior sceneggiatura, Damon ed Affleck tornano a scrivere insieme. La sceneggiatura di The Last Duel è stata infatti curata dai due attori e prevede una narrazione che si dipana in tre prospettive diverse. Due cavalieri si scontreranno per difendere l’onore di una donna stuprata, ma tra battaglie, sangue e violenza nessuno è in grado di capire quale sia la reale vittima. Ridley Scott firma una pellicola storica interessante e coinvolgente, che nonostante la durata di due ore e mezzo, scorre con leggerezza e si fa guardare con piacere.

Indice

Trama: onore, sangue e orgoglio – The Last Duel, la recensione

Jacques De Carrouges (Matt Damon) è un cavaliere del re durante l’epoca della Francia medievale. Onorevole guerriero, non si è mai tirato indietro dinanzi ad una battaglia, affiancato dall’amico Jacques Le Gris (Adam Driver). Dopo una lunga campagna i due tornano finalmente a casa e le loro strade si dividono. Jean ha una grande eredità da riscuotere e necessita di una moglie che possa generargli un erede; Jacques, invece, è diventato il protetto del cugino del re, Pierre (Ben Affleck), e gira per i vari possedimenti a riscuotere il vitto che gli è dovuto. A causa della peste, i lavoratori sono scarsi e quasi nessuno è in grado di pagare il debito, neanche Jean. Quando Le Gris arriva a casa sua, constatando che non può pagare, cerca di convincere Pierre a passarci sopra, ma le cose non vanno a buon fine.

Il rapporto si incrina e la situazione peggiora quando l’eredità di Carrouges viene conferita come dono al suo vecchio amico. Nel frattempo, Jean si sposa e ottiene in dote un vasto possedimento di terra, ma l’unica cosa importante al momento è generare un erede per la sua casata. I dissapori con il compagno continuano e anno dopo anno, i due si allontanano sempre di più, covando rancore e astio, l’uno nei confronti dell’altro. Di ritorno da un altra sfortunata campagna, Jean de Carrouges riceve un’infausta notizia. In sua assenza, la moglie è stata violentata e a commettere l’atto malvagio è stato proprio Jacques Le Gris. Furioso per il disonore ricevuto, Carrouges denuncia l’accaduto e sfida l’avversario a duello. Sotto gli occhi del re, i due cavalieri combatteranno all’ultimo sangue, cosicché il volere di Dio possa infine decretare chi è nel giusto e chi ha mentito sulla vicenda.

Da che parte schierarsi? – The Last Duel, la recensione

The Last Duel si ambienta in un’epoca antica, dove la fede prevaleva sulla ragione, la superstizione sulla scienza e l’onore sul buonsenso. Due amici, due guerrieri, due cavalieri del re, si ritrovano infine uno contro l’altro ancor prima che la violenza avvenga. È chiaro come le questioni d’orgoglio abbiano portato Jacques Le Gris e Jean De Carrouges a scontrarsi senza un reale motivo. The Last Duel mette in scena il punto di vista di entrambi raccontando la storia da più prospettive. La pellicola è divisa in capitoli ed ogni capitolo ripercorre l’intera vicenda mostrando prima la versione di uno e poi la versione dell’altro. Le scene si ripetono, ma appaiono ogni volta differenti. Si aggiunge qualche parola, le inquadrature dei personaggi cambiano ed il tono della vicenda è diverso. Ciò che appare difficile è però scegliere da che parte schierarsi.

La storia di due amici che hanno combattuto fianco a fianco, salvandosi la vita a vicenda per poi finire ad uccidersi è decisamente interessante. C’è un problema però. Il rapporto d’amicizia tra Jacques e Jean non è mai palesato. Si ripete più volte quanto ognuno stimi l’altro, ma effettivamente tutta questa amicizia non sembra esserci. Viene anche fatto riferimento ad un figlio perduto, di cui Le Gris era stato il padrino; ma in una fugace linea di dialogo non è possibile afferrare l’importanza dell’affermazione, che non sarà più ripresa per il resto del film. È difficile emozionarsi all’idea che due “fratelli” lottino l’uno contro l’altro se la fratellanza tanto decantata è in fin dei conti assente. Un maggior approfondimento del rapporto tra i due protagonisti avrebbe reso la vicenda sicuramente più entusiasmante, aggiungendo ancora più pathos al duello finale.

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The Last Duel. 20th Century Studios, Pearl Street Films, Scott Free Productions

L’unica posizione valida

In questa recensione di The Last Duel abbiamo detto come sia difficile schierarsi a favore di uno dei due protagonisti maschili. Il punto è che entrambi sono nel torto e l’unica posizione valida è quella della reale vittima, la moglie di Jean. Il film racconta di un duello per un’accusa di stupro e non si ritrae dal mettere in scena l’ipocrisia e l’assurdità del mondo medievale. Gli uomini sono troppo accecati dal proprio ego per vedere cosa sta passando la donna, che viene sottoposta ad un umiliante processo in cui la veridicità delle sue parole è messa in dubbio. Similmente a quanto accadde alla povera Artemisia Gentileschi, Marguerite De Carrouges viene additata quasi come la colpevole, come se fosse stata ella stessa ad attirare su di sè le violenze. In caso di sconfitta del marito, lei sarà bruciata viva e nonostante le parole e la sofferenza, non verrà mai creduta.

The Last Duel si schiera chiaramente, e ovviamente, a favore dell’unica vittima, dell’unico punto di vista valido, mettendo in scena una storia difficile da accettare ma reale. Basato infatti su reali accadimenti, il film fa di questa narrazione tripartita il suo punto di forza, anche grazie ad una scrittura solida e interpretazioni di valore. Il climax è incredibile e quando la battaglia arriva si è incollati sulla sedia. Ridley Scott ha girato con estrema bravura e limpida chiarezza una scena di combattimento bella non solo in quanto tale, ma per tutto ciò che rappresenta. Nonostante la sua lunga durata, The Last Duel non pesa e alla fine della visione ci si ritroverà soddisfatti da un ottimo film. Quando sono in ballo due progetti contemporaneamente, è usanza per il regista sbagliarne uno; se questa volta è andata bene speriamo che l’anello debole non sia proprio l’imminente House of Gucci.

The Last Duel

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • Narrazione tripartita che racconta la storia da più punti di vista
  • Trattazione della tematica delle violenze toccante e delicata
  • Ottimo crescendo che ha come culmine lo spettacolare duello finale

Lati negativi

  • La decantata amicizia tra i due protagonisti è in realtà assente

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