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Annientamento, di Alex Garland – Recensione del film Netflix

Recensione del film Netflix Annientamento, del regista Alexander Garland e con Natalie Portman

Il Cinema di fantascienza ha molte anime ma ha un fulcro, indagare il rapporto tra l’uomo e l’ignoto. Non tutti i fenomeni che osserviamo sono razionalmente spiegabili; eppure la scienza e gli uomini che la praticano da sempre cercano di rassicurarci. Tra studi ed esperimenti cerchiamo di colmare il nostro desiderio di conoscenza e il nostro naturale impulso di avere il controllo del mondo e dell’universo che viviamo. Con Annientamento Alex Garland vuole riflettere su questo impulso umano. Una riflessione sul fatto che, prima di essere scienziati, i personaggi che popolano le opere fantascientifiche sono esseri umani.

Noi di Film Post vi proponiamo la recensione dell’attesissima opera seconda di Garland. Il regista con Ex Machina (qui la recensione) aveva fatto parlare molto di sé per aver dato vita ad un’opera potentissima, ritagliandosi già uno spazio nei cuori degli amanti del genere sci-fi. Con Annientamento Netflix affronta una prova del nove. Il colosso dello streaming, infatti, ha spesso deluso le aspettative quando ha inglobato nel suo sistema autori affermati o molto promettenti. Avrà finalmente centrato l’obbiettivo con questi film? Scopriamolo!

Annientamento, di Alex Garland – La recensione

Per la nostra recensione partiamo dalla trama. Lena (Natalie Portman) è una professoressa di biologia che un giorno vede riapparire il marito, un militare, partito per una missione segreta. Egli aveva fatto perdere le sue tracce per un anno. Appena tornato a casa l’uomo ha un malore e nel tragitto fino all’ospedale lui e la moglie vengono “prelevati” da un gruppo di agenti. Lena si risveglia nell’Area X, una base segreta dove il governo è alle prese con un fenomeno sconosciuto.

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Un meteorite schiantandosi al suolo ha generato un “bagliore” che circonda un area all’interno della quale si interrompono le comunicazioni e muoiono soldati. L’unica persona a tornare è proprio il marito di Lena, la quale decide di oltrepassare il bagliore, con una squadra tutta al femminile. La donna vuole indagare sui fenomeni che accadono nell’area per trovare un modo per salvare il marito. Le sue conoscenze scientifiche e il suo passato da militare potrebbero essere assai preziosi per affrontare quell’ignoto e pericoloso luogo.

Con Annientamento Alex Garland costruisce un prodotto poliedrico. L’opera infatti ha una pregevole costruzione della tensione, alcune punte di sanguinolento horror lo avvicinano alle atmosfere di Alien di Ridley Scott. Inoltre per la ricerca delle scienziate-avventuriere saranno le piante la chiave di volta; la forma di vita vegetale “aliena” evoca le situazioni di La cosa dell’altro mondo di Howard Hawks e il suo remake, pietra miliare dell’horror, La Cosa di John Carpenter. In questo involucro però Garland, complice un gioco di scatole cinesi di flashback, dà vita ad un intenso dramma esistenziale. Il dramma del dubbio dell’uomo di scienza ma anche il dramma di chi deve imparare a vivere con il senso di colpa, per il pentimento, delle sue azioni.

Il comparto tecnico

Ex Machina ci aveva già fatto intuire che l’autore non era interessato ad una fantascienza adrenalica. In quell’opera la macchina da presa tendeva ad essere in continuo movimento sì, ma un movimento fluido e sinuoso, lento ma costante. Con Annientamento Alex Garland quasi fissa la cinepresa al suolo. La sensazione è quella di una regia rarefatta, all’apparenza quasi assente ma in realtà assai ricercata ed estremamente funzionale. Funzionale ad essere l’occhio del team che attraversa il bagliore, sono donne di scienza, devono fermarsi ed osservare il fenomeno e così la mdp immobile osserva questo mondo sconosciuto.

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Anche la ricerca delle inquadrature è maniacale da parte dell’autore, ogni dettaglio voluto e non casuale ci fa respirare quell’aria Kubrickiana che poche volte si vede della fantascienza di oggi. Nota di merito per il montaggio, vera chiave di volta nella concezione di Garland. Se la regia dell’autore è uno scorrere inesorabile, un panta rei, la cui corrente ha una direzione, il montaggio fissa gli argini di questo scorrere. L’apparenza caotica della massa di immagini, tempi e spazi, viene direzionata da un sapiente lavoro di montaggio, tramite l’espediente dei flashback si arriva alla fonte di questo fiume che scorre, di queste immagini così diverse tra loro. Si conduce ad unità tutto, in maniera quasi scientifica e razionale.

Infine la fotografia. Il mondo fuori dal Bagliore è spesso grigio, molte sono le tonalità di marrone e nero e i colori sono desaturati. Una volta attraversata la barriera di luce si apre un mondo in cui lo spettro cromatico si allarga in maniera evidente; l’uomo è felicemente incuriosito da ciò che non conosce ecco perché il mondo si presenta colorato. Ma per umana ambivalenza monta anche il senso di paura per l’ignoto e i colori si fanno man mano più cupi.

Dobbiamo sempre darci una risposta?

Con Annientamento Netflix mette a segno un punto forte nella conquista del panorama sci-fi dei prodotti audiovisivi. Questo film riscopre quell’idea classica, anzi eterna, del bisogno umano di darsi risposte. Il governo e gli scienziati dell’Area X voglio risposte su ciò che sta accadendo, Lena vuole risposte sulla sorte che sta colpendo il marito. Eppure questo bisogno di certezze vacilla nei membri del team della Portman, più che una missione in nome della scienza le donne percorrono un viaggio di ricerca interiore, alla ricerca di loro stesse. Il confronto con l’altro da sé (“l’alieno”) nella visione Hegeliana dell’esistente è necessario per arrivare ad una sintesi, per scoprire definitivamente noi stessi.

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Garland insomma gioca su continue ambivalenze. Il desiderio scientifico di andare fino in fondo per capire cosa succede oltre il bagliore; il desiderio umano di vivere semplicemente questo nuovo e colorato mondo. L’umano impulso di odio verso ciò che è diverso si scontra con l’idea,Carpenteriana, secondo cui gli esseri viventi non sono ostili nei confronti degli altri per “cattiveria”, ma fanno ciò che è nella loro natura. Senza che ciò debba avere necessariamente una connotazione positiva o negativa.

Ancora ambivalente è il ruolo dell’uomo. Ostile per impulso nei confronti del diverso può imparare a relazionarsi con esso e a conviverci, perché la diversità è sinonimo di nascita di qualcosa d nuovo, di progresso e non di regresso. Il diverso non deve essere governato, deve essere vissuto. Anzi è proprio in chi è diverso da noi, in chi non vive con le nostre sovrastrutture mentali, che possiamo trovare un affetto, un amore puro e genuino.

Annientamento – Conclusioni sul film Netflix

Insomma, con Annientamento Netflix (finalmente) non delude le aspettative. Anche se bisogna fare chiarezza, in questo caso il sito streaming non è entrato nel progetto nella fase produttiva, bensì solo in quella distributiva. Il film prodotto dalla Paramount è stato portato nelle sale solo in Usa, Canada e Cina. Il resto del mondo vedrà il film grazie alla distribuzione di Netflix. In un ottica di marketing, comunque la scelta del prodotto si è rivelata molto felice. Perché con Annientamento Alex Garland ha dato vita ad un film complesso, riflessivo, affrontando tematiche “eterne”; da cineasta dalle doti innate però riesce a fare tutto ciò con un ottimo prodotto di intrattenimento.

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Lo spettatore seguirà con interesse il crescendo di tensione e suspance che avvicina la nostra protagonista alla meta, al punto dove tutto è cominciato. Film che risulterà godibilissimo anche per la caratterizzazione dei personaggi secondari, tra cui spicca Jennifer Jason Leigh (che non vedevamo così in forma dai tempi di The Hateful Eight). Inoltre punto a favore anche per la recitazione, in particolare della protagonista, Natalie Portman non delude le aspettative e sa essere assai coinvolgente. Insomma un’opera da vedere e rivedere, che ci fa ben sperare per il futuro del suo autore.

Annientamento - Recensione

Rating - 8

8

The Good

  • Comparto tecnico
  • Caratterizzazione personaggi
  • Ottimo Mix tra fantascienza riflessiva e intrattenimento

Voto Utenti: 2.65 ( 2 Voti)
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