Rim of the World: recensione del nuovo film di McG

Analizziamo la nuova produzione sci-fi targata Netflix

Rim of the World recensione. Netflix si lancia nell’ennesimo prodotto sci-fi distribuendo Rim of the world, film diretto da McG e uscito il 24 maggio 2019. Dopo il non riuscitissimo The Babysitter il regista statunitense vira bruscamente i toni nel tentativo di risollevare la sua carriera discendente. Si rivolge quindi a una produzione fantascientifica fortemente debitrice dei teen-movie, con protagonisti dei giovanissimi e con una presenza minima degli adulti. L’intenzione di accodarsi alla scia vincente di Stranger Things è chiara, richiamando spesso e volentieri atmosfere e ambientazioni. Riuscirà questo pseudoremake a ricalcare la fortuna del suo “predecessore”?

Alex, Zhenzhen, Dariush e Gabriel sono quattro tredicenni che si incontrano fortuitamente ad un campeggio estivo. Questi ragazzi hanno tutti un background e una personalità che rende difficile accostarli, ma quando delle esplosioni nell’atmosfera segnano l’inizio di un attacco alieno i quattro dovranno fare squadra per salvare il mondo. Il viaggio sarà pieno di insidie e, fra alieni e detenuti, i giovani saranno più volte messi alla prova. Saranno costretti ad affrontare il loro passato e le loro paure più profonde in un odissea che li legherà in modo indissolubile. La sorte dell’umanità è nelle loro mani.

Indice

Il troppo stroppia – Rim of the World recensione
Rim of the world recensione

La prima cosa che salta all’occhio (e all’orecchio) durante la visione del film è la miriade di citazioni che esso contiene. In larga parte la pellicola stessa vive solo in base ai film che rievoca. In alcuni casi le citazioni sono dirette e richiamate dai giovani attori che, essendo nostri contemporanei, si riferiscono esplicitamente a film che loro stessi hanno visto. Ecco dunque che si sguazza fra Independence Day, CujoSawBlack Panther, Toy Story e La notte del giudizio. Queste citazione sono in larga parte innocenti e riescono a strappare anche qualche risata, ma la loro ossessiva reiterazione per tutto l’arco narrativo del film le rende sempre più piatte.

In più vanno aggiunte anche le citazioni indirette, quelle cioè che chiaramente rimandano a una pellicola ma senza nominarla esplicitamente. Tralasciando il forte debito che contrae già il concept stesso, Rim of the world è fortemente vincolato a molti dei film da quali prende spunto. Vengono riprese diverse sequenze di azione di Transformers, oltre che attimi di suspance alla Jurassic Park. Persino l’alieno di turno ricorda visivamente quello presente in A quiet place. Il film perde qualsiasi confronto che esso stesso mette in gioco, risultando la copia sbiadita di qualcos’altro ben migliore.

Il potenziale di Rim of the World riesce a emergere solo quando vengono accostate vicende universalmente conosciute all’infantilismo dei protagonisti, con conseguenze comiche e riuscite allo stesso tempo. Questa autoironia è gestita bene gestendo cliché di film horror o di azione, ma questi riferimenti intelligenti sono relegati in brevi parentesi. La voglia di non prendersi sul serio è surclassata da spunti generali e generalisti, che fanno colare a picco le intenzioni del film.

Il clown, l’orfana, il nerd e il criminale – Rim of the World recensioneRim of the world recensione

La trama, incentrata sul superamento dei propri timori, implica un focus sui personaggi e sulle loro paure. I nostri quattro protagonisti vengono costruiti dunque a partire dal loro background, riesumato durante il film. La loro caratterizzazione si esaurisce solamente nella loro paura, con qualche dettaglio derivante dall’etnia. Una mossa tanto sconveniente quanto inefficace, che impedisce una qualsivoglia immedesimazione o un fascino nostalgico. Accostato al simile Attack on the block di Joe Cornish Rim of the world impallidisce proprio a causa della critica sociale che Cornish riesce a costruire partendo dai propri personaggi, che appaiono qui tremendamente sfocati.

Loro stessi tentano di calarsi in steriotipi: Dariush (Benjamin Flores Jr.) è un clown, Zhenzhen (Miya Cech) è un’orfana, Alex (Jack Gore) è un nerd e Gabriel (Alessio Scalzotto) è un criminale. Con queste premesse bastano pochi minuti on screen a King Bach per rubarsi tutta la scena. I giovani attori non fanno però una brutta figura e dimostrano di avere del potenziale, specialmente e Benjamin Flores Jr. e Miya Cech. Il primo, seppur costretto dalla sceneggiatura a un odioso ruolo da comic relief, dimostra di avere del talento, mentre la seconda è l’unica aiutata leggermente dalla scrittura risultando l’unico personaggio interessante.

Facile dedurre come il film sia molto lontano dalla sua musa: Stranger Things. Oltre all’evidente divario creativo, Stranger Things è in grado di riaccendere una nostalgia positiva che Rim of the World spegne immediatamente. Un teen-movie che si ferma a essere tale, senza ambizione alcuna. La sceneggiatura, firmata Zack Stentz, è lacunosa e già vista e avanza a rilento verso una non precisa meta. L’autore di Thor e di X-Men – L’inizio non riesce a lasciare un’impronta decisiva a una pellicola che non ha dalla sua nemmeno l’impianto tecnico.

Il film televisivo – Rim of the World recensioneRim of the world recensione

Wonderland Sound And Vision e Netflix hanno speso 15.7 milioni di dollari per la realizzazione di Rim of the World. Non una cifra esorbitante, ma comunque un onesto ammontare di denaro, sufficiente alla concretizzazione di un progetto sci-fi di questo calibro. Trascurando il fatto che, durante un invasione aliena, ci viene mostrato solamente un extraterrestre, è impossibile non notare quanto la CGI sia pessima. Vengono usati tutti i trucchi possibili per mascherare degli effetti speciali scadenti, nascondendo l’abominio tramite fumo o oscurità.

Questa atmosfera torbida rievoca continuamente Stranger Things, mancando però quell’appeal nostalgico che è fondamentale. I già dozzinali effetti in computer grafica non vengono di certo impreziositi da una fotografia impazzita. Vengono abusati i filtri ad alta saturazione, spaziando dal giallo al viola, in modo totalmente sconnesso con qualsivoglia trama o emozione. L’unico effetto che ne deriva è un forte senso di confusione, acuita dalla completa casualità con la quale i filtri vengono usati. L’esito non solo è inutile, ma è perfino dannoso per lo spettatore.

In realtà è tutto il comparto tecnico a fare acqua. Persino la regia di McG, già non proprio brillante, tocca il suo punto più basso. Oltre a delle evidenti pecche tecniche, sembra esserci una totale assenza della consapevolezza registica. L’uso del long-take è limitato alla scena nella quale Dariush cambia furgone, sacrificando in tal modo scene di azione e di inseguimento. Queste diventano dunque una sconclusionata mole di stacchi e carrellate, condite da un’insipida colonna sonora. Il fondo viene addirittura raschiato quando, durante un pessimo product placement della Adidas, il film si trasforma del tutto in un prodotto televisivo, rasentando addirittura la pubblicità.

Conclusioni
Rim of the world recensione

Definire Rim of the World un fiasco è un eufemismo. È triste assistere al decadimento del genere fantascientifico, degradato a mero coinvolgimento di astronavi aliene. Questa banalizzazione del genere è equiparabile solamente alla scontatezza con la quale viene trattato il tema dell’amicizia. Solitamente i film di questo filone, per sopperire alla mancanza di idee originali, si affidano a un solido comparto tecnico. Incredibilmente Rim of the World manca perfino di questo, risultando insignificante anche per chi ricerca solo pura spettacolarità.

Trovare degli aspetti positivi è compito arduo: il salvabile si riduce a qualche lampo di sceneggiatura e alle più o meno promettenti performance attoriali. Queste sono però ovattate da una sceneggiatura deleteria, che le imbocca di pessime battute. Questo film non può andare oltre l’intrattenimento casalingo, anzi: il lentissimo incespicare della trama lo rende un prodotto difficilmente digeribile anche al pubblico più generalista. Il facile paragone con Stranger Things è il colpo di grazia, dove Rim of the World perde su tutta la linea. Questo film racchiude però molti altri prodotti famosi, che però appaiono sempre sviliti. Da evitare.

Rim of the world

Voto - 3

3

Lati positivi

  • Cast giovane e futuribile
  • Qualche breve parentesi di risate genuine

Lati negativi

  • Comparto tecnico scandaloso
  • Totale mancanza di idee che si concretizza in un coacervo di citazioni

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