Love, Victor: recensione della serie tv disponibile su Disney+

Arriva in Italia sulla nuova piattaforma Star la serie tv spin-off di Tuo, Simon

Il 23 febbraio 2021 Disney+ ha rivoluzionato la sua offerta per molti spettatori con l’inaugurazione di Star. Il debutto del canale tematico dedicato a prodotti più maturi e meno per famiglie rappresenta una rivoluzione per la piattaforma streaming di Disney. Questo in particolare in Europa, dove film e serie tv disponibili su Hulu in America saranno prodotti Star Original per gli abbonati europei. Tutto ciò porta su Disney+ prodotti inediti e riservati a un grande pubblico. Tra questi c’è una serie tv, che è stata molto apprezzata negli USA ed è legata a un film altrettanto acclamato. Stiamo parlando di Love, Victor, di cui vi presentiamo la nostra recensione. La serie è uno spin-off di Tuo, Simon, film del 2018 diretto dal prolifico creatore di prodotti seriali Greg Berlanti. Nel lungometraggio il protagonista, interpretato da Nick Robinson, si trovava ad affrontare la non facile esperienza del coming out.

In Love, Victor si riprende la narrazione dal lieto fine del film di Berlanti, ma con un nuovo protagonista. Al centro della storia si trova infatti Victor, un nuovo studente della Creekwood High, il liceo frequentato da Simon. Il ragazzo vive una situazione ancora più complicata e finirà per contattare Simon e confrontarsi con lui riguardo orientamento sessuale e altri problemi adolescenziali. Gli sceneggiatori Isaac Aptaker ed Elizabeth Berger riescono a ricreare in formato seriale le atmosfere che hanno garantito il successo di Tuo, Simon. In più riescono a dare il giusto spessore a tutti i personaggi di questa nuova storia. Il risultato è così un prodotto soddisfacente, che sa trattare con la giusta mano questioni importanti dell’adolescenza.

Indice

Da Simon a Victor – Love, Victor recensione

La storia ha inizio con l’arrivo ad Atlanta di Victor (Michael Cimino), ragazzo di sedici anni latino-americano e proveniente dal Texas. Il trasferimento in un nuovo ambiente molto più aperto spinge il ragazzo a riflettere sul proprio orientamento sessuale. Victor comprende di essere gay, ma combatte al tempo stesso con una famiglia cattolica e conservatrice e tante aspettative. Quando varca le porte della Creekwood High, Victor viene a conoscenza della storia di Simon, del suo coming out e della facile accettazione cui è andato incontro con gli amici, la famiglia e l’ambiente scolastico. Sembrerebbe essere il luogo perfetto in cui finalmente accettare se stessi ed essere accettati dagli altri. Victor inizia anche una corrispondenza con Simon, complimentandosi per il suo coraggio e confrontandosi con lui riguardo la sua situazione.

Ben presto però il protagonista comprende che la sua situazione è totalmente diversa da quella di Simon. Victor infatti non ha gli stessi genitori comprensivi e non possiede le stesse possibilità, anche dal punto di vista economico. Nuove frequentazioni alla Creekwood iniziano così a minare le già poche certezze di Victor, creando ancora più confusione. Sentimentalmente il ragazzo si trova diviso fra due persone. Da una parte c’è Mia (Rachel Hilson), la più popolare della scuola, con cui si crea un’immediata intesa. Dall’altra c’è Benji (George Sear), un suo compagno gay con cui lavora in caffetteria e per cui prova una forte attrazione. Il percorso interiore di Victor si fa così ancora più complicato e il ragazzo dovrà capire cosa vuole realmente nella sua vita. Un percorso di accettazione e di scoperta che sarà supportato anche da nuovi amici, come l’esuberante Felix (Anthony Turpel).

love victor recensione

Love, Victor. Temple Hill Entertainment, No Helmet Productions, The Walk-Up Company, 20th Television

Un protagonista più sfaccettato

Ciò che salta subito all’occhio sin dal primo episodio di Love, Victor è la presenza di uno sguardo più approfondito sui personaggi. In particolare questo si nota con il protagonista, decisamente più sfaccettato rispetto al Simon Spier visto su schermo cinematografico. Victor Salazar, infatti, vive una situazione più complessa; una famiglia di diversa etnia e decisamente più conservatrice, una maggior confusione riguardo identità e sentimenti. Il protagonista sottolinea la sua condizione proprio al termine del primo episodio, quando esprime la sua invidia per Simon. Victor non possiede genitori comprensivi e non ha amici che lo sostengono: la sua vita non è semplice e perfetta come lo è stata per Simon al momento del coming out. Love, Victor dunque si mostra senz’altro più realistica della sua opera madre e ciò rappresenta un gran valore aggiunto. Si notano anche maggiori sfumature e dinamiche narrative che permettono di apprezzare interamente la serie.

Il buon approfondimento del percorso interiore di Victor corre di pari passo con quello dei personaggi secondari. Questi infatti sono ben caratterizzati e delineati. Mia, Felix, Benji e Lake sono personaggi interessanti, esplorati nei loro vari aspetti, per restituire un ritratto dell’adolescenza che sia il più completo possibile. Con un maggior spazio a disposizione, gli sceneggiatori Isaac Aptaker ed Elizabeth Berger riescono anche ad approfondire diverse questioni legate all’adolescenza. Oltre all’accettazione di sé e all’orientamento sessuale, grande spazio è riservato al rapporto generazionale, visto da entrambi i lati. Il tutto è trattato senza eccessive edulcorazioni o pathos non necessario, ma con uno sguardo fisso alla realtà. Decisamente un elemento di pregio, dato che anche la presenza della questione dell’inclusività rischiava di scadere in un politically correct sterile e irrealistico.

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Love, Victor. Temple Hill Entertainment, No Helmet Productions, The Walk-Up Company, 20th Television

Pro e contro – Love, Victor recensione

Il grande pregio di Love, Victor risiede però nella facilità con cui riesce a interagire con il suo pubblico. Difficile non immedesimarsi con i vari personaggi; in primis Victor, protagonista irresistibile e adorabile grazie soprattutto all’interpretazione di Michael Cimino (Annabelle 3). La performance dell’attore è in grado di restituire realisticamente le incertezze e la timidezza del personaggio: un lavoro fondamentale soprattutto per entrare in contatto con il pubblico più giovane. Anche gli altri attori offrono interpretazioni convincenti. A emergere sono soprattutto Anthony Turpel nel ruolo di Felix, l’esuberante vicino di casa di Victor e personaggio irresistibile; George Sear nel ruolo di Benji e Bebe Wood nel ruolo di Lake, la migliore amica di Mia. Bravi anche Ana Ortiz e James Martinez, che interpretano i genitori in crisi di Victor.

Con dieci episodi da trenta minuti, Love, Victor offre così una buona storia, ben strutturata e ben interpretata dai suoi attori. Il giusto spazio è dedicato all’adolescenza, alla famiglia, all’amicizia, all’amore e a questioni come accettazione e inclusività. Essendo “figlia” di un film come Tuo, Simon, la serie ovviamente non restituisce un accurato ritratto della vita quotidiana degli adolescenti di oggi. Una certa dose di buoni sentimenti è infatti presente, ma la serie riesce sempre a rimanere sul filo del realismo con qualche aggiustamento qui e là.

Considerazioni finali – Love, Victor recensione

Concludendo questa recensione di Love, Victor, si può affermare che questo spin-off di Tuo, Simon è un prodotto riuscito. Riesce infatti a inserirsi pienamente all’interno di quei teen drama che trattano senza particolari eccessi classiche questioni adolescenziali, tra commedia e romanticismo. Inoltre mantiene le atmosfere che avevano garantito il successo di Tuo, Simon, ma riesce a lavorare meglio sull’approfondimento dei personaggi e sul realismo delle dinamiche. Love, Victor dunque è senz’altro un’opera più completa e ricca di sfumature rispetto all’opera madre cui è legata.

Ovviamente è una serie che parla a un determinato tipo di pubblico e la presenza di buoni sentimenti può non renderla fruibile a tutti. Tuttavia la bravura degli attori nell’interpretare i personaggi rende molto semplice empatizzare e anche immedesimarsi in Victor, i suoi amici e la sua famiglia. Love, Victor riesce quindi nell’intento di base di intrattenere, emozionare, appassionare lo spettatore e comunicargli messaggi relativi soprattutto a un percorso di accettazione interiore. In seguito a un plot twist finale e a un considerevole successo di pubblico, la serie è stata rinnovata per una seconda stagione in arrivo prossimamente.

love victor recensione

Love, Victor. Temple Hill Entertainment, No Helmet Productions, The Walk-Up Company 20th Television

Love, Victor

Voto - 7

7

Lati positivi

  • Love, Victor è un'opera più completa rispetto a Tuo, Simon
  • Uno sguardo approfondito su tutti i personaggi
  • Michael Cimino e gli altri attori offrono buone performance

Lati negativi

  • Chi si aspetta un accurato ritratto degli adolescenti di oggi può rimanere deluso
  • La classica dose di buoni sentimenti non rendono la serie fruibile per tutti

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