Film sulle feste: le migliori pellicole a tema secondo FilmPost

Il cinema è da sempre attratto dal concetto di festa, quali sono i migliori esponenti del genere?

Quali sono i migliori film sulle feste? Scopriamolo insieme in questo articolo! Che sia Natale o un party tra amici, numerosi registi hanno scelto di ambientare i loro film durante periodi di festa, allo scopo di sviscerare i rapporti tra le persone. Abbiamo quindi deciso di stilare la nostra personale classifica sui dieci migliori film sulle feste. Gioco forza si tratta di pellicole dalla narrazione prevalentemente corale, dove un gruppo di due o più individui si trova a stretto contatto con altre persone. Storie dove sono evidenti le fredde convenzioni sociali, i rapporti sono infatti determinati da rigide regole da dover rispettare, oppure dove i limiti cessano d’esistere e si può dar libero sfogo al proprio Io. Passando da Jean Renoir a Harmony Korine in questo tipo di film l’azione si svolge in poche ore e tutto può cambiare improvvisamente come d’altronde può accadere all’imprevedibile ritmo di una festa.

Indice

Film sulle feste dal 1930 al 1950

La regola del gioco di Jean Renoir (1939)

Anche questo è un male della nostra epoca, un’epoca nella quale tutti mentono: i dottori con le loro ricette, gli uomini politici, la radio, il cinema, i giornali… Come puoi pretendere che noi, semplici pedine, non mentiamo come gli altri?». Questa frase, pronunciata dal personaggio interpretato dallo stesso Jean Renoir, offre una chiara lettura di quanto il regista volesse realizzare un film sulle feste per fornire un’esatta descrizione della borghesia dell’epoca.

La regola del gioco è una storia di intrecci amorosi che coinvolgono allo stesso modo padroni e servi, borghesi e popolo. André Jurieux (Roland Toutain) è un aviatore appena tornato da un volo transatlantico. Deluso dall’assenza di Christine (Nora Gregor) ad aspettarlo all’aeroporto, si mette d’accordo con l’amico Octave (Jean Renoir) per riuscire a essere invitato alla festa di Robert de la Cheyniest (Marcel Dalio). Robert, marito di Christine, acconsente di invitare André, sperando che la sua presenza distragga la moglie. Così spera di intrattenersi con Geneviève (Mila Parély), sua amante di lunga data.

Impostando la narrazione attraverso una dimensione prettamente teatrale, Renoir utilizza uno stile cinematografico che predilige i campi lunghi e le riprese in movimento. Non si limita a dirigere i personaggi fuori dallo schermo partecipando attivamente all’azione attraverso il personaggio di Octave, amico e confidente che direziona gli eventi e intermedia tra le relazioni degli altri, senza partecipare attivamente a nessuna di esse. Le varie avventure amorose che si sviluppano nel tempo della festa rappresentano la superficialità del sentimento che coinvolge tanto i padroni quanto i servi. Un gioco di corteggiamento e amor proprio, il quale deve necessariamente rimanere inalterato e che porta a un sacrificio finale per evitare che tale ordine sociale corrotto possa essere alterato.film sulle feste 

Nodo alla gola di Alfred Hitchcock (1948)

Nodo alla gola fu il primo film a colori diretto da Alfred Hitchcock. Girato attraverso dieci piani-sequenza raccordati tra loro per dare l’impressione che non ci siano stacchi di montaggio, la storia si sviluppa lungo il corso di un ricevimento organizzato nell’appartamento di Brandon Shaw (John Dall) e Phillip Morgan (Farley Granger). Un film sulle feste decisamente atipico. I due, poco prima dell’inizio della festa, strangolano con una corda un amico che era giunto in anticipo. Il gesto, compiuto senza un movente, è giustificato attraverso discussioni filosofiche particolarmente astratte. I toni della festa cambiano quando al ricevimento arriva il loro professore (James Stewart) e i due assassini tentano di impressionarlo con la loro intelligenza.

Nonostante il Codice Hays vietasse di rappresentare relazioni omosessuali al cinema, Hitchcock riesce con sottile attenzione a creare la giusta tensione di coppia tra i due protagonisti. Nonostante non venga mai esplicitato, le sottili allusioni e il fatto che nell’appartamento fosse presente solamente una camera da letto permisero in maniera sopraffina al regista di rappresentare questo anche questo argomento aggirando la censura.film sulle feste

Film sulle feste dal 1950 al 1970

La notte di Michelangelo Antonioni (1961)

Capitolo centrale della “trilogia dell’incomunicabilità”, La notte di Michelangelo Antonioni racconta la vicenda delle ultime ventiquattro ore di una coppia fortemente in crisi. Lui, Giovanni Pontano (Marcello Mastroianni) è un romanziere di successo, mentre la moglie Lidia (Jeanne Moreau) è una donna infelice e insoddisfatta della sua vita. Il tutto occupando gran parte della durata del film sulle feste. Dopo una prima parte della storia ambientata tra le strade di Milano, la coppia si sposta lungo una festa. Questa però non ha sviluppi felici, diventando un momento dove il regista enfatizza la noia e l’atrofia emotiva delle classi più ricche. Nonostante il party sia affollato entrambi i personaggi rimangono chiusi nel loro disagio esistenziale e rimangono attratti da degli sconosciuti.

Il finale, che rievoca le pagine conclusive de “I Morti” di James Joyce, racchiude un’atmosfera di rimpianto e di perdita di desiderio sessuale. Rende più evidente la malinconia che divampa tra le persone, incapaci di ricordare i momenti di felicità trascorsi nel passato, e ormai imprigionate dietro quella maschera di snobismo che la loro condizione sociale richiede.film sulle feste

Hollywood party di Blake Edwards (1968)

Nonostante il tema del party riprenda l’estetica geometrica fredda e artificiale, il senso di noia e freddezza nei rapporti tra la gente già vista in La notte di Antonioni, il film di Blake Edwards si rivela essere uno dei film sulle feste più divertenti realizzati nella storia del cinema. Unica collaborazione tra il regista e Peter Sellers fuori dal ciclo de La pantera rosa, Hollywood party è una commedia di equivoci nella quale il protagonista indiano Hrudi V. Bakshi è un attore che a causa della sua goffaggine rovina le riprese di un regista importante. A causa di un malinteso, l’attore viene invitato alla festa dello stesso regista la sera stessa. Il pary si rivela essere pieno di ospiti illustri dello showbusiness hollywoodiano alla quale l’immagine di Hrudi funge da netto contrasto.

Un lavoro autoironico da parte dello stesso Edwards, capace di tratteggiare una critica sociale all’interno del suo ambiente di lavoro senza tralasciare la risata e le gag, amplificate dalla capacità interpretativa di Sellers che dona un’autentica dolcezza attraverso l’impacciato attore indiano.film sulle feste

Film sulle feste dal 1970 al 2000

The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman (1975)

Tratto dallo stravagante musical di Richard O’Brien, il The Rocky Horror Picture Show portato sul grande schermo da Jim Sharman si rivelò essere una celebrazione in stile glam rock della sessualità. Inizialmente rivelatosi un insuccesso di pubblico, con gli anni è stato ampiamente rivalutato come proiezione di mezzanotte. Tale successo ha fatto si che un cinema di Monaco lo proietti ininterrottamente da quasi quarant’anni. Janet (Susan Sarandon) e Brad (Barry Bostwick) sono una giovane coppia che dopo essere stati al matrimonio di amici si ritrovano persi in un bosco con l’auto bucata durante un temporale. In cerca d’aiuto si dirigono verso un castello nelle vicinanze dove vengono accolti dal travestito Frank’n Further (Tim Curry) che proprio quella sera stava organizzando un raduno dei suoi amici “Transilvaniani”.

Le canzoni accattivanti danno forza al musical. Canzoni come “Time warp” o “Sweet Transvestite” hanno reso quest’opera estremamente singolare, dalla sensualità sfrontata e in grado di prendersi gioco in maniera irriverente della moralità pudica della società. La festa è un inno alla sessualità e condanna l’ipocrisia tra battute imbarazzanti e doppi sensi irriverenti.film sulle feste

Festen – Una festa in famiglia di Thomas Vintenberg (1998)

All’interno di questa lista di film sulle feste possiamo inserire anche uno dei risultati più interessanti realizzati all’interno del Dogma 95. Festen di Thomas Vintenberg è stato realizzato attraverso uno stile ispirato come atto di ribellione verso il cinema degli anni Novanta. Il suono in presa diretta e l’assenza di effetti speciali. La camera a mano (la più piccola e leggera disponibile sul mercato) e il mancato utilizzo di luci artificiali. Questi sono solo alcuni dei mezzi di cui si serve il regista per raccontare una festa di famiglia. La storia vede la famiglia Klingenfeldt, magnati dell’acciaio, ritrovarsi in una villa in campagna per festeggiare il sessantesimo compleanno del capofamiglia Helge (Henning Moritzen).

Film dal primo istante sono evidenti i comportamenti aggressivi che gli invitati rivolgono tra loro, causati da segreti che poco a poco vengono svelati allo spettatore che assiste allo snodarsi dell’intreccio drammatico famigliare. Lo psicodramma messo in scena da Vintenberg si rivela essere una teatrale messa in scena dei legami familiari. Una finestra sulle crisi e dei rapporti tra parenti quando sono privi di qualunque intesa emotiva.film sulle feste

Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick (1999)

Anche se l’ultimo film di Stanley Kubrick non è girato principalmente durante una festa, trovo impossibile non inserirlo in questa classifica per via dell’importanza che essa assume all’interno della narrazione. Il film è tratto dal romanzo di Arthur Schnitzel Doppio sogno e stando al regista «Esplora l’ambivalenza sessuale di un matrimonio felice e cerca di equiparare l’importanza dei sogni e degli ipotetici rapporti sessuali con la realtà». Eyes wide shut segue la vicenda di una coppia sposata, il medico Bill Harford (Tom Cruise) e sua moglie Alice (Nicole Kidman) cercando di scardinare i dogmi sociali e tirare fuori i desideri sessuali sopiti all’interno del matrimonio.

La storia si sviluppa proprio a partire da una festa prenatalizia a casa si un amico in comune. I fatti che avverranno porteranno la notte seguente Alice a confessare le proprie fantasie represse. Sconvolto dalle dichiarazioni della moglie e da altri avvenimenti che coinvolgono la sua vita, Bill inizia a vagabondare per la città. Durante il suo peregrinare viene a conoscenza di un party esclusivo per ricchi altolocati al quale è obbligatorio nascondere la propria identità dietro a una maschera. L’ingresso a queste feste diventa per Bill un modo per dare forma ai desideri più nascosti e più respinti della sua natura; attraverso il velo di una maschera che delinea il confine tra sogno, desiderio e realtà.film sulle feste

Film sulle feste dal 2000 al 2017

Project X – Una festa che spacca di Nima Nourizadeh (2012)

Il debutto cinematografico del regista iraniano Nima Nourizadeh è una commedia girata attraverso lo stile del falso documentario. In questa storia tre ragazzi piuttosto emarginati all’interno della scuola, decidono di organizzare un party per acquisire popolarità. L’inizio che sembra ricalcare i classici teen movie americani, lascia ben presto spazio all’esagerazione e al paradosso. I colpi di scena sbalorditivi e divertenti che tengono alto il ritmo della vicenda.

Lo stile delle riprese, realizzate da uno degli attori che racconta lo sviluppo della festa con una telecamera portatile, trascina lo spettatore dentro la narrazione e viene usata in maniera congeniale in ogni situazione. Project X è un film sulle feste dall’identità propria che evidenzia i desideri e la voglia di esagerare dei giovani degli anni Dieci. Il desiderio di popolarità, gli eccessi, l’incoscienza propria di ogni giovane che alla prima situazione utile tende a lasciarsi andare ai propri limiti.project x

Spring Breakers – Una vacanza da sballo di Harmony Korine (2012)

Anche lui in passato esponente del Dogma 95, Harmony Korine trascina negli schermi con questo film sulle feste collegiali americane: le vacanze di primavera. Una tradizionale settimana di festa nella quale milioni di giovani studenti si ritrovano a festeggiare tra di loro in località balneari.  L’inizio del film sembra direzionare lo spettatore nella più classica commedia giovanile fatta di sbagli e eccessi. Quattro ragazze rapinano un fast food per permettersi la tanto desiderata vacanza. Il fascino del delitto le coinvolge a tal punto da compiere altri piccoli furti fino all’inevitabile arresto.

A quel punto entra in scena Alien (James Franco) criminale del luogo che le paga la cauzione e offre alle ragazze di lavorare per lui. Quello che inizialmente inizia come un gioco all’interno della vacanza perde ben presto i suoi limiti. Le protagoniste affascinate da quel mondo di eccessi e della libertà tanto desiderata finiscono con il lasciarsi corrompere. Un’attrazione fatale, dallo sviluppo improvviso, in grado di incarnare alla perfezione i loro desideri. In tal senso rimane memorabile la scena in cui le ragazze, armate di mitra e incappucciate, cantano Everytime di Britney Spears insieme al tramonto.spring breakers

The party di Sally Potter (2017)

Concludiamo questa lista di film sulle feste con l’ultimo lavoro di Sally Potter. The party è una commedia dai risvolti drammatici la cui protagonista è Janet interpretata da Kristin Scott Thomas. Appena raggiunto il successo politico decide di organizzare una festa insieme al marito e a tre coppie di amici.  Attraverso il ritmo frizzante, la commedia di Sally Potter non tralascia una satira dark sulla classe media britannica e sui suoi meccanismi politici. La narrazione oltrepassa gli stereotipi comuni dei personaggi per abbracciare più ciò che essi rappresentano per la società.

Il racconto corale che coinvolge ogni invitato alla festa diventa un modo per la regista di criticare aspramente la sua generazione. Un riflessione sulla disillusione provocata dall’idealismo giovanile e al cinismo con cui si approcciano alla realtà. L’impostazione teatrale che assumono gli attori diventa essa stessa parte della narrazione e del montaggio; conformandosi con il ritmo della storia e della festa in sé che viene trascinata dagli eventi messi in moto dai partecipanti fino al colpo di scena finale.the party

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