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TOP: 15 killer nel cinema

In questa top abbiamo deciso di raccogliere i profili dei 15 killer (seriali e non) che secondo noi sono stati i più caratteristici in ambito cinematografico. Per stilare questa classifica ci siamo basati su diversi parametri come il modus operandi, l’ interpretazione, la mentalità, la personalità, la brutalità del metodo, il grado di pazzia e l’ impatto che il personaggio ha avuto nel mondo cinematografico… Si tratta di 15 killer più o meno letali ma tutti estremamente caratteristici. Sebbene siano tutti film da vedere, la qualità della pellicola è stata solo uno dei tanti criteri per decidere chi mettere nella lista.

La nostra top 15 killer nel cinema rimane una classifica personale e non è assolutamente da intendersi come assoluta e definitiva. Abbiamo scartato numerosi titoli validi che, per un motivo o per l’ altro, non sono rientrati nel nostro “podio” (es. Il collezionista d’ ossa, M il mostro di Dusseldorf, Profondo rosso, The Iceman, Red Dragon, per citarne solo alcuni).

Nell’ articolo abbiamo preferito privilegiare la descrizione dei killer piuttosto che analizzare il film con la sua trama.

**I film nella top 15 killer nel cinema non sono in ordine di preferenza**

I migliori 15 killer nel cinema


Halloween, la notte delle streghe (1978)

Halloween, la notte delle streghe è un cult movie low-budget diretto da Jhon Carpenter. Il serial killer di turno è Michael Myers, uno psicopatico fuggito dal manicomio dove era stato rinchiuso all’età di 6 anni per aver ucciso la sorellina. Myers, che non parla mai, indossa un’ inquietante maschera che lo rende particolarmente  freddo, inumano e svuotato di qualsiasi sentimento. Uccide con cinismo strangolando o pugnalando le sue vittime. Il film è un thriller-horror che riesce a raggiungere buoni livelli di tensione. Vista l’ ottima riuscita del personaggio sono stati prodotti diversi sequel.

“L’ho incontrato quindici anni fa, era come svuotato; non capiva, non aveva coscienza, non sentiva, anche nel senso più rudimentale, né gioia, né dolore, né male, né bene, né caldo, né freddo. Spaventoso. Un ragazzo di sei anni con una faccia atona, bianca, completamente spenta; e gli occhi neri.. gli occhi del Diavolo. Per otto anni ho tentato di riportarlo a noi, ma poi per altri sette l’ho tenuto chiuso, nascosto, perché mi sono reso conto con orrore che dietro quegli occhi viveva e cresceva… il male.”

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Il silenzio degli innocenti (1991)

Un serial killer soprannominato Buffalo Bill uccide e scuoia donne. L’ FBI richiede l’ aiuto di Hannibal Lecter (Anthony Hopkins), un pazzo psicologo e criminologo dedito al cannibalismo, rinchiuso in un manicomio criminale a Baltimora da diversi anni.  La giovane recluta Clarice Starling (Jodie Foster) viene incaricata dai suoi superiori di instaurare un legame di fiducia con il dottor Lecter che sembra non voler collaborare con l’FBI. Scaltro e intelligente Hannibal si insinua come un parassita nella mente di Clarice cercando di sottometterla in una sorta di duello intellettuale fatto di dialoghi pungenti e sguardi penetranti. Il dottor Lecter è il solo che può fornire la chiave di volta per la cattura di Buffalo Bill. E se fosse lui stesso una minaccia più grande anche del killer in libertà?

5 oscar nelle 5 categorie più importanti, Il silenzio degli innocenti è sicuramente un film che ha fatto storia nel suo genere. Hannibal è un personaggio immaginario creato dallo scrittore Thomas Harris e reinterpretato sul grande schermo da diversi attori in diversi film  come Brian Cox (Munhunter), Antony Hopkins (Il silenzio degli innocenti, Red Dragon, Hannibal), Gaspard Ulliel (Hannibal Lecter – le origini del male) o Mads Mikkelsen (serie tv Hannibal). In parte il personaggio è sicuramente ispirato a Ed Gein , un criminale cannibale realmente esistito e ripreso in numersose altre pellicole (Psyco, Non aprite quella porta). Hannibal Lecter è stato inserito in diverse classifiche americane di cinema come “uno dei 100 più cattivi di sempre”. Se dovessimo proprio incoronare un vincitore in questa nostra classifica toccherebbe a lui.

“È un mostro. Uno psicopatico puro. È così raro catturarne uno vivo. Dal punto di vista scientifico, Lecter è il nostro elemento più prezioso.”

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Zodiac  (2007)

Un thriller ambientato in una San Francisco degli anni ‘60-‘70 con un David Fincher che dirige un cast di livello con Jake Gyllenhaal, Robert Jr. Downey e Mark Raffalo. Nel film un killer uccide giovani coppie per poi denunciare la sua colpevolezza alla polizia con telefonate anonime. Sfida giornalisti, lettori e poliziotti inviando lettere di minacce e messaggi in codice alle principali testate giornalistiche firmandosi come Zodiac e utilizzando una sorta di mirino come simbolo. Quando aggredisce una coppia Zodiac si accerta sempre di uccidere con sicurezza la donna che sembra essere la sua vittima prediletta.

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Il film riprende in maniera abbastanza fedele la storia vera del killer Zodiac, un caso mai risolto. Zodiac è stato un metodico e “prolifico” serial killer che ha terrorizzato per circa 10 mesi la California settentrionale con plurimi omicidi di giovani coppie. Ha inviato numerose lettere in codice a giornali e polizia, alcune delle quali ancora irrisolte. In uno dei tanti messaggi, riportato anche nel film, il killer espone le sue motivazioni. Il crittogramma è stato decifrato (eccetto che per alcune lettere avanzate) da due lettori del quotidiano dove fu pubblicato.

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« MI PIACE UCCIDERE LE PERSONE PERCHÉ È MOLTO DIVERTENTE È PIÙ DIVERTENTE DI UCCIDERE ANIMALI SELVAGGI NELLA FORESTA PERCHÉ L’UOMO È L’ANIMALE PIÙ PERICOLOSO UCCIDERE QUALCOSA È UN’ESPERIENZA ECCITANTISSIMA PER ME È PERSINO MEGLIO DI VENIRE CON UNA RAGAZZA LA PARTE MIGLIORE È CHE QUANDO MUOIO RINASCERÒ IN PARADISO E TUTTI QUELLI CHE AVRÒ UCCISO DIVENTERANNO MIEI SCHIAVI NON VI DARÒ IL MIO NOME PERCHÉ CERCHERESTE DI RALLENTARE O FERMARE LA MIA COLLEZIONE DI SCHIAVI PER LA MIA SECONDA VITA EBEORIETEMETHHPITI »

Nelle sue lettere Zodiac ha affermato di aver ucciso 37 persone sebbene le sue vittime accertate siano “solamente” 7 e  di queste, 2 sono in realtà sopravvissute all’aggressione.

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Seven (1995)

Seven è il capolavoro di David Fincher con Brad Pitt, Morgan Freeman e Kevin Spacey. Un serial killer uccide le sue vittime ripercorrendo i 7 vizi capitali in agghiaccianti scenari che hanno molto del contrappasso dantesco. E’ un assassino astuto e metodico che non uccide per futili motivi ma ha un “disegno” preciso da realizzare. In una piovosa e cupa metropoli americana il misterioso assassino semina morte dettando la sua distorta giustizia. La sfida con i detective sulle sue tracce è aperta.

Che male c’è a provare piacere a svolgere il proprio lavoro, per quanto mi riguarda non posso negare che mi dia piacere ritorcere ogni peccato contro il peccatore.”

“Hemingway ha detto: il mondo è un bel posto e vale la pena lottare per esso. Condivido la seconda parte.”

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American Psyco 

Patrick Bateman (Christian Bale) è un impomatato 27 enne figlio di papà che lavora come vicepresidente nell’azienda di suo padre a Wall Street. Ha una cura maniacale per il dettaglio, crede nella cura del corpo, nel sano esercizio fisico, nella dieta, nelle creme e maschere ringiovanenti la pelle. Vive in un appartamento extra-lusso che tiene “nevroticamente pulito”. Cena solamente in ristoranti di livello con prenotazione e va fiero dei suoi nuovi biglietti da visita color bianco osso con scritte argentate. Bisogna assolutamente evitare di mostrarsi più ricchi, belli o alla moda di Patrick Bateman, si finisce in men che non si dica con un’accetta piantata nel cranio. Questo perchè il nostro bravo ragazzo figlio di papà è anche un sadico psicopatico che sfoga la sua malattia e frustrazione mentale contro persone che invidia e prostitute con cui fa del sesso morbosamente perverso.

Accetta, coltello da cucina, motosega, sparachiodi, qualsiasi arma è lecita. Da maniaco dell’ordine a pazzo assassino imbrattato di sangue, un forte ossimoro che è la sintesi dell’ essenza di questo bel personaggio.

“Credo fortemente nella cura della persona, in una dieta bilanciata, nel rigoroso e quotidiano esercizio fisico. La mattina noto in genere un certo gonfiore intorno agli occhi, mi applico un impacco di ghiaccio e passo agli esercizi di stretching; ne conosco un migliaio. Tolto l’impacco di ghiaccio, mi detergo con una lozione che pulisce i pori in profondità. Per la doccia uso un gel detergente ai principi attivi. Quindi un sapone al miele e mandorle. E per il viso un gel esfoliante. Applico quindi una maschera facciale alle erbe che lascio agire per 10 minuti mentre proseguo nella mia routine. Uso sempre una lozione dopobarba con poco o niente alcol, dato che l’alcol secca la pelle e fa apparire più vecchi. Quindi una lozione emoliente, un balsamo antirughe per il contorno degli occhi e infine una lozione protettiva idratante.

C’è una vaga idea di Patrick Bateman, una sorta di astrazione. In realtà non sono io, ma una pura entità, qualcosa di illusorio…”

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 I saw the Devil (2010)

Un brutale assassino di mezza età (Choi-min Sik, Old boy) stupra e massacra senza pietà delle giovani donne in questo animalesco e spietato movie coreano. Sfortunatamente per lui una delle sue vittime è la moglie di Kim-Soo Hyeon, un agente dei servizi segreti che dopo aver rintracciato il carnefice decide di vendicarsi a modo suo. Kim fa ingoiare un micro-gps al killer di sua moglie in modo tale da poterlo localizzare in qualsiasi momento e torturarlo. Il killer da feroce predatore si trasforma in preda mentre l’agente dei servizi segreti diventa uno spietato e cinico mostro assetato di vendetta. Nonostante le minacce di Kim lo psicopatico serial killer ha tutte le intenzioni di continuare la sua scia di stupri e massacri. Ma chi è il vero diavolo tra i due?

“Figlio di pu***na. Uccidimi ormai. Ormai uccidimi figlio di pu***na. Uccidimi adesso!”

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Henry pioggia di Sangue (1990)

Henry e il suo amico Otis collezionano una serie di delitti passionali dove la violenza mischiata allo stupro scatena una folle e perversa eccitazione psico-fisica che li proietta verso nuovi macabri omicidi. Il protagonista, Henry, è un killer cinico, freddo e spietato, di una violenza inaudita, ma nella vita di tutti i giorni è un anonimo signor nessuno. Il film si muove tra atmosfere dai toni cupi e tenebrosi accompagnato da rumorose soundtracks tetre e agghiaccianti che guidano lo spettatore alla scoperta della claustrofobica mente malata del killer. E’ una pellicola low-cost con un linguaggio molto crudo ed essenziale, talvolta nauseante. Non manca lo splatter sebbene un po’ datato. Girato in soli 28 giorni la censura impedì l’uscita nelle sale che avvenne circa tre anni dopo la produzione.

Se tu sparassi sempre alla testa con una 45 ogni volta che devi uccidere qualcuno, diventa una specie di film. Ma se uno lo strangoli, uno lo sgozzi, uno lo fai a pezzi, la polizia non saprebbe più cosa fare, pensa che siano state quattro persone diverse. È uno schema fisso

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La storia è ispirata ad Henry Lee Lucas e si basa sulle sue confessioni. E’ stato riconosciuto come uno dei più psicopatici killer d’America. Da piccolo veniva picchiato dalla madre e costretto a guardarla mentre faceva sesso con altri uomini. A seguito di maltrattamenti vari perse anche un occhio. Il padre invece, alcolizzato, lo spingeva a fare “sesso” con gli animali. La turbolente giovinezza di Henry si conclude con l’ inevitabile omicidio della madre.  Inizia così la sua “carriera” da killer assieme anche al suo amico Ottis Toole. Il killer seriale confessò circa 600 omicidi, ma fu condannato “solamente” per quelli accertati, ovvero 11. Lo spietato omicida morì per un arresto cardiaco in carcere nel 2001.

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Non aprite quella porta (1974)

Il cult-movie a basso costo di Tobe Hooper ha avuto un successo talmente grande che è stato susseguito da diversi sequel e remake, non all’altezza del film originale. La pellicola è ambientata in una fattoria isolata dove vive una famiglia di psicopatici macellai trogloditi che si nutrono di carne umana. In un’atmosfera sporca e ripugnante Tobe Hooper riesce quasi a farci percepire lo sgradevole fetore emanato da pelli, piume e ossa che arredano, quasi fossero oggetti sacri, i raccapriccianti e sudici interni della fattoria. Una macabra colonna sonora accompagna il folle massacro di uno sfortunato gruppetto di ragazzi che si addentra, curioso, nella proprietà privata.

Un macellaio con un evidente ritardo mentale ed una maschera di pelle sul volto aggredisce gli sfortunati visitatori della fattoria; alto quasi due metri è in grado di emettere solo urli e grugniti mentre brandisce una minacciosa motosega. Si tratta di un iconico personaggio che farà storia nel genere horror, stiamo parlando di Leatherface. Completano la famiglia dei cannibali delle figure altrettanto inquietanti. E’ proprio la tipizzazione esagerata e caricaturale dei macellai assassini a dare forza a tutto il film.

Tu stai zitto e ricordati che sei solo il cuoco

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Sebbene possa sembrare una storia fantasiosa Non aprite quella porta prende purtroppo spunto dalla realtà! Il film si ispira ad Ed Gein, killer psicopatico squartatore e profanatore di tombe che, oltre ad essere cannibale, arredava casa con parti del corpo delle sue vittime. Il killer ha ispirato numerosi altri film (tra cui Psyco e la figura di Hannibal Lecter).

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Psyco (1960)

Capolavoro diretto da Alfred Hitchock, Psyco è una pietra miliare che non può mancare nella vostra collezione di cinefili. Gli omicidi si consumano in un isolato motel gestito da Norman Bates, un giovane ragazzo che vive con una madre tremendamente ossessiva e punitiva nei confronti del figlio e delle donne che si avvicinano a lui. Interamente girato in bianco e nero Psyco è un film che ha fatto la storia del cinema ed è assolutamente degno di entrare in questa nostra classifica. Il killer è ispirato ad Ed Gein, figura realmente esistita a cui si sono ispirati altri film (il silenzio degli innocenti, non aprite quella porta).

“Il miglior amico di un ragazzo è la propria madre”

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Saw – L’ enigmista (2004)

La lunga e fortunata saga di Jigsaw ha esordito nel 2004 con un avvincente thriller dai toni splatter/horror. Lo psicopatico di turno è un malato terminale che ha riscoperto il dono prezioso della vita. Le sue vittime sono persone che disprezzano in diversi modi la propria vita; vengono rapite, rinchiuse, incatenate e sottoposte a sanguinose prove di sopravvivenza, delle vere e proprie torture mortali con scarsa probabilità di successo. Jigsaw vuole dimostrare che le persone scoprono l’importanza della vita solo nel momento in cui rischiano di perderla; solo chi sta alle regole del gioco e tiene veramente alla sua esistenza può salvarsi. Ma le regole sono a dir poco spietate e perverse.

Catene, lame affilate, siringhe, veleni, infernali marchingegni in grado di frantumare un cranio,  sono solo alcuni degli strumenti utilizzati. Il killer comunica con “i partecipanti al gioco” utilizzando un raccapricciante pupazzo parlante e mediante registrazioni (audio o video) da azionare.

“Ho una malattia che mi divora dall’interno e sono stanco di chi non riesce ad apprezzare il dono della vita…”

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 Grindhouse – A prova di morte (2007)

Grindhouse – a prova di morte è stato scritto e diretto da Quentin Tarantino che definì questo suo film “uno slasher non slasher“. Mike (Kurt Russel) è uno stuntman in pensione che uccide giovani donne provocando gravosi incidenti stradali alla guida della sua Chevrolet NOVA SS nera con tanto di minaccioso teschio disegnato sul cofano. Nella sua perversa e folle mania omicida l’eccitazione deriva sia dalla voglia di uccidere giovani donne ma anche dall’adrenalinico e imprevedibile rischio di perdere la vita nell’incidente stradale alla guida della sua auto stunt “a prova di morte”.

In questo film omaggio cinefilo a B-movie anni ’70 torna il sadico gusto per lo splatter di Tarantino. In scena lunghi dialoghi tarantiniani, sangue e tanta azione. Da non perdere la splendida interpretazione di Kurt Russel di uno stuntman completamente fuori di testa.

“Ehi, Pam, ti ricordi quando ho detto che quest’auto era a prova di morte? Non dicevo una bugia… quest’auto è al cento per cento a prova di morte. Ma per godere di questo vantaggio, tesoro, dovresti essere seduta esattamente dove sono io!” 

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The Chaser (2008)

Un altro interessante profilo di serial killer lo ritroviamo in The Chaser, un pregevole movie coreano degno di trovare un posto nella nostra top 15. Siamo in una piovosa Seoul, ambientazioni prevalentemente notturne con squallide illuminazioni di luci al neon; Eom Joong-ho, protettore di prostitute ed ex detective corrotto, si insospettisce quando alcune delle sue ragazze svaniscono misteriosamente nel nulla. Le indagini lo porteranno a suonare alla porta di Jae Yeong-min, un ragazzo dalla faccia pulita con un‘espressione vagamente apatica ed assente che cela, però, un brutale serial killer di una violenza smisurata; le sue vittime sono essenzialmente prostitute. Tra le sue armi preferite dei chiodi e un grande martello che abbatte impietoso come una sentenza di morte sulle malcapitate.

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La pellicola si ispira alla storia vera di Yoo Young-chul, uno dei più brutali serial killer della corea del sud che operò principalmente nel 2003-2004. Delle 40 vittime presunte, 21 sono state accertate. Uccideva prevalentemente prostitute adescate nella sua abitazione, utilizzando un grosso martello e armi bianche. Dalle sue confessioni emergono diversi atti di cannibalismo con gli organi delle sue vittime, allo scopo di purificarsi…

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City of God (2002)

In una calda e assolata Rio De Janeiro gangs di ragazzi dettano legge nella Favelas a colpi di rivoltella. Il più temuto e rispettato è certamente il sanguinario Ze Pequeno svezzato all’omicidio fin dalla tenera età per puro piacere. Ze Pequeno è un ragazzo che ama la violenza, il potere ed il rispetto. Uccide senza scrupoli persone di qualsiasi età, razza o religione anche senza apparenti motivi. E’ una furia impazzita che auto-alimenta il suo odio e la sua rabbia versando sangue su sangue per le strade di Rio De Janeiro.

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Natural Born Killers (1994)

Mickey (Woody Harrelson) e Mallory Knox sono una coppia di pazzi sanguinari che girano l’ america uccidendo per il puro piacere di farlo. Il fenomeno è talmente importante che le vicende dei due vengono seguite assiduamente dai media. La loro storia diventa virale: tutti ne parlano, tutti vogliono conoscerli. I due si amano alla follia ma forse è proprio la comune passione per la violenza e l’omicidio che li tiene tanto uniti.

Diretto da Oliver Stone, Natural Born Killers parte da una sceneggiatura di Quentin Tarantino modificata successivamente dal regista stesso e da altri sceneggiatori al punto che Tarantino prese completamente le distanze dal progetto (si narra anche di una rissa avvenuta in un bar tra i due che costò la rottura del setto nasale a Stone). Il film sembra quasi un inno alla violenza. Fu attaccato inizialmente sia da critici che dal pubblico che lo consideravano diseducativo. La pellicola purtroppo comportò disgraziati casi di emulazione negli Stati Uniti.

“Se non ti ammazzo di che parla la gente?”

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Sweeney Todd – il diabolico barbiere di Fleet Street (2007)

Benjamin Barker (Johnny Depp) è un ex barbiere che fu condannato e trasferito ai lavori forzati oltreoceano per un’ingiusta condanna pronunciata da uno spregevole giudice. A seguito di ciò Benjamin ha inevitabilmente perso i contatti con moglie e figlia. Dopo esser fuggito torna in una Londra grigia e fumosa sotto il nome di Sweeney Todd, assetato di sangue e vendetta. Il suo obiettivo è la testa del giudice ma anche preti, nobili, benestanti e politici diventano vittime predilette. Dall’aspetto sciatto, scapigliato, cupo e con delle eccellenti capacità nel radere la barba Sweeney apre una barberia dove uccide i ricchi clienti recidendo di netto le carotidi. Non solo, i cadaveri vengono poi macellati e venduti come pasticci di carne grazie dalla sua “socia in affari”, Mrs. Lovett. Il film, diretto da Tim Burton, è raccontato sotto forma di musical.

“They all deserve to die. Tell you why, Mrs. Lovett, tell you why. Because in all of the whole human race, Mrs. Lovett, there are two kinds of men and only two. There’s the one staying put in his proper place. And the one with his foot in the other one’s face.  Look at me, Mrs. Lovett, look at you.  No, we all deserve to die. Even you, Mrs. Lovett, even I. Because the lives of the wicked should be made brief. For the rest of us death will be a relief. We all deserve to die

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