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Film Infinity: i titoli che vale la pena recuperare dalla piattaforma

Ecco una selezione di film che potrete gustarvi direttamente da Infinity, suddivisi per genere

Con la diffusione dell’abitudine di guardare film e serie dai dispositivi elettronici che non siano solo il televisore o lo schermo del cinema, da qualche anno a questa parte abbiamo visto come siano nate diverse piattaforme dedicate allo streaming o al download. Ormai ci siamo abituati alla comodità di decidere quando e dove far partire quello che abbiamo deciso di guardare, ma ci ricordiamo quanto fosse faticoso fare zapping sui sei canali della tv, organizzando le pause pipì e cibo in base alle pubblicità? Tempi duri per gli amanti della Settima Arte, che adesso invece possono vedersi e rivedersi tutte le loro storie preferite, a portata di click. Nel tempo si sono moltiplicate quindi le famose “internet tv” per guardare film, come Netflix, Tim Vision e Infinity.

Parliamo di quest’ultima: nata nel 2013 da Mediaset, Infinity ha un vasto catalogo di film e serie degli anni passati o uscite da poco, comprese naturalmente quelle prodotte da Mediaset. Si tratta di un servizio diverso rispetto a Premium Play, sempre di proprietà della stessa emittente, poiché Infinity permette si accedere ai contenuti solo previo abbonamento mensile, mentre l’altro è dedicato agli utenti che hanno già un abbonamento a Mediaset Premium. La redazione ha pensato ad una piccola selezione di alcuni film meritevoli presenti nel catalogo Infinity.

Indice

Old but gold – Film Infinity

Gran Torino di Clint Eastwood

Con Clint Eastwood. L’americano Walt Kowalski ha combattuto la guerra di Corea, e questo l’ha reso aggressivo e burbero nei modi. Caratteristiche, queste, che si sono inasprite dopo la perdita dell’amata moglie, con la quale ha trascorso 50 anni di vita. I figli e i nipoti non hanno un rapporto stretto con l’uomo, quindi il senso di abbandono e solitudine è forte. Anziano e in pensione, passa le sue giornate in modo semplice e monotono, anche se nota i disordini e il pericolo che si stanno impossessando delle strade del quartiere popolare. Ormai le case sono quasi interamente abitate da famiglie di migranti asiatici e Walt è uno dei pochi americani rimasti. L’uomo è profondamente razzista e si guarda bene dalla delinquenza giovanile che dilaga a qualsiasi ora del giorno.

Anche i vicini di casa fanno parte di un’etnia asiatica, ma un episodio li avvicina. Una sera, il giovane Thao subisce dei soprusi da parte di una gang di teppisti, che fa il bello e il cattivo tempo perché la sua famiglia non ha una figura maschile che possa difenderla. Walt salva il ragazzo, finito nel suo giardino, e così facendo la famiglia del giovane lo ricopre di onore e regali. Da questo momento, si instaura un rapporto di odio-amore tra Walt e Thao, uniti contro la criminalità e la solitudine. Si tratta di un film intenso, che racconta una storia di amicizia che sa però anche di rapporto genitoriale. Un vecchio che ha perso tutto e senza una vera famiglia, un giovane bisognoso di protezione e da tenere lontano dal crimine. Per Walt, un viaggio alla riscoperta di sé e di quello che può ancora dare al mondo. Da sfondo, un’America povera e pericolosa, ma con ancora una speranza.

The Millionaire di Danny Boyle

Con Dev Patel e Freida Pinto. Il diciottenne Jamal Malik si ritrova concorrente del celebre programma televisivo Chi vuol essere milionario. Dopo una serie di vittorie, viene arrestato perché accusato di imbrogliare. Il ragazzo infatti non sembra credibile nel ruolo dell’intelligente vincitore di soldi, dato che è poverissimo e si presume che non sia acculturato. Vive infatti nelle baraccopoli di Mumbai e i mezzi sono quelli che sono. Quando però si trova a dover raccontare la sua storia a un poliziotto, gli svela che lui conosceva veramente le risposte alle domande. Le aveva semplicemente scoperte tramite il ricordo di episodi passati della sua vita. Così ci troviamo ad accompagnare Jamal nell’incredibile viaggio di tenacia e coraggio che ha iniziato dalla più tenera età.

Conosciamo la sorte del fratello Salim e dell’amica di sempre, Latika, finita contro la sua volontà come amante del capo di una gang. Riuscirà Jamal a salvare chi ama dalla delinquenza e dalla povertà? Una colonna sonora in pieno stile indiano e una fotografia vivace e sgargiante ci accompagnano per tutta la durata della pellicola, mostrandoci la sofferenza dei meno abbienti. Capiamo quanto sia duro farsi strada in un mondo “fatto per ricchi”, che non è interessato al valore di una persona ma solo a quello che può offrire in termini economici. Abbiamo inserito The Millionaire nei film Infinity da vedere perché parla di famiglia, di amore e di lotta per cambiare il proprio destino. Un film che riesce quindi a commuovere e far riflettere, e affascinerà sicuramente gli amanti della cultura indiana.

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Il cavaliere oscuro- Il ritorno di Christopher Nolan

Con Christian Bale e Heath Ledger. Da quando Batman è ritornato a Gotham City, nota come la sicurezza si sia rafforzata e come molte più persone cerchino di sconfiggere la malavita presente in città. Convinto però che la missione di salvare le anime dannate sia solo sua, cerca di riappropriarsi del ruolo che aveva momentaneamente abbandonato. Aiutato dal tenente James Gordon e dal nuovo procuratore distrettuale Harvey Dent, cerca allora di incastrare il boss Sal Maroni. Maroni non è l’unico villain da catturare: il Joker è inarrestabile e cerca l’appoggio dei boss mafiosi di Gotham per uccidere Batman. Con la morte dell’eroe cittadino e l’aiuto del folle Joker, la mafia potrà vincere e governare ogni cosa. Una pellicola che piacerà agli amanti dei supereroi e dell’action movie: combattimenti corpo a corpo e scenografici, ironia tagliente e protagonisti fascinosi.

Per una lotta contro il male senza esclusione di colpi. Il cavaliere oscuro- Il ritorno ci parla di un eroe lontano dalla perfezione, diviso tra quello che vorrebbe e gli ideali superiori a cui adempiere. Ci parla di una società sempre sull’orlo della corruzione e in difficoltà quando si tratta di scegliere cosa sia davvero giusto e cosa sbagliato. Il film è ricordato soprattutto per la magistrale interpretazione di Heath Ledger, che porta in scena un Joker spaventoso ma al tempo stesso reso umano dal suo problema mentale e dalla sua profondità. Un personaggio letale e geniale, che merita almeno una visione.

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Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen

Con Scarlett Johannson, Rebecca Hall e Javier Bardem. Due giovani turiste americane sono in visita a Barcellona per una vacanza estiva. Vicky e Cristina non potrebbero essere più diverse: la prima seriosa, studiosa e in procinto di sposarsi. La seconda, disinibita e aperta alle nuove esperienze, ancora in cerca della propria strada. Una sera, ad una mostra d’arte, intravedono il pittore spagnolo Juan Antonio, che incontrano anche la sera stessa in un ristorante. L’uomo si avvicina alle due ragazze e propone loro di trascorrere con lui un fine settimana a Oviedo. Anche se inizialmente Vicky non è d’accordo, si fa convincere dall’amica e così accompagnano il fascinoso artista in giro per la Spagna. La giornata trascorre senza pensieri, tra degustazioni dei prodotti tipici e paesaggi mozzafiato. Arriva la sera e Juan Antonio propone alle ragazze di raggiungerlo in camera.

Vicky rifiuta, mentre Cristina accetta. Purtroppo però Cristina si sente male ed è costretta ad andare a dormire. Juan chiede quindi a Vicky di accompagnarlo per una passeggiata. Riuscirà la donna a non cedere al fascino caliente del pittore? A complicare le vicende, l’arrivo dell’ex moglie dell’uomo, psicolabile con istinti suicidi. Aggiungiamo questo ai film Infinity da recuperare, perché Allen riesce a delineare una Spagna caliente, piena di bellezze e che travolge i sensi. Le vicende dei tre protagonisti, fatte di amore e follia, vi conquisteranno e resterete ammaliati da una storia di persone ma anche di un’intera cultura.

Shutter Island di Martin Scorsese

Con Leonardo DiCaprio e Mark Ruffalo. 1954. Rachel Salado, paziente del manicomio criminale Ashecliff Hospital e rinchiusa sull’isola di Shutter, scompare senza lasciare alcuna traccia. L’agente federale Teddy Daniels, affiancato dall’ufficiale Chuck Aule, deve indagare per risolvere il mistero. I due iniziano così le indagini su tutto il territorio, intervistando il personale della struttura e i pazienti e analizzando tutte le prove che hanno a disposizione. È impossibile evadere dall’isola, circondata com’è da altissime e mortali scogliere. Aule sembra seguire tutte le indicazioni del capo, ma sarà solo accondiscendente o starà tramando qualcosa, insieme al direttore del manicomio? Si tratta di una storia intrigante e a tinte inquietanti, che cattura sin dalle prime scene e non lascia distogliere lo sguardo.

Se da una parte la fotografia cupa e la conformazione spigolosa e mortifera dell’isola la fanno da padrone, anche le sensazioni e i sentimenti hanno un ruolo fondamentale. Infatti, viene messo in discussione tutto e il contrario di tutto. I protagonisti non ricoprono il ruolo di narratori affidabili e i pazienti del manicomio sono esattamente come li immagineremmo: inquietanti e folli. Shutter Island è un film che va scelto, visto con attenzione e rivisto ancora, per scavare a fondo della mente umana. Nostra, e del protagonista.

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Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick

Con Nicole Kidman e Tom Cruise. Bill e Alice sono una coppia apparentemente affiatata e innamorata, e decidono di accettare l’invito ad una festa natalizia organizzata da un loro amico benestante. Arrivati al party però, si separano: Bill, che di professione è medico, viene richiesto da due ragazze provocanti per soccorrere una vittima di overdose. Alice intanto respinge le avance di un altro ospite, un ungherese misterioso, e si preoccupa per le sorti del marito, visto poco tempo prima in dolce compagnia. La sera successiva, i due parlano della festa ma sotto l’effetto della marijuana, e cominciano a litigare. Bill è sicuro che entrambi siano stati fedeli, mentre Alice gli racconta l’attrazione sessuale che aveva provato per un giovane ufficiale di Marina, quando era già sposata con lui.

Bill resta turbato dall’ammissione di Alice, e quando visita a casa un suo paziente appena deceduto, riceve una proposta romantica dalla figlia dell’uomo. Da quel momento, la coppia cade vittima di sogni conturbanti, festini riempiti da baccanti e ospiti posseduti dall’urgenza di consumare rapporti sessuali. Che i due siano entrati in una dimensione onirica per analizzare il loro rapporto e le loro inibizioni, o tutto quello che stanno vivendo negli ultimi tempi è reale? Si tratta di una pellicola, l’ultima che Kubrick ha girato, sull’amore malato e sulle passioni torbide, sul tradimento e sui segreti che possono distruggere una coppia.

Cast away di Robert Zemeckis

Con Tom Hanks. Chuck Noland, ingegnere informatico, vive a Memphis, ha un lavoro nell’area operativa della FedEx (azienda che ci si occupa della spedizione merci a livello internazionale) e sta per sposarsi. A causa di un’emergenza lavorativa sale sul primo aereo diretto in Malesia, ma il mezzo ha un guasto e precipita nell’oceano Pacifico. Chuck si ritrova così ad essere l’unico sopravvissuto e naufraga su un’isola deserta. Dopo essersi disperato e aver capito che non sarebbe vento nessuno a salvarlo, o almeno non nel breve periodo, capisce di dover sopravvivere in qualche modo. In una terra che non conosce e che sembra anche piuttosto ostile, data la sua natura selvaggia. Inizia così il suo viaggio nella solitudine e nella regressione primitiva, costruendosi strumenti per cacciare e protezioni.

Per non impazzire, trova un amico nel pallone Wilson, suo unico interlocutore, e cerca di tenere viva la speranza di tornare a casa, prima o poi. Cast away è un classico che andrebbe visto almeno una volta, anche solo per la straziante scienza tra il protagonista e il pallone, nella quale è racchiuso tutto il senso della storia. Inoltre offre un punto di vista differente da quello scelto per Robinson Crusoe, che dopo anni di permanenza su un’isola primitiva è costretto tristemente a tornare a casa. Chuck non ha trovato un paradiso perduto o la possibilità di allontanarsi dalla corruzione della società, ma l’inferno della solitudine e l’impossibilità di confrontarsi con il prossimo.

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Paura e delirio a Las Vegas di Terri Gilliam

Con Johnny Depp e Benicio Del Toro. Stati Uniti, 1971. Il giornalista Raoul Duke viene incaricato dal proprio giornale di scrivere un articolo sulla gara motociclistica off-road Mint 400, che si tiene ogni anno nel deserto intorno a Las Vegas. Ad accompagnarlo, il Dott. Gonzo, aggressivo avvocato samoano e suo grande amico. I due, abituali consumatori di sostanze stupefacenti, colgono al volo l’occasione per trasformare il viaggio di lavoro in una settimana di eccessi. Con una decappottabile rossa presa a noleggio attraversano il deserto del Nevada, ma non senza incappare in folli allucinazioni e pericoli. Il tanto atteso giorno della corsa automobilistica arriva, ma il giornalista non scrive l’articolo come promesso: lui e l’amico sono sballati e visitano il più famoso casinò della città.

Lì le cose peggiorano, perché Duke si risveglia scoprendo di essere stato abbandonato dal compagno e fugge senza saldare il conto. Quando ritrova Gonzo, lo avvisa del fatto che hanno ancora una missione da portare a termine a Las Vegas, ovvero un servizio sull’annuale convegno formativo sulle droghe organizzato dalla polizia. Paura e delirio a Las Vegas ci trasporta in un viaggio allucinogeno sulle montagne russe, all’insegna della sregolatezza e dei pericoli che la droga causa. Lo sfondo, un’America degli anni ’60 disinibita e frizzante, che diventa una società grottesca e senza valori.

Mars Attacks! Di Tim Burton

In una fattoria due contadini sentono odore di barbecue: si tratta di una mandria di mucche infuocate che attraversano la strada. Subito dopo i contadini hanno un incontro ravvicinato con un UFO che decolla da dietro la fattoria, per poi volare verso Marte. Da qui migliaia di dischi volanti decollano dal sottosuolo e raggiungono la Terra, assediandola. Lo staff del presidente degli Stati Uniti d’America Jim Dale sceglie la via della moderazione e accoglie i marziani, per raccogliere consensi politici.

Stabilire un primo contatto è doveroso, se si vuole capire perché queste creature abbiano deciso di invadere la Terra all’improvviso. Viene organizzato allora un comitato di accoglienza a Pahrump, in Nevada. La pellicola è una dark comedy a tinte macabre che strizza l’occhio al genere fantascientifico di serie B, molto celebre negli anni 50. Storia, ambientazione e aspetto degli alieni sono stati ispirati da una serie di figurine del 1960, e la storia vanta un grande cast: Jack Nicholson, Danny DeVito, Michael J. Fox, Tom Jones, Glenn Close, Jack Black, Pierce Brosnan, Sarah Jessica Parker, Natalie Portman sono solo alcuni nomi.

Ladri di biciclette di Vittorio De Sica

Con Lamberto Maggiorani e Enzo Staiola. Roma, secondo dopoguerra. Antonio Ricci è un padre di famiglia disoccupato, che trova lavoro come attacchino comunale. Per lavorare deve però deve avere una bicicletta che gli permetta di spostarsi, e la sua è impegnata al Monte di Pietà, e la moglie Maria è costretta a dare in pegno le lenzuola per riscattarla. Antonio viene così assunto, ma proprio il primo giorno di lavoro la bicicletta gli viene rubata. L’uomo tenta di rincorrere il ladro, ma è costretto a rivolgersi alla polizia. Tuttavia, un furto di così piccola portata non può scomodare le autorità. Decide, insieme al figlioletto Bruno, di andare a cercare la bicicletta per conto suo. Ladri di biciclette è uno dei più celebri ed apprezzati film appartenenti al neorealismo italiano, grazie alla sua capacità di parlare del quotidiano in modo così immediato.

Tratta di povera gente e di un fatto comune, come può essere quello di un furto, ma viene naturale appassionarsi e compatire Antonio e la famiglia, tanto da sperare con loro che ritorni l’agognata bicicletta. Uno spaccato politico e sociale della storia italiana, con una Roma spoglia e ostile ai sacrifici dei meno abbienti. Il film è noto anche perché gli attori protagonisti sono stati presi “dalla strada”, ovvero non svolgevano questo lavoro di professione. De Sica però voleva che si muovessero e parlassero nel modo più naturale possibile, senza avere alle spalle le lezioni accademiche alla base della cinematografia.

Il Club degli imperatori di Michael Hoffman

William Hundert è un professore del St. Benedict College in Virginia, ed è molto apprezzato da colleghi e studenti. La materia che insegna è storia antica, ma il suo desiderio è quello di plasmare il carattere dei ragazzi, dato che in un futuro prossimo questi diventeranno la classe dirigente e avranno in mano le sorti della società. La sua classe è rispettosa ed entusiasta, ma poi si aggiunge un nuovo studente: Sedgewick Bell, figlio di un senatore molto importante. Questo disprezza l’autorità scolastica e si prende gioco dello studio. La sua influenza porta anche gli altri studenti a commettere qualche infrazione alle regole del college, e Hundert è preoccupato che il suo progetto di “scuola formativa” possa fallire.

Decide così di incaricarsi personalmente del rendimento e del comportamento del ragazzo, non senza alti e bassi e conflitti continui. A peggiorare le cose, la mentalità del padre di Sedgewick, che crede che i professori non debbano plasmare il carattere dei ragazzi, ma solo fare il proprio lavoro senza pretendere di migliorare la società. Il Club degli imperatori parla di amore per il proprio lavoro, considerato come una missione; di rispetto per le autorità e per chi ha più esperienza e saggezza; di cameratismo e spirito di gruppo. Riflette su quanto conti una vittoria in confronto all’onestà e alla correttezza, e se una persona possa davvero cambiare.

Gli introspettivi – Film Infinity

Collateral beauty di David Frankel

Con Will Smith, Hellen Mirren e Kate Winslet. Un dirigente pubblicitario, Howard, vive a New York e ha molto successo. Quando però subisce il trauma della morte della figlia di sei anni, non riesce più a riprendersi. Crede che la sua vita non abbia più motivo di essere vissuta e si chiude in se stesso, diventando completamente un’altra persona, per gli amici e i colleghi di lavoro. Alcuni di questi, dopo aver scoperto che Howard ha scritto delle lettere accorate e sofferte all’Amore, al Tempo e alla Morte, decidono di aiutarlo. Assumono tre attori che impersonino i tre destinatari delle lettere, e li incaricano di interagire con l’uomo e di fargli capire che vita è un dono prezioso, che nonostante tutto è ancora fondamentale sfruttare. Collateral beauty è una storia che parla dei temi in assoluto più cari all’uomo.

L’amore, che comanda il cuore e fa muovere montagne; unisce le persone e le lega in modo indissolubile, così come lo fa per una passione o un lavoro. Il tempo, che è il tiranno che non sempre ci permette di goderci le cose belle della vita e ce le strappa prima ancora che possiamo cominciare ad apprezzarle davvero. La morte, che tutti temiamo e speriamo di non veder mai bussare alla nostra porta. E che invece bussa, improvvisamente, e non guarda in faccia l’età, la bontà di una persona o la giustizia. Insomma, una pellicola che lascia un peso dentro, ma al tempo stesso lo allevia e fa nascere nello spettatore una nuova consapevolezza.

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Café Society di Woody Allen

Con Kristen Stewart, Jesse Eisenberg e Blake Lively. Hollywood, anni ’30. Siamo nel periodo d’oro del cinema, e Bobby cerca di percorrere la strada del successo nella Settima Arte. Si trasferisce a Los Angeles pieno di aspettative e accompagnato dalla bellissima moglie, e grazie all’aiuto dello zio Phil vuole diventare un agente cinematografico. Non tutto però va come previsto. Nuove donne che gli fanno battere il cuore, i lati oscuri di un sistema fatto di corruzione e facciate, la sete di successo: Bobby cambia, diventa altro da sé. Sta a lui decidere se ritornare quello di un tempo, o se diventare il marcio del mondo patinato di Hollywood.

Come sempre, Allen riesce a fare critica sociale con leggerezza e un ritmo concitato e frizzante, accompagnato da una colonna sonora persistente ed evocativa. Colori tenui e uno smalto dorato che ricopre il tempio dorato del cinema, attori che si sentono Dei e che sono convinti di avere tutto ciò che chiunque desidererebbe. Una Hollywood che, tuttavia, è mostrata non sempre come il paradiso in terra, ma come un mondo difficile, isolato da quello reale e sempre pronto ad inghiottirti appena dimostri debolezza e poco temperamento. Quando scendere a compromessi sembra l’unico modo per raggiungere i propri obiettivi, si tratta solo di scegliere da che parte stare.

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Joker di Todd Phillips

Con Joaquin Phoenix. Arthur Fleck è un uomo solo e disturbato, che abita nella Gotham City del 1981, sempre più preda del degrado e della disuguaglianza sociale. La sua è un’esistenza fatta di espedienti: lavora come clown per le strade, deriso dai colleghi ma deciso a portare avanti la missione che la madre Penny, con la quale abita, gli aveva affidato anni prima. Far sorridere sempre la gente. Non è semplice per Arthur, uomo sulla quarantina affetto da depressione e da un disturbo che gli provoca improvvisi e incontrollabili attacchi di risate, specie in momenti di forte tensione e disagio. Nonostante la sua vita sembri essere già al capolinea, ha un sogno nel cassetto: diventare un cabarettista come il suo idolo, il presentatore tv Murray Franklin. Nel frattempo continua il lavoro di pagliaccio, confortato solo dalla vista della sua vicina di casa, la ragazza madre Sophie, di cui si invaghisce.

Un giorno, un collega gli consegna un’arma per incastrarlo e farlo licenziare. I soprusi nei suoi confronti continuano, tra botte e insulti, e quando non ce la fa più, l’arma comincia a strepitare nella sua mano. Questa è la storia di come Joker è diventato quello che tutti conosciamo, il cattivo per eccellenza di Gotham City in grado di mobilitare le masse e di raccogliere consensi grazie al suo odio per la classe borghese. Tocchiamo insieme a lui il fondo di una vita vuota e senza senso, la cattiveria delle persone e una società che non comunica più ma si isola nel suo egocentrismo. Una pellicola che è come una pugnalata al cuore ma che ha del capolavoro.

Il Corriere- The Mule di Clint Eastwood

Con Clint Eastwood e Bradley Cooper. Earl Stone, un ottantenne rimasto solo e al verde, costretto ad affrontare la chiusura anticipata della sua impresa, accetta un lavoro che richiede la capacità di saper guidare un’auto. Compito apparentemente semplice, ma Earl non sa è che ha appena accettato di diventare un corriere della droga di un cartello messicano. Un film con tutte le carte in regola per essere categorizzato in un film d’azione, ma che stupisce per il risvolto spirituale che costruisce, fino al climax al termine del film. Il protagonista, da disilluso senza più famiglia che non è interessato a cosa possa succedergli nel breve termine, diventa malinconico, riflessivo e saggio.

Coltivatore di un fiore particolare che vive un solo giorno (concetto evocativo), sente mancare la terra sotto i piedi quando l’impresa fallisce, e ognuno reagisce all’incertezza a modo suo. Abbiamo inserito anche questa pellicola nei film Infinity da vedere perché è una sorta di percorso di formazione in tarda età, che durante il tragitto di Earl dal Texas a Chicago, ci mostra lati inediti dell’uomo, veterano di guerra convertito in ‘mulo’, senza più coscienza. O forse no? Il Corriere è basato sulla storia vera di Leo Sharp, un veterano della seconda guerra mondiale che divenne un corriere per il cartello di Sinaloa.

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Rocketman di Dexter Fletcher

Con Taron Egerton, Bryce Dallas Howard e Jamie Bell. Un timido pianista di provincia, Reginald Dwight, ha una passione sfrenata per la musica, e studia con passione il pianoforte. Vive con la madre, egocentrica e snob casalinga senza alcuna voglia di contribuire alle spese familiari. Non è una cattiva madre per lui, ma non lo vede davvero, e non capisce davvero quello che Reginald sente nel cuore. Quando il ragazzo inizia a suonare in modo più serio e aiutato da altri musicisti, la sua vita diventa incerta e spaventosa, ma al tempo stesso stimolante e piena di aspettative. Così passo dopo passo, schiaffo in faccia e applauso, costruisce la propria carriera e il proprio personaggio, fino a diventare una delle più note stelle della scena musicale internazionale: Elton John.

Come abbiamo imparato ad aspettarci, dietro al mondo patinato della fama c’è sempre un baratro pronto ad inghiottire la star di turno, e non scampa al pericolo nemmeno lui. Un biopic, genere molto in voga in questo momento, che si distingue dagli altri perché racconta la storia di un artista ancora in vita, il che è anche rischioso, dato che il vero protagonista può dire la sua. Tuttavia un film riuscito, con una colonna sonora apprezzata da tutti i fan di Elton e che rispecchia completamente le vocalità originali del cantante, grazie al talentuoso canto di Taron Egerton.

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Birdman di Alejandro Gonzàlez Inarritu

Con Michael Keaton ed Emma Stone. L’ex stella del cinema Riggan Thomson è occupata ad allestire un ambizioso spettacolo teatrale per Broadway e spera che la nuova produzione possa riavviare una carriera che sembra ormai essersi affossata. Nuovi attori, nuovi stili recitativi e nuove storie; Thomson fatica a trovare il proprio posto nello show system, aggravato dal fatto che non è più riuscito a replicare il successo di un film girato in passato. Il protagonista era Birdman, un supereroe con le sembianze umane e di un volatile, di cui adesso l’attore non riesce più a liberarsi. Infatti il suo alter ego lo tormenta tutto il giorno, lo esaurisce con ragionamenti contorti e lo astrae dalla realtà. E mentre Thomson tenta di provare ai critici di essere un vero artista e non soltanto un attore capace di ruoli secondari, il suo lato oscuro ha sempre più potere sulla razionalità.

Non aiuta nemmeno la situazione familiare, identificata nella figura della figlia tossicomane. Una pellicola difficile, corposa e piena di spunti di riflessione sui legami familiari e su quanto conti avere qualcuno vicino nelle situazioni critiche. Su quello che la fama da e toglie e sul vortice di egocentrismo e complessi di inferiorità che fa provare. E infine, parla dell’importanza di aprirsi al prossimo e di affidarsi alle sue cure. Proprio quando non ce la sentiamo di condividere la nostra sofferenza e crediamo di farcela da soli.

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Noi siamo infinito di Stephen Chbosky

Charlie è il nuovo arrivato. Timidissimo e poco sicuro di sé, trascorre i primi giorni del liceo in solitudine, fino a quando non gli si avvicinano una ragazza dell’ultimo anno, Sam, e il suo fratellastro coetaneo Patrick. I due lo invitano a socializzare, a partire proprio dalla festa di inizio anno scolastico e poi in una casa privata, dove gli viene offerto un dolce che, a sua insaputa, contiene cannabis. A causa della droga che lo rende più sciolto, Charlie comincia a parlare con gli amici e scopre di avere con loro molte cose in comune. Intanto il ragazzo instaura un buon rapporto col suo professore di lettere, dal momento che sono entrambi molto appassionati di scrittura. Charlie aiuta Sam nella preparazione ai test di ammissione universitari; per ringraziarlo, lei gli regala una macchina da scrivere.

I due ragazzi si confessano paure e segreti, e Charlie si scopre innamorato di Sam, anche se non corrisposto come vorrebbe. In ogni caso, il cambiamento in lui è iniziato: si sente più sicuro e aperto al mondo esterno, che gli fa meno paura. Noi siamo infinito ci racconta di adolescenza e fragilità psicologica, dato che il protagonista è stato accolto per un periodo in una clinica psichiatrica. Tratta dei primi amori e della difficoltà di essere sociali in un mondo in cui si deve lottare per ritagliarsi il proprio spazio. E di come si possa provare un senso di libertà tale da potersi sentire eroi, anche solo per un giorno.

Martin Eden di Pietro Marcello

Martin Eden fa parte del proletariato napoletano dei primi anni del 1900 e lavora come marinaio e manovale. Al pari di tutti i suoi amici e colleghi, ha dovuto interrompere gli studi elementari per poter guadagnare denaro. Tuttavia, quando conosce la bellissima e nobile Elena, vuole chiedere la sua mano. Si sente inadeguato e decide che la sua vita deve cambiare. Comincia così a divorare libri su libri, si misura con la composizione, sebbene acerba, di poemi. Scrive lettere appassionate e sgrammaticate alla bella ragazza, mentre è costretto a trasferirsi per frequenti periodi a causa del lavoro. Finalmente Martin diventa l’erudito che sognava di essere, ha conquistato la donna dei suoi sogni e ha successo come scrittore.

Ma le sue origini e i suoi tormenti sono destinati ad insidiarlo per sempre? La sua personalità cambia e si chiede se tutto quello che voleva, ora che lo possiede, lo renda felice. Martin Eden si è ispirato liberamente al romanzo omonimo dello scrittore statunitense Jack London, e il testo contiene una forte critica al capitalismo cinico dell’epoca, che aveva ridotto moltissimi statunitensi ad una vita di stenti e difficoltà. Anche qui, seppure l’ambientazione sia l’Italia, scopriamo le difficoltà della classe sociale più povera di farsi strada in un mondo in cui si affossa piuttosto che aiutare il prossimo. Riflettiamo su cosa sia l’amore vero e su cosa possa fare il successo anche all’uomo più puro e vero che si conosca.

Amore e altri pericoli-Film Infinity

Allied- Un’ombra nascosta di Robert Zemeckis

Con Brad Pitt e Marion Cotillard. L’agente segreto Max Vatan arriva a Casablanca per conoscere la collega Marianne Beausejour e fingersi suo marito. Insieme i due devono farsi invitare al ricevimento dell’ambasciatore tedesco e assassinarlo. L’operazione è un successo e tra Max e Marianne nasce inaspettatamente un sentimento di affetto reale. Max però, anni dopo, scopre che la moglie Marianne sta probabilmente tramando con il nemico e ha soltanto settantadue ore per provarne l’innocenza e salvare la propria famiglia. Si tratta di un film che abbraccia il thriller, l’action movie e le tinte misteriose e affascinanti del noir, lasciando con il fiato sospeso fino all’ultima scena.

La chimica tra i due attori protagonisti si percepisce sullo schermo, e ogni loro sguardo è intriso di sospetto, amore e diffidenza, quindi un punto forte è sicuramente la mimica facciale. Proponiamo anche Allied nei film Infinity da vedere perché ci fa riflettere sull’importanza di proteggersi dai nemici, fisici o mentali, e di trovare un posto sicuro nel quale riposarsi dalla cattiveria e dalla frenesia del mondo. Ma cosa accade quando il nemico resta in casa con noi quando giriamo la chiave nella serratura? Quanto siamo disposti a perdere per amore o per un ideale più grande?

film infinity

La pelle che abito di Pedro Almodóvar

Con Antonio Banderas e Elena Anaya. Toledo, 2012. Il chirurgo plastico Robert Ledgard vive nella sua lussuosa casa e clinica privata in compagnia della bellissima Vera. Un giorno, in sua assenza, arriva in clinica Zeca, figlio della governante: si tratta di un criminale psicopatico in fuga e chiede rifugio a sua madre. Quando vede Vera crede di riconoscere Gal, la moglie di Robert, con la quale aveva avuto una relazione segreta e che credeva morta carbonizzata in un incidente stradale. L’uomo imprigiona allora la madre e violenta Vera, ma a quel punto arriva Robert, che uccide Zeca sparandogli. Quella notte la governante spiega a Vera che Zeca e Robert sono entrambi figli suoi, anche se non lo hanno mai saputo: Robert, infatti, è stato cresciuto dalla famiglia per la quale la donna lavorava, mentre Zeca era stato portato dal padre a Bahia per usarlo come corriere della droga.

Robert aveva sposato una donna bellissima di nome Gal, dalla quale aveva avuto una figlia. La moglie però, quando incontra Zeca per la prima volta, venuto a nascondersi dalla madre, se ne innamora. Decide così di fuggire con lui, ma un brutto incidente la imprigiona in auto mentre sta esplodendo. Robert riesce a salvarle la vita, anche se la donna resta terribilmente sfigurata. Il tempo passa e Gal si cura, ma ecco che arriva una consapevolezza insopportabile per lei. Un giorno guarda per sbaglio la sua immagine riflessa e si trova orrenda; senza pensarci due volte si butta di sotto e si suicida, mentre la figlia sta giocando proprio in giardino. Questi gli inizi della storia tormentata e cupa dei protagonisti. Tra amori, tradimenti, passioni e riflessioni sui canoni di bellezza ai quali siamo abituati.

J. Edgar di Clint Eastwood

Con Leonardo DiCaprio e Armie Hammer. Conosciamo la storia biografica di John Edgar Hoover, diventato direttore dell’FBI nel 1900. Ormai vecchio, ripercorre la sua storia, da semplice impiegato al vertice del potere. La sua famiglia era composta da una madre molto autoritaria e da un padre vecchio e malato, e Edgar ha sempre nutrito il desiderio di fare carriera e difendere la patria. Gli affetti familiari, l’amore, i sogni, sempre in secondo piano. Se da un lato questa determinazione lo ha portato dove voleva arrivare, dall’altro gli ha fatto perdere molto, rendendolo estremamente solo e diffidente. Giorno dopo giorno si butta nel lavoro, e rinnova l’intero personale degli agenti speciali assunti dal dipartimento, richiedendo sempre più specifiche competenze.

È proprio nella selezione dei giovani agenti che conosce Clyde Tolson, collaboratore che lo accompagnerà durante tutta la sua vita, sia in ambito lavorativo che in quello privato: il rapporto tra i due va oltre la semplice amicizia, ma non evolverà mai del tutto. Vittima dei giudizi sociali, Edgar non può manifestare apertamente la sua omosessualità e non vuole rinunciare al duro lavoro di una vita per amore. Si tratta di una pellicola cruda che riporta con attenzione cronologica le tappe principali dell’incarico di Hoover, i suoi fallimenti e i suoi successi. Un’attenzione particolare anche al lato più umano dell’uomo, se non addirittura alla mancanza di questo.

Match Point di Woody Allen

Con Jonathan Rhys Meyers e Scarlett Johansson. Il giovane e talentuoso Chris Wilton è un irlandese di origini modeste, da poco ritiratosi dal tennis professionistico. Si reinventa istruttore in un club esclusivo di Londra, ma ha molte passioni: la letteratura russa, l’arte, la musica lirica. Questi aspetti lo avvicinano ad un suo allievo, il ricco Tom Hewett, il quale lo invita a teatro con la famiglia. Chris ha successo con la famiglia dell’amico, e si incuriosisce della sorella di Tom, Chloe. I due cominciano ad uscire regolarmente, a pranzo, a mostre e in giro per la città. Dopo poco però l’uomo incontra un’affascinante attrice, Nola, e si invaghisce di lei. La seduzione reciproca è interrotta dall’arrivo di Tom, che paradossalmente presenta Nola come la propria fidanzata. Nel frattempo tra Chris e Chloe nasce un legame affettivo, e Chris resta ancora nelle grazie degli Hewett, che lo aiutano a trovare un posto da dirigente.

Così l’ex tennista finisce per accettare i progetti di vita alto borghese pianificati da Chloe, ma resta molto interessato a Nola. Match point è la storia frizzante e cupa di un uomo al culmine della bellezza e del successo, indeciso su quale strada intraprendere e su quale amore scegliere. Da un lato, la stabilità economica e la consapevolezza di una relazione tranquilla. Dall’altro, l’imprevedibilità e la sensualità di una relazione clandestina. Tra una forte presenza di musica lirica e i tratti drammatici di pensieri omicidi, la storia si snoda davanti agli occhi dello spettatore, che non riesce a staccare gli occhi dallo schermo.

Un piccolo favore di Paul Feig

Con Blake Lively e Anna Kendrick. Stephanie è una madre vedova che gestisce un blog di ricette. Amante della cucina, delle buone maniere e di tutto ciò che riguarda l’ambito scolastico, prepara dolci in continuazione e aderisce a tutte le attività extra- curriculari della scuola del figlio. Un giorno incontra Emily davanti alla scuola. Lei è una donna bellissima, sensuale ed elegante, madre di un altro bambino della classe. Le due donne, nonostante le evidenti differenze, fanno amicizia. Emily domanda a Stephanie se può badare al figlio un pomeriggio, dopo la scuola. Non specifica quale sia il suo impegno, ma comunica che il suo aiutante e famoso marito non può aiutarla. Così la servizievole Stephanie accetta. Ma passano le ore e la donna non ritorna a prendere il figlio.

Dopo essersi allarmata, chiama il marito, e in breve viene allertata anche la polizia: Emily sembra infatti scomparsa nel nulla, senza aver lasciato traccia. Stephanie decide di chiedere aiuto alle follower del suo blog; ma non sa che la verità è più spaventosa dei peggiori scenari che lei si possa immaginare. Un piccolo favore è un thriller che sulla scia di L’amore bugiardo ci presenta un gioco di rivalità e vendetta tutta al femminile, in cui l’uomo è solo un burattino nelle mani della manipolazione della donna. La quale non ha sempre le carte in regola per diventare madre e moglie “dell’anno”.

film infinity

Crazy stupid love di Glenn Ficarra e John Requa

Con Emma Stone, Ryan Gosling e Steve Carrell. Cal è un uomo in crisi con la moglie, che sembra aver perso completamente interesse nei suoi confronti. Disperato, passa le sue giornate dentro un locale chic della città, fino a quando non incontra Jacob. Il Casanova dei millenial, si intenerisce e decide di aiutare Cal a riconquistare la moglie. O, se non altro, a sedurre tutte le donne che desidera. Nemmeno Jacob però è al sicuro: sa sempre abituato ad avere in pugno le sue relazioni occasionali, una sera conosce Hannah e ne rimane stregato.

La vita di Cal e quella di Jacob non sono destinate a restare separate a lungo, al di là dei loro incontri al locale. Infatti una sorpresa più o meno piacevole si nasconde dietro l’angolo. Crazy stupid love è una storia di amori folli, difficili e insensati, che nascono in un secondo e possono durare interi mesi. O di relazioni occasionali che si consumano più velocemente di un cocktail. Ci viene raccontata la difficoltà di riallacciare i rapporti familiari quando le cose vanno male, e di quanto possa essere ironica e strana la vita. Insomma, una di quelle commedie intelligenti che lasciano un sorriso e danno anche spunti di riflessione interessanti.

film infinity

Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese

Eva e Rocco, marito e moglie, invitano a cena i loro amici di sempre: Cosimo e Bianca, Lele e Carlotta, e Peppe. I padroni di casa sono da tempo in crisi, ed Eva mal sopporta gli sbalzi d’umore della figlia adolescente Sofia, che continua a volersi confidare solo con il padre. Cosimo e Bianca sono invece novelli sposi e lei vorrebbe avere un figlio. Lele e Carlotta sono i coniugi sposati da più tempo e hanno due figli, oltre che molti problemi. Infine Peppe è un ex professore di educazione fisica divorziato e ora senza lavoro. Peppe aveva promesso di presentare agli amici Lucilla, la sua nuova compagna, che purtroppo non è potuta venire alla cena a causa di una brutta febbre. Durante la cena, gli amici discutono di una coppia che si è recentemente separata a causa di un tradimento scoperto dalla moglie, leggendo un messaggio sul cellulare del marito.

Raccontando questa storia, Eva propone a tutti di fare un gioco: ognuno deve appoggiare sul tavolo il proprio telefono, e leggere ogni messaggio che arriva da quel momento in poi, ad alta voce. Quello che sembra un gioco innocente, scatenerà litigi, svelerà segreti e non perdonerà le bugie (più o meno) bianche dei coniugi. Il film ci parla di qualcosa che tutti noi conosciamo molto bene, ovvero la dimensione privata e intima che celiamo anche ai nostri più cari amici o partner. Perché si sa che se la vita segreta è nota solo a noi, quella pubblica e quella “privata” sono su un altro piano. Quante maschere dobbiamo indossare per trovare davvero noi stessi?

Morte e dintorni – Film Infinity

The Dressmaker- Il Diavolo è tornato di Jocelyn Moorhouse

Con Kate Winslet e Liam Hemsworth. Australia, anni ’50 del Novecento. Tilly, un’affermata stilista di moda, torna nel proprio paese d’origine, il desertico Dungatar, da dove era stata costretta a fuggire per un’accusa di omicidio. Era avvenuto un incidente che l’ha traumatizzata al punto da averlo rimosso. Dopo i primi momenti di sconforto nel ritrovare gli stessi concittadini bigotti e scostanti nei suoi confronti, decide di prendere in mano la situazione e di architettare una vendetta a regola d’arte.

Perché non ha ancora accettato di essere stata obbligata ad andarsene, anni prima, quando non sapeva ancora niente della vita ed era spaventata e sola. Mentre sceglie come agire, porta in città una ventata di modernità, con le sue creazioni di alta moda che mettono in risalto le forme di donne, introverse e scandalizzate dalla sensualità della stilista. The Dressmaker è nella lista dei film Infinity da vedere perché parla di una vendetta servita freddissima, decenni dopo i fatti che hanno cambiato la protagonista per sempre. Nonostante lei non voglia mai ricordare fino in fondo. Parla di passione e di sentimenti repressi, di donne forti e anche di moda.

film infinity

Auguri per la tua morte di Christopher B. Landon

Con Jessica Rothe e Israel Broussard. Tree, una studentessa maleducata e poco attenta ai bisogni altrui, si sveglia nel letto di Carter, dopo una nottata brava. Quella stessa notte viene assassinata da un killer misterioso, che si nasconde dietro la maschera di un neonato, mascotte di un evento organizzato dal college. Dopo essere morta, si risveglia nel letto di Carter, e capisce presto che è condannata a rivivere il giorno della propria morte, fino a quando non riesca a smascherare il proprio assassino e a mettere fine alla sua follia omicida.

A metà tra una teen comedy e un horror, Auguri per la tua morte ci mette in guardia sulle persone da cui scegliamo di circondarci, che andrebbero selezionate con cura. Ci dimostra che niente (e nessuno) è come sembra, e che nella vita non è mai troppo tardi per tornare sui propri passi e migliorare qualche aspetto. Come fa Tree col rapporto paterno, per esempio. Un film che aveva tutta l’aria di essere l’ennesimo horror pseudo-parodia e che invece lancia importanti spunti di riflessione, senza perdere il ritmo pop e la freschezza dei film pensati per un target adolescente.

film infinity

L’inganno di Sofia Coppola

Con Colin Farrell e Nicole Kidman. Virginia, 1864. Martha Farnswort gestisce un piccolo collegio femminile che è rimasto quasi abbandonato a causa della Guerra di Secessione. Le uniche persone a viverci sono la stessa direttrice, la maestra Edwina Morrow e cinque studentesse, che si sono adattate a vivere da sole e nascoste per paura di subire le violenze da parte dei soldati. Un giorno il caporale nordista John McBurney, scampato all’attacco nemico ma gravemente ferito a una gamba, viene trovato nel bosco dalla piccola Amy. La bambina conduce l’uomo al collegio, dove Martha lo accoglie e gli presta le cure necessarie, anche se molto diffidente nei suoi confronti. L’obiettivo è rimetterlo in sesto e farlo tornare al più presto da dove è venuto, in modo da poter far ritornare il collegio in una situazione di placida quotidianità. Tuttavia, man mano che il soldato guarisce, si offre di fare dei lavoretti in casa, chiacchiera con le ospiti e affascina in particolare Martha ed Edwina.

L’uomo è consapevole di avere tutto questo potere sulle donne, dato che queste cominciano ad abbellirsi e a fare a gara a chi è più carina ai suoi occhi. Riesce così a far ricredere Martha e a farla ragionare sull’eventualità di tenerlo al collegio come giardiniere e tuttofare. Intanto l’uomo dichiara il suo amore ad Edwina, la quale è diventata insofferente alla vita collegiale e vorrebbe essere portata via e sposarsi. Ma nulla è come sembra, e l’amore ha mille sfaccettature, non tutte rosee e benefiche per chi si trova coinvolto. L’inganno parla di invidia tra donne, di cattiveria repressa e di quanto la passione possa spingere a commettere azioni mai pensate prima.

Il Padrino di Francis Ford Coppola

Con Marlon Brando e Al Pacino. New York, 1945. Vito Corleone, padrino della famiglia Corleone, è un immigrato siciliano. È diventato un criminale molto abbiente e rispettato nel suo ambiente. Opera soprattutto nel gioco d’azzardo illegale, nella prostituzione e nei racket sindacali. Nella sua organizzazione mafiosa coinvolge tutta la famiglia, dal primogenito Santino, a Fredo, al figliastro Tom, brillante avvocato divenuto braccio destro del capo. Vito deve il suo potere alla violenza e alla paura che esercita sui suoi sottoposti, ma anche ai legami d’amicizia che instaura con loro. Il suo concetto di amicizia riguarda lo svolgimento di favori in cambio di devozione e riconoscenza, e questo ha portato il mafioso a stringere accordi con molte personalità del mondo legale.

Arriva il giorno in cui fa sposare la figlia Connie con sfarzosi festeggiamenti, e proprio in quell’occasione riceve Virgil Sollozzo, un pericoloso trafficante di droga chiamato “Il Turco”, che gli chiede protezione e denaro. Il boss rifiuta, anche se Santino e Tom si erano dimostrati favorevoli all’accordo. Scoppia così tra le famiglie una lotta sanguinaria fatta di reciproci attentati ai principali capi e rappresentanti. Stiamo parlando di un grande classico, primo film di una trilogia che ha fatto la storia e che regalato a Brando e Pacino dei ruoli indimenticabili. Per gli appassionati di crime story e thriller, Il Padrino è la scelta migliore, un film “che non si può rifiutare”.

Assassinio sull’Orient Express di Kennet Branagh

Con Kenneth Branagh, Johnny Depp, Daisy Riley e Michelle Pfeiffer. Un lussuoso viaggio a bordo dell’Orient Express si trasforma in una corsa contro il tempo quando viene commesso un omicidio. Mister Bouc, il direttore del treno, è preoccupato della polizia e dello scandalo, e chiede a Poirot (anch’egli passeggero) di risolvere il caso. Il detective interroga i sospettati durante una lunga sosta tra le montagne della Jugoslavia.

L’ultimo rifacimento cinematografico del celebre romanzo omonimo di Agatha Christie, giallista amatissima e scelta molto spesso come musa ispiratrice alla base di pellicole di questo genere. Una serie di sospettati apparentemente innocui, ma sappiamo che niente è come sembra, e chiunque potrebbe avere un movente per tutto, se ben motivato. Inseriamo il film nella lista di Infinity perché è forte di un’ottima fotografia e di un cast stellare, e racconta una storia già sentita ma che fa sempre piacere ritrovare. In una versione diversa e con la sensibilità specifica di Branagh.

film infinity

Quel giorno d’estate di Mikhaël Hers

Con Vincent Lacrosse e Stacy Martin. David vive a Parigi e riesce a guadagnare qualcosa grazie a piccoli lavoretti occasionali. Allergico alle responsabilità, è cresciuto orfano di padre e con una madre assente. L’unico contatto familiare è rappresentato dalla sorella maggiore Sandrine, madre di Amanda, bambina di 7 anni. Sandrine è un’insegnante di inglese e alleva Amanda da sola, bada al fratello e aspetta di innamorarsi di nuovo. Durante l’estate David incontra Léna, appena trasferitasi a Parigi, e tra i due nasce un sentimento d’amore. Quando tutto sembra andare per il meglio, accade un fatto che sconvolge tutta la cittadina francese: un attacco terroristico causa la morte immotivata di moltissime persone, tra le quali Sandrine. Anche Léna viene ferita dagli spari dei terroristi, ma riesce a sopravvivere.

Oltre a dover affrontare lo shock e il dolore della perdita, ora David deve prendersi cura della giovane nipote e trovare, insieme a Léna, una nuova serenità per ricominciare a vivere. Se la pellicola si apre con la leggerezza e la giusta dose di frivolezza dei giovani ragazzi e dei bambini, che vivono la loro routine senza pensare troppo al domani, il film si chiude con tutta una nuova consapevolezza. E siamo immersi nei procedimenti psicologici (ma anche burocratici) che seguono un evento di tale portata. Un approccio non aggressivo per un tema attuale e violento.

The Rhythm Section di Reed Morano

Con Blake Lively e Jude Law. Stephanie Patrick è una tossicodipendente che si mantiene economicamente tramite la vendita del suo corpo, in una Londra squallida e malfamata. La sua autodistruzione è dovuta ad un trauma che ha subito tre anni prima: la sua famiglia, composta dai genitori Andrew e Monica e dai fratelli David e Sarah, è rimasta uccisa in un disastro aereo. I giornali hanno riportato la tragedia come un incidente, ma la verità è che si è trattato di un attacco terroristico, insabbiato dal Governo perché troppo pericoloso per l’incolumità dei cittadini. I terroristi infatti si trovano ancora a piede libero, seppure sorvegliati. Stephanie scopre questo grazie all’incontro con un giornalista, che indaga segretamente sul caso e si affida alle soffiate di una fonte segreta, un agente dei servizi segreti.

Stephanie si informa sull’identità della spia e decide di andare sotto copertura, assumendo l’identità di un noto assassino. Adesso è lei contro tutti, e si può fidare solo del suo istinto e della sua determinazione a fare giustizia. La storia parla di vendetta, di una donna che arriva ai suoi obiettivi non con il fascino e la seduzione, ma con la forza fisica. Che non ha come scopo quello di diventare temibile e di mostrare la sua forza, ma di chiudere per sempre con un trauma che l’ha distrutta per anni. Pochi combattimenti sensazionalistici e acrobazie esagerate, ma lotte corpo a corpo, realistiche. Per un finale con un ultimo colpo di scena.

the rhythm section recensione

 Cena con delitto di Rian Johnson

Con Daniel Craig e Ana de Armas. Il famoso scrittore di romanzi gialli Harlan Thrombey viene trovato morto nella propria camera. Tutto lascia pensare che si sia trattato di un suicidio, come sospettano il detective Elliot e l’agente Wagner, ma secondo l’investigatore privato e consulente Benoit Blanc ci sono ancora troppe domande irrisolte. In particolare, si chiede come mai quella mattina una busta anonima, piena di denaro, sia stata recapitata alla porta del detective con la richiesta di investigare. L’anziano scrittore è stato trovato morto la mattina dopo aver festeggiato il proprio ottantacinquesimo compleanno, attorniato da tutta la famiglia, venuta in visita.

Ogni membro del nucleo familiare potrebbe avere avuto dei moventi per assassinare il vecchio, e non resta che capire chi abbia davvero commesso un atto tanto efferato. Quanto ne sa Marta, l’infermiera che era stata incaricata di assistere Harlan e di alleviare i suoi problemi di salute? Cena con delitto è descritto come un moderno giallo deduttivo e presenta un super cast pronto a giocare ad una versione cinematografica di “Cluedo”. Tra colpi di scena, siparietti ironici e un ritmo incalzante che promette intrattenimento e la risoluzione di un crimine a tutti gli effetti.

I particolari– Film Infinity

Arrival di Denis Villeneuve

Con Amy Adams e Jeremy Renner. Alcune misteriose astronavi aliene arrivano sulla Terra: una linguista molto abile e fuori dagli schemi viene contattata per aiutare l’esercito americano. Deve comprendere il modo di comunicare degli extraterrestri, e per decidere se effettivamente abbiano intenzioni pacifiche o se siano una minaccia per l’umanità. Il monolite gigante che sosta a pochi metri dal suolo terrestre incute timore, non è simile a nulla di quello che l’uomo conosce. Così come la loro navicella, anche le figure extraterrestri al suo interno sono molto complesse da interpretare, ma la linguista capisce che anche loro utilizzano un alfabeto per comunicare.

In una lotta contro il tempo, dovrà capire se difenderli o appoggiare le potenze mondiali, che vogliono muovere guerra al più presto. Questa è una storia che parla di diversità e di paura di ciò che non si conosce, estremizzata alla classica figura dell’alieno che proviene da molto lontano. E la società mostrata non è tanto quella curiosa di entrare in contatto con l’ignoto, ma chiusa su se stessa, guerresca e per certi versi ignorante. Arrival fa parte della lista di film Infinity perché il taglio filosofico lo rende uno sci-fi impegnato e per nulla scontato.

film infinity

Madre! di Darren Aronofsky

Un uomo e una donna molto più giovane di lui si sposano e vanno a vivere in una bellissima villa isolata e tranquilla, da ristrutturare e rendere abitabile. Lei si occupa della casa, lui è uno scrittore famoso che però negli ultimi tempi non riesce a trovare la giusta ispirazione. Durante questi lavori, si presenta improvvisamente a casa della coppia un uomo malato, che chiede una stanza per la notte. Non solo: arriveranno di lì a poco anche la moglie e i due iracondi figli. Da quel momento la serenità dei coniugi verrà messa a dura prova. Madre! è un film da scegliere, poiché serve del tempo per assimilare e interpretare ogni scena e situazione. Una sola visione non permette di giudicare completamente, e conosciamo abbastanza la regia di Aronofsky per sapere che le sue sono sempre atmosfere inquietanti e confusionarie.

La storia, interamente improntata sulla storia biblica e sul mondo della natura, ha la capacità di immergere in modo totale chi guarda nei mondi onirici e infernali dei protagonisti. Porta a riflettere su cosa sia l’amore per un partner ma anche per qualche ideale più alto; su cosa significhino sacrificio e follia. Non solo questi gli argomenti trattati, ma anche l’infanticidio, le conseguenze del peccato, gli errori che la società continua a commettere. La pellicola lascia lo spettatore alla fine della visione profondamente disturbato e confuso, e il caos scatenato dall’enorme quantità di figure presenti nella casa della coppia lascia il film impresso nella mente.

The Terminal di Steven Spielberg

Con Tom Hanks, Stanley Tucci e Catherine Zeta Jones. Viktor Navorski arriva all’aeroporto J.F. Kennedy di New York dalla Krakozhia, un piccolo stato nato dalla frantumazione dell’Urss. Viene però subito bloccato e non può più proseguire con il suo viaggio, perché nella sua patria c’è stato un colpo di stato. Il nuovo regime non viene riconosciuto dagli Stati Uniti e quindi lui non può entrare in America. Viktor quindi, non potendo uscire dal terminal, ne fa la sua nuova casa. Dorme, mangia e si veste nell’aeroporto, e frequenta i passanti, addirittura trovando anche piccoli lavoretti per mantenersi.

Si tratta di una storia apparentemente surreale e comica, ma che in realtà fa riflettere sul ruolo dell’immigrato e sulle difficoltà che deve affrontare ogni giorno, molte delle quali veramente ingiuste, e assurde. Viktor è un uomo buono che ha nostalgia di casa ma che conosce molto bene la via per realizzare i suoi sogni, che prevedono l’arrivo in patria americana. La sua ingenua semplicità e la capacità di vedere sempre il buono delle persone lo rendono non un passante dell’aeroporto fra i tanti, ma il passante che “si ferma”, e vede oltre l’apparenza e la fugacità del mondo moderno.

film infinity

Grand Budapest Hotel di Wes Anderson

Con Ralph Fiennes, Bill Murray, Tilda Swinton e Saoirse Ronan. Proponiamo anche questa pellicola tra i film Infinity da recuperare. Monsieur Gustave è il concierge, ma è di fatto il direttore del Grand Budapest Hotel, situato nell’immaginaria Zubrowka. Gode della confidenza delle signore attempate, tra le quali Madame D, che gli affida un prezioso quadro. In seguito alla sua morte il figlio Dimitri accusa Gustave di averla assassinata e l’uomo finisce in prigione. Con l’aiuto del suo portiere immigrato, verrà coinvolto in una serie di avventure rocambolesche, che vedranno l’interazione tra molti personaggi che ruotano intorno al Grand Budapest.

Un film che parla di frontiere, che hanno diviso l’Europa per molto tempo e non hanno permesso alle persone che venivano arrestate e fatte sparire di tornare a casa. Dell’amore in tutte le sue declinazioni, da quello tenero e impacciato dei ragazzi a quello disilluso e interessato di Gustave. Da quello per la propria attività a quello per l’amico in difficoltà. Il regista ci accompagna nel suo surreale mondo color pastello, eccentrivo e pieno di colpi di scena. Troviamo inseguimenti ed elementi da film giallo, ironia e trovate fiabesche, personaggi sopra le righe ma al tempo stesso resi così reali per le loro insicurezze e debolezze.

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Sausage party – Vita segreta di una salsiccia di Greg Tiernan e Conrad Vernon

In un supermercato americano chiamato Shopwell’s, gli alimenti in vendita diventano vivi ogni notte. Tra festini e rivalità tra corsie, il loro obiettivo principale è essere scelti dai compratori umani e portati a casa, visti come quelli che potranno farli accedere al Grande Oltre. Non è altro che il mondo vero, ciò che vive pulsante intorno ai metri quadri limitanti del supermercato, e tutti vogliono scoprire cosa li aspetta insieme ai tanto amati uomini. Tra gli articoli in vendita, un würstel di nome Frank, che sogna di poter stare finalmente insieme alla sua fidanzata Brenda, un panino, sperando di essere acquistati in coppia. Frank vive in un pacco di salsicce con i suoi due migliori amici, Barry e Carl, anch’essi ansiosi di poter uscire. Finalmente il giorno tanto atteso arriva, e i pacchi di Frank e Brenda vengono scelti insieme dalla stessa acquirente. Mentre gli articoli festeggiano all’interno del carrello, un vasetto di mostarda precedentemente riportato indietro e rimesso sugli scaffali li spaventa, raccontando che il Grande Oltre è solo una menzogna.

Prima di suicidarsi buttandosi giù dal carrello, la mostarda dice a Frank di parlare con Acquavite, che è a conoscenza della verità sul Grande Oltre e può mostrarla a Frank. Sausage party non è politically correct, è sboccato e volgare, ed è inevitabile ritrovarsi imbarazzati e confusi davanti ai discorsi di cibi da supermercato. Tuttavia, nonostante l’apparente demenzialità, la storia nasconde degli spunti di riflessione interessanti: ci parla di una società che non è mai quella che dice di essere, dell’invidia e della cattiveria del prossimo e della necessità di evasione dell’uomo, che non necessariamente porta alla tanto attesa libertà. Adatto a chi cerca un film leggero ma con qualche spunto per ragionare sull’attualità.

Il primo re di Matteo Rovere

Con Alessandro Borghi e Alessio Lapice. Ambientata nel 753 a.C., anno di fondazione di Roma secondo la tradizione, la pellicola è una rivisitazione del mito di Romolo e Remo. I due pastori Romolo e Remo vengono travolti da un’improvvisa e violenta esondazione del fiume Tevere, perdendo così tutti gli animali e finendo prigionieri della potente città di Alba Longa. I fratelli riescono a liberarsi dall’oppressione della schiavitù e liberano anche gli altri prigionieri latini e sabini, fuggendo per raggiungere il Tevere. Scelgono di prendere in ostaggio Satnei, la sacerdotessa della dea Vesta e portatrice del sacro fuoco, così da conservare il favore degli dei. Durante la fuga, cominciano però i primi dissapori. Il capo latino Tefarie si trova in contrapposizione alle decisioni di Remo, che vuole a tutti i costi portare con sé Romolo, ferito gravemente. Remo uccide allora in duello Tefarie, diventando di fatto capo della tribù, e poi re.

Il nuovo sovrano chiede alla sacerdotessa di predire il futuro, e scopre che tra lui e Romolo, uno fonderà un impero più grande di ogni immaginazione, e l’altro verrà ucciso dallo stesso. Remo e la sua tribù interpretano la divinazione vedendo in Romolo colui che dovrà morire per la grandezza del fratello. Il primo re è un film particolare, costruito sui silenzi di una colonna sonora pressoché assente e su dialoghi interamente in latino. Le immagini crude e violente ci avvicinano ad un passato in cui chi si dimostrava più forte fisicamente aveva la meglio, un passato di credenze e leggende popolari. Di speranza in un futuro migliore ma ancora molto nebuloso. Un futuro, però, che è diventato storia.

Cos’è una famiglia?- Film Infinity

 Revolutionary Road di Sam Mendes

Con Kate Winslet e Leonardo DiCaprio. Revolutionary Hill, New York, 1955. Frank e April Wheeler sono una giovane coppia middle class abita in un sobborgo benestante. April partecipa con modesti risultati alle recite teatrali del luogo e Frank sta cercando il lavoro che possa rappresentarlo appieno. Belli e colti, intelligenti e sofisticati, i Wheeler sono ammirati dai vicini di casa, ma nella vita privata non riescono a comprendersi davvero. Litigate, figli non voluti e vecchi rancori mai archiviati del tutto, li logoreranno dentro e faranno sì che odino le sciocche convenzioni sociali di quegli anni.

Questa è una pellicola che racconta di un amore fallito che si trascina triste e sanguinante senza meta. Di aspettative e “sogno americano” che vengono brutalmente infranti e gettati alle ortiche, facendo perdere la bussola alla coppia. Della difficoltà di aprirsi al prossimo in una società pronta a vedere i tuoi fallimenti e a vivere d’invidia. Revolutionary Road è inserito nei film Infinity da vedere perché si confronta con la crudezza della vita, lontana dal paradiso sperato. Invischiata in una situazione di immobilismo che non permette di dare un taglio allo stile di vita più convenzionale ma poco felice.

film infinity

The greatest showman di Michael Gracey

Con Hugh Jackman, Michelle Williams, Zac Efron, Rebecca Ferguson e Zendaya. Inizio Ottocento. Phineas Taylor Barnum è un uomo che si è fatto da solo, nato poverissimo in un’Inghilterra ostile per il povero e il diverso. Si sposa con la nobile Charity e avrà con lei due figlie, che diventeranno i motivi della sua voglia di sfondare. Phineas è deciso a fare qualcosa di grande, per cui essere ricordato, e pensa ad un circo formato da talenti svariati. Quando comincia ad avere successo anche tra le alte sfere della società, perde la bussola e diventa avido, pretendendo sempre di più.

Riuscirà a riscoprire i valori che lo hanno fatto diventare l’uomo di successo che è ora? Un film che racconta la nascita dell’intrattenimento prendendo spunto da una storia vera, ma che elogia la diversità e il coraggio di chi va oltre le apparenze e decide di vivere secondo la sua natura. La famiglia è quella che due partner si creano grazie al loro amore, ma anche quella che nasce tra colleghi e amici, così come accade alla troupe di Phineas.

film infinity

L’amore bugiardo di David Fincher

Con Rosamunde Pike e Ben Affleck. Altro film Infinity che proponiamo, L’amore bugiardo. Nick Dunne e la moglie Amy sono una coppia molto diversa. Lui è uno scrittore del Missouri in cerca di ispirazione, e nel frattempo insegna giornalismo al college ed è co-proprietario di un bar assieme a sua sorella Margo. Amy fa parte di una famiglia benestante, composta da due famosi psicologi newyorkesi ed è stata l’ispiratrice della popolare serie di libri per bambini Amazing Amy, creata proprio da loro. Una volta sposati, hanno entrambi perso il lavoro e hanno cominciato ad accusare seri problemi di coppia. All’improvviso, un giorno Amy scompare, senza lasciare un biglietto al marito e nemmeno ai familiari. Partono le ricerche che ben presto diventano un caso nazionale, data la fama della famiglia di Amy. Tutti sono convinti che la moglie sia morta, perché mai si sarebbe allontanata volontariamente dalla sua vita.

Nick è uno dei principali sospettati, anche se giura di non sapere che fine abbia fatto la moglie. La polizia e i giornalisti assediano la loro casa e Nick si ritrova inghiottito dal vortice di menzogne e preoccupazione che lo circonda. Un diario in cui Amy annotava i suoi brutti pensieri sul coniuge sembra incastrarlo definitivamente. Ma se la situazione fosse diversa da come appare? Se la moglie fosse scomparsa di proposito e fosse ancora viva? L’amore bugiardo è un thriller avvincente e pieno di colpi di scena, e ci racconta una storia d’amore malata, colpita dal tradimento e dalla vendetta, e da disuguaglianze sociali che non si sono mai attenuate del tutto.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

Con Frances McDormand, Woody Harrelson e Sam Rockwell. Mildred Hayes è distrutta dal dolore, perché deve fare i conti con la morte della figlia adolescente, violentata e uccisa. Cerca di coinvolgere la polizia del Missouri per indagare sul delitto e trovare il colpevole, ma le ricerche dopo qualche tempo cessano e il caso è archiviato. Mildred allora commissiona di tasca sua tre manifesti con tre messaggi precisi diretti a Willoughby, sceriffo di Ebbing. Affissi in bella vista nella strada principale che porta all’entrata del paese, provocheranno reazioni molto forti nella comunità e riapriranno il caso. Questo è un film che parla di dolore crudo, intenso e poco “cinematografico”.

Niente scene lacrimevoli e momenti toccanti belli da vedere, ma sofferenza violenta che si manifesta in tutta la sua sgradevolezza, con personaggi che volutamente non permettono empatia ma solo una comprensione distaccata. La trama procede non tanto con la ricerca forsennata dell’assassino, quanto con la guerra mediatica che Mildred porta avanti. Tre mannifesti a Ebbing, Missouri termina poi in modo ciclico, ovvero senza una soluzione, quindi più che una storyline precisa, qui troviamo un film introspettivo che analizza l’amore di una famiglia e l’emotività che riesce a scatenare azioni e reazioni.

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