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Spider-Man: Far from Home – Recensione del film Marvel con Tom Holland

L'Uomo Ragno torna nelle sale dopo Avengers: Endgame e lo fa in grande stile

Spider-Man Far From Home recensione. Jon Watts torna dietro la macchina da presa per dirigere il ventitreesimo film del Marvel Cinematic Universe (MCU) nonché sequel di Spider-Man: Homecoming. La pellicola si presenta come ultimo atto della cosiddetta “Fase Tre” e della “Saga dell’Infinito“, aprendo così la strada per la tanto agognata “Fase Quattro”.

Il personaggio di Mysterio fa il suo debutto nei cinema, nonostante in passato Sam Raimi avesse già provato ad inserirlo nel mai realizzato “Spider-Man 4”. Negli storyboard e concept realizzati da Jeffrey Henderson appare però con fattezze molto diverse da quelle che Jake Gyllhenaal gli ha conferito.sam raimi storyboard

Spider-Man: Far From Home si pone il preciso obiettivo di mettere un punto a tutto ciò che nell’Universo Marvel è successo fino ad ora; questo non vuol dire che venga tralasciata la componente emotiva, il distacco dal passato è duro, sia per i fan che per il protagonista. Il viaggio personale di Peter diventa in parte anche nostro, offrendoci la possibilità di ricercare insieme il giusto modo per superare il triste destino di Iron Man. A tutto questo si aggiunge il timore per l’ignoto e per cosa ne sarà dei personaggi che dal lontano 2008 ci hanno accompagnato fino ad oggi. Un grande banco di prova per la Casa delle Idee che cercando di far accettare a Spider-Man il suo destino cerca metaforicamente di farlo accettare anche a noi.

Indice

Trama – Spider Man Far from Home recensione

Il film è ambientato poco dopo gli eventi di Avengers: Endgame, con tutto ciò che questo comporta dal punto di vista emotivo per il protagonista. Peter Parker è un super eroe ma è anche, e soprattutto, un tipico adolescente americano ancora confuso da tutto ciò che l’ha travolto. Il giovane Uomo Ragno dopo essere finito nello spazio e aver combattuto Thanos ha un solo desiderio, quello di rilassarsi insieme al suo amico Ned e godersi il loro viaggio d’istruzione in Europa. L’imprevisto è però dietro l’angolo e non passerà molto prima che sia costretto ad indossare di nuovo il costume per combattere gli Elementali; queste sono strane creature composte dagli elementi fondamentali. La minaccia sembra essere mondiale, gli attacchi avvengono infatti in diverse nazioni, comprese quelle dove Peter e i suoi compagni di classe stanno soggiornando.

Nick Fury convoca quindi Spider-Man e lo invita a collaborare con Mysterio/Quentin Beck (Jake Gyllenhaal), un nuovo eroe comparso da poco sulla scena. Di lui si sa solo che proviene da una Terra alternativa a quella dove si svolgono i fatti narrati nel Marvel Cinematic Universe; inoltre risulta avere un grande numero di informazioni sugli Elementali, sapendo sia dove trovarli che come sconfiggerli. La lotta si farà serrata, Mysterio e Spider-Man cercheranno in ogni modo di salvare le città dove i misteriosi esseri fanno la loro comparsa. Al filone principale si affiancheranno altri intrecci narrativi, su tutti quello che vede svilupparsi il rapporto amoroso tra Peter Parker e Michelle “MJ” Jones. Nonostante le sue “grandi responsabilità” il giovane super eroe cerca in ogni modo di vivere una vita normale, cercando disperatamente di dichiararsi al suo grande amore.spider man far from home recensione

Parola d’ordine: leggerezza

Il carico emotivo di Infinity War e Endgame è stato pesante dato che hanno determinato la fine del rapporto di molti attori con Marvel Studios. Questo si riflette nella continuity dei film con la scomparsa, o il semplice allontanamento, di molti degli idoli di grandi e piccini. Kevin Feige e soci si sono quindi impegnati nel cercare un modo per alleggerire la situazione e al contempo far girare gli ingranaggi del MCU.
La soluzione è stata mettere in scena un teen drama in piena regola, miscelato sapientemente agli elementi portanti di un classico cinecomic; accettando così il rischio tangibile di dar vita ad una creatura ibrida che alla fine avrebbe potuto scontentare ogni parte in causa. Per la gioia di tutti i fan ciò non è successo, riuscendo così ad evitare lo spiacevole effetto “Natale a Ragnarok.

Nel terzo capitolo di Thor vennero infatti inseriti numerosi intermezzi comici completamente fuori contesto che costrinsero gli attori a recitare battute o sketch non nelle corde dei propri personaggi. In Spider-Man: Far From Home tutto scorre invece nel più naturale dei modi, grazie alle ottime prove attoriali e una salda sceneggiatura. I protagonisti riescono ad amalgamarsi così bene da riuscire a passare dall’action al road movie, dal buddy movie alla commedia senza soluzione di continuità.
Tom Holland si dimostra sempre più sicuro nei panni dell’Uomo Ragno nella sua versione più giovane, non facendo rimpiangere le interpretazioni di Tobey Maguire. L’obiettivo dei Marvel Studios è chiaro, raccontare un super eroe adolescente che si comporta come tale. Questo fa dello Spider-Man attuale uno dei personaggi più coerenti dell’intero Universo cinematografico Marvel e al contempo quello con i margini di crescita più ampi.spider man far from home recensione

Da un grande potere derivano grandi responsabilità

La necessità di rendere questo secondo film un ponte tra vecchio e nuovo ha spinto gli sceneggiatori ad inserire una gran quantità di elementi. Questo si ripercuote sulla fluidità della narrazione che soprattutto nella prima parte risulta essere lenta e macchinosa, nonostante l’escamotage del viaggio faccia il suo dovere. Grazie ad un graduale crescendo il film riesce a dare il suo meglio nelle battute finali, attraverso scontri, rivelazioni ed incredibili effetti speciali. Le illusioni generate da Mysterio sono di grandissimo impatto visivo riportando alla memoria il mondo magico del Dr. Strange, ma rielaborato in chiave scientifica. Le sequenze in cui emerge tutto il “potere” di Quentin Beck sono sicuramente uno dei punti più alti raggiunti dai Marvel Studios in termini di effetti speciali e pathos. L’angoscia e il senso di smarrimento di Peter diventano i nostri, in un turbinio di illusioni e tradimenti che avrebbero messo K.O. chiunque.

Spidey riesce però a rialzarsi dopo ogni scontro, sia esso emotivo o fisico, riuscendo a rispondere colpo su colpo. In fondo stiamo parlando nientemeno che dell’Uomo Ragno, l’erede designato di Iron Man, per sua stessa volontà. In Far From Home le similitudini e i parallelismi tra i due diventano ancora più chiari; se in Iron Man 3 Tony doveva combattere contro un disturbo post traumatico da stress ora a fronteggiare la malattia è il giovane Peter. L’obiettivo di Stark è però quello di evitare che il suo pupillo soffra le sue stesse pene, decidendo di accompagnarlo a suo modo nel percorso di crescita e maturazione. Un film di formazione dove a forgiarsi non sarà solo il carattere dell’uomo ma anche quello del supereroe. “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, Tony lo sapeva bene, ora a doverlo capire è l’inesperto e fragile Spider-man.spider man far from home recensione

Considerazioni finali – Spider Man Far From Home recensione

Dopo Spider-Man: Homecoming e Spider-Man: un nuovo Universo il variegato mondo cinematografico dell’Uomo Ragno si arricchisce di un nuovo e convincente capitolo. La scomparsa di Iron Man ha richiesto di trovare una nuova figura intorno alla quale far ruotare le vicende del MCU e da cui tutto possa scaturire; un personaggio giovane che possa garantire uno sviluppo narrativo così convincente da poter eguagliare il travagliato e perfettamente riuscito percorso di maturazione di Tony Stark. Il Peter Parker di Tom Holland riflette appieno ognuno di questi requisiti, offrendo un sicuro appiglio nella nuova e ancora non ben definita “Quarta Fase”. Lo sparring partner con cui Holland divide lo schermo è di sicuro impatto; Gyllenhaal riesce a dar forma al suo super eroe personale attingendo a piene mani dalle sue esperienze passate.

Mysterio ricalca i tratti del protagonista de Lo sciacallo e di Velvet Buzzsaw, un uomo all’apparenza normale ma con un cosmo interiore malato e inquietante. Un peccato non vedere approfondito nel corso del film il suo passato e la sua psicologia data l’importanza attribuitagli nell’economia generale degli eventi. Un sacrificio comunque necessario se si pensa alla mole di eventi ed elementi introdotti nel corso dei 129 minuti della durata del film. Spider-Man: Far From Home riesce quininella non facile impresa di aprire un capitolo e di chiuderne un altro senza deludere. I detrattori dello Spidey adolescente non dovranno far altro che aspettare, arriverà sicuramente il tempo in cui sarà costretto ad affrontare situazioni più adulte. Per il momento non resta che goderci una delle saghe più fresche e godibili dell’intero panorama Marvel.mysterio jake gyllenhaal

Spider-Man: Far From Home

Voto - 7.5

7.5

Lati positivi

  • Perfetto mix di toni leggeri e toni drammatici
  • Effetti speciali
  • Seconda parte dal forte impatto emotivo e visivo
  • Capacità di collegare il vecchio al nuovo

Lati negativi

  • Prima parte eccessivamente lenta
  • Mancato approfondimento della psicologia di Mysterio

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