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The Perfection: recensione dell’horror psicologico su Netflix

Nuova uscita Netflix che parla di ossessione, musica e vendetta

The Perfection recensione. The Perfection è un horror diretto da Richard Shepard, presentato in anteprima mondiale al Fantastic Fest di Austin (Texas) il 20 settembre 2018. Fanno parte del cast Allison Williams e Logan Browning, le due protagoniste. In Italia è distribuito da Netflix e racconta dell’inusuale rapporto che si instaura tra due musiciste, legate da ricordi terribili sulla scuola che hanno frequentato. La pellicola è stata definita come l’horror “che fa sentire male gli spettatori” a causa di alcune scene molto forti e grottesche.

Shepard è stato anche il regista di The Matador con Pierce Brosnan e The Hunting Party con Richard Gere e Diane Kruger, oltre che dell’horror Salem. Nel 2007 ha ricevuto un Directors Guild of America Award e un Emmy Award per la regia dell’episodio pilota della fortunata serie Ugly Betty. Ha diretto Jude Law ed Emilia Clarke in Dom Hemingway, una commedia noir del 2013. In basso trovate la nostra recensione di The Perfection.

Anton: Perché ci impegniamo tanto, Charlotte?

Charlotte: Per essere migliori.

Anton: E perché?

Charlotte: Perché è quello che ci si aspetta da noi.

Indice

La trama – The Perfection recensione

Charlotte è una stimata violoncellista che ha iniziato la sua carriera giovanissima, presso la prestigiosa scuola di musica Bachoff. A causa della malattia della madre, è tuttavia stata costretta ad interrompere la carriera per accudirla e starle vicino. Elizabeth è la nuova stella della scuola, lodata dal proprietario e fondatore Anton. Quest’ultima è scelta come giudice per decretare quale sarà la prossima promettente bambina ad essere ammessa all’esclusivo insegnamento dei maestri. Charlotte, morta la madre, decide di contattare Anton e di volare in Cina per rivederlo e conoscere la nuova promessa sulla bocca di tutti.

Tra lei e Lizzie si instaura da subito una forte attrazione e decidono di intraprendere un piccolo viaggio insieme. Ma qualcosa comincia ad andare storto: Lizzie non si sente bene, viene sopraffatta da fitte alle tempie e da scariche di vomito che le fanno credere di essere sul punto di morte. Charlotte cerca di aiutarla come può, fino a quando non le propone una soluzione finale per eliminare quell’atroce malessere dal suo corpo. Ed è l’inizio di tutto.

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Il cast – The Perfection recensione

Alison Williams interpreta Charlotte, ex ragazzina prodigio ammirata da molti nel settore musicale. Ritirata forzatamente dalla carriera, sente la mancanza del suo strumento, ma al tempo stesso non crede più di essere all’altezza di suonarlo. Guarda con ammirazione ed invidia Lizzie, che invece è nel culmine del successo e sembra avere preso il suo posto. Ragazza fragile e posata, dimostrerà di non essere solo questo, tirando fuori un carattere tutt’altro che docile. Abbiamo visto la Williams nel celebre Scappa – Get out di Jordan Peele. Ha partecipato alla miniserie con Benedict Cumberbatch, Patrick Melrose. È l’interprete di una coraggiosa ed altruista spia in Una serie di sfortunati eventi, accanto a Neil Patrick Harris.

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Logan Browning è Elizabeth, giovane musicista abilissima ed apprezzata dagli esperti del settore. Sotto pressione e tesa, quando conosce il suo idolo, le chiede di passare una vacanza insieme. Nonostante il carattere deciso e risoluto e gli atteggiamenti sensuali e sicuri, sente di avere bisogno di una pausa dalla frenetica scaletta di concerti. La Browning è presente nel film Bratz, ispirato dalle famose bambole dai lineamenti marcati, e in alcune serie, tra le quali Ned – Scuola di sopravvivenza. È nota soprattutto per aver impersonato Samantha White in Dear White People.

Steven Weber veste i panni di Anton, rigido ed elegante maestro e fondatore della Bachoff. Un uomo che incute soggezione e dimostra professionalità, ammirato dai colleghi, ma con dei lati oscuri spaventosi. Weber ha partecipato alle conosciute serie 2 Broke Girls accanto a Kat Dennings e Beth Behrs, e a Tredici, con Katherine Langford. È protagonista della commedia Jeffrey, dove interpreta un gay con la paura di contrarre l’AIDS, e al comico Dracula morto e contento. Nel 1997 è protagonista della miniserie televisiva Shining, interpretando il ruolo che fu di Nicholson.

Il prezzo della perfezione – The Perfection recensione

Il miraggio della perfezione. Da quanto tempo l’uomo ne percorre le strade impervie per arrivarci? Shepard ci pone davanti ad una delle questioni esistenziali e la porta all’esasperazione. Il maestro Anton cerca delle allieve ineccepibili che si possano dedicare alla musica, allontanandosi dagli affetti familiari e impossibilitate a costruirsi relazioni. L’incredibile violenza in caso di errore le segna profondamente e imprime nel loro cervello che tutto ciò è giusto, se l’obiettivo è qualcosa di più alto. Ma a quale prezzo? Giovani esistenze appassionate e fiduciose verso il mondo che vengono rovinate, segregate e usate.

Anche dopo anni di lontananza dalla Bachoff, Charlotte sente ancora forti quei precetti che Anton e i colleghi le hanno inculcato, e quando si ritroverà a suonare, il timore di non essere all’altezza si risveglierà fortissimo in lei. Anche Lizzie, quando si renderà conto di non potersi più esibire come prima, avrà un crollo emotivo, e si sentirà in dovere di giustificarsi e chiedere perdono ai maestri della scuola.

Forse il regista ci vuole far riflettere su quanto sia pericoloso e deleterio esigere da se stessi standard altissimi, che non aiutano a migliorare ma che diventano patologici. E quanto sia fondamentale circondarsi da persone che possano aiutarci ad arricchirci, non ad ossessionarci con ciò che un tempo amavamo. La morale è che la perfezione ha sempre una data di scadenza; e prima o dopo si allontana di nuovo, forse in modo definitivo, da noi.

Niente è come sembra – The Perfection recensione

Inizialmente lo spettatore conosce alcuni lati del carattere di Charlotte e degli episodi spiacevoli della sua vita, così da empatizzare con lei. Ma proseguendo con lo sviluppo della trama, si comincia a dubitare delle buone intenzioni della ragazza nei confronti di Elizabeth, la quale nelle prime scene sembrava avere qualcosa di oscuro da nascondere. Ha dentro di lei qualcosa di cattivo, o la vendicativa è Charlotte, gelosa perché l’altra le ha rubato il posto di stella della Bachoff?

Non si comprende mai dove stia la verità fino alle ultimissime scene, così veloci e sconvolgenti da doversi prendere dei momenti di riflessione post-visione. Lo spettatore non è in grado di mantenere una sola opinione sui personaggi principali, compreso Anton, uomo integerrimo e professionale, ma ambiguo e violento. Tutti sono il contrario di tutto, e il fatto di conoscere i personaggi tramite le loro azioni e poco tramite la loro psicologia ed interiorità, ci lascia nel dubbio fino alla fine. E forse ancora oltre.

Influenza cinematografica di Suspiria – The Perfection recensione

The Perfection è certamente stato influenzato da diverse pellicole di genere horror-drammatico del passato. In particolare, il paragone con Suspiria di Luca Guadagnino (e con l’originale di Dario Argento) è il più evidente. Entrambi si aprono con l’ultima importante esibizione della storia della scuola (Markos Tanz per Suspiria e Bachoff per il film in analisi), di ballo o musicale. I maestri sono alla ricerca di una nuova, pura e perfetta candidata per mostrare a tutti il livello di eccellenza raggiunto. Gli standard sono elevati e le alunne si dedicano anima e corpo alle performance, annullando la loro vita precedente e isolandosi dal mondo. Fatta eccezione per lo staff della scuola. Quando Susie danza, il suo è un vero è proprio struggimento, che la spinge oltre i limiti. Anche per Charlotte e Lizzie è lo stesso.

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Per le tre donne, il loro lavoro è sì passione e fatica, ma con un’accezione religiosa e ossessiva, complici gli insegnanti, che sembrano aver messo in piedi delle sette. Il lavaggio del cervello effettuato sulle giovani arriva al punto massimo quando viene dato loro un grande riconoscimento. Il ruolo di protagonista per Susie e la possibilità di suonare nella cappella dall’acustica perfetta per Lizzie e Charlotte. Altra similitudine, i tempi morti: corposi, inquietanti, che sanno di attesa per qualcosa di terribile che accadrà. L’ossessione per la purezza e l’impeccabilità sono elementi fondanti della storia, pena la morte o la violenza fisica. Infine Susie condivide una velata carica erotica con le ballerine che fanno parte della compagnia, e lo stesso rapporto ambiguo, seppure più esplicitato, lo troviamo tra le protagoniste di The Perfection.

Influenza cinematografica di Funny Games e Requiem for a dream

Per Funny Games di Michael Haneke (1997), l’elemento psicologico marcato in una storia horror aumenta il livello di malessere per lo spettatore, che sa di non essere di fronte ad un film splatter popolato di jump scares. Qui la paura viaggia sul sottile filo della manipolazione psicologica. Peter e Paul, i giovani che irrompono nella vita della famiglia in vacanza domandando delle uova, li intrappolano mentalmente tramite giochi subdoli e terrorizzanti. Anche Charlotte gioca con la mente di Lizzie, facendole commettere un’azione che non potrà avere rimedio. In due punti del film poi (in Funny Games una), è utilizzato l’espediente della pellicola che si riavvolge, mostrando allo spettatore le stesse scene ma da un punto di vista differente. Il “riavvolgi nastro” è al servizio di chi guarda e lo aiuta a comprendere meglio come siano andate le cose.

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Altra pellicola, altra somiglianza: Requiem for a dream di Darren Aronofsky (2000) presenta molte scene estremamente dinamiche, allucinate. Davanti agli occhi dello spettatore si susseguono velocissime immagini, luci psichedeliche che si mescolano su uno sfondo nero. In The Perfection è richiamata la stessa angosciante atmosfera quando vengono mostrate le scene in cui Charlotte era ai piedi del letto della madre morente e nelle cliniche psichiatriche, legata ad un lettino prima dell’elletroshock e mentre le rasano i capelli. Entrambi i film sono pregni di malessere, personaggi disturbati e ossessioni. Per il cibo, la droga, il sesso, la musica.

Considerazioni tecniche di The Perfection

Tutta la pellicola gioca sulla costruzione di uno stato mentale confusionale ma allo stesso tempo trascinante mediante la trama ma anche gli espedienti tecnici. Esempio, l’inizio è caotico e dinamico. La telecamera inquadra in un primo piano la protagonista e ruota a destra e sinistra, zooma sullo sguardo allucinato. Solo nei primi minuti siamo testimoni di flashback velocissimi ma al rallentatore, e ancora senza una collocazione. Nel tentativo di dare più ordine cronologico agli eventi, il regista suddivide la storia in 4 capitoli (come Suspiria di Guadagnino): Mission, Detour, Home e Duet, che al termine della visione acquisteranno un senso.

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La prima parte è molto lenta e l’azione è concentrata invece in seguito, scelta che contribuisce ad aumentare lo spaesamento di chi guarda, essendo questo un film che ribalta l’ordine mentale delle cose. Nemmeno il genere è inquadrabile in una sola categoria: ci sono elementi horror, dai film di epidemie e virus, il grottesco fine a se stesso con la massiccia presenza di corpi mutilati ed escrezioni corporee. La difficoltà di inquadrare i personaggi nella categoria di “buono” o “cattivo”. Possiamo anche assistere ad inquadrature molto pulite e simmetriche, di un certo livello estetico, in tutti i momenti nei quali le violoncelliste siedono al centro del palco e si esibiscono.

The Perfection

Voto - 5

5

Lati positivi

  • Plot twists fino alla fine
  • Riesce a mantenere una tensione costante

Lati negativi

  • Finale troppo approssimativo
  • Personaggi poco approfonditi
  • Troppe similitudini con altri film noti

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2 Commenti

  1. Il film è certamente avvincente ed interessante realisticamente. Notevoli le due protagoniste. Richiama alla memoria molti altri film di genere ma ciò non ne intacca la tensione emotiva a tratti disturbante. Da vedere per gli appassionati del genere nonostante non si stia parlando di Cronenberg, Kubrik o Lynch….Shepard se la cava…

    1. Ciao Alessandro! Sì, è un film che si lascia vedere e che crea un’atmosfera piuttosto inquietante. Brave le protagoniste, sono d’accordo!

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