I migliori film recenti da vedere

Stanchi di quelle liste di film consigliati che vi propinano migliaia di pellicole uscite dalla nascita del cinema ad oggi? Allora questa è la pagina che fa per voi! In questa lista troverete consigliati solo film recenti da vedere, in continuo aggiornamento e che prende i migliori film usciti negli ultimi quattro anni. I film, in ordine per anno, sono stati selezionati accuratamente dallo staff di FilmPost.it ed approvati dall’intera redazione!

Ogni film proposto conterrà le sole informazioni base del film, vi racconteremo un pizzico di trama per stuzzicarvi e il motivo per cui vi consiglia proprio quella pellicola, nonché un minimo di informazioni su regia e attori principali perché noi lo sappiamo quanto i nostri amati lettori siano attratti dalla qualità e la professionalità. Proprio per questo, inoltre, ove possibile allegheremo la recensione completa in pieno stile FilmPost di ogni film consigliato.

Ma ora bando alla ciance e passiamo al sodo, ecco per voi una serie di film recenti consigliati da vedere da noi di FilmPost.it! Fateci sapere nei commenti se la lista vi soddisfa o se pensate bisognerebbe aggiungere qualche film, saremo pronti ad aggiornarla inserendo i vostri consigli!

Indice:

Film recenti da vedere 2015 

Anomalisa, di Charlie Kaufman e Duke Johnson:

Anomalisa è un film d’animazione in stop-motion del 2015 diretto da Charlie Kaufman che ne ha curato anche la sceneggiatura. Il protagonista è Michael Stone (doppiato da David Thewlis), celebre oratore e coach motivazionale. In un viaggio interiore alla ricerca del proprio Io, in un mondo dove ogni persona è uguale all’altra, fronteggia amareggiato la mondanità della vita. Recatosi a Cincinnati per una conferenza contatta una vecchia fiamma che dopo aver accettato il suo invito cambia improvvisamente idea abbandonandolo irritata. Colpito però da una voce femminile, diversa da quella di tutti gli altri, eccitato si mette alla ricerca della voce sconosciuta…

Film consigliato perchè come al suo solito Kaufman riesce a mettere a nudo l’essere umano e le sue contraddizioni. Alternando scene surreali a scene di cruda realtà permette allo spettatore di immedesimarsi a pieno nel protagonista.

Anomalisa by Charlie Kaufman

Beasts of No Nation, di Cary Fukunaga:

Ambientato nell’Africa occidentale, in un paese senza nome, il film narra della storia di Agu (Abraham Attah), un bambino soldato privato dei genitori durante la guerra civile. Il giovane, lasciato solo a sé stesso, si arruolerà tra le file di uno dei molti partiti politici che lottano per il potere, che lo educherà alla violenza e lo condizionerà profondamente. Al comando di questo esercito c’è il carismatico Commandant, interpretato da uno statuario e immenso Idris Elba. Agu conoscerà ben presto la bestialità insita nell’essere umano a contatto con la guerra, in un crescendo che porterà a riscoprire sé stesso.

Tratto dal romanzo dell’autore nigeriano Uzodinma Iweala, Beasts of No Nation è stato presentato e accolto positivamente al Festival di Venezia nel 2015. Il regista Cary Fukunaga eccelle nel filmare la disperazione e l’assurdità di una guerra senza quartiere sul territorio africano, raccontandola attraverso gli occhi di un bambino. Inoltre il punto d’osservazione adottato da Fukunaga porta all’attenzione dell’indifferente sguardo occidentale una realtà toccante e disperata, che deve fare i conti con le manifestazioni più evidenti di disumanità.

migliori film recenti da vedere

The Hateful Eight, di Quentin Tarantino:

The hatefull eight è un film del 2015 diretto da Quentin Tarantino (qui la recensione), che porta su schermo uno spaccato del Wyoming di fine ‘800, ricco di pregiudizi e razzista. Un cacciatore di taglie, una prigioniera, un maggiore nero dell’esercito americano, un boia, un cowboy, un futuro sceriffo, un messicano ed un veterano di guerra, sono 8 uomini rinchiusi in un emporio a causa di una violenta tormenta di neve che impedisce a ciascuno di loro di raggiungere la propria destinazione. Tra dissapori, false identità e pura violenza, gli odiosi otto dovranno convivere forzatamente in un’unica stanza; e vi assicuriamo che non mancheranno i colpi di scena. Tarantino maestro del cinema pulp, mette in scena una brillante e coinvolgente storia, che cattura lo spettatore e che lo tiene con il fiato sul collo. A supportare la trama vi è un cast stellare composto da nomi tutti cari a Tarantino: Samuel L. Jackson, Tim Roth, Kurt Russel, Michael Madsen e Jennifer Jason Leigh.

Perché vi consigliamo The hatefull eight? Beh… perché è un film di Quentin Tarantino; per la trama coinvolgente e piena di colpi di scena; e per i cinefili più esperti, il film è girato interamente con la pellicola a 70mm, che dona una resa migliore dell’immagine e dei colori, una vera chicca per i paranoici della fotografia e non solo. Ora non vi resta che recuperarlo!Recensione The hateful eight

The Danish Girl, di Tom Hooper:

Eddie Redmayne è il protagonista del biopic su Einar Wegner, il primo transessuale della storia. Nata come gioco con sua moglie Gerda (una Alicia Wikander vincitrice del Premio Oscar), l’identità di Lili Elbe diventa realtà, attraverso un tortuoso cammino psicologico e fisiologico. Il coraggio di Einar/Lili viene raccontato con maestria non solo da Redmayne, ma anche dal regista Tom Hooper. Più che concentrarsi sulla discriminazione, il film analizza le fasi che porteranno Einar a cambiare sesso, operazione che diviene un vero simbolo del mondo LGBT per tutti gli anni a venire. Eddie Redmayne è supportato da una cornice tecnica che sicuramente non passa inosservata. Bellissima la colonna sonora, che accompagna ogni fase della pellicola, dalle più distese alle più drammatiche. Gli abiti sono curati minuziosamente, per far immergere lo spettatore nel tempo passato. Anche la scenografia è frutto di un grandissimo accorgimento per i dettagli.

Perché vederlo? The Danish Girl non è un film che parla di omosessualità, ma racconta un evento storico in un modo molto intimo e delicato. La pellicola è infatti consigliata a persone di qualsiasi età e orientamento sessuale, per una visione piena di sentimento ed emozione.Infinity film scadenza

Il caso Spotlight, di Tom McCarthy:

Tom McCarthy aveva un compito difficilissimo in fase di scrittura e messa in scena di questo film. Parlare di argomenti spinosi e così delicati, come gli abusi sessuali della Chiesa, non è mai semplice. Diventa quasi impossibile quando devi quasi mettere in secondo piano le vicende per dar spazio maggiore alla storia dei giornalisti d’inchiesta che hanno portato alla ribalta lo scandalo. La narrazione infatti si sviluppa attorno alla squadra speciale Spotlight che indaga su un caso molto spigoloso: le violenze e gli abusi da parte di alcuni uomini della chiesa, su minori. Il film segue la squadra d’inchiesta penetrando nelle loro debolezze, nella loro intimità e nella difficoltà di un momento fragile che però è di estrema importanza per la loro carriera e per l’intera comunità. La regia dinamica rende il prodotto mai noioso e sempre al passo con la narrazione brillante. Il successo del film è anche dovuto alle prove eccellenti di un cast ricco di nomi importanti come Michael Keaton, Mark Ruffalo, Rachel McAdams e Liev Schreiber.

Tutto questo ha portato nel 2016 alla vittoria dell’Oscar per il miglior film: una vittoria per molti sorprendente ma non stupisce quando si analizzano i contenuti e i metodi di rappresentazione di essi. Il caso Spotlight è un crudo spaccato sulla realtà di tutti i giorni che spesso non notiamo: dagli abusi al lavoro del giornalismo d’inchiesta.Il Caso Spotlight recensione

Steve Jobs, di Danny Boyle:

“Siete pronti per immergervi nella mente e nel lato più intimo di una delle persone più geniali ed innovatrici della storia dell’umanità?”

Questa pellicola svela tutti i retroscena dietro alle tre più grandi presentazioni di prodotti tecnologici di Steve Jobs: il Macintosh 128K, il NeXT Computer e l’iPod. Tre grandi prodotti nati dalla mente geniale del padre di Apple. Il film si insinua tra liti familiari, problemi sul lavoro, diverbi tra amici per andare a cogliere la vera essenza del grande personaggio che è stato Steve Jobs. “Steve Jobs” é un film del 2015, candidato agli Oscar, basato sulla biografia autorizzata “Steve Jobs”, scritta da Walter Isaacson e pubblicata nel 2011. La pellicola é diretta da Danny Boyle e vede un cast stellare composto da Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen e Jeff Daniels.

Il film è molto consigliato per chi ama i biopic su personaggi che hanno cambiato la storia dell’uomo. Abbiamo deciso di inserire questo film su Steve Jobs e non quello di Joshua Michael Stern del 2013, poiché questo ultimo non è minimamente paragonabile a livello di qualità al film di Boyle. Infatti il regista inglese porta sullo schermo una regia pulita e magistrale con uno dei migliori Fassbender mai visti, supportato da una ottima sceneggiatura del genio di Aaron Sorkin.

The Lobster, di Yorgos Lanthimos:

Yorgos Lanthimos, regista d’origine greca che ha stupito tutti con i suoi due primi lungometraggi, riesce a superarsi con il suo primo film fuori dal territorio Greco, in lingua inglese. The Lobster è un piccolo gioiello narrativo e registico, con trovate estremamente originali: questo gli valse una candidatura all’Oscar come miglior sceneggiatura. L’ambientazione è sviluppata in tre luoghi principali, forse gli unici: un hotel, un bosco e una città. Lo spazio sembra soffocarci. In un futuro distopico le relazioni sono meccanizzate: non esiste più l’amore e forse neanche i sentimenti in generale, i rapporti sono pilotati. Gli individui sono costretti a passare la propria vita con la persona che gli è stata scelta da un sistema che comanda tali relazioni all’interno di un hotel “per single”. Se non riesci a trovarla entro il limite di giorni, vieni trasformato in un animale (deciso dal soggetto in questione, prima di entrare nell’hotel). Se ti ribelli al sistema, vieni isolato in un bosco e diventi una vittima sacrificale. Quando un uomo (Colin Farrell) si troverà in questa situazione, deciderà di provare a cambiare il suo destino, con non pochi pericoli.
Lanthimos entra, con questo film, di diritto tra i migliori cineasta degli ultimi anni. Sforna un prodotto che critica la società e attraversa, sfondandola, la quarta parete, permettendoci di riflettere su cosa siamo e cosa potremmo diventare.migliori film recenti da vedere

Room, di Lenny Abrahamson:

Room è un meraviglioso film del 2015, diretto da Lenny Abrahamson (già regista del sorprendente Frank) e interpretato da una splendida e bravissima Brie Larson. La storia è quella di Joy e Jack, madre e figlio. Jack non conosce nulla del mondo ad eccezione della “stanza”, il luogo in cui vive e in cui è cresciuto, quattro anguste e soffocanti mura con solo una piccola finestra che da sul cielo. La madre è stata rapita da un uomo, sette anni prima, mentre andava a scuola ed è rimasta fino a quel momento rinchiusa in quella stanza, subendo regolarmente abusi da parte dell’uomo. Il giorno del quinto compleanno del piccolo una serie di eventi, che si protrarranno nei giorni successivi, scateneranno il piano di fuga dei due. La difficoltà maggiore, oltre la fuga, sarà trovare nuovamente (o per la prima volta nel caso di Jack) il mondo esterno.

Tratto del libro del 2010 “Stanza, letto, armadio, specchio”, Room è una bellissima storia del rapporto madre-figlio davanti alle avversità della vita e soprattutto della condizione a cui è sottoposta la vittima di un rapimento, durante e dopo. La riabilitazione è infatti di forte impatto emotivo e anche questo ci porta a consigliarlo caldamente. Una Brie Larson eccezionale, che meritatamente vinse quell’anno l’Oscar per l’interpretazione, decisamente toccante. Una tragica storia che testimonia la crudeltà umana ma anche la voglia di rivalsa, macchiata però anche dalla debolezza fisica e mentale.

Non Essere Cattivo, di Claudio Caligari:

Non Essere Cattivo è l’ultimo film diretto da Claudio Caligari prima della sua prematura morte. Narra la storia Vittorio e Cesare, amici d’infanzia, fratelli di vita, si impongono come i protagonisti assoluti. Interpretati rispettivamente da Alessandro Borghi (Premio NuovoImaie Talent Award – Miglior attore italiano esordiente ) e Luca Marinelli (che per il film otterrà il Premio Pasinetti alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia del 2015). I due giovani, nella Roma delle borgate degli anni ’90, lottano giorno per giorno per sopravvivere in quei luoghi degradati e abbandonati. Vivono la vita così come viene, senza pensare al domani, tra uno sballo e l’altro, con l’unico scopo di sbarcare il lunario.

Non Essere Cattivo è un film imperdibile per chiunque. Per gli amanti della letteratura, che sapranno ritrovare nella storia un forte impronta pasoliniana. Per gli amanti delle arti visive per la messa in scena e la grazie con cui Caligari sa inquadrare questi “ragazzi da vita”. E’ un film per tutti perché è un grido di amore e di denuncia per una realtà così vicina ma che troppo spesso, colpevolmente, ignoriamo.Non essere cattivo recensione

Remember, di Atom Egoyan:

Remember è un film diretto da Atom Egoyan, presentato alla 72esima Mostra del Cinema di Venezia. Il protagonista assoluto del film è Zev Gutman, interpretato da Christopher Plummer. Nel cast sono presenti anche Martin Landau e Bruno Ganz. Il film racconta di questo anziano ebreo, Zev Gutman, affetto da demenza senile che vive in un ospizio. Qui il suo amico Max Rosenbaum, anche egli ebreo e abitante dell’ospizio, chiede a Zev di esaudire il suo ultimo e più grande desiderio prima che la morte sopraggiunga. Max chiede a l’amico di trovare l’ufficiale nazista, responsabile della morte delle loro famiglie, e ucciderlo perché vendetta sia fatta.

Remember è un film che consigliamo assolutamente per la forza con cui tratta parallelamente due temi importantissimi. Da un lato viene indagata la vita di un anziano, alla mercé del mondo che lo circonda perché la sua malattia lo rende assai vulnerabile. Dall’altro lato, il tema del perdono, o meglio dell’incapacità di perdonare. Il perseguitato che diviene carnefice, è questa la via alla giustizia?migliori film recenti da vedere

Film recenti da vedere 2016 

Lo chiamavano Jeeg Robot, di Gabriele Mainetti:

Lo chiamavano Jeeg Robot è un film del 2016, diretto da Gabriele Mainetti, con protagonisti Luca Marinelli, Claudio Santamaria ed Ilenia Pastorelli. La trama narra la vita di Enzo Ceccotti, ladruncolo di Roma periferia, che ad un certo punto nella sua vita, si ritrova con dei superpoteri. Non sarà facile per lui continuare a vivere allo stesso modo, grazie anche all’incontro con Alessia, una ragazza in fissa con il cartone animato giapponese Jeeg Robot, e con la mafia romana, capitanata da Fabio Cannizzaro, detto Lo Zingaro. Quello che vedrete è un mix di generi, che si spostano da commedia a dramma, da supereroi a mafia, il tutto contornato da una Roma diversa dal solito, molto più degradata e periferica. La fotografia di Michele D’Attanasio amplifica tutto ciò, rende verosimile e realistico una storia di superpoteri.
Sicuramente da guardare per l’interpretazione di Marinelli nelle vesti del cattivo, per come vengono miscelati insieme vari generi e per sostenere un tipo di film che in Italia è ancora, purtroppo, troppo marginale.lo chiamavano jeeg robot

Cane mangia cane, di Paul Schrader:

Cane Mangia Cane è un film del 2017 diretto da Paul Schrader (sceneggiatore di Taxi Driver e Toro Scatenato). Il film mostra le vicissitudini di Troy (Nicholas Cage) e dei suoi due amici Mad Dog (Willem Dafoe) e Diesel (Christopher Matthew Cook), ex-galeotti che non riescono a trovare un posto in una società votata al pregiudizio. I tre allora decidono di tornare a delinquere e accettano un lavoro da un boss della criminalità che potrebbe fargli guadagnare abbastanza per iniziare una nuova vita. La banda accetta, ma  faranno fatica a tenere le redini della situazione che prenderà una piega inaspettata.

Cane Mangia Cane è un film passato quasi inosservato ma che invece merita di essere ricordato. Schrader prendere il genere pulp, tanto caro a noi grazie a Tarantino, e lo rielabora, lo destruttura lo confonde e ci confonde. Un gangster-movie con un ritmo degno dell’amico di Schrader, Martin Scorsese, con un tocco “allucinogeno” che lo rede una perla difficilmente ripetibile. Infine la sceneggiatura permetterà allo spettatore di riflettere sul sistema rieducativo degli ex-carcerati e del pregiudizio che li circonda.migliori film recenti da vedere

Silence, di Martin Scorsese:

Prima metà del 1600 in Giappone, nel periodo Edo, tutti i cristiani vengono perseguitati. Due padri gesuiti vengono incaricati di partire per il Sol Levante alla ricerca di Padre Ferreira, loro guida spirituale di cui non si hanno più notizie. Arrivati in Giappone i due cristiani fanno di tutto per avere notizie di Ferreira, inoltre cercano di diffondere il cristianesimo tra i giapponesi, il tutto in gran segreto. Scopriranno poi che Padre Ferreira in seguito a numerose torture, ha ripudiato la sua fede per abbracciare completamente il Buddhismo. Ai due verrà riservato lo stesso trattamento e verranno messi davanti ad una scelta, rinunciare alla fede per la vita.

Silence, uscito in Italia a gennaio 2017, diretto da Martin Scorsese è tratto dal romanzo Silenzio di Shusaku Endo. Nel cast troviamo il candidato all’Oscar Andrew Garfield (La battaglia di Hacksaw Ridge, The amazing Spiderman 1 e 2, The Social Network). Adam Driver (Star Wars: gli ultimi Jedi, La truffa dei Logan) e Liam Neeson (Schindler’s list, Batman Begins). Ottimo cast per un film che racconta la storia in maniera dettagliata. Spicca su tutti l’interpretazione di Andrew Garfield.Film da vedere del 2017

Arrival, di Denis Villeneuve:

Il giovane regista Denis Villeneuve nel suo ultimo lavoro usa il contatto tra civiltà interplanetarie per approfondire le tematiche della comunicazione e del linguaggio. I singolari alieni, gli eptapodi, usano una scrittura che va oltre lo spazio e il tempo e per la prima volta spetta ad una linguista (Amy Adams) risolvere la controversia: sono pacifici? La dottoressa Louis Banks viene contattata dal governo degli Stati Uniti per risolvere l’enigma degli enormi “gusci” che sono atterrati sulla Terra. Assieme a lei per scoprire cosa vogliano gli alieni ci sono Ian Donnelly (Jeremy Renner) e il colonnello Weber (Forest Whitaker).

Perché guardare Arrival? È un film di fantascienza molto originale, con una trama incredibilmente affascinante e mai banale. Gli effetti speciali sono fatti con il giusto criterio e anche la prova attoriale non è lasciata al caso. La regia di Villeneuve, un regista che negli ultimi anni si è fatto riconoscere per il suo talento, è praticamente perfetta.Arrival spiegazione finale

Split, di M. Night Shyamalan:

M. Night Shyamalan scrive e dirige questo biopic sulla vita di Billy Milligan, un criminale statunitense affetto da disturbo dissociativo dell’identità. Il suo alter ego cinematografico (Kevin Wendell Crumb), un James McAvoy scandalosamente passato in sordina, diventa vittima e carnefice, provocando una sensazione di profondo turbamento negli spettatori. Ingabbiato dalle sue molte personalità, farà del male a persone innocenti, ma sarà anche spaventato da ciò che è in grado di fare…

Un film incredibilmente sottovalutato, che tuttavia regala sensazioni discordanti, come le personalità del protagonista. Paura, tenerezza, tensione e un pizzico di sadismo. Tutte queste emozioni derivano non solo dalla trama, ma anche dalla realizzazione tecnica. La scenografia claustrofobica, la colonna sonora da cardiopalma e l’incredibile performance di McAvoy sono tutti fattori che rendono Split uno dei migliori film di genere degli ultimi anni.
Perché vederlo? Beh, semplicemente perché non se ne può fare a meno.

Kubo e la spada magica, di Travis Knight:

Kubo e la spada magica è un film d’animazione in stop-motion del 2016 diretto da Travis Knight e prodotto dallo studio di animazione Laika. Knight alla sua prima opera da regista offre agli spettatori una colorata favola ambientata nell’antico Giappone. Il protagonista è un orfano, cieco da un occhio, di nome Kubo che vive insieme alla madre malata Seriatu; il giovane si guadagna da vivere raccontando storie agli abitanti del villaggio vicino, grazie alla sua capacità di animare magicamente degli origami suonando lo shamisen. Una sera, trattenutosi fuori fino a tardi, Kubo si scontra con lo Spirito Lunare, misteriosa entità che da la caccia a lui e alla madre. Da qui in poi si susseguiranno una serie di avventure dal forte impatto emotivo e visivo; il ragazzo sarà accompagnato da Scimmia (protettrice incaricata dalla madre) e da Scarabeo (uno scarabeo umanoide, che si presenta come allievo del padre di Kubo). Le avversità per i protagonisti si susseguiranno insieme ai numerosi colpi di scena, fino ad arrivare allo scontro finale con lo Spirito Lunare.

Film consigliato oltre che per la bellezza del comparto visivo anche per la profondità della trama e la forte morale della storia. Riesce a dare una lettura diversa al tema della famiglia, il tutto in chiave favolistica; senza per questo risultare mai banale.migliori film recenti da vedere

La La Land, di Damien Chazelle:

Per tutto il 2016 e 2017 non si è fatto altro che parlare di “La La Land”. Prima della sua uscita nelle sale, la sua canzone “City Of Stars” era già entrata nell’immaginario comune. Per fortuna, non si è trattato solo di un vacuo caso mediatico. Con le sue magnifiche canzoni e scenografie, la pellicola omaggia i vecchi musical e crea un senso di velata nostalgia in una soleggiata Los Angeles. Mia è un’aspirante attrice, Sebastian è un musicista Jazz alla ricerca del successo. I due, che dedicano la loro vita ai loro progetti ed ambizioni, si innamorano e cercando di incoraggiarsi a vicenda nonostante le porte sbattute in faccia. Ma riuscirà questo amore a prevalere sul potere dei sogni?

Damien Chazelle, che aveva già dimostrato il suo stile unico con Whiplash, riconferma ulteriormente la cura e l’attenzione ai dettagli nei suoi film. Un esempio è l’incredibile piano sequenza iniziale sulle note di “Another day of sun”. I protagonisti sono l’ormai nota “coppia cinematografica” costituita da Emma Stone, che grazie alla sua magistrale interpretazione ho ottenuto l’Oscar; e da Ryan Gosling, che pure ha ricevuto il plauso della critica. Ve lo consigliamo perché è una piccola perla cinematografica che parla al cuore dello spettatore con dolcezza, entusiasmo e nostalgia. Non spaventatevi davanti alla parola “musical”: le canzoni sono poche e concentrate perlopiù nella prima parte del film. Adatto dunque anche a chi non ama i musical. Dategli una possibilità: non vi deluderà.Film da vedere del 2017

Captain Fantastic, di Matt Ross:

Ben, interpretato da uno straordinario Viggo Mortensen, vive con la moglie e i sei figli isolato nelle foreste del Pacifico nord-occidentale, in completa connessione primordiale con la natura. Lontani dalla società, sotto la guida del padre, i ragazzi, tra i cinque e i diciassette anni, passano le giornate allenandosi fisicamente e intellettualmente fino a che una tragedia colpirà la famiglia. L’evento drammatico costringerà Ben e i suoi figli a compiere un viaggio nel mondo reale, che farà emergere pericoli ed emozioni sconosciute. Ben si ritroverà così a rimettere in discussione la sua idea di educazione in un crescendo di commozione. Ad accompagnare Viggo Mortensen i giovani talenti di Annalise Basso e George MacKay, oltre ai giovanissimi Nicholas Hamilton, Shree Crooks, Charlie Shotwell e Trin Miller.

Perché vederlo? Il regista Matt Ross dà vita a un film eccentrico ed emozionante, capace di toccare temi molto importanti sotto una facciata disincantata e divertente. I temi della famiglia, dell’educazione, della socializzazione, della crescita sono trattati con dolcezza e incredibile capacità, rendendo Captain Fantastic un film commovente e anticonformista da non perdere assolutamente.Captain Fantastic

Lion – La strada verso casa, di Garth Davis:

“Ritrovare la strada di casa per ritrovare se stessi”

Un bambino si perde a Calcutta e non riesce a ritrovare suo fratello. Viene portato in un orfanotrofio, dopo essere scappato dalla strada e da persone poche raccomandabili, e viene adottato da una famiglia australiana. Con questa il giovane ragazzo troverà amore, felicità, amicizia ma il richiamo della sua vera famiglia è troppo forte. Il nostro eroe è pronto per fare l’impossibile per ritrovare sua madre e i suoi fratelli. “Lion – La strada verso casa” è un film del 2016, candidato agli Oscar, diretto da Garth Davis alla sua prima volta dietro alla camera da presa. La fantastica storia di Saroo porta sullo schermo un cast composto da Dev Patel, Nicole Kidman, Rooney Mara e David Wenham.

Consigliamo questo film agli amanti dei film drammatici ma con un bel lieto fine, che vi farà letteralmente piangere a dirotto. “Lion – La strada verso casa” racconta una bellissima storia vera d’amore e di speranza. Questo film è una vera e propria lezione di vita per tutti noi: ci ricorda di non perdere mai la speranza e di continuare a combattere per ciò che amiamo.

The Neon Demon, di Nicolas Winding Refn:

The Neon Demon, diretto da Nicolas W Refn, è un film horror-thriller del 2016. Diversamente dai soliti horor che si vedono al cinema, questa è una bellissima e inquietante riflessione sulla bellezza, sia al giorno d’oggi che in senso generale. Jesse, interpretata dalla giovane Elle Fanning, è una ragazza di 16 anni che cerca di sfondare nell’industria della moda. Molto presto si renderà conto che la strada e gli ostacoli che dovrà superare saranno sempre più pericolosi. Il film è accompagnato da una bellissima colonna sonora scritta da Cliff Martinez e da una fotografia da lasciare a bocca aperta.

The Neon Demon è un film che consigliamo sia perché è uno dei film più riusciti del regista danese, che rimane tutt’ora uno dei più influenti registi del nostro secolo, sia perché fa riflettere, tramite un interessante simbolismo, sulla purezza, la bellezza e il mondo dello spettacolo.the neon demon

Scappa – Get Out, di Jordan Peele:

Uno dei più discussi horror degli ultimi anni, Scappa – Get out è l’esordio cinematografico di Jordan Peele, in doppia veste di regista e sceneggiatore. Proprio il suo lavoro di sceneggiatura gli ha regalato un Oscar nell’ultima edizione degli Academy Awards. Protagonista un incredibile Daniel Kaluuya, candidato come Miglior attore. Il razzismo è, in questo lungometraggio, presentato in una veste particolare, misto tra thriller, horror e turbamento psicologico. Una storia che colpisce per la sua forza, il suo significato più profondo, specchio di una società ancora profondamente razzista e stereotipante. Get Out offre una visione ricca di spunti, colpi di scena e dramma, il tutto in una cornice tecnica eccellente. Lo dimostrano la regia fresca, la colonna sonora che penetra nella testa e nel cuore e una recitazione oltre ogni previsione.

Perché vederlo? Peele, con quest’opera, riesce a costruire un thriller psicologico come non se ne vedevano da tempo. Tecnica, morale e intrattenimento sono incollati insieme, come gli spettatori che intraprendono la visione. Assolutamente da vedere.Get Out recensione

Contrattempo (The Invisible Guest), di Oriol Paulo:

Thriller spagnolo di stampo hitchcockiano, datato 2016. Un imprenditore, accusato di omicidio, assume un’avvocatessa a cui rivela come sono andate veramente le cose. Il film è girato in una camera,
ma i frequenti flashback permettono alla cinepresa di girare in molti altri spazi. Lo spettatore diventa egli stesso l’indagatore, dovendosi districare tra gli innumerevoli indizi (anche falsi) e ricordi frammentati che la sceneggiatura impeccabile gli propone. È il secondo thriller del regista spagnolo Oriol Paulo mentre nel cast sono presenti Mario Casas, Barbara Lennie e José Coronado.

Perché consigliamo Contrattempo? Perché è un film che tiene il fiato sospeso per tutto il tempo, rendendo lo spettatore un elemento attivo durante la visione sfidandolo a capire come sono andate veramente le cose. Se a ciò si aggiunge una recitazione e una qualità tecnica di tutto rispetto, la raccomandazione di vedere questo film è più che giustificata.migliori film recenti da vedere

Swiss Army Man, di Dan Kwan e Daniel Scheinert:

Film americano del 2016, sicuramente tra le pellicole più strane e grottesche degli ultimi anni, con un inedito Daniel Radcliffe e un azzeccatissimo Paul Dano. Un naufrago ormai deciso a togliersi la vita non avendo possibilità di lasciare l’isola in cui si ritrova, scorge un cadavere in riva al mare; il corpo però nasconde dei poteri eccezionali e un’eccessiva flatulenza; inoltre sembra che il cadavere stia riprendendo vita giorno dopo giorno, curioso di riscoprire i segreti della vita che il naufrago, con i pochi strumenti a sua disposizione, cercherà di spiegargli. In maniera molto buffa e infantile, il naufrago affronterà temi quali l’amore, l’amicizia e le abitudine di ogni uomo, come prendere l’autobus, abitare in una casa e via dicendo. Tra i due quindi si instaurerà un rapporto sempre più forte. Swiss army man è una perla del cinema indipendente, rinforzato da uno stile unico e molto hipster.

Perché vedere Swiss army man? Perché è un film completo, per cui si piange, si ride e si riflette. È un viaggio tra i nostri sentimenti più profondi e un modo per scoprire che noi umani, nonostante le varie differenze, abbiamo molte cose in comune.migliori film recenti da vedere

Film recenti da vedere 2017 

Il diritto di contare, di Theodore Melfi:

Nel pieno delle lotte razziali in America, tre donne afroamericane lottano contro sessismo e razzismo, per farsi strada nella NASA. E’ la storia vera della matematica Katherine Johnson, l’informatica Dorothy Vaughan e dell’ingegnere aerospaziale Mary Jackson. Che con il loro contributo hanno collaborato al successo del programma Mercury e della missione Apollo 11.

Film corale con un cast d’eccezione ben diretto da Theodore Melfi (St.Vincent). Troviamo infatti Taraji P.Henson, Octavia Spencer, Jim Parsons, Kirsten Dunst, Kevin Costner, Mahershala Ali ed un’inedita Janelle Monàe alla sua seconda prova d’attrice dopo Moonlight. Film è stato candidato a tre premi Oscar nel 2017, per miglior film, migliore sceneggiatura non originale e migliore attrice non protagonista per Octavia Spencer. Film ben calibrato e frizzante, nonostante i temi trattati.

Blade Runner 2049, di Denis Villeneuve:

Blade Runner 2049 è il seguito dell’omonimo film diretto da Ridley Scott nel 1982. Danis Villeneuve firma la regia per il sequel uscito nelle sale nel 2017. La storia si svolge 20 anni dopo le indagini dell’agente Deckard, sostituito questa volta da un replicante: l’agente K, interpretato da Ryan Gosling. Nel cast ritorna anche Harrison Ford per reinterpretare il suo iconico personaggio.
Jared Leto interpreta il ricco industriale che produce i replicanti.

Dopo tutto ciò che era avvenuto nel primo film i replicanti Nexus sono stati tutti tolti dalla circolazione. L’agente K è un nuovo replicante ed è anche un Blade Runner; ha il compito di cacciare i vecchi Nexus rimasti. Nella casa di uno degli ultimi rimasti, Sapper Morton, fa una scoperta sconvolgente: i resti di una donna replicante incinta.
Le industrie Wallace, subentrati alla Tyrell, faranno di tutto pur di trovare il bambino.
Il motivo per guardare Blade Runner 2049 è molto semplice: è il seguito di uno dei più bei film della storia del cinema. Villeneuve cerca, e riesce, di essere all’altezza del compito; la fotografia, la regia, la scenografia sono parte di un sequel quasi perfetto. L’unica cosa che manca, forse la cosa più importante, è la poesia che il Blade Runner dell’82 ci ha regalato.blade runner 2049 recensione

Atomica bionda, di David Leitch:

In piena guerra fredda, la spia inglese Lorraine Broughton, viene spedita a Berlino per recuperare una lista con i nomi degli agenti occidentali operativi in URSS. Viene aiutata da David Percival, agente suo collega d’istanza a Berlino est. I due lavorano insieme per portare a termine la missione, ma uno dei due è un doppiogiochista.

Il film uscito in Italia ad agosto 2017 è diretto da David Leicht (Deadpool 2, John Wick). Ha come interpreti principali il premio Oscar Charlize Theron (Monster, Mad Max: Fury road) e James McAvoy ( X-men, Split). La pellicola è l’adattamento della graphic novel the Coldest City. Una super tosta Charlize Theron, che ha girato personalmente tutte le scene di lotta e d’azione, unita ad una colonna sonora anni ’80 pazzesca, è qualcosa da non perdere. Film che carica scena dopo scena.migliori film recenti da vedere

Logan – The Wolverine, di James Mangold:

Logan è l’ultimo film della trilogia dedicata al mutante Wolverine, uscito nelle sale nel 2017, ed ha subito conquistato il cuore dei fan (qui la recensione). Wolverine/Logan ormai giunto alla fine dei suoi giorni, si occupa dell’anziano Professor X, impazzito a causa del suo potere telecinetico che non riesce più a controllare. Un giorno nelle loro vite entra la bambina mutante Laura, con capacità simili a quelle di Wolverine, scappata da un centro sperimentale messicano. Così i tre intraprenderanno un lungo viaggio per raggiungere un luogo sicuro in cui i mutanti potranno finalmente vivere tranquillamente.

In questo film scordatevi di vedere i classici elementi di un cine comic, perché Logan è tutto fuorché un film sui supereroi. Anzi è un film empatico che vi consigliamo di vedere per la sua carica emotiva e sentimentale che vi coinvolgerà nella trama. Lo stesso Wolverine è più umano del solito, stremato e indebolito, lontano “dall’animale” che siamo abituato a vedere. Charles Xavier, alla pari, è in fin di vita e allo stremo delle forze, un povero vecchietto alla fine dei suoi giorni. Tenetevi vicino un pacchetto di fazzoletti, perché le lacrime sono assicurate.

I, Tonya, di Craig Gillespie:

“I, Tonya” racconta la storia vera di Tonya Harding, ex pattinatrice su ghiaccio statunitense. Tonya è una donna cresciuta in un mondo costellato da violenza e miseria, accanto ad una madre severa ed irascibile. La pellicola inizia quando Tonya frequenta la sua prima lezione di pattinaggio, per poi concentrarsi sull’adolescenza e fermarsi ai primi anni ’90. E proprio nel 1994, poco prima dei Giochi olimpici invernali, che Tonya ed il coniuge saranno al centro di uno scandalo sportivo che ha sconvolto l’America. I personaggi focali quindi, oltre alla protagonista, sono il marito Jeff Gillooly e la madre LaVona. “I, Tonya” è strutturato come un “docufilm”: la  vicenda si svolge attraverso le testimonianze dei protagonisti stessi, cosicché lo spettatore possa immedesimarsi appieno in una storia di cui si conosce alla perfezione il lato di cronaca ma non quello umano.

Diretto da Craig Gillespie, ha per protagonista Margot Robbie in una delle sue interpretazioni più intense e riuscite. Ma anche i personaggi di contorno sono non da meno: Allison Janney ha ricevuto il plauso della critica per il ruolo di LaVona, vincendo anche l’ambita statuetta. Infine, abbiamo Sebastian Stan come Jeff Gilloly. Ve lo consigliamo perché viene raccontata una storia vera che, seppur drammatica sotto molti aspetti, non perde una certa tinta di sarcasmo ed ironia. L’intensità delle interpretazioni permettono inoltre allo spettatore di immedesimarsi nelle vicende narrate, facendolo ridere e piangere. Un’emozionante storia da non perdere per nessuna ragione. Tonya recensione

Loveless, di Andrej Zvjagincev:

Film russo del 2017 che mostra tutto lo squallore e la freddezza dei nostri tempi, dove la famiglia e l’amore passano in secondo piano e cedono il posto all’egoismo e all’apparenza. La storia di un bambino scomparso, ma che lo è già prima di sparire fisicamente, mai considerato dai suoi apatici genitori. Ženja e Boris sono i genitori Alëša, un bambino costretto ogni giorno ad ascoltare i litigi dei due che stanno per divorziare; infatti, entrambi hanno già una seconda vita e considerano il loro figlio una cosa passato, un peso che intralcia il loro riscatto, almeno fino a quando, un giorno, il piccolo scompare. Uno dei migliori film russi del nuovo millennio, il quinto del regista Andrej Zvjagintsev che firma un lavoro tecnicamente perfetto. Gli attori sono Mar’jana Spivak, Aleksey Rozin e Matvey Novikok.

Perché consigliamo Loveless? Perché è un film che ogni cinefilo adorerebbe, data la capacità delle immagini di parlare molto di più delle parole. Una favola moderna, con una solida morale sullo
sfondo che sia di lezione per ogni genitore.film stranieri loveless

Chiamami col tuo nome, di Luca Guadagnino:

Siamo a Crema, nel 1983. Elio (Timothée Chalamet) è un ragazzo di 17 anni che passa l’estate nella bellissima tenuta estiva che i suoi genitori possiedono in Italia. Oliver (Armie Hammer) è uno studente del padre di Elio che viene invitato a trascorrere qualche settimana in Italia per redigere la sua tesi di dottorato in archeologia. Elio rimane inaspettatamente attratto dal 24enne Oliver e vuole passare sempre più tempo con lui fino a che il loro rapporto trasformerà completamente la vita del ragazzo. Per il 17enne si apre così il periodo delle prime esperienze sessuali e si lascia guidare liberamente dalla propria curiosità. Particolarmente simbolica e significativa la scena della pesca sebbene il vero fulcro del film sia il dialogo finale di Elio con il padre (Michael Stuhlbarg).

Sceneggiato da James Ivory (per cui ha vinto il premio Oscar) e diretto da Luca Guadagnino, Call me by your name chiude la cosiddetta ‘trilogia del desiderio’ del regista italiano. Un film che è anche un quadro bellissimo, con un’estate perfettamente assolata, una villa del XVII secolo circondata da un lussureggiante frutteto. E poi, come i resti di un’antica Venere ritrovata nelle acque di Sirmione, affiorano in superficie i sentimenti dell’adolescente Elio. Guadagnino ci regala così un film che omaggia i suoi maestri, primo su tutti Bertolucci ma anche Renoir, Rohmer, riuscendo ad andare oltre la loro lezione e a tratteggiare uno stile del tutto personale e inedito.chiamami col tuo nome recensione luca guadagnino

Tre manifesti a Ebbing, Missouri, di Martin McDonagh:

L’incredibile talento del regista Martin McDonagh raggiunge il suo apice, dando vita a un vero e proprio dramma shakesperiano al quale si mischiano elementi post-noir. La vicenda ruota intorno al dolore di un caso irrisolto che coinvolge l’intera comunità di Ebbing. Mildred Hayes – ruolo valso l’Oscar a una superba Frances McDormand – è una madre che non riesce ad ottenere giustizia per la figlia violentata e uccisa. Scontratasi contro la pigrizia e l’indolenza della razzista polizia locale, la donna deciderà di prendere in mano la situazione, affiggendo tre manifesti diretti allo sceriffo di Ebbing (Woody Harrelson). I tre manifesti provocheranno reazioni contrastanti che costringeranno a riaprire il caso e mostreranno la vera identità della comunità.

Vincitore di due premi Oscar per migliore attrice protagonista (Frances McDormand) e miglior attore non protagonista (Sam Rockwell), Martin McDonagh fa decisamente centro. Il film vanta di una sceneggiatura pressoché perfetta, che vive di colpi di scena e punti di svolta incredibili. Il regista si supera nel descrivere un mondo che è anche il nostro, caratterizzato dall’autodistruttività di un’intolleranza acuta e da un’egoistica ignavia. Nonostante tutto, McDonagh gioca con lo spettatore lasciando uno spiraglio per una speranza che dipende molto da noi e dalla nostra capacità di comprendere e ascoltare.recensione tre manifesti a ebbing, missouri

Baby Driver – Il genio della fuga, di Edgar Wright:

Dopo Scott Pilgrim vs. the World e La fine del mondo, Edward Wright torna dietro alla macchina da presa con Baby Driver – Il genio della fuga. La pellicola, un adrenalinico mix di colori, azione e musica, ha come protagonista il giovane Ansel Elgort nel ruolo di Baby, ragazzo che per saldare un vecchio debito lavora come pilota durante le rapine per il boss Doc (Kevin Spacey). Ma Baby non è un ragazzo come tanti, soffre di acufene da quando in un incidente ha perso i propri genitori ed è quindi costretto ad isolarsi dai rumori che lo circondano tramite la propria musica; musica che noi spettatori ascoltiamo con lui, perfettamente inserita anche grazie ad un montaggio entusiasmante e dinamico. Immancabile, in fine, la presenza di una storia d’amore tra Baby e la bella Deborah (Lily James), la quale innescherà in Baby la volontà di allontanarsi per sempre dal mondo del crimine.

Baby Driver tiene incollati allo schermo per tutta la sua durata, e questo non solo per storia il regista Edward Wright ha deciso di raccontare. Ma anche, e soprattutto, per come lo fa. La regia cattura lo spettatore e lo accompagna, tra il brillante piano sequenza iniziale e le scene d’azione inserite ad hoc, per tutta la visione del film. Senza annoiare o appesantire, Baby Driver intrattiene e lo fa magistralmente, anche per merito dell’ottima interpretazione dei suoi attori.

Dunkirk, di Christopher Nolan:

Ci troviamo nel 1940 agli inizi della seconda guerra mondiale. La Wehrmacht tedesca avanza impietosa alla conquista dell’Europa. Circa 400.000 uomini, appartenenti a truppe britanniche, francesi e belghe, rimangono intrappolati dal cuneo tedesco nella città di Dunkirk (Dunkerque), sulla Manica. L’unica salvezza è raggiungere l’Inghilterra via mare. La vera vittoria è la sopravvivenza, tornare a casa sani e salvi. Gli eventi vengono raccontati da tre punti di vista con tre archi temporali differenti intersecati tra di loro (aria, acqua e terra).

Dunkirk è l’ultima fatica di Christopher Nolan, un film tanto amato quanto discusso di indubbio livello tecnico. La storia si concentra su fatti realmente accaduti. Una colonna sonora incalzante (Hans Zimmer) insieme ad inquadrature panoramiche e claustrofobiche faranno immergere totalmente lo spettatore nell’azione e nella ferocia della battaglia. Tra i vari nomi del cast oltre a quelli di Christopher Nolan e Hans Zimmer spiccano Tom Hardy, Cillian Murphy, Mark Rylance e Kenneth Branagh, sebbene nessuno di questi abbia un ruolo estremamente rilevante nel film. Dunkirk è un film avvincente ma anche molto particolare data l’esiguità della trama di fondo e i pochi dialoghi presenti.

Consigliamo almeno una visione a tutti. Di seguito potete leggere la nostra recensione del film e vedere anche il trailer in italiano. Buona lettura e buona visione.Dunkirk la recensione

Film recenti da vedere 2018 

Il filo nascosto, di Paul Thomas Anderson:

Londra, anni 50. Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) è un rinomato sarto che crea abiti sontuosi con l’aiuto della sorella Cyril (Lesley Manville) per soddisfare le richieste delle sue clienti altolocate. Uno scapolo impenitente dalla personalità maniacale per cui le donne sono fonte di ispirazione finché non arriva il momento di scegliere la musa successiva. Finché Woodcock resta affascinato da Alma (Vickie Krieps) che fa la cameriera in un hotel. Vista la sua bellezza e le sue misure, perfette per gli abiti della Maison Woodcok, decide di portarsela a casa. Alma si rivela acuta, tenace e disposta a tutto pur di avvicinare Reynolds a sé e ottenere da lui un vero impegno sentimentale.

Paul Thomas Anderson dirige un film sinuoso e seducente proprio come gli abiti cuciti dal protagonista de Il filo nascosto. Maestosa la performance degli attori, con una Daniel Day-Lewis (nella sua ultima interpretazione) che non sbaglia una posa di un millimetro e non pronuncia una parola di troppo. Come in fondo tutto il film che sottrae, si contiene, si misura e si trattiene dal mostrarci tutto ciò che i nostri occhi pigri sono ormai abituati a vedere al cinema.il filo nascosto recensione

A Quiet Place – Un posto tranquillo, di John Krasinski:

Il silenzio è l’unico modo per sopravvivere in A Quiet Place, il nuovo horror diretto e interpretato da John Krasinski con Emily Blunt, Millicent Simmonds e Noah Jupe. Il mondo è stato invaso da terribili mostri dotati di un udito evoluto in grado di cacciare semplicemente percependo i rumori. Il film si svolge in uno scenario desolato di un futuro non ben definito. Gran parte della razza umana è stata sterminata. La famiglia degli Abbott cerca di rimanere unita e sopravvivere. Ma per rimanere in vita non bisogna fare alcun rumore.

Il motivo per cui vogliamo consigliarvi A Quiet Place è che si tratta di un horror molto particolare. Quasi tutto il film si svolge nel silenzio più assoluto, poche battute, pochi rumori; i personaggi interagiscono per lo più grazie al linguaggio dei segni. La colonna sonora è la vera voce narrante della storia. E’ sicuramente un horror, ma oltre alla paura c’è spazio anche per momenti di malinconia e commozione. Di breve durata (circa 90 minuti) il film scorre abbastanza velocemente, garantendo l’intrattenimento agli appassionati del genere. Tuttavia i palati “più fini” ed amanti degli horror di tensione e psicologici potrebbero storcere il naso nel sapere che gran parte della paura è veicolata mediante i soliti (scontati) jumpscare (ndr. Salti di paura). Se siete curiosi non vi resta che approfondire questa scheda del film con la nostra recensione ed il trailer in italiano che trovate al seguente link. Buona lettura e buona visione.a quiet place recensione

Dogman, di Matteo Garrone:

Simoncino, ex-pugile appena uscito di prigione, detta legge in un desolato quartiere di periferia degno dei più squallidi scenari post-apocalittici. La sua vittima prediletta è Marcello, un piccolo uomo che cerca solo di volersi far bene dalla gente che lo circonda. Marcello trascorre le giornate a svolgere il suo lavoro di toelettatore per cani. L’ambiguo e asfissiante rapporto di sudditanza con Simoncino è destinato a cambiare in peggio la sua vita. Ma finalmente, dopo anni di maltrattamenti e soprusi, Marcello è più che deciso a riscattarsi…

Accolto da lunghi e scroscianti applausi a Cannes 2018, Dogman è sicuramente uno di quei film che non potete perdervi. Questa favola nera diretta da Matteo Garrone oltre a presentarci una bella storia drammatica tratta da reali fatti di cronaca (ndr. Il canaro della magliana) è valida anche dal punto di vista tecnico (regia, fotografia e scenografia). Marcello Fonte è l’attore protagonista che interpreta il Dogman di Garrone; con uno di quei volti difficile da dimenticare e una straordinaria naturalezza nell’interpretare il suo ruolo Marcello ha meritatamente vinto il premio di miglior protagonista al festival di Cannes.

Dogman di Garrone è l’ennesimo riscatto del nostro cinema negli ultimi anni.. Una luce che riaccende in noi quella speranza ormai morta da tempo che il cinema italiano possa essere di alto (altissimo) livello. Una pellicola adatta ad un vasto pubblico, e consigliata essenzialmente a tutti. Se quindi vi siete incuriositi non vi resta che approfondire ulteriormente leggendo la nostra recensione e guardando il trailer in italiano che trovate al seguente link. Buona lettura e buona visione.

Dogman recensione

L’isola dei cani, di Wes Anderson:

Se con Fantastic Mr. Fox Wes Anderson aveva dimostrato il suo talento con la stop-motion, con L’isola dei cani il regista torna a confermare tale maestria. Il film, che ha ottenuto ottimi riconoscimenti di pubblico e critica, si presenta come una parabola contemporanea; nel 2037 in Giappone un virus ha infettato tutti i cani del paese, ora costretti all’esilio forzato su un’isola. Gli uomini sembrano ormai aver abbandonato per sempre quello che una volta era il loro compagno più fedele, ma questo non vale per tutti; il giovane Atari non si arrende, e giunto sull’isola dei rifiuti parte alla ricerca del proprio cane. Al suo fianco, un gruppo di cani; gli unici sembra, a differenza della razza umana, a saper dimostrare ancora affetto e provare empatia.

Il film di Anderson, grande esempio di tecnica che tuttavia non mette da parte una storia convincente, vede nel cast vocale in lingua originali grandi nomi come Bryan Cranston, Edward Norton, Bill Murray e Scarlett Johansson.Isola dei cani recensione

Ready Player One, di Steven Spielberg:

Steven Spielberg torna alla fantascienza dopo anni di distacco, e lo fa con un film che si richiama all’elemento nostalgico e alla cultura pop; tra citazioni autoreferenziali e generali, il regista premio Oscar ci introduce in Oasis, un meraviglioso universo virtuale che ha ormai più importanza della vita reale, intrisa di povertà e decadenza. E tra i tanti giocatori di Oasis, in competizione per entrare in possesso di tre chiavi che consentiranno loro di ottenere delle Easter Eggs, e con esse il controllo di Oasis stessa dopo la morte del suo creatore, troviamo il giovane Wade Watts. Ready Player One quindi, tratto dall’omonimo romanzo di Ernest Cline, si presenta come un film pieno d’azione, dove la ricerca e la risoluzione delle prove assumono un significato fondamentale, insieme alla formazione dei legami tra i vari protagonisti.

Tuttavia, non è questo a colpirci quanto la chiara intenzionalità dell’autore di elogiare una cultura pop che spazia tra citazioni letterarie, cinematografiche e videoludiche in maniera egregia.migliori citazioni Ready Player One

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